I blog di Alessioempoli

Data 13 novembre 2016

WORDPRESS – 2°

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               WordPress – 2°

 

 

 

11) WordPress localizzato in Italiano

 

Per la stesura di questa guida abbiamo scelto di scaricare l’ultima versione di WordPress in lingua Inglese dal sito ufficiale dell’applicazione; la comunità italiana, del Blog engine, rilascia una versione localizzata che potrete trovare su WordPress-it.it; nel momento in cui scriviamo è disponibile la versione 2.3.2 in Italiano che contiene già i file necessari per la localizzazione.

Per coloro che invece desiderano localizzare WordPress in un secondo momento, esiste una semplice procedura da seguire:

– innanzitutto è necessario scaricate il file con estensione.mo in Italiano, presente sulla stessa pagina dedicata alla localizzazione; il file è contenuto in un archivio Zip che andrà decompresso;

– in secondo momento è necessario editare il file di configurazione “wp-config.php” utilizzando un editor di testo come per esempio il Blocco Note.

Il file .mo utilizza come convenzione lo standard ISO-639, per il quale la lingua italiana viene rappresentata con l’abbreviazione “it”, mentre il codice del paese è espresso tramite lo standard ISO-3166 per il quale “Italia” è rappresentato da “_IT”.

All’interno del file di configurazione troveremo una riga come la seguente:

 

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Una volta apportate le modifiche indicate bisognerà salvare il file di configurazione.

Ora sarà necessario creare una nuova cartella (se non è già presente), chiamata “/languages”, che dovrà essere salvata all’interno della directory “/wp-includes” di WordPress, quindi, si dovrà caricare il file “.mo” all’interno di “/languages”.

Stesso discorso per quanto riguarda il file “wp-config.php” modificato, che andrà uploadato nella directory principale dell’applicazione.

Non rimane che accedere all’admin di WordPress, se tutto è andato per il meglio questo dovrebbe presentarsi completamente tradotto in Italiano:

 

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12) Strumenti per l’amministrazione

 

Anche se esistono pochi CMS paragonabili a WordPress per disponibilità di estensioni e plugin, con cui aumentare le funzioni disponibili, l’applicazione mette a disposizione numerosi strumenti già in seguito alla prima installazione.

Loggandoci in amministrazione ci verrà presentata per prima la sezione dedicata alla “Bacheca“, questa fornisce un riassunto di tutte le attività svolte e mette a disposizione i link alle funzioni principali.

Inoltre, sulla destra, troviamo un box in cui sono elencate tutte le ultime attività svolte, come ad esempio gli ultimi commenti, gli articoli più recenti e le statistiche del blog (numero di articoli pubblicati, commenti ricevuti, Tags utilizzati, categorie presenti, etc).

In alto, allineato sulla sinistra, troviamo il menu principale dell’amministrazione di WordPress; oltre alla voce “Bacheca” sono presenti i collegamenti ad altre importanti funzioni:

 

– “Scrivi“: mette a disposizione tutti gli strumenti per la creazione dei post e delle pagine, permette di creare le categorie relative agli articoli, consente di caricare immagini e di inviarle all’editor dei post, gestisce le date di pubblicazione, protegge, se necessario, gli articoli tramite password e fornisce numerose altre feature che analizzeremo dettagliatamente nel corso di questa guida;

– “Gestione“: integra tutti gli strumenti per gestire gli articoli, le pagine, i commenti, le categorie, la modifica dei file (ad esempio l’index o l’.htaccess, per le regole che il Web server deve applicare) nonché l’importazione e l’esportazione di articoli, commenti, campi personalizzati e categorie;

– “Commenti“: è una voce di gestione dedicata unicamente all’interazione con gli utenti del nostro blog; ogni commento potrà essere modificato, cancellato, segnato come “spam” e “moderato” prima della pubblicazione;

– “Blogroll“: da la possibilità di aggiungere i collegamenti ai siti Web che si visitano di frequente per condividerli sul proprio blog; nello specifico per “blogroll” si intende una lista di collegamenti ad altri blog posta nella barra laterale del proprio blog;

– “Aspetto“: permette la scelta e la modifica dei temi da associare al blog, integra anche un editor per la modifica del CSS e di tutti gli altri file dei temi a disposizione; consente, inoltre, di modificare l’aspetto della testata (“header”) agendo su immagine e colori;

– “Plugin“: consente di gestire i plugin che estendono le funzionalità messe a disposizione da WordPress; una volta installato un plugin, sarà possibile attivarlo o disattivarlo direttamente da questa sezione; inoltre, è disponibile un editor integrato con cui sarà possibile modificare il codice dei plugin;

– “Utenti“: sezione per la gestione degli utilizzatori del blog, sarà possibile aggiungerne di nuovi, oltre all’amministratore, e affidare ad essi ruoli differenti nelle mansioni di amministrazione, scrittura degli articoli, pubblicazione, lettura etc.; da qui l’utente corrente potrà modificare tutti i dati relativi al proprio profilo;

– “Opzioni“: mette a disposizione la maggior parte delle funzioni per la configurazione del nostro blog; questa sezione ci permetterà, tra l’altro, di definire il titolo e l’eventuale sottotitolo (“motto”) del nostro sito, di impostare i formati relativi a data ed ora, di definire le opzioni di scrittura e lettura, di stabilire il livello di visibilità del blog e di modificare la struttura dei “permalink”.

In alcune versioni più vecchie del CMS le sezioni Blogroll e Commenti erano presenti sotto gestione.

Nel corso di questa guida descriveremo nel particolare gli strumenti qui elencati, imparare ad utilizzarli significa conquistare il pieno controllo sulle pagine del proprio blog.

 

 

13) Prime configurazioni

 

La prima voce del menù di amministrazione di WordPress, di cui ci occuperemo, è quella relativa alle “Opzioni”, tramite le funzioni disponibili potremo, infatti, configurare il nostro blog.

Cliccando su “Opzioni” avremo a disposizione un sotto menù con collegamenti a funzioni specifiche; la prima voce del sotto menù è “Opzioni generali”, questa sezione ci permetterà di modificare alcune informazioni inserite al momento dell’installazione, come per esempio il titolo del blog e l’indirizzo e-mail di riferimento.

 

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Grazie alla schermata a disposizione, sarà possibile anche inserire un sottotitolo (“Motto”) per il blog, inoltre è consentito definire due diverse URL: la prima (“Indirizzo di WordPress”) si riferisce al percorso di installazione dell’applicazione la seconda va specificata in modo diverso dalla prima soltanto nel caso in cui l’homepage del blog sia diversa da quella in cui è installato WordPress.

Se per esempio WordPress è installato nel percorso “http//www.miosito.it/WordPress“, ma si desidera che la home page del nostro blog venga visualizzata dal percorso http://www.miosito.it, allora la prima URL dovrà essere indicata nel campo “Indirizzo di WordPress”, mentre la seconda nel campo “Indirizzo del blog”.

Quindi, sarà necessario seguire una semplice procedura per modificare la struttura dei file:

– clickare sulla voce “Aggiorna impostazioni” per confermare le modifiche;

– copiare il file “index.php” e l’”.htaccess” dalla cartella d’installazione di WordPress per spostarli nella directory principale del sito;

– editare il file “index.php” e modificare la riga come sotto.

 

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Così il codice presente nell’index sarà in grado di conoscere la posizione della cartella di installazione.

Nel caso si utilizzassero i “permalink”, ci si dovrà recare nella sezione dell’amministrazione dedicata (ne parleremo in seguito) e aggiornare la struttura dei “permalink” nonché il relativo file .htaccess tramite l’apposito pulsante.

Un’altra voce importante di questa pagina è quella relativa alle “iscrizioni”; abbiamo due possibilità di scelta:

– Chiunque può registrarsi;

– Gli utenti devono essere registrati e fare il login per poter inviare commenti.

Una scelta non esclude l’altra ed è possibile selezionarle entrambe; spuntando la prima voce permetteremo a chiunque di effettuare una registrazione al nostro blog, spuntando la seconda chi vorrà postare commenti dovrà prima affrontare la procedura di registrazione.

Agli utenti iscritti sarà possibile associare differenti livelli di privilegio:

 

Administrator: ha accesso a tutte le funzioni dell’interfaccia di amministrazione;

Editor: può pubblicare post e gestirli, indipendentemente dal fatto che siano stati scritti da lui o meno;

Author: può pubblicare e gestire unicamente i suoi post;

Contributor: può scrivere e gestire i propri post ma non ha la facoltà di pubblicarli;

Subscriber: può soltanto leggere i commenti e ricevere servizi come per esempio le newsletter.

La seconda parte dell’interfaccia, dedicata alle “Opzioni generali”, è destinata alla formattazione della data e dell’ora, dovremo quindi decidere come gli utenti visualizzeranno queste informazioni a corredo dei post.

WordPress propone la data corrente nel formato: “gg-mm-aaaa oo:mm:ss” (ad esempio “14-01-2008 14:45:45”); questo formato segue lo standard del Tempo Coordinato Universale (Universal Time Coordinated – UTC), conosciuto anche come tempo civile, cioè il fuso orario di riferimento per il calcolo di tutti gli altri fusi orari del mondo.

I parametri che è possibile configurare per la formattazione di data e ora sono:

– Formato predefinito per la data, di default “F j, Y” (ad esempio: “Gennaio 26, 2008”), le virgole sono interpretate letteralmente, quindi una virgola sarà visualizzata dagli utenti, al posto di F, j e Y possiamo inserire:

l è il nome completo del giorno della settimana con iniziale maiuscola;

F è il nome completo per il mese;

j è il giorno del mese;

Y è l’anno in formato numerico a quattro cifre.

– Formato predefinito per l’ora, di defaultg:i a” (ad esempio: “3:45 pm”). È espresso nel formato anglosassone “AM/PM” che divide le 24 ore nelle fasi antimeridiane e pomeridiane di 12 ore ciascuna. Per la configurazione di questi parametri si può utilizzare la formattazione di data o orario locale disponibile in PHP.

– Inoltre abbiamo altri due parametri configurabili:

Differenza del fuso orario, ad esempio “+1” per l’ora italiana; di default questo parametro è settato su “1” per via dell’orario corrispondente al meridiano di Greenwich che è in anticipo di 60 minuti rispetto all’ora corrente italiana;

Giorno iniziale della settimana, che per gli italiani è il Lunedì mentre per gli anglosassoni è la Domenica.

 

 

14) Opzioni di scrittura e lettura

 

All’interno del menù “Opzioni” abbiamo altre due voci di sotto-menù destinate a configurare le regole per la scrittura e la lettura, di articoli e pagine.

Il sotto-menù “Scrittura” ci consente di stabilire la dimensione della textarea in cui andremo a scrivere i nostri post; di default questa voce (“Dimensioni box di scrittura”) è settata su “10” righe, valore che potrà essere modificato arbitrariamente dall’utente.

Per quanto riguarda la formattazione dei post è possibile selezionare due voci:

Converti gli emoticon come :-) o 😛 in simboli grafici sullo schermo;

– WordPress correggerà automaticamente il codice XHTML non correttamente annidato.

La prima, se selezionata, permette di sostituire gli emoticon utilizzati durante la scrittura nelle corrispondenti immagini “smiles”; la seconda consente di gestire con l’aiuto dell’applicazione anche codici di formattazione mal scritti o parziali.

Di default la categoria predefinita per l’inserimento degli articoli è “Senza categoria” (“Uncategorized”), una volta inserite delle nuove categorie (vedremo come) l’utente potrà modificare la voce “Categoria di pubblicazione predefinita” selezionando dall’apposito menù a tendina la categoria a cui l’applicazione assocerà gli articoli quando, per questi, non ne verrà specificata una in particolare.

Se, per esempio, creassimo la categoria “News” è la impostassimo come predefinita, tutti gli articoli non associati ad una categoria verrebbero associati di default a “News”.

Molto interessante è la sezione dedicata alla pubblicazione di articoli per email; per poter pubblicare sul nostro blog tramite messaggi di posta elettronica è necessario un account e-mail segreto, con relativo accesso POP3, in questo modo qualsiasi mail ricevuta dall’indirizzo specificato verrà pubblicata dall’applicazione.

Si tratta di una funzione molto comoda ma potrebbe essere anche pericolosa se utilizzassimo un indirizzo noto al pubblico; l’account utilizzato per le pubblicazioni deve quindi rimanere segreto.

 

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Per beneficiare di questa funzione è necessario specificare 5 voci:

– il server POP3, utilizzato per ricevere i messaggi di posta elettronica (in questo caso l’SMTP d’invio non va indicato, l’applicazione deve soltanto ricevere);

– la porta “di ascolto” del “POP” server, cioè quella che il server utilizza per rimanere in attesa dei messaggi inviati all’account;

– il nome utente associato all’account;

– la password associata all’utente;

– la categoria destinata a raccogliere i post inviati per e-mail;

per quanto riguarda, invece, le opzioni per la lettura (sotto-menù “Lettura”), attraverso di essa sarà possibile settare innanzitutto il contenuto della pagina iniziale del blog; quest’ultima potrà contenere, per esempio, gli ultimi articoli inseriti, oppure una pagina statica che presenta gli argomenti trattati nel blog;

– sarà poi possibile definire il numero massimo di articoli per le pagine (di default questo valore è settato su “10”) e specificare le caratteristiche dei Feed RSS;

– per quanto riguarda i Feed RSS, sarà possibile definire quanti articoli mostrare nel Feed, per esempio i 10 articoli più recenti; per ogni articolo il Feed può presentare l’intero testo contenuto o soltanto un riassunto. È bene tenere presente che se nella stesura di un articolo si utilizza la funzione “<–more–>” per separare l’anteprima dal testo, questa taglierà anche il testo contenuto all’interno del Feed rendendo visibile soltanto la porzione destinata all’anteprima;

– per i Feed (e per le pagine) è possibile stabilire anche il tipo di codifica utilizzata; di default la codifica dei caratteri per WordPress è UTF-8 (Unicode Transformation Format, 8 bit), essa è in grado di rappresentare praticamente tutti i caratteri ed è la codifica predefinita per il formato XML, si consiglia quindi caldamente di lasciare immutato il valore di default utilizzato.

 

 

15) Scrivere un post per il blog

 

Una volta affrontate le operazioni di configurazione basilare del nostro blog, sarà possibile scrivere un primo post in modo da conoscere gli strumenti che WordPress mette a disposizione per quello che è lo scopo principale dell’applicazione: creare contenuti, pubblicarli e condividerli.

Il menù “Scrivi” si suddivide in un ulteriore sotto-menù dotato di due voci:

Scrivi articolo;

Scrivi pagina.

Le funzioni disponibili per le due voci sono molto simili (praticamente identiche con poche eccezioni), varia però lo scopo, la prima permette essenzialmente di creare un contenuto da assegnare, o meno, ad una categoria, la seconda crea una vera e propria pagina dinamica che entrerà a far parte della struttura del nostro blog.

Cliccando su “Scrivi articolo” ci verrà presentata una finestra in cui campeggia un editor per la stesura dei nostri post.

 

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Si tratta di TinyMce è l’editor standard WYSIWYG di WordPress, permette di scrivere testi e di aggiungere ad essi markup HTML, senza dover conoscere approfonditamente i tag del linguaggio; di default, il post viene proposto sotto forma di output visuale, i più esperti avranno comunque a disposizione un pratica “vista codice” che permette di mettere mano direttamente ai tag.

 

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Per scrivere un post sarà possibile assegnargli un titolo, fatto questo potremo procedere con la stesura del testo; una tentazione potrebbe essere quella di scrivere l’articolo utilizzando prima un editor come Microsoft Word (o altro software equivalente) per poi incollare il tutto all’interno dell’editor. Questa operazione non è impossibile ma è vivamente sconsigliata, infatti l’editor potrebbe non essere in grado di tradurre tutti caratteri utilizzati nelle relative entità HTML dando origine ad errori di formattazione.

Generalmente i post in un blog vengono proposti sulla base di un’anteprima visualizzabile nell’home page o nella categoria relativa all’articolo; gli utenti potranno dare un’occhiata all’anteprima e, se l’argomento è di loro interesse, decidere di continuare a leggere grazie ad un apposito collegamento che ha come destinazione l’articolo completo.

Per definire l’anteprima di un articolo non è necessario scriverla in un campo dedicato, basta andare sulla “vista codice” dell’editor e inserire il tag “” all’altezza desiderata; se per esempio volessimo utilizzare soltanto il primo capoverso per la nostra anteprima, basterà inserire il tag subito dopo il punto fermo.

Una volta scritto il nostro articolo, sarà possibile associare ad esso dei “Tag” da separare con un virgola. I Tag non sono altro che parole di riferimento riguardo all’argomento trattato da un articolo. Se per esempio un nostro post riguardasse uno script PHP i Tag da utilizzare potrebbero essere: “PHP, MySQL, Script PHP, codice” etc. Ogni Tag viene trasformato in un collegamento interno dall’applicazione, in questo modo cliccando su di esso gli utenti potranno visualizzare una lista di tutti gli articoli che hanno in comune quel Tag e che plausibilmente trattano di argomenti molto simili.

Completata la redazione dei contenuti, sarà possibile scegliere tra tre opzioni:

– “Salva e continua”;

– “Salva”;

– “Pubblica”.

La prima opzione ci permette di salvare quanto abbiamo scritto fino ad ora e di ritornare all’editor per continuare le operazioni di gestione dell’articolo; di default abbiamo sempre disponibile un voce “Anteprima” (in alto, a destra della voce “Articolo”) con cui potremo visualizzare il post come apparirebbe una volta pubblicato, questa funzione risulterà molto comoda per pubblicare l’articolo solo nel momento in cui viene mostrato nella forma desiderata.

Anche “Salva” ci riporta all’editor, ma non per correggere l’articolo appena realizzato, bensì per digitarne uno nuovo; in ogni caso i titoli di tutti gli articoli appariranno in una sezione posta in alto sopra l’editor (“Le tue bozze”) e cliccando sull’apposito collegamento sarà possibile tornare sui propri passi editando nuovamente gli articoli salvati in precedenza.

Pubblica” consente, invece, di rendere disponibile l’articolo nel front-end del blog, sarà quindi visualizzabile ed eventualmente commentabile per tutti coloro che sono autorizzati.

 

 

16) Assegnazione di categorie e attributi

 

Una volta scritto un post, l’amministrazione di WordPress ci mette a disposizione numerose funzioni destinate alla sua gestione. Il tutto è presente in un menù laterale strutturato per box.

Grazie ad AJAX (Asynchronous JavaScript and XML) i box del menù laterale sono sia mobili (trascinabili con la tecnica del drag&drop) che espandibili; in questo modo l’utilizzatore potrà modificarne la disposizione e visualizzare le sottovoci secondo le proprie esigenze; prendiamo, per esempio, i primi due box che di default sono “Categorie” e “Discussione“.

 

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Come accennato in precedenza, ogni articolo può essere associato ad una determinata categoria; se questa non viene specificata il post verrà assegnato di default alla categoria “Uncategorized”; al momento non abbiamo ancora creato alcuna categoria, è venuto quindi il momento di farlo, espandendo il relativo Box del menu laterale.

 

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Per creare una nuova categoria è sufficiente specificarne il nome nell’apposito modulo e cliccare sul pulsante “Aggiungi”; è possibile anche creare più categorie simultaneamente semplicemente separandone i nomi con una virgola.

Una volta creata la categoria basterà spuntarla dall’elenco per associare ad essa un articolo; WordPress consente di associare uno stesso articolo a più categorie semplicemente spuntando tutte le voci desiderate dall’apposito elenco del box “Categorie”.

Per quanto riguarda le altre opzioni da associare all’articolo corrente, abbiamo il già citato box “Discussione” che si suddivide in due sotto-voci selezionabili anche contemporaneamente:

 

– “Permetti commenti”, consente agli utenti di commentare l’articolo corrente;

– “Permetti Ping”, funzione che avverte quando un altro blogger ha postato nel proprio sito Web un intervento riguardo all’articolo corrente.

 

Grazie al box “Abbreviazione articolo” sarà possibile definire il link al singolo articolo utilizzando un’abbreviazione per il titolo dell’articolo stesso; chiariremo meglio l’argomento quando parleremo specificatamente dei “Permalink”.

I box “Password articolo” e “Modifica data e ora” non hanno bisogno di particolari descrizioni, il primo consente di proteggere l’articolo con una parola chiave che ne impedisca l’accesso ad estranei, mentre il secondo è utile nel caso in cui si voglia modificare data e ora con valori differenti da quelli correnti.

Di particolare interesse è invece il box denominato “Stato dell’articolo” in cui sono disponibili 4 voci:

– “Pubblicato”, quando l’articolo è disponibile sul front-end del blog;

– “In attesa di revisione”, una funzione molto utile per i blog a cui partecipano molti blogger di livello “Autore” che non hanno il permesso per pubblicare un articolo senza prima una revisione dell’editore o dell’amministratore;

– “Bozza”, valore impostato quando un articolo non è stato pubblicato ma è disponibile per la gestione da parte di redattori e admin che possono correggerlo e pubblicarlo;

– “Privato”, in uso quando l’articolo è disponibile per il solo autore.

 

 

17) Gestione delle immagini

 

Le funzioni di WordPress per la redazione dei post mettono a disposizione anche una serie di strumenti per l’upload e l’inserimento delle immagini ad integrazione dei testi. Torniamo un attimo al menù principale e clicchiamo su “Opzioni” per poi recarci nella sezione “Varie” del sottomenù.

All’interno di essa è possibile gestire la funzione “Caricamento” che mette a disposizione l’opzione “Memorizza gli upload in questa cartella:”; grazie ad essa sarà possibile specificare la directory in cui verranno inserite le immagine caricate tramite l’applicazione.

Di default questa cartella si trova sul percorso “wp-content/uploads” ma potrà essere modificata dall’utilizzatore nel caso egli desideri caricare le immagini su un’altra path.

L’avvertenza è naturalmente quella di impostare i consueti permessi per l’accesso alla cartella (chmod), diversamente non sarà possibile effettuare il caricamento delle immagini.

WordPress permette di archiviare le immagini uploadate sulla base di un ordinamento cronologico, per cui volendo sarà possibile organizzarli in cartelle per mese ed anno semplicemente spuntando l’apposita casella presente sempre all’interno delle opzioni per il caricamento.

Torniamo ora nel menù “Scrivi” e portiamoci al di sotto dell’editor degli articoli, sarà facile notare la sezione denominata “Carica” che è dotata di tre campi form destinati nello specifico:

 

– all’upload del file fisico;

– all’indicazione del titolo da assegnare all’immagine che funzionerà anche come suo testo alternativo; nel caso in cui questo parametro non venga specificato WordPress lo inserirà automaticamente utilizzando come valore il nome dell’immagine stessa;

– ad una descrizione dell’immagine che si desidera caricare.

 

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Una volta digitati i parametri desiderati (soltanto quello relativo al “File” è necessario, gli altri due sono opzionali), basterà cliccare sul pulsante “Carica >>” per caricare l’immagine scelta nell’apposita cartella.

A questo punto l’interfaccia per la gestione degli upload verrà modificata, il menù prenderà il nome di “Scorri tutto” permettendoci di selezionare l’immagine che abbiamo deciso di associare al nostro articolo.

WordPress consente questa operazione grazie alla creazione di miniature con cui sarà più semplice scorrere il catalogo delle immagini inserite, è comunque buona norma non eccedere né in termini di peso né in termini di dimensioni.

Cliccando sull’immagine scelta sarà possibile utilizzare un ulteriore menù di gestione che si divide in due sezioni principali: “Modifica” e “Inserisci”.

Di default l’applicazione mostra il menù “Inserisci” in cui sarà possibile gestire le caratteristiche relative alla visualizzazione e ai link dell’immagine.

Le opzioni di visualizzazione sono le seguenti:

 

– “Miniatura”, in questo caso l’immagine non verrà visualizzata nelle sue dimensioni reali ma ridotta dall’applicazione;

– “Dimensione reale”, per visualizzare l’immagine esattamente come è stata uploadata;

– “Titolo”, per visualizzare soltanto il titolo associato all’immagine.

 

Le opzioni per il link sono invece le seguenti:

 

– “Immagine”, per cui il collegamento punterà all’immagine stessa, si tratta di un’opzione utilizzata generalmente per le miniature in modo che permettano la visualizzazione del sorgente originale;

“Pagina”, per cui in seguito al click sul collegamento l’immagine verrà visualizzata nelle sue dimensioni reali in una pagina appositamente dedicata;

– “Nessuna”, per cui all’immagine non verrà associato alcun collegamento.

 

Settate le caratteristiche dell’immagine, questa verrà caricata all’interno della textarea dell’editor, in cui è presente il testo dell’articolo o della pagina, cliccando sul tasto “Invia all’editor”; sarà possibile collocare il file, nel punto che si desidera, utilizzando come riferimento il cursore del mouse: se puntiamo il cursore tra due capoversi o all’inizio dell’articolo, premendo su “Invia all’editor” l’immagine verrà caricata esattamente in quella posizione.

 

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Le opzioni messe a disposizione dal menù “Modifica” sono, invece, relative alle proprietà delle immagini e permettono di modificare le informazioni digitate tramite “Carica”, potremo quindi:

 

indicare una URL per il percorso assoluto all’immagine;

cambiare il titolo precedentemente associato;

– modificare la descrizione dell’immagine;

cancellare l’immagine.

 

Nel caso in cui utilizziate l’ultima opzione, tenete conto che questa vi permetterà di cancellare il file fisico dalla relativa cartella per l’upload ma non di rimuovere i riferimenti ad essa in articoli e pagine, come per esempio il titolo ed eventuali collegamenti. Per eliminare anche questi ultimi elementi dai post sarà quindi necessario rimuoverli manualmente.

 

 

18) Gestione di post e pagine

 

I post e le pagine create con WordPress potranno essere gestite tramite l’apposita sezione del menù principale denominata appunto “Gestione“.

La prima sotto-voce della sezione è “Articoli“, dove sarà possibile visualizzare una lista di tutti i post ordinati per data a partire dal più recente. Quindi, tenete conto del fatto che modificando la data di un articolo questo verrà reinserito in elenco nella corretta posizione cronologica utilizzata dall’applicazione per l’ordinamento.

In ogni caso, un comodo motore di ricerca interno permetterà di ricercare gli articoli per termine, stato di pubblicazione, mese o categoria.

 

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Per ogni articolo sarà possibile visualizzare l’ID identificativo univoco, la data, il titolo, la categoria di appartenenza, il numero di commenti postati dagli utenti e il relativo autore.

Ciccando sul link corrispondente al nome della categoria si potrà visualizzare la pagina corrispondente del blog contenente tutti gli articoli pubblicati per quella determinata sezione, cliccando invece sul numero di commenti ci si sposterà nel relativo menù di gestione di cui parleremo a breve in una parte della trattazione appositamente dedicata.

La voce “Visualizza” permette di raggiungere la pagina del blog che ospita l’articolo, con “Modifica” potremo rieditarlo mentre “Cancella” eliminerà il post dopo aver richiesto conferma dell’operazione di rimozione.

Il menù di gestione delle pagine (“Pagine“) è praticamente identico a quello precedentemente esposto per gli articoli (post).

 

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Integra però meno funzioni, dato che per le pagine non sono previsti né i commenti né una categoria di riferimento.

 

 

19) gestione delle categorie

 

Il menù “Gestione” è particolarmente interessante in quanto ci consente di gestire direttamente le categorie senza dover passare per l’editing degli articoli.

 

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Per ogni categoria verrà indicato il nome e il numero di articoli che fanno capo ad essa, tutte le categorie potranno essere modificate, mentre tutte potranno essere cancellate tranne quella di default a cui sono destinati gli articoli senza categoria.

Nel caso del nostro esempio la categoria di default è “Uncategorized”, ma potremmo modificarla associando il ruolo predefinito ad un’altra (per esempio “News”); in questo secondo caso sarà la nuova categoria di default a non poter essere cancellata e quest’ultima ad ospiterà tutti gli articoli per cui non viene definita una categoria.

È bene tenere presente che cancellando una categoria non si cancellano gli articoli in essa contenuti, gli articoli appartenenti alla categoria rimossa verranno invece assegnati alla categoria predefinita.

Ricordiamo inoltre che, per la definizione della categoria di default, il percorso da seguire all’interno dell’amministrazione è “Opzioni>> Scrittura >> Categoria di pubblicazione predefinita.

Se le categorie che abbiamo a disposizione non sono sufficienti, possiamo sempre aggiungerne un nuova attraverso la funzione “Aggiungi categorie” del menuGestione >> Categorie“; se una categoria non basta per ordinare tutti gli articoli presenti all’interno di essa, sarà possibile creare delle sotto-categorie.

Quando si aggiunge una nuova categoria è necessario indicare:

– il nome della categoria;

– l’eventuale abbreviazione che potrà essere utilizzata per comporre l’URL alla categoria;

– la “Categoria madre”, che sarà “Nessuna” per le categorie principali e il nome della categoria di riferimento (“madre”) per quanto riguarda le sotto-categorie;

– la descrizione della categoria (voce facoltativa).

Se per esempio volessimo aggiungere una sotto-categoria “Realizzare Scripts PHP” con link abbreviato “Scripts PHP” e categoria madre “PHP” potremmo compilare l’apposito form.

 

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Cliccando su “Aggiungi categoria >>” questa sarà aggiunta alla lista preesistente; ora però “PHP” è divenuta una categoria madre, quindi al di sotto di essa verrà visualizzata la “figlia” appena creata.

 

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Per la creazione di categorie e sotto-categorie è bene tenere presente alcune regole basilari:

– WordPress non crea due categorie dello stesso livello con lo stesso nome;

– è possibile inserire due sotto-categorie con lo stesso nome in due categorie differenti;

– virtualmente il numero di livelli per le sotto-categorie è illimitato.

 

 

20) Gestione dei commenti

 

I commenti sono la vera particolarità dei blog, la possibilità di creare discussioni attorno ai contenuti ha fatto la vera fortuna del web 2.0. WordPress mette a disposizione tutti gli strumenti necessari alla gestione della partecipazione con funzioni per la manipolazione e la modifica dei commenti in una sezione appositamente dedicata.

Nel menù principale dell’amministrazione è ben visibile il collegamento “Commenti”, cliccandoci sopra si accede ad un’interfaccia utilizzabile in due diverse modalità: “Visualizzazione” e “Modifica di massa”.

 

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La prima modalità elenca i commenti in ordine cronologico, l’ultimo commento verrà visualizzato per primo; per esigenze di ricerca più “raffinate” è possibile utilizzare il pratico motore interno che consente di reperire termini o altre chiavi nel testo dei commenti, negli indirizzi e-mail degli utenti, negli URL delle pagine Web segnalate e negli indirizzi IP che identificano i terminali degli utenti.

Per ogni commento viene indicato:

 

– il nome dell’utente che lo ha postato;

– il suo indirizzo di posta elettronica (se indicato);

– il collegamento al sito web dell’utente (se indicato);

– l’indirizzo IP del terminale da cui è stato inviato il commento;

– il testo del commento;

– la data del commento.

Ogni commento potrà essere modificato tramite un piccolo editor “vista codice” (sempre basato su tinyMCE) da cui potranno essere manipolate tutte le informazioni relative al commento tranne quelle associate all’indirizzo IP e all’ora in cui è stato postato il commento.

 

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Se vogliamo utilizzare qualche opzione in più, possiamo integrare quanto operato con l’editor tramite l’opzione “Avanzato” che permetterà di modificare anche la data del commento e di impostare una delle quattro voci disponibili in modalità “Visualizzazione”:

– “Approvato“: il commento può essere pubblicato e reso visibile sul blog;

– “Moderato“: il commento è stato revisionato, giudicato pubblicabile o meno, se approvato potrà ora essere pubblicato;

– “Spam“: il commento non ha nulla a che fare né con l’argomento dell’articolo né con la discussione in corso; plausibilmente si tratta soltanto di segnalazioni pubblicitarie non richieste;

– “Cancella“: il commento è stato moderato e ritenuto non pubblicabile ma non “spam”, quindi viene eliminato; lo spam non viene eliminato del tutto, alcune informazioni (ad esempio l’indirizzo IP) vengono conservate in vista di un prossimo tentativo di utilizzare i commenti per scopi non ortodossi.

La modalità “Modifica di massa” funziona in modo non dissimile dalla modalità precedentemente descritta, ma permette di selezionare più commenti contemporaneamente ed eventualmente di cancellarli o di segnalarli come spam.

 

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Capita, infatti, che spammer e utenti che non sanno come impiegare meglio il loro tempo riempiano le pagine dei post con commenti assolutamente inutili; meglio quindi limitare la fatica al minimo con la possibilità di cancellarli in un colpo solo.

9 Risposte a “WORDPRESS – 2°”

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