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Data 9 maggio 2020

Prompt dei comandi Windows

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Prompt dei comandi Windows

 

Il Prompt dei Comandi di Windows permette di effettuare diversi tipi di operazioni. Forniremo una panoramica delle principali funzionalità offerte da questo fondamentale strumento, ed impareremo a gestire alcuni tipici problemi che si possono incontrare durante il suo utilizzo: dall’esecuzione di comandi come amministratore, al troubleshooting, passando per gli strumenti di diagnostica e l’esecuzione di script batch.

 

Introduzione al Command Promt di Windows

Il Prompt dei Comandi è uno strumento che funziona da riga di comando, disponibile nella maggior parte dei sistemi operativi Windows, che viene utilizzato per eseguire dei comandi immessi dall’utente. Con l’uso di questi comandi è possibile automatizzare delle attività tramite script e file batch, eseguire funzioni amministrative avanzate e risolvere determinati tipi di problemi di Windows. Il Promt dei Comandi non è semplicemente una metodologia antiquata per usare Windows, ma uno strumento vero e proprio, molto potente, che permette l’uso di tecniche avanzate per controllare e gestire al meglio il proprio computer.

Faremo una rapida panoramica di come funziona questo strumento, iniziando con le istruzioni più basilari, per poi passare a qualcosa di più avanzato, relativo al Networking o la creazione di script veri e propri.

 

Cos’è il Prompt dei Comandi

Il prompt dei comandi (chiamato anche cmd.exe, diretto successore del vecchio command.com) è un programma interno a Microsoft Windows avente un’interfaccia grafica stile MSDOS (Microsoft Disk Operating System). È ufficialmente denominato “processore dei comandi di Windows”, ma a volte viene anche chiamato shell dei comandi o prompt cmd, o facendo riferimento al già citato nome del file che lo rappresenta (cmd.exe).

Eseguendo il prompt, Windows apre una finestra (con sfondo nero) dove è possibile digitare dei comandi da fare interpretare al sistema operativo. Il termine Prompt dei comandi si riferisce anche alla parentesi angolare chiusa (>, coincidente con il segno di maggiore) che indica che l’interfaccia della riga di comando è pronta per accettare comandi.

 

Come aprire il Prompt dei Comandi

Il Prompt dei Comandi può essere aperto in diversi modi:

 

# tramite il collegamento situato nel menu Start o nel menu App (a seconda della versione di Windows)

# tramite il comando Esegui (accessibile anche con la scorciatoia di tastiera WIN + R), digitando cmd

# aprendolo dalla posizione originale in C:\Windows\system32\cmd.exe

Un altro modo per aprire il prompt dei comandi, in alcune versioni di Windows, è tramite il menu Power User.

 

Introduzione ai comandi

Esistono molti comandi da poter usare nel Prompt di Windows, ma la loro presenza differisce in base alla versione del sistema operativo. In genere, il Prompt è sempre stato aggiornato con l’avanzare delle differenti versioni di Windows. Alcuni dei comandi più comunemente utilizzati e che risultano essere condivisi nella maggior parte delle versioni di Windows sono chkdsk, copy, ftp, del, format, ping, attrib, cd, net, dir, help e shutdown.

Ognuno di questi comandi permette di attivare una particolare funzione. I comandi possono anche essere concatenati tra loro, in modo che il risultato di uno possa essere considerato come l’input di un altro, dando vita a catene di comandi sempre più complessi e avanzati.

Una delle prime esperienze da fare per apprendere l’uso del Prompt dei Comandi consiste nell’uso dei comandi cd e dir, usati per spostarsi all’interno del file system di Windows.

Apriamo il Prompt secondo una delle modalità presentate sopra. Per semplicità, se usiamo Windows 10 possiamo digitare, nella barra di ricerca in basso a sinistra, la parola cmd. Ciò dovrebbe fornire come primo risultato della ricerca il Prompt dei comandi, come mostrato nella figura seguente:

1-

Una volta aperto il Prompt, dovremmo trovarci davanti la seguente schermata:

 

2-

Nel primo rigo del Prompt viene visualizzata la versione del nostro sistema operativo (comprensivo di relativi aggiornamenti). Nella riga in cui appare C:\Users\metak>, il Prompt ci sta dicendo che ci troviamo attualmente all’interno della directory C:\Users\metak. Nel nostro caso il nome utente è metak, ma voi troverete il nome utente che avete scelto durante l’installazione del sistema operativo. Quindi:

C:\Users\nomeutente>

A questo punto, scriviamo il seguente comando dir e diamo INVIO da tastiera. Quella che vedremo è una lista di tutti i file contenuti nella directory C:\Users\nomeutente>

 

Per cambiare directory, dobbiamo usare il comando cd, seguito dal path che vogliamo andare a visitare. Se, ad esempio, volessimo spostarci tramite Prompt nel Desktop di Windows, dovremmo digitare il comando seguente:

cd Desktop

Premendo quindi il tasto INVIO della tastiera, dovremmo arrivare a vedere la seguente schermata:

3-

Vediamo che il path del sistema prima del simbolo > è cambiato. Questo ci dice che attualmente non ci troviamo più nel path C:\Users\metak>, bensì in C:\Users\metak\Desktop>

 

Digitando nuovamente il comando dir, vedremo una lista di file ben diversa da quella ottenuta precedentemente. Questo perché ci siamo spostati all’interno di un’altra directory. Per ritornare nella directory precedente, possiamo usare nuovamente il comando cd, seguito dal path di destinazione desiderato, quindi:

cd C:\Users\metak

Volendo spostarci all’interno della parent directory, ovvero la directory che contiene quella corrente, possiamo sfruttare una scorciatoia, usando cioè il comando cd seguito da due punti:

cd ..

 

Command Prompt di Windows non si apre: cosa fare?

Come abbiamo visto, il Prompt dei Comandi di Windows risulta essere uno strumento indispensabile per gli utenti del sistema operativo Windows. Tra le molte possibilità, infatti, viene adoperato per risolvere specifici problemi di Windows, eseguire funzioni amministrative e automatizzare attività tramite script e file batch. Spesso, però, potrebbero verificarsi alcuni problemi durante l’apertura di questo strumento. Adesso  ci occupiamo di presentare alcune soluzioni comuni per il suddetto problema, in modo da permettere alla maggioranza degli interessati di poter accedere al Prompt dei Comandi.

 

Un problema di Antivirus

Alcuni antivirus possono causare problemi al Prompt dei Comandi. Uno di questi antivirus è Avast, che è noto per mettere il file consent.exe in quarantena, causando l’arresto anomalo del Prompt dei Comandi. Se si utilizza Avast, quindi, una delle possibili soluzioni potrebbe essere quella di ripristinare questo file, escludendolo dalla scansione dell’antivirus. Se nemmeno questa soluzione dovesse funzionare, potrebbe essere utile cercare un antivirus alternativo.

 

Collegamento al Prompt dei Comandi

Un problema comune in Windows 10 riguarda l’apertura del menu Start. L’impossibilità di poter accedere a tale menu potrebbe impedire agli utenti l’accesso al Prompt dei Comandi. In questo specifico caso è possibile creare un collegamento al Prompt dei Comandi direttamente sul Desktop. Il procedimento è molto semplice in questo caso: bisogna cliccare con il tasto destro in un qualsiasi punto del Desktop e selezionare Nuovo -> Collegamento.

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Nella finestra pop-up che comparirà, digitiamo quindi cmd.exe, senza dover necessariamente andare a cercare l’eseguibile tramite il pulsante Sfoglia. Clicchiamo quindi su Avanti e scriviamo il nome che più ci piace, concludendo con il pulsante Fine. Con questo metodo saremo in grado di poter accedere al Prompt dei Comandi senza l’uso del menu Start di Windows, bensì direttamente dal Desktop.

 

Creare un nuovo utente

L’uso del Prompt dei Comandi richiede privilegi di amministratore, e ciò presuppone che l’account utente con cui si è loggati nel sistema operativo li abbia. Se il Prompt dei Comandi non dovesse aprirsi, una possibile spiegazione potrebbe riguardare il danneggiamento di alcuni file di sistema, o la mancanza dei permessi per l’account utente in uso.

 

Per risolvere questo problema possiamo provare a creare un nuovo utente. Premendo contemporaneamente sulla tastiera i tasti Windows + i, sarà aperta la schermata delle Impostazioni di Windows e clicchiamo su Account. Nel menu a sinistra, clicchiamo su Altri utenti e successivamente su Aggiungi un altro utente a questo PC, come vediamo in figura:

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Clicchiamo su “Non ho le informazioni di accesso di questa persona” sul pop-up che ci verrà mostrato, e successivamente su “Aggiungi un utente senza un account Microsoft”.

A questo punto possiamo inserire il nome utente e la password che preferiamo per il nuovo utente. Al termine della procedura di creazione utente, abbiamo bisogno di cambiare il nostro account con quello appena creato. Quindi andiamo su Start e selezioniamo l’account creato come mostrato in figura:

6-

 

Modificare il Path di sistema Windows

La soluzione che presentiamo adesso viene direttamente consigliata dallo staff di assistenza Microsoft. Per prima cosa, nella barra di ricerca di Windows andiamo a scrivere “variabili di ambiente“, e selezioniamo il primo risultato che ci viene proposto, come possiamo vedere dalla figura di sotto.

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Clicchiamo sul pulsante Variabili d’ambiente, quindi su Path e Modifica:

8-

Aggiungiamo la voce seguente:

C:\Windows\SysWow64\

A questo punto non resta che riavviare il computer. Il Prompt dei Comandi dovrebbe ora tornare ad essere accessibile.

 

System File Checker (SFC)

Un altro metodo per risolvere il problema del prompt che non si apre riguarda il System File Checker. Per adottare tale risoluzione bisogna aprire la PowerShell di Windows con i diritti di amministratore. Andiamo nel menu Cerca di Windows, scriviamo PowerShell e, facendo click col pulsante destro del mouse selezioniamo la voce Esegui come Amministratore. Vedremo aprirsi una finestra con sfondo blu. Adesso scriviamo il seguente comando e diamo invio:

SFC /Scannow

Successivamente, il comando SFC verificherà le irregolarità nei file di sistema del nostro sistema operativo e, se ce ne dovessero essere, le riparerà. Potrebbero essere necessari circa 15-20 minuti per la scansione dell’intero sistema, quindi non allarmiamoci se dovesse richiedere molto tempo. Se il comando non dovesse trovare errori, verrà mostrato un messaggio simile a “Nessuna violazione di integrità trovata“. Se, invece, dovesse essere rilevato qualche errore, il comando si occuperà di riparare il file e restituirà un messaggio di questo tipo: “I file corrotti sono stati riparati“.

Dopo aver riparato il file, dovremo riavviare il PC. Al nuovo riavvio potremo verificare il ripristino del Prompt dei Comandi.

 

Riavviare Windows 10 dal Prompt dei Comandi (anche remotamente)

Adesso vedremo alcuni dei metodi più comuni per poter riavviare o spegnere il proprio computer mediante l’uso del Prompt dei Comandi di Windows 10.

 

Uso del comando shutdown

Senza ombra di dubbio uno dei metodi più conosciuti per riavviare o spegnere il proprio computer da riga di comando consiste nell’uso del comando shutdown. Per prima cosa accingiamoci ad aprire il Prompt dei Comandi di Windows. Il comando da immettere nel terminale appena aperto è shutdown. Questo può essere eseguito insieme a diversi parametri che ne alterano il comportamento. Nel caso volessimo riavviare semplicemente il nostro computer, quello che dovremmo andare a inserire nel Prompt dei Comandi sarebbe il comando sopra citato, seguito dal parametro /r

Quindi:

shutdown /r

Il parametro /r specifica come comportamento il riavvio del computer, invece del suo spegnimento (che invece si ottiene quando si utilizza il parametro /s).

 

È anche possibile poter specificare il tempo di spegnimento o di riavvio, ovvero decidere dopo quanti secondi far eseguire il comando shutdown. Per riavviare il computer tra 60 secondi, dovremmo usare il parametro -t seguito dal numero di secondi dopo i quali riavviare il PC.

L’intero comando risulta quindi essere il seguente:

shutdown /r -t 60

 

Spegnere o riavviare un PC Windows 10 collegato in rete

Immaginiamo ora di avere a che fare con una serie di PC Windows connessi in rete, e di volere spegnere un PC remoto (che sia connesso alla stessa rete del nostro). Per adoperare questo metodo è necessario modificare alcune impostazioni del registro di sistema. È una modifica abbastanza semplice, ma dobbiamo tenere presente che una configurazione errata del registro potrebbe causare l’instabilità del sistema operativo. Per questo motivo, seguiamo attentamente i passaggi sotto riportati.

Sul computer che desideriamo riavviare o arrestare da remoto, premiamo la combinazione di tasti Windows + R e digitiamo: regedit. Quindi premiamo Invio da tastiera.

Navighiamo nel menu a sinistra fino alla seguente chiave di registro:

Computer\HKEY_LOCAL_MACHINE\Software\Microsoft\Windows\CurrentVers

 

Se il sistema operativo che stiamo usando dovesse essere un Windows 10 successivo alla versione 1703, possiamo trovare rapidamente le chiavi di registro copiando e incollando il percorso del registro nella barra degli indirizzi e premendo Invio.

Una volta raggiunto il percorso, facciamo click con il tasto destro del mouse sulla cartella Sistema e selezioniamo Nuovo -> Valore DWORD (32 bit).

Inseriamo la seguente label:

LocalAccountTokenFilterPolicy

Infine, cambiamo il suo valore impostandolo a 1

Chiudiamo il registro e riavviamo manualmente il computer per confermare le modifiche del registro di sistema. Dopo il riavvio, il nostro computer sarà potrà essere spento o riavviato remotamente.

A questo punto, serviamoci di un altro computer della stessa rete in cui è presente quello che abbiamo appena abilitato allo spegnimento o al riavvio remoto. Apriamo il Prompt dei Comandi e digitiamo il seguente comando:

net use \\MachineName

 

MachineName indica il nome del computer (remoto) a cui volerci collegare. Per trovare il nome del nostro computer dobbiamo aprire il pannello di controllo, fare clic su Sistema e sicurezza -> Sistema. Come si vede nella seguente figura, la pagina mostrerà le informazioni di base del nostro computer, incluso il nome completo del computer.

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Dopo aver digitato il comando, premiamo Invio da tastiera ed inseriamo le credenziali della nostra macchina o l’ID account Microsoft seguito dalla password.

Adesso, nel Prompt dei Comandi, digitiamo:

shutdown -r -m \\MachineName -t -01

e premiamo Invio sulla tastiera. Il computer remoto dovrebbe automaticamente riavviarsi.

Notiamo che il comando è simile a quello che eseguiamo localmente. Quindi sarebbe possibile adoperare gli stessi parametri presentati sopra per eseguirli sul computer remoto. Per esempio, potremmo decidere di specificare un periodo di tempo prima di eseguire il comando di riavvio o spegnimento:

shutdown /m \\MachineName /r /f

Questo comando chiuderà tutte le applicazioni aperte in esecuzione sul computer remoto.

 

Diagnostica di Rete con il Prompt di Windows: ping e traceroute

A tutti noi sarà capitato almeno una volta di avere dei problemi di rete. Adesso  vedremo come eseguire una attenta diagnosi alla nostra connessione di rete per mezzo del Prompt dei Comandi di Windows. In tutte le varie versioni di Windows sono presenti numerosi strumenti in grado di aiutarci a eseguire una completa diagnosi di rete. Molti di questi sono accessibili tramite Prompt di Comandi, e sebbene possano sembrare complessi o macchinosi, permettono di ottenere numerose informazioni.

 

Premesse

I comandi che verranno mostrati potranno essere lanciati anche per mezzo del comando Run, presente nel menu Start, ma se eseguiti in questo modo alla fine della loro esecuzione si chiuderanno immediatamente senza darci la possibilità di leggere l’output delle varie analisi. Per questo motivo, consigliamo di usare tali strumenti sempre per mezzo del Prompt dei Comandi.

Prima di eseguire qualsiasi strumento di diagnostica di rete, una delle best practices consigliate è quella di monitorare la propria rete fisica e quindi controllare se i vari cavi, dal modem al PC, siano collegati correttamente. Dopo aver verificato il corretto collegamento fisico della nostra rete, gli strumenti di diagnostica potrebbero fornirci suggerimenti interessanti circa lo stato di funzionamento della rete.

 

Comando Ping

Il comando Ping è forse uno degli strumenti più adoperati nel Prompt di Windows. È uno strumento molto semplice da usare e permette di monitorare lo stato di uno specifico sito o servizio web. In genere, il primo comando da utilizzare qualora si dovessero presentare dei problemi alla propria rete internet è proprio questo.

Apriamo il Prompt dei Comandi e scriviamo Ping, seguito dal nome dell’host di cui vogliamo controllare lo stato. Quindi, provando con www.htm.it, quello che dovremo inserire è qualcosa di questo tipo:

Ping www.htm.it

Dopo aver dato Invio da tastiera per eseguire il comando, se la nostra rete non presenta problemi e, il sito di htm.it è raggiungibile online, otterremo un output simile al seguente:

10-

Come possiamo vedere dall’immagine, il comando Ping ha contattato il server in cui si trova il sito di htm.it e, avendolo individuato e trovato online, ha ricevuto da questo dei pacchetti ICMP (Internet Control Message Protocol) di risposta. Questo serve a notificare l’utente per informarlo di aver raggiunto senza alcun problema il sito.

 

Il comando fornisce inoltre un paio di statistiche interessanti. Per prima cosa vediamo che il nostro computer ha provato a contattare il sito web per mezzo dell’invio di 4 pacchetti ICMP. Tutti i pacchetti sono arrivati a destinazione (nessuno è stato perso), ed infatti i pacchetti di risposta sono in ugual numero di quelli mandati dal nostro computer. Il tempo approssimativo in millisecondi ci notifica sulla velocità della rete, mostrandoci il tempo minimo impiegato dai pacchetti, quello massimo e quello medio. Una risposta di questo tipo è una delle più auspicabili, perchè indica che la rete funziona correttamente e che non presenta particolari problemi. Le risposte del comando Ping, pero’, possono anche notificare un guasto alla rete e la tabella che vi mostriamo di sotto racchiude le varie risposte che il comando potrebbe suggerire.

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Comando Traceroute

Quando navighiamo su Internet, il nostro computer non si connette direttamente al sito che stiamo richiedendo ma passa attraverso numerosi altri dispositivi (router, server, eccetera) prima di raggiungerlo. Il passare la propria richiesta da un dispositivo ad un altro prende il nome di hop (letteralmente “salto”). Questi hop possono essere in numero ridotto, se ci si sta connettendo a siti web che sono presenti all’interno del medesimo provider di rete, oppure risultare abbastanza numerosi (30 hop) se ci si sta collegando a un sito web ospitato dall’altra parte del mondo.

In genere il numero di hop necessari per raggiungere un determinato sito non è di notevole interesse per il fruitore del sito stesso. Quello però che potrebbe risultare interessante è verificare se il sito che si vuole raggiungere non sia irraggiungibile perché down, bensì perché è avvenuto qualche guasto nel percorso che la nostra richiesta sta percorrendo. Il comando traceroute si occupa di tracciare e mostrare tale percorso.

Se si dovesse verificare un problema per cui non sarebbe possibile connettersi a un determinato sito, traceroute potrebbe aiutarci a capire se si tratti di un problema locale, di un problema di ISP o di un problema ben più ampio.

Il comando traceroute viene adoperato nel medesimo modo del comando Ping. Quindi, volendo controllare il percorso di instradamento per raggiungere il sito di htm.it, dovremmo scrivere:

traceroute www.htm.it

Dopo aver premuto il tasto Invio, otterremo uno dei seguenti messaggi:

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Comando Path Ping

Pathping è uno strumento introdotto da Microsoft (a partire da Windows XP) che combina i comandi Ping e traceroute. Esso analizza il percorso nello stesso modo in cui lo fa traceroute, ma in più invia dei ping a ciascun hop presente lungo il percorso. Raccoglie quindi le statistiche su questo percorso per dirci se un particolare hop è molto lento e quindi presenta un problema. Questo lo rende uno strumento molto più lento del comando Ping, ma può fornire ulteriori informazioni utili per la diagnosi.

Per usare il comando basta scrivere:

pathping www.htm.it

Dopo aver premuto Invio, i primi risultati del comando mostrano il percorso eseguito per raggiungere l’indirizzo (si tratta dello stesso percorso visualizzato con il comando tracert) per poi dopo mostrare le informazioni raccolte da tutti i router elencati in precedenza e dai collegamenti tra di essi. Al termine di questo periodo, vengono infine visualizzati i risultati del test.

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