I blog di Alessioempoli

Data 11 novembre 2016

WordPress – 1°

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                WordPress – 1°

 

 

 

1) WordPress: introduzione

 

 

Nato come piattaforma di blogging, oggi WordPress permette di sviluppare ogni tipo di sito Web, dai blog personali, agli e-commerce più avanzati; il CMS ha infatti alla base un framework che ne ha fatto un ambiente di sviluppo per ogni sorta di applicazione Web. Le sue caratteristiche fondamentali sono la semplicità d’uso e la flessibilità della struttura a vantaggio degli sviluppatori. La complessità viene gestita dal framework, che rende disponibile un tool di API tramite le quali è possibile estendere WordPress.

 

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Le funzionalità core di WordPress

 

Le funzionalità core di WordPress sono legate sia all’utilizzo che allo sviluppo, a quelle di base si sommano poi funzionalità aggiuntive grazie alle migliaia di estensioni gratuite e commerciali.

Istallare WordPress e pubblicare contenuti online è questione di pochi attimi. L’architettura di base dispone di post per i contenuti dinamici e pagine per i contenuti statici, ma questa impostazione può rapidamente essere estesa con tipi di contenuti personalizzati, metadati e tassonomie. È possibile infatti importare con pochi click i contenuti da una serie di altre piattaforme, come Blogger, Tumblr e TypePad.

Non tutti gli utenti del sito hanno gli stessi privilegi, e WordPress, come ogni CMS avanzato, permette di assegnare capacità specifiche ad ogni ruolo utente. Di base, WordPress dispone di sei ruoli predefiniti:

 

Super Admin (solo WordPress Multisite).

Administrator.

Editor.

Author.

Contributor.

Subscriber.

 

Il set di ruoli non è rigido e grazie ai plugin l’utente può aggiungerne di nuovi e modificare le combinazioni di capacità assegnate ad ognuno di essi.

Il sistema di gestione di immagini e file mediali è semplice nell’utilizzo e avanzato nelle funzionalità. Per l’utente caricare media è operazione immediata grazie al supporto del Drag & Drop e a funzionalità di editing che permettono di modificare le immagini ridimensionandole e tagliandole tramite la comoda interfaccia grafica del pannello di amministrazione in base alle più diverse esigenze.

temi sono le estensioni grafiche di WordPress. Esistono migliaia di temi gratuiti e a licenza commerciale, sviluppati per esigenze generiche e per obiettivi specifici.

plugin sono invece le estensioni funzionali di WordPress. Come per i temi, esistono migliaia di plugin gratuiti e commerciali, che permettono a WordPress di gestire eventi, località geografiche, archivi di ogni tipo, negozi virtuali e quant’altro. Nessun limite conosciuto. WordPress notifica la disponibilità di nuove versioni di temi e plugin, e permette di prelevarli dalla repository senza mai abbandonare il pannello di amministrazione.

WordPress dispone di un sistema di commenti integrato, nessun plugin è necessario per mettere in opera un sito dotato di un sistema di discussione completo ed estremamente semplice da gestire.

WordPress nasce ottimizzato per i motori di ricerca, anche se l’amministratore del sito può migliorare questo aspetto grazie ai numerosi plugin disponibili nella repository. La lingua base è l’inglese, ma WordPress è disponibile in oltre 70 lingue.

WordPress è un software Open Source rilasciato con licenza GPL la quale prevede che ogni opera derivata debba essere rilasciata con lo stesso tipo di licenza. Ciò significa che si può estendere il CMS con temi e plugin, i quali possono essere ceduti commercialmente ma devono essere distribuiti sotto GPL. Se WordPress è il CMS più diffuso al mondo lo si deve anche all’attiva comunità di utenti e sviluppatori.

 

 

Funzionalità per gli sviluppatori

 

Il sistema di API di WordPress presenta circa una ventina di interfacce costituite da metodi e funzioni che eseguono operazioni specifiche su database, file system, dati e UI. Il sistema di API permette di sviluppare plugin e temi in modo indipendente aggiungendo funzionalità e servizi terzi al core del CMS.

Grazie all’Application framework di WordPress lo sviluppatore può dedicarsi esclusivamente alle funzionalità core delle proprie applicazioni, senza riprogettare il sistema di gestione degli utenti, localizzazione dell’ambiente di lavoro, richieste HTTP, accesso al database e gestione delle sessioni.

WordPress dispone di 5 tipi di contenuti base:

 

Post.

Page.

Attachment.

Revision.

Navigation menu.

 

A questi tipi predefiniti possono essere aggiunti un numero arbitrario di custom post types gestibili separatamente dai contenuti predefiniti. Possono essere, così, creati tipi specifici per eventi, località, portfolio e progetti. Metadati e tassonomie permettono di abbinare al contenuto principale dati aggiuntivi ed etichette semantiche che completano l’architettura dell’informazione.

jQuery, jQuery UI, Underscore.js, Backbone.js, Prototype, Tickbox e Plupload sono solo alcune delle librerie JS disponibili per gli sviluppatori, con esse WordPress si propone come uno dei più completi ambienti di sviluppo disponibili in Rete.

 

 

L’evoluzione di WordPress

WordPress evolve di continuo, e gli ultimi sviluppi vedono il CMS diventare un framework di sviluppo. Ma quali sono le novità più significative?

L’inclusione nel core della REST API accresce le possibilità di distribuzione dei contenuti e di controllo a distanza dei siti. Siano questi ospitati da WordPress.com o self-hosted le possibilità sono le stesse: post, pagine, commenti, tag, categorie, statistiche, notifiche, impostazioni, profili utente possono essere gestiti in lettura o scrittura tramite richieste GET e POST. Inviare una richiesta si riduce nella trasmissione di una URL contenente una serie di parametri. Alla richiesta WordPress risponderà inviando una risposta in formato JSON, che potrà essere gestita attraverso un linguaggio lato client o server.

 

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a tal proposito è possibile citare Calypso, un sistema di gestione accentrata di tutti i siti “WordPress Powered” tramite un unico pannello di amministrazione basato sulla REST API e sviluppato interamente in JavaScript. Per utilizzare Calypso basta avere un account su WordPress.com, istallare il plugin Jetpack e iniziare a gestire tutti i propri siti da un unico ambiente di lavoro.

 

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L’introduzione della REST API si basa sull’utilizzo di librerie JavaScript, lo sviluppo dell’interfaccia rimarrà appannaggio di JavaScript e delle più recenti librerie come ReactJSAngularJS e Node.js. Sono già diverse le applicazioni per WordPress sviluppate con React, tra le quali il tema ufficiale Twenty Sixteen considerabile più una WebApp che un classico tema di WordPress.

 

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La gestione dei dati attraverso la REST API, la visualizzazione attraverso le librerie JavaScript, i vantaggi degli ultime tecnologie standard, come il Local Storage e i Web Workers, lasciano bene intendere che WordPress si trova in un momento di rottura rispetto al passato.

 

 

2) Installare WordPress

 

Installare WordPress richiede pochi minuti. Basterà dotarsi dell’ultima versione disponibile del CMS e avere accesso ad un Web server che offra i seguenti requisiti minimi:

PHP 5.6 o superiore.

MySQL 5.6 o superiore, o, in alternativa, MariaDB 10.0 o superiore.

WordPress non è destinato esclusivamente ad utenti professionisti. Chiunque, infatti, sarà in grado di mettere online un sito Web in pochi semplici passi.

Il CMS funziona su qualunque tipo di server in cui siano disponibili le versioni di PHP e MySQL indicate, sebbene sia consigliato operare in ambiente Unix o Linux, con server Apache o Nginx e modulo mod_rewrite abilitato.

Attenzione: è sempre bene ricordare che WordPress è open source. Il codice è aperto e accessibile a chiunque abbia buone o cattive intenzioni. Per questo la sicurezza deve essere una preoccupazione costante di chi amministra il sito, e la scelta di un buon servizio di hosting è essenziale.

 

Prima di cominciare

Prima di installare il CMS è opportuno effettuare alcune verifiche.

Per prima cosa è bene assicurarsi di avere i permessi di scrittura necessari sui file e sulle cartelle. Di solito i permessi cambiano a seconda della configurazione del server ma, come regola generale, si può ritenere prudente non andare oltre 755 per le directory644 per i file, sebbene livelli più bassi siano possibili e, per alcuni file, consigliati.

In questa guida analizzeremo nel dettaglio i file di configurazione, come .htaccess e wp-config.php, per ora basterà dire che su questi file andranno impostati permessi più bassi: da 604 a 644 per .htaccess da da 600 a 644 per wp-config.php.

 

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È poi opportuno assicurarsi di avere accesso al database. Durante l’installazione WordPress richiederà l’inserimento del nome del database dove andranno archiviati i dati, esso dovrà essere creato prima di lanciare l’installazione.

Fondamentale dotarsi di un editor di testo. Se non si è sicuri del proprio editor abituale è opportuno consultare quelli consigliati. Può succedere infatti che si debba modificare manualmente il file di configurazione wp-config.php, ad esempio perché WordPress non ha i permessi di scrittura su quel file. Se l’editor di testo dovesse registrare caratteri non desiderati nel file l’installazione non andrà a buon fine.

 

La prima installazione di WordPress

 

Si prelevi l’ultima versione di WordPress in lingua inglese o Italiano. Si decomprima il pacchetto e lo si carichi via FTP nella root o in un subfolder del proprio spazio web.

Si crei quindi un nuovo database. A questo punto si può lanciare l’installazione guidata dall’indirizzo della directory dove è stato caricato WordPress. Se il pacchetto è stato installato nella root, WordPress reindirizzerà la richiesta su:

 

http:// miodominio.com/wp-admin/install.php

 

Se WordPress dispone dei permessi di scrittura necessari sul file wp-config.php aprirà una pagina in cui l’utente dovrà inserire i dati per accedere al database.

 

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WordPress propone il prefisso wp_ per i nomi delle tabelle, ma lasciare il prefisso predefinito potrebbe essere insicuro, si consiglia quindi di sostituire wp_ con prefisso di propria scelta.

Nella schermata successiva vanno impostati i dati di base del sito. La password sarà proposta da WordPress ma potrà essere cambiata in fase di installazione.

 

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Nel caso in cui WordPress non disponga dei permessi necessari, un messaggio di errore avvertirà l’utente che non è possibile creare il file wp-config.php. In questo caso, occorrerà creare una copia in locale di

 wp-config-sample.php, rinominandola in wp-config.php e modificando i valori delle seguenti costanti:

 

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Eseguito il task, il file andrà caricato sul server nella main directory di WordPress. A questo punto sarà possibile eseguire l’installazione.

 

 

Installare WordPress in una subdirectory

 

E’ buona pratica  tenere pulita la root del dominio e installare WordPress in una subdirectory. Ciò non ha conseguenze sulla fruizione del sito da parte degli utenti, in quanto è possibile servire il sito dalla URL della root directory e non dal subfolder che ospita l’installazione.

Che si tratti di una prima installazione o si voglia spostare un sito già funzionante in un subfolder, il procedimento è molto simile.

Si carichi il pacchetto nel subfolder (ad es. /wordpress) e si proceda come illustrato nel paragrafo precedente.

Quando l’installazione sarà completata, si apra la pagina delle impostazioni dei permalink, accessibile dal menu “Impostazioni → Permalink”, e si scelga la struttura dei permalink desiderata. Questa operazione genererà un file .htaccess o lo aggiornerà se già esistente.

Il passo successivo è l’impostazione della URL di WordPress e della URL del sito. Si vada quindi alla pagina delle impostazioni generali di WordPress (“Impostazioni → Generali”) e si assegnino i valori opportuni ai due campi:

 

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Nel campo “Indirizzo WordPress (URL)” andrà inserita la URL della directory dove è installato WordPress; nel campo “Indirizzo Sito (URL)” andrà inserita la URL della root o della directory che dovrà servire il sito. Entrambi gli indirizzi dovranno iniziare con http:// o https:// e non dovranno mai contenere la slash finale.

Non si tenti ancora di accedere alla home page, perché si otterrebbe un messaggio di errore.

Ora si acceda al server via FTP. I file index.php e .htaccess devono essere copiati e incollati dall’installazione di WordPress alla root directory. Si faccia attenzione a collocare nella root una copia dei file, senza rimuovere gli originali dalla directory di WordPress.

Potrebbe accadere che il file .htaccess non sia visibile. Ciò può succedere se si opera in locale e il sistema operativo lo riconosce come file di sistema o, in remoto, se il client FTP non visualizza i file nascosti. In entrambi i casi basterà forzare il client FTP alla visualizzazione dei file nascosti.

 

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Ora WordPress andrà a cercare il file wp-blog-header.php, da cui ha avvio il caricamento del sito, nella directory corretta. Il sito sarà quindi visibile all’indirizzo della root.

 

 

3) Il file wp-config.php: impostazioni di base

 

Il file wp-config.php è il file principale dell’istallazione di WordPress, esso è collocato nella root directory e memorizza tutti i principali parametri di configurazione. È utilizzato per configurare la connessione al database, per migliorare la performance e la sicurezza del sito. Permette inoltre di abilitare il debug mode di WordPress, fornendo utili informazioni in fase di sviluppo. Il file non è subito disponibile ma viene creato al primo avvio di WordPress.

 

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Nel caso in cui WordPress non abbia i privilegi di scrittura necessari a creare il file, l’amministratore del sito dovrà rinominare wp-config-sample.php in wp-config.php, impostando manualmente i valori delle costanti dichiarate nel file. Queste costanti vengono definite in un ordine preciso che non è opportuno alterare per evitare errori di esecuzione. Vediamo quali sono i parametri memorizzati nel file di configurazione.

 

Impostazioni di MySQL

 

wp-config.php memorizza le impostazioni MySQL, queste sono memorizzate nelle seguenti costanti:

 

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I valori impostati nel codice di esempio sono riferiti ad un’istallazione locale, quando non si lavora in locale è l’host a fornire i dati necessari. Ovviamente, per inserire il nome del database sarà opportuno accertarsi di averne creato uno perché non sarà WordPress a crearlo per noi.

Il nome dell’host può anche essere rilevato automaticamente definendo la costante DB_HOST come segue:

 

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In questo caso, ovviamente, il file dovrà essere modificato manualmente.

La costante DB_CHARSET imposta il set di caratteri da utilizzare quando vengono definite le tabelle del database. A partire dalla versione 4.2 di WordPress il set di caratteri predefinito non è più UTF-8 ma utf8mb4, set con identiche caratteristiche rispetto a UTF-8 ma con un byte in più per carattere. Il supporto a utf8mb4 migliora l’usabilità di WordPress nelle lingue per le quali si utilizza il set di caratteri Han(Cinese, Giapponese, Coreano). In generale non è necessario né consigliato modificare il valore predefinito.

La costante DB_COLLATE imposta il valore della collation, ossia l’ordine di lettere, numeri e simboli del set di caratteri. Se lasciato vuoto, la collation sarà assegnata in base al valore di DB_CHARSET. Al charset utf8mb4 corrisponderà la collation utf8mb4_unicode_ci. Anche in questo caso è preferibile

lasciare invariato il valore della costante.

 

Chiavi di sicurezza

Per assicurare una migliore crittografia delle informazioni memorizzate nei cookie,

 wp-config.php utilizza 8 chiavi di autenticazione che possono essere liberamente impostate dall’amministratore del sito. Per generare chiavi più sicure, si può utilizzare il servizio di chiavi segrete di WordPress. Quello che segue è un set di chiavi di esempio:

 

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Le chiavi di autenticazione sono richieste per il sistema di sicurezza. Le chiavi di “salatura” sono raccomandate sebbene non richieste.

 

 

Il prefisso delle tabelle

 

In fase di istallazione WordPress genera le tabelle in cui vengono archiviati i dati man mano che viene sviluppato ed aggiornato il sito, ad ognuna di esse viene assegnato un nome con un prefisso il cui valore predefinito è wp_

 

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Per evitare problemi di SQL injections è bene che il nome delle tabelle del database non sia noto. Per questo è sempre consigliabile impostare in fase di istallazione un prefisso diverso da quello predefinito. Il valore impostato viene memorizzato nel file wp-config.php nella variabile $table_prefix:

 

$table_prefix = ‘wp_’;

 

È possibile anche gestire più istallazioni con un solo database impostando un valore diverso per la variabile $table_prefix in ognuna delle istallazioni. Sono ammessi solo numeri, lettere e il carattere di sottolineatura.

Se il sito è già attivo è comunque possibile modificare il valore di $table_prefix. Una volta impostato il nuovo valore, bisognerà provvedere ad aggiornare i nomi delle tabelle e alcuni valori di campi: nella tabella wp_options andrà aggiornato il valore del campo option_name in corrispondenza di wp_user_roles (se presente), mentre nella tabella wp_usermeta andranno reimpostati i valori dei campi meta_key contenenti la stringa wp_.

 

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Prima di modificare un sito funzionante è opportuno effettuare un back-up preventivo.

 

 

4) Il file wp-config.php: impostazioni avanzate

 

Il file wp-config.php permette di migliorare le performance e la sicurezza dell’istallazione nonché di personalizzare alcuni aspetti avanzati del funzionamento del CMS.

 

URL del sito e URL di WordPress

I valori delle URL del sito e dell’istallazione vengono normalmente registrati nella tabella wp_options del database. Qualora siano dichiarate nel file wp-config.php, le due costanti WP_SITEURL e WP_HOME hanno precedenza sui parametri presenti nel database. Esse vengono dichiarate come segue:

 

define(‘WP_ SITEURL’,’http://example.com/wordpress’);

define(‘WP_home’, ‘http://example.com’ );

 

Spostare i sub-folder dell’istallazione

Le costanti WP_CONTENT_DIR WP_CONTENT_URL permettono di spostare la directory /wp-content, che ospita il contenuto del sito, dalla root dell’istallazione in una sub-directory. La prima assume il valore del percorso locale della directory /wp-content, mentre la seconda il valore della URL:

 

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Altre impostazioni avanzate

 

Altre impostazioni permettono di modificare l’intervallo del salvataggio automatico dei post in secondi:

 

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Debug mode

 

A vantaggio degli sviluppatori il file wp-config.php permette di impostare il sito in modalità debug assegnando true alla costante WP_DEBUG:

 

define( ‘WP_DEBUG’,true );

 

In modalità debug, WordPress rileva errori di esecuzione, avvisi e note di PHP, eventuali incompatibilità interne e funzioni deprecate negli script. Per questo è sempre consigliato attivare la modalità debug in fase di sviluppo, soprattutto quando si prevede di pubblicare temi e plugin. Per evitare la visualizzazione di messaggi di errore o notifiche impreviste ai visitatori è consigliato disattivare la modalità debug quando il sito entra in produzione.

Oltre a WP_DEBUG sono disponibili, anche se non presenti nel file wp-config.php iniziale, le costanti:

 

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Altra costante utile al debug è SAVEQUERIES:

 

define( ‘SAVEQUERIES’ , true ) ;

 

Impostandone il valore su true le query vengono memorizzate in un array reso disponibile dalla globale $wpdb->queries. Una volta salvate le query sarà possibile visualizzarle con il seguente codice:

 

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Atre funzionalità avanzate

 

La costante WP_MEMORY_LIMIT permette di modificare la quantità di memoria consumata da PHP. Può essere necessario aumentare il valore quando si riceve un messaggio di errore del tipo

Allowed memory size of XXX bytes exhausted”. Il valore predefinito per un’istallazione normale è di 40Mb (64Mb per un’istallazione multisite). Quando i 40Mb non sono sufficienti, è sufficiente assegnare un nuovo valore alla costante:

 

define( ‘WP_MEMORY_LIMIT’, ‘96M’) ;

 

 

Questa impostazione potrebbe non avere effetto se l’host non permette di aumentare la memoria.

Nel pannello di amministrazione si fa ricorso ad una maggiore quantità di memoria. Anche questo livello può essere modificato, grazie alla costante WP_MAX_MEMORY_LIMIT, il cui valore predefinito è 256Mb:

 

define( ‘WP_MAX_MEMORY_LIMIT’, ‘512M’ ) ;

 

La quantità di memoria allocata con wp-config.php non può comunque eccedere le impostazioni PHP del server.

Infine, una impostazione che ha effetto sulla performance del sito è l’attivazione della cache:

 

define( ‘WP_CACHE’, true );

 

Tutte le costanti analizzate in questi due capitoli dedicati al file di configurazione devono sempre essere dichiarate prima del commento:

 

/* Finito, interrompere le modifiche!  Buon blogging. */

 

o nella versione inglese:

 

/* That’s all, stop editing!  Happy blogging. */

 

Cioè prima del caricamento di wp-settings.php.

Qualora il sito sia già operativo, prima di modificare wp-config.php, è sempre opportuno effettuare un backup dell’intera istallazione.

 

 

5)  Panoramica del pannello di amministrazione

 

In un’istallazione standard si accede al pannello di amministrazione di WordPress dall’indirizzo:

 

http://example.com/wp-admin

 

E’ però possibile istallare WordPress in una directory diversa dalla root, in questo caso il pannello di amministrazione è accessibile dall’indirizzo del subfolder:

 

http:// example.com/wordpress/wp-admin

 

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La Bacheca di WordPress

 

Il back-end di WordPress si compone di diverse aree ognuna con specifiche funzionalità. La colonna di sinistra è il menu di amministrazione. Si tratta di un menu su due livelli dove l’elemento di livello superiore raggruppa spesso pagine di amministrazione omogenee. L’area centrale della pagina principale è definita Dashboard (Bacheca nella versione italiana) e contiene una serie di widget, ossia aree che offrono accesso rapido alle funzioni di utilizzo più comune.

 

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Al di sotto del widget di benvenuto, la versione predefinita della Bacheca di WordPress mostra quattro widget:

 

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Nella parte superiore delle pagine di amministrazione, è collocata la barra degli strumenti (Toolbar) che dà accesso a svariate funzioni amministrative. Di default la Toolbar rimane visibile per tutti gli utenti autenticati anche nel front-end del sito.

Subito al di sotto, è presente la scheda “impostazioni schermata”. Questa mostra l’elenco dei widget disponibili in ognuna delle pagine di amministrazione e permette di visualizzare o nascondere i riquadri personalizzando l’aspetto della pagina.

 

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Molti plugin aggiungono nuovi riquadri a quelli predefiniti arricchendo la pagina iniziale di funzionalità e scorciatoie. Oltre ai plugin di terze parti lo sviluppatore può creare i propri widget, grazie alla Dashboard Widgets API di WordPress.

 

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Quelli che seguono sono gli elementi principali del pannello di amministrazione descritti nel dettaglio

 

La Toolbar di WordPress

La Toolbar di WordPress è la barra multifunzione collocata alla sommità della pagina del pannello di amministrazione. Per gli utenti autenticati la barra è visibile anche nel front-end del sito. Questa contiene principalmente dei menu di accesso rapido, sebbene le sue funzioni possano essere estese grazie alle API di WordPress. Nella versione predefinita la barra contiene i seguenti menu:

 

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Plugin e temi possono aggiungere elementi alla Toolbar per facilitare le attività di gestione degli utenti con il giusto livello di privilegi.

 

Il menu di amministrazione

Il primo gruppo di elementi del menu di amministrazione contiene le voci “Bacheca”, “Articoli”, “Media”, “Pagine” e “Commenti”.

 

Da “Bacheca” si accede ad “Aggiornamenti”. Da qui è possibile gestire tutti gli aggiornamenti dell’istallazione, dalla versione del CMS ai plugin e temi già istallati. Le estensioni possono essere aggiornate una per volta, oppure selezionate cumulativamente; la prudenza consiglia di evitare gli aggiornamenti, di effettuare un back-up prima di qualsiasi aggiornamento, di disattivare i plugin prima di aggiornarli e riattivarli uno per volta dopo l’aggiornamento al fine di verificare incompatibilità e conflitti.

 

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Articoli” dà accesso alle voci di menu per la creare e gestire i post. Da qui è possibile accedere all’elenco degli articoli, accedere alla pagina di creazione e modifica, gestire le categorie e le etichette (tag) dei contenuti.

 

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Una funzionalità interessante è quella delle “Azioni di Gruppo”, che permette la modifica cumulativa di alcuni dati degli articoli, come le categorie, i tag, autore, stato, formato e altri dati.

 

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La scheda “Media” permette di accedere all’amministrazione dei contenuti multimediali. Da qui è possibile selezionare i file presenti sul proprio desktop con un semplice drag & drop. È poi possibile assegnare dati ai file, come titolo, didascalia, testo alternativo e descrizione. Nel caso delle immagini WordPress permette anche di effettuare alcune modifiche di base, come la rotazione, il ritaglio e il ridimensionamento.

 

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Pagine” e “Commenti” completano il primo gruppo di elementi del menu di amministrazione. La gestione di questi due tipi di contenuti avviene in modo pressoché simile a quanto già illustrato per la gestione dei post.

 

 

6)   Il Menu Impostazioni

 

Il menu delle Impostazioni di WordPress fornisce una serie di pagine di amministrazione che permettono di configurare diverse funzionalità del sito. La struttura predefinita del menu è la seguente:

 

– Generali

– Scrittura

– Lettura

– Discussione

– Media

– Permalink

 

Questo elenco di pagine costituisce solo la struttura predefinita, in quanto i plugin e il tema attivo possono aggiungere pagine con funzionalità ulteriori rispetto ad un’istallazione base. Oltre alla creazione di pagine di impostazioni, la Settings API di WordPress permette agli sviluppatori di aggiungere nuove impostazioni alle pagine preesistenti.

 

La prima pagina da analizzare è quella delle “Impostazioni Generali”.

 

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Le Impostazioni Generali

 

La pagina delle “Impostazioni Generali” è la pagina predefinita del menu “Impostazioni” del pannello di amministrazione. In questa pagina è possibile impostare alcune delle opzioni generali del sito, come il titolo, la headline, l’indirizzo di WordPress e l’indirizzo del sito Web (vedi il capitolo sull’istallazione).

 

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È utile aggiungere a quanto già detto in precedenza che i due valori delle URL possono essere modificati nella pagina delle “Impostazioni Generali” solo se non sono state definite le costanti WP_SITEURL e WP_HOME nel file wp-config.php. In questo caso, i valori assegnati nel file di configurazione saranno assegnati ai due campi delle URL e non potranno essere modificati.

Viene poi il campo dell’indirizzo email dell’amministratore e i campi destinati alle iscrizioni dei nuovi utenti. Da questa pagina, infatti, viene stabilito se il sito è aperto alle sottoscrizioni e qual è il ruolo predefinito dei nuovi utenti.

 

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Un blocco di quattro serie di controlli permette di impostare il fuso orario del sito, il formato della data e dell’ora e il giorno di inizio della settimana.

 

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Conclude la pagina delle “Impostazioni Generali” un menu a tendina che permette di selezionare la lingua del sito.

 

Le Impostazioni di Scrittura

La seconda pagina delle Impostazioni è dedicata alla scrittura. La versione predefinita della pagina è suddivisa in tre sezioni. La prima sezione contiene due opzioni di correzione, per gli emoticon e per il codice che presenti eventuali errori di struttura, la categoria e il formato predefinito degli articoli.

La sezione successiva permette di impostare i dati necessari alla pubblicazione degli articoli via email ed a definirne la categoria predefinita.

 

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Infine, la sezione “Servizi di aggiornamento” permette di impostare le URL dei servizi di notifica utili al blogrolling, come Pingomatic, Feedburner, Feedster, ecc.

 

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7) Impostazioni lettura,discussione e media

 

 

Impostazioni Lettura

 

La pagina delle impostazioni di lettura è suddivisa in due sezioni. La prima è dedicata alla visualizzazione della pagina iniziale del sito e alla pagina del blog. La prima scelta che può effettuare l’amministratore è relativa al tipo di pagina da mostrare come home page. Questa può essere una pagina statica o una pagina dinamica costituita dagli ultimi articoli del blog.

Scegliendo l’opzione della pagina statica, vengono attivati i due menu a tendina “Pagina iniziale” e “Pagina articoli”. Le diverse combinazioni di checkbox e menu a tendina possono attivare una “Home page statica”, una “Home page dinamica”, selezionando “Gli ultimi articoli”, o la combinazione “Una pagina statica → Pagina articoli”. Infine, può essere una “Home page integrata”, caratterizzata da contenuti statici e dinamici. Quest’ultima opzione deve però essere supportata dal tema istallato, come meglio descritto in un precedente articolo.

 

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I successivi controlli della sezione iniziale permettono di stabilire il numero massimo di articoli da visualizzare nelle pagine del blog, il numero di post nei feed, il contenuto dei feed (tutto il testo degli articoli o solo il riassunto). L’ultima opzione permette di nascondere o mostrare i contenuti del sito ai motori di ricerca.

 

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La seconda sezione della pagina delle impostazioni di lettura è dedicata ai messaggi di conferma inviati ai nuovi follower. La prima area di testo è dedicata al messaggio inviato agli utenti che sottoscrivono l’aggiornamento per i nuovi articoli, la seconda al messaggio per gli utenti che si iscrivono ai commenti di un post specifico.

 

Impostazioni Discussione

WordPress supporta nativamente un sistema di discussione avanzato le cui funzionalità possono essere configurate tramite “Impostazioni di Discussione”. In questa pagina, l’amministratore decide se consentire o meno i commenti, se accettare pingback e trackback e quali commenti che devono essere contrassegnati come spam.

La pagina è suddivisa in tre sezioni, la prima contiene un elenco di checkbox così suddivisi:

 

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La sezioneAvatar” permette di impostare alcune opzioni relative alle immagini associate agli utenti che commentano.

 

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Impostazioni Media

Si tratta della pagina di amministrazione che permette di impostare le dimensioni delle immagini che vengono caricate tramite l’uploader di WordPress e il folder in cui queste vengono archiviate.

 

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Quando un’immagine viene caricata dal pannello di amministrazione di WordPress, di questa vengono generate diverse copie in diverse dimensioni, in modo che l’utente possa scegliere la copia dalle dimensioni appropriate per i contenuti.

I valori previsti determinano la larghezza e l’altezza massima di ogni singola immagine. La miniatura reca dimensioni predefinite di 150px per lato. Il checkbox sottostante permette di stabilire se le dimensioni debbano rimanere fisse a 150px per lato o variare proporzionalmente all’originale.

Ogni volta che un’immagine viene inserita nei contenuti WordPress proporrà quattro dimensioni: le tre impostate nella pagina di impostazioni dei media più l’originale.

 

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La sezione “Caricamento File” contiene una sola impostazione. Qui un checkbox consente di stabilire che le immagini vengano archiviate in folder cui viene assegnato il nome in base all’anno e al mese di caricamento, all’interno della directory /wp-content/uploads, ad esempio

/wp-content/uploads/2016/09. In caso il checkbox non venga spuntato, i media andranno caricati indistintamente nella directory /wp-content/uploads.

Per un’analisi approfondita della gestione delle immagini in WordPress si fa rinvio all’articolo di approfondimento già pubblicato.

 

 

8) Impostazione dei Permalink

 

Nella pagina delle impostazioni dei permalink è possibile attribuire una struttura personalizzata alle URL delle risorse del sito. In WordPress esistono tre diversi tipi di strutture di permalink:

Ugly Permalink

Pretty Permalink

Almost Pretty Permalink

 

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Per abilitare strutture diverse da quella degli Ugly Permalink, nel caso in cui si operi su server Apache, è necessario assicurarsi che il mod_rewrite sia abilitato. Generalmente questo viene fornito nel pacchetto base del servizio di hosting, nel caso non fosse disponibile, sarà necessario chiederne l’attivazione.

 

Ugly Permalink

 

La struttura degli Ugly Permalink si configura come segue:

 

http:// example.com/?p=1810

 

In questa URL, la variabile p individua il post con ID 1810. Ogni risorsa disponibile per la visualizzazione viene individuata da una specifica variabile. Ogni variabile imposta un criterio di ricerca dei dati nel database di WordPress e viene definita query var. Si considerino le seguenti URL:

http://example.com/? m=201606

http:// example.cpm/? cat=16

http:// example.com/? author=12

 

Nella prima URL, la query var m individua il mese di giugno 2016. La URL quindi punterà al relativo archivio di post. Le query var cat e author delle URL successive, individueranno una categoria ed un autore in base ai rispettivi ID. Le URL di conseguenza punteranno ai rispettivi archivi di post.

 

 

Pretty Permalink

La struttura dei Pretty Permalink presenta numerosi vantaggi rispetto alla precedente come la migliore indicizzazione nei motori di ricerca e il chiaro valore semantico che permette di comprendere i contenuti del post prima della lettura.

Pretty Permalink sono caratterizzati dagli Structure tags, etichette che possono essere inserite nelle URL per assegnare uno specifico significato rispetto alle risorse individuate. Nelle impostazioni comuni della pagina delle Impostazioni sono disponibili le seguenti strutture di Pretty Permalink:

 

Data e nome

Mese e Nome

Numerico

Nome articolo

Struttura personalizzata

 

La struttura Data e nome produce permalink come quello seguente:

 

http:// example.com/2016/08/21/hello-world/

 

Questa URL si compone delle seguenti parti:

Nome dominio

anno

mese

giorno

slug del post

 

I dati relativi all’anno, al mese, al giorno e al titolo del post sono forniti dai tag %year%, %monthnum%, %day% e %postname%. Allo stesso modo la struttura numerica dei permalink si compone dei tag %year%, %monthnum% e %postname%. Tutti questi tag fanno parte del set predefinito di WordPress:

 

%year%

%monthnum%

%day%

%hour%

%minute%

%second%

%post_id%

%postname%

%category%

%author%

 

Anche se non tutti questi tag sono presenti nelle strutture predefinite della pagina delle impostazioni, l’amministratore può comunque utilizzarli selezionando la “Struttura personalizzata”. Ad esempio:

 

/%author%/%postname%/

 

I due structure tag creerebbero URL come la seguente:

 

http:// example.com/michele/ciao-mondo/

 

L’amministratore del sito può anche personalizzare la base delle categorie e dei tag che per impostazioni predefinite sono category e tag.

 

 

Almost Pretty Permalink

Una terza struttura di permalink è definita PATHINFO Permalink o Almost Pretty Permalink. Quest’ultima è molto simile a quella dei Pretty Permalink con la differenza di contenere nelle URL il nome del file index.php/. Per utilizzarla basta selezionare la struttura personalizzata dei permalink premettendo index.php/ agli structure tag:

 

/index.php/%postname%/

 

Impostazioni aggiuntive

Nelle impostazioni aggiuntive possiamo assegnare un’etichetta personalizzata alle URL degli archivi delle categorie e dei tag. Ad esempio, se il blog si occupa esclusivamente di CMS, si potrebbe decidere di assegnare l’etichetta “CMS” come base degli archivi delle categorie e l’etichetta argomento come base degli archivi dei tag.

 

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WordPress produrrebbe URL così strutturate:

 

http:// example.com/CMS/wordpress/

http:// example.com/argomento/sicurezza/

 

Dove “wordpress” è una categoria e “sicurezza” un tag.

 

 

 

9) Organizzazione dei contenuti in WordPress

 

 

WordPress dispone di un sistema di gestione dei contenuti strutturato in post, tassonomie e metadati.

 

Contenuti

 

In WordPress ci si riferisce ai post in una duplice accezione. Da un lato sono definiti post i contenuti dinamici, individuati nel pannello di amministrazione come articoli. Dall’altro lato i post sono tutti i contenuti che WordPress memorizza nella tabella wp_posts del database. In questa seconda accezione distinguiamo le seguenti tipologie:

 

 

Post

Pagine

Post personalizzati

Revisioni

Elementi dei menu di navigazione

 

Il tipo di maggior utilizzo è il post nella prima accezione. Si tratta dei contenuti dinamici, quelli che si è abituati a visualizzare nelle pagine del blog e in archivio in ordine cronologico inverso, dal più recente al più remoto.

Le pagine sono i contenuti statici del sito, normalmente utilizzate per creare schede di informazioni generali, note legali e condizioni d’uso del servizio o form di contatto.

 

post personalizzati (o custom post type) sono destinati alla gestione di contenuti che non rientrano nel normale flusso del blog e che meritano di essere gestiti in modo uniforme: eventi di un calendario, schede dei prodotti di un negozio virtuale, elementi di un catalogo, ecc.

 

Le revisioni sono le versioni precedenti dei post. Queste vengono generate ad ogni salvataggio di bozza e ad ogni aggiornamento di un post già pubblicato. Le revisioni consentono un rapido recupero di una versione precedente di un post, nel caso dovesse essere necessario un ripristino.

 

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Gli elementi del menu di navigazione sono i singoli link che appaiono nei menu, questi vengono gestiti da WordPress come contenuti del sito. Qualunque sia la tipologia, i contenuti descritti vengono memorizzati nella tabella wp_posts. Il tipo di contenuto viene registrato nel campo post_type della tabella con uno dei seguenti valori:

– post

– page

– post_type

– revision

– nav_menu_item

 

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Tassonomie

 

Le tassonomie vengono definite come etichette per raggruppare contenuti (generalmente post e custom post type) in insiemi omogenei. Di default WordPress assegna agli articoli due tipologie di tassonomie: le categorie e i tag. Le prime organizzano gerarchicamente gli articoli pubblicati; i tag invece sono etichette semantiche aiutano i visitatori ad orientarsi nella navigazione e a meglio i contenuti degli articoli prima della lettura.

Dal lato front i post possono essere organizzati sia per categorie che per tag. In entrambi i casi WordPress genera pagine di archivio che permettono di visualizzare in una sola pagina, strutturata come blog, tutti i contenuti appartenenti alla categoria o al tag selezionato.

 

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WordPress consente di aggiungere tassonomie personalizzate con cui organizzare contenuti secondo schemi più aderenti alle necessità di sviluppo. Le custom taxonomy possono essere aggiunte ai post e ai tipi di post personalizzati sviluppando propri plugin o tramite plugin esistenti.

 

 

Formati dei post

 

Una particolare tipologia di tassonomia sono i formati dei post, definiti come meta informazioni per differenziare graficamente la presentazione dei post nel front-end.

 

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Per essere disponibili agli autori del sito i formati devono essere supportati dal tema installato.

 

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Metadati

Più conosciuti come custom field, i metadati sono dati testuali disponibili come coppie chiave/valore assegnati a post e a tipi di post personalizzati come meta informazioni. Nel caso di un articolo dedicato ad un libro, i custom field potrebbero memorizzare il nome autore, editore o anno di pubblicazione.

Nella pagina di creazione dei post, è disponibile un meta box per inserire e modificare le coppie chiave/valore. Come nel caso dei post personalizzati, per aggiungere tassonomie si deve sviluppare un proprio script, oppure utilizzare plugin che aggiungano funzionalità ed arricchiscano l’interfaccia della pagina, in modo da permettere una più agevole gestione dei meta dati.

 

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I custom field non vengono automaticamente visualizzati nel front-end. Per renderli a video è necessario adattare il tema alla loro presentazione. Per questo occorre sviluppare un child theme, come decritto nella Guida allo sviluppo dei temi.

 

 

10) Gestire i post con WordPress

 

In WordPress il termine post va inteso in una duplice accezione. Da un lato, sono post tutti gli elementi contenuti nella tabella wp_posts del database, e sono suddivisi nei seguenti tipi:

Post

Pagine

Allegati

Revisioni

Elementi dei menu di navigazione

 

I post in senso stretto sono definiti articoli nella localizzazione italiana. Sono i contenuti che vengono mostrati in ordine cronologico inverso nelle pagine del blog. La visualizzazione dei post dipende dalla loro data di pubblicazione, e questo li distingue dalle pagine statiche, la cui visualizzazione non dipende da alcun dato temporale.

 

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Lo stato dei post

Ogni post si trova in una condizione particolare che viene individuata dallo stato. Lo stato dei post viene registrato nel campo post_status della tabella wp_posts e può essere:

 

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WordPress permette poi di definire stati personalizzati attraverso la funzione register_post_status().

Un tipo particolare di post pubblici sono i post in evidenza (Sticky post). Se il tema attivo lo prevede questi vengono gestiti al di fuori del Loop per essere collocati nella parte superiore della pagina. Ad esempio possono essere utilizzati per creare i contenuti di uno slider nell’header.

 

Permessi sui post

In WordPress il ruolo dell’utente determina le capacità di operare sui post. Di default esistono cinque ruoli predefiniti:

Administrator

Editor

Author

Contributor

Subscriber

Se si opera in multisite si aggiunge il Super Admin assegnato all’amministratore del network. Sempre in riferimento alle impostazioni predefinite vale lo schema:

 

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Administrator e Super Administrator hanno il controllo completo su ogni tipo di contenuto.

 

Modifica dei post

Dal menu Posts (o Articoli) è possibile accedere alla pagina di creazione e modifica dei post. Questa è costituita da box contenenti campi e controlli form che possono essere visualizzati o nascosti dalla scheda Screen Options.

 

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Ogni checkbox corrisponde ad un box della pagina. Ad ogni passaggio di stato (ad es. salvataggio di bozza o pubblicazione), i dati inseriti saranno memorizzati nelle tabelle wp_postse wp_postmeta.

Oltre ai box del titolo, del contenuto e delle pubblicazioni, che non possono essere rimossi, sono disponibili di default i seguenti box:

Formati

Categorie

Tag

Immagine in evidenza

Riassunto (Excerpt)

Trackbacks

Custom field (o meta dati)

Discussione

Slug

Autore

 

Dalla stessa scheda delle opzioni è possibile controllare il layout della pagina e abilitare l’editor a tutto schermo (distraction-free).

Nella parte centrale della pagina vengono collocati di default il campo del titolo e l’editor HTML. Oltre a questi box non rimovibili sono disponibili il box del riassunto, dei custom fields (o meta dati), dei trackback, della discussione (abilita/disabilita commenti, trackback e pingback), dello slug e dell’autore.

 

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Nella colonna di destra è collocato il box di pubblicazione, un un box non rimovibile con i controlli sullo stato dell’articolo, la visibilità e la data di pubblicazione.

 

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Il box dei formati permette di assegnare all’articolo una specifica etichetta utilizzabile dai temi per distinguere i contenuti del sito. Il numero di formati attivi dipende dal tema attivo.

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Il box successivo permette di assegnare una o più categorie all’articolo. Oltre all’elenco delle categorie viene fornito un campo per la creazione di nuove categorie, tassonomie ordinate gerarchicamente.

 

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Dall’aspetto diverso ma dalle funzioni simili è il box dei tag, etichette semantiche non ordinate gerarchicamente.

E’ possibile associare ai post un’immagine in evidenza (Featured image) utilizzabile per arricchire la presentazione dei contenuti e valorizzare semanticamente anteprima e intestazione dell’articolo.

 

Gestione dei posts

La pagina di amministrazione dei post mostra una tabella in cui ogni riga corrisponde ad un articolo. Gli articoli sono ordinati in base a data di pubblicazione, o di creazione, se non pubblicati. Per modificare il contenuto dell’articolo o i dati associati si accede alla pagina di modifica cliccando sul titolo dell’articolo o sul link Edit che compare quando il cursore del mouse si trova sulla riga corrispondente.

 

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Altra funzonalità è la modifica rapida dei post che può essere su base singola o cumulativa. Attivando il link corrispondente si apre una scheda per modificare svariati dati senza accedere alla pagina di modifica degli articoli.

 

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Le stesse funzionalità sono disponibili per le modifiche cumulative.

 

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4 Risposte a “WordPress – 1°”

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