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Data 31 ottobre 2018

Photoshop, tecniche essenziali – 10

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            Photoshop, tecniche essenziali – 10

 

Filtro Stilizzazione

 

Dopo aver visto tutte le opzioni relative alla Sfocatura Avanzata, il percorso sui filtri di Photoshop passa alla Stilizzazione. Questa famiglia di strumenti, così come suggerisce il nome stesso, permette di applicare degli effetti particolari sulle proprie immagini, quali composizioni pittoriche, artistiche o espressioniste. Facili da usare, anche per chi non fosse in possesso di grandi competenze con il software, risultano però differenti da quelli omonimi già trattati all’interno della Galleria Filtri.

Così come già accennato, i filtri di Stilizzazione permettono di applicare diversi effetti pittorici oppure artistici alla propria immagine o, ancora, a un singolo livello. Per accedervi basta selezionare l’omonima voce contenuta nel menu Filtro, così come evidenziato in Figura:

 

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Filtro Stilizzazione

 

Il primo strumento a disposizione è il tool Diffondi, pensato per modificare i pixel di un’immagine, o di una singola porzione, affinché appaiono più sfocati. Tramite l’apposita finestra di dialogo, si potrà scegliere il metodo per applicare l’effetto, tra Normale, Scurisci, Schiarisci e Anisotropo, come mostrato in Figura:

 

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Diffondi

 

Così come suggerisce il nome, il filtro Dipinto a Olio permette di trasformare uno scatto in un’opera pittorica. Lo strumento, tuttavia, potrebbe non essere disponibile su tutti i computer: oltre a un’immagine esclusivamente in formato RGB, infatti, è necessario che la macchina in uso supporti i comandi di OpenCL. Effetto Rilievo, invece, modifica i soggetti ripresi affinché risultino simili a un bassorilievo su pietra o cemento: come evidenziato in Figura , si potrà agire su Angolo, Altezza e Quantità:

 

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Effetto Rilievo

 

Senza troppe sorprese, Effetto Vento modifica i pixel dell’immagine affinché porzioni del soggetto appaiano mosse, proprio trasportate dal vento. Così come si può apprendere da Figura , si potrà regolare il metodo scegliendo tra effetto vento, folata e vibrazione, nonché la direzione da destra a sinistra e viceversa:

 

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Effetto vento

 

Il filtro Estrusione, una parola che non sarà certamente nuova per coloro che sono soliti lavorare con la grafica 3D, nasce per creare composizioni artistiche a partire dalla propria immagine, scomponendola in poligoni dalle diverse forme e profondità. Dalle opzioni di default mostrate in Figura , ad esempio, si comprende come il tool consenta di scegliere la tipologia di poligoni, la loro dimensione, la profondità e le fattezze della superficie frontale:

 

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Estrusione

 

Similmente al filtro Estrusione, lo strumento Porzioni è in grado di suddividere lo spazio in diverse aree diverse, in una sorta di ritaglio artistico molto originale. L’utente, come rivelato in Figura , potrà impostare autonomamente il numero di porzioni e il loro spostamento massimo in percentuale, nonché le modalità di riempimento delle aree scegliendo tra Colore di Sfondo, Colore di Primo Piano, Immagine Inversa e Immagine Inalterata:

 

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Porzioni

 

La funzione Solarizza non presenta una precisa finestra di dialogo, ma applica un effetto di default direttamente sul livello. Di norma, altera e inverte le tonalità dei colori, ottenendo un’opera artistica praticamente su negativo. Traccia Contorno, invece, altera il contrasto e la luminosità dello scatto, mettendo in evidenza unicamente i contorni delle figure riprese, anche con colori fluo. In Figura , si nota come le opzioni disponibili riguardino il Valore Tonale, nonché la scelta tra bordo inferiore e bordo superiore:

 

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– Traccia Contorno

 

Proprio come il già citato Solarizza, infine, anche Trova Bordi non presenta una specifica finestra di dialogo, ma agisce direttamente sul livello. Lo strumento è usato per evidenziare i bordi dei soggetti ripresi, alternandone luminosità, contrasto e toni.

 

Filtro Video e Timeline

 

Dopo aver analizzato una nutrita carrellata di filtri dedicati alle immagini, il percorso con Photoshop incontra ora la prima funzione dedicata ai video. Nonostante non tutti ne siano a conoscenza, infatti, il software di Adobe permette di modificare filmati anche in modo molto avanzato, approfittando di un editor video interno e di un’apposita timeline. All’interno del classico gruppo del menu Filtro sono presenti solo due voci dedicate, il cui ricorso oggi è decisamente modesto, ma comunque utili da conoscere.

 

La Timeline in pillole

 

Così come già accennato, Photoshop è in grado di gestire anche l’editing di video, oltre che la modifica di immagini statiche. L’importazione di un filmato all’interno del software non richiede alcun procedimento speciale: è infatti sufficiente ricorrere alla canonica funzione Apri del menu File, così come si farebbe per qualsiasi fotografia. I formati supportati sono i più svariati, da MP4 a MOV, raggiungendo anche risoluzioni elevate come i 1080p o i 4K, se le risorse hardware del computer in uso lo supportano.

Si noterà come, all’apertura del video in Photoshop, il software impiegherà prima qualche secondo per identificare il formato, dopodiché visualizzerà un’apposita Timeline, così come mostrato in Figura:

 

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Timeline di Photoshop

 

Sebbene le funzioni video verranno illustrate nel dettaglio in un’apposita lezione – oppure, in alternativa, è possibile visitare la guida dedicata a Photoshop CC – è bene conoscere alcune pillole sul funzionamento. Così come accade su altri editor video, la Timeline non è altro che l’area dove viene rappresentata l’estensione temporale del filmato: la clip attiva è mostrata in blu o in viola, a seconda della tipologia di contenuto, e può essere trascinata a piacere. Con l’apposito indicatore temporale, identificato dalla linea rossa verticale, ci si può quindi spostare avanti o indietro sul filmato, avviando o fermando la riproduzione semplicemente premendo la barra spaziatrice. In alternativa, si possono sfruttare i comodi controlli di riproduzione presenti sulla Timeline stessa.

In questo frangente non si spiegheranno le modalità di editing video, così come già accennato, ma può essere utile sapere come, cliccando su Gruppo Video o Traccia Audio, si potrà accedere a funzioni aggiuntive, come il controllo delle transizioni, l’opacità e molto altro ancora. Non ultimo, così come evidente dal pannello Livelli, il gruppo video si comporta come qualsiasi altro layer di Photoshop: sarà perciò possibile modificarne le dimensioni, effettuare scale o ritagli, applicare filtri, inserire testi e molto altro ancora. Il tutto usando semplicemente le funzioni già note di Photoshop, come consuetudine per i livelli raster o immagine.

 

Filtri Video

Nel classico menu Filtro, così come mostrato in Figura , Photoshop offre la voce Video, comprendente una coppia di funzioni:

 

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Filtro Video

 

Il primo filtro a propria disposizione è chiamato Colori NTSC e, come spesso si è visto per altri strumenti nelle ultime lezioni, non dispone di una finestra di dialogo. Questo significa che verrà applicato direttamente al filmato, senza opzioni selezionabili: sarà il software a scegliere autonomamente il risultato ottimale. Il sistema NTSC è lo standard di trasmissione televisiva di Paesi come Corea, Giappone, Canada, Stati Uniti e alcune nazioni sudamericane: il filtro in questione limita la gamma dei colori affinché non sia troppo satura, per adattarsi alle necessità delle emittenti televisive. In Europa, dove vige lo standard PAL, questa funzione non è quindi necessaria.

Lo strumento Togli Interlacciato, invece, dispone di una finestra di dialogo. Per interlacciamento, in via molto semplificata, si intende un sistema di scansione delle immagini su schermo suddividendo l’area visibile in diverse porzioni. Viene scelto per mantenere elevata la qualità delle immagini anche con trasmissioni a bassa banda, ma può rendere la riproduzione poco piacevole sugli schermi di ultima generazione oppure a elevata frequenza, con l’apparizione di veloci e fastidiose linee. Questa funzione elimina l’effetto, permettendo di eliminare le linee pari o dispari, nonché gestire i campi per duplicazione o interpolazione. Un esempio è disponibile in Figura:

 

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Togli interlacciato

 

Filtro Grandangolo Adattato

 

Dopo aver analizzato i filtri presenti nell’omonima Galleria, e quelli raggruppati nell’apposito menu di Photoshop, il percorso continua con degli strumenti individuali, non appartenenti ai due precedenti gruppi. Questo perché i tool in questione si avvalgono di finestre e interfacce proprie, risultando pertanto non distruttivi: l’effetto finale verrà applicato sul livello originario solo dopo aver confermato le modifiche prescelte.

Il primo filtro in questione è quello del Grandangolo Adattato: così come suggerisce il nome, permette di risolvere alcune delle distorsioni causate dalle lenti di grandangoli e fisheye.

Non capita di rado che, usando una lente grandangolare o un fisheye, alcuni soggetti ripresi in fotografia risultino distorti. Questo avviene poiché simili obiettivi allargano notevolmente il campo visivo, includendo nell’immagine elementi che non sarebbero inquadrabili altrimenti. Il risultato può manifestarsi con delle incurvature, sia orizzontali che verticali, a seconda delle modalità di scatto: ad esempio, le pareti di un palazzo potrebbero apparire arrotondate anziché perfettamente dritte. Il filtro Grandangolo Adattato si propone di risolvere questa distorsione.

Per accedervi è sufficiente scegliere il classico menu Filtro, quindi la voce desiderata dall’apposito menu a comparsa, così come mostrato in Figura:

 

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Filtro Grandangolo adattato

 

Così come già accennato, il filtro gode di un’interfaccia a sé stante rispetto ai livelli, evidenziata in Figura . Questo significa che, effettuando delle modifiche, il layer principale non verrà alterato fino a conferma finale. In questo modo si potrà sperimentare senza applicare al proprio scatto dei cambiamenti distruttivi:

 

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Interfaccia

 

All’apertura dell’interfaccia, il filtro cerca già di applicare alcune correzioni elementari in base alle caratteristiche riconosciute dell’obiettivo usato, se questa informazione è inglobata nello scatto. In alternativa, dalla colonna di destra di potranno modificare alcune opzioni. Si può scegliere il tipo di correzione tra Grandangolo, Prospettiva, Automatico e Sferica Completa, quindi agire su valori come Scala, Lunghezza Focale ed Entità Ritaglio. Questo perché il filtro, per correggere i soggetti distorti inquadrati, deve alterare l’inquadratura ai lati, rendendoli irregolari. Tali lati potranno essere sistemati a fine modifica, ritagliando le parti in eccesso o rimpiazzando gli spazi vuoti con le funzioni di riempimento in base al contenuto, viste in precedenza. In Figura , un esempio di Scala:

 

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Scala

 

In alto a sinistra, invece, si trovano alcune icone: oltre ai tool per spostare e ingrandire lo scatto, sono disponibili gli strumrnti Vincolo e Vincolo Poligono. Questi due tool permettono di definire le aree dello scatto che si desidera raddrizzare: nel primo caso si traccerà una retta sulla zona da modificare, nel secondo si disegnerà un poligono, un’opzione quest’ultima molto utile quando si lavora con la prospettiva.

 

Nello scatto riportato come esempio, si noterà come la pavimentazione sull’estremità inferiore della foto risulti arrotondata. Con lo strumento Vincolo si traccia una retta nella direzione in cui si desidera effettuare la correzione e, senza necessità di altre azioni, il filtro proseguirà di conseguenza. Se il risultato non dovesse essere soddisfacente, è possibile agire sulle maniglie del vincolo per raffinarne l’effetto. Un’applicazione pratica è mostrata in Figura:

 

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Strumento Vincolo Singolo

 

Naturalmente, all’interno dello stesso scatto potrebbero esservi più aree da sottoporre a correzione: è sufficiente ripetere l’operazione con lo strumento Vincolo in tutte le aree interessate. Attenzione, però, poiché l’aggiunta di un nuovo vincolo potrebbe alterare il risultato precedentemente raggiunto, poiché la foto viene modificata nella sua interezza. In Figura  si riporta un gruppo di vincoli, sia orizzontali che verticali:

 

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Gruppo di vincoli

 

Raggiunto l’effetto sperato, è sufficiente confermare le modifiche nell’interfaccia del filtro per vederle applicate sul livello principale. Come evidenziato in Figura , è quindi possibile tagliare le parti in eccesso o rimpiazzare le aree vuote con il tool di riempimento in base al contenuto:

 

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Effetto finale

 

Filtro Correzione Obiettivo

 

Dopo aver visto le funzionalità di Photoshop relative al Grandangolo Adattato, il software mette a disposizione uno strumento dalle simili finalità: il filtro Correzione Obiettivo. Così come facile intendere dal nome, questo tool permette di modificare alcune delle alterazioni tipiche dei più comuni dispositivi in commercio, si tratti di deformazioni visive come nel caso di grandangoli e fisheye, nonché di errori nella resa del colore.

 

Per poter procedere con più precisione, è anche utile conoscere il nome e il modello dell’obiettivo impiegato per i propri scatti, sebbene questa informazione non sia essenziale ai fini dell’utilizzo del filtro.

Per accedere alla Correzione Obiettivo è sufficiente posizionarsi all’interno del menu Filtro, scegliendo quindi l’omonima voce così come mostrato in Figura:

 

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Filtro Correzione Obiettivo

 

Lo strumento sfrutta una propria finestra, indipendente dal foglio di lavoro principale, garantendo così la possibilità di effettuare delle modifiche non distruttive. In caso le alterazioni apportate al proprio scatto non dovessero risultare soddisfacenti, infatti, sarà sufficiente annullare tramite l’apposito pulsante. Nessuna modifica verrà applicata al livello sul foglio di lavoro prima della conferma esplicita da parte dell’utente.

Il filtro presenta, sulla sua destra, due pannelli principali. Il primo, chiamato Correzione Automatica, permette di modificare le distorsioni visive o di colore in modo immediato, tramite il riconoscimento della macchina fotografica e dell’obiettivo in uso. Così come mostrato in Figura , qualora l’apparecchio non venisse completamente riconosciuto, è possibile selezionarlo dagli appositi menu a tendina della sezione Criteri di Ricerca. Si può quindi impostare il tipo di correzione che si vuole effettuare – geometrica, cromatica o vignettatura – e impostare la modalità di scala:

 

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Correzione Automatica

 

Nel caso riportato come esempio, il filtro cercherà di attenuare la distorsione circolare dovuta all’impiego di un grandangolo, agendo perciò sulla correzione geometrica. È utile sottolineare come, per questo tipo di operazioni, il software applica sempre un ingrandimento in scala dell’immagine: si potrà quindi scegliere di ritagliare i bordi o, ancora, di lasciarli irregolari su sfondo trasparente.

 

Il secondo pannello, invece, si chiama Personale e permette di applicare manualmente le modifiche sull’immagine. Il primo set di comandi disponibili è sempre relativo alla Distorsione Geometrica: spostando l’apposita levetta verso sinistra o verso destra, ad esempio, si potrà distendere o arrotondare l’immagine. Nello scatto di Figura  si è cercato di appiattire l’orizzonte precedentemente arrotondato ai lati, con un effetto volutamente marcato per aiutare la comprensione del funzionamento del tool:

 

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Distorsione geometrica

 

La sezione Aberrazione Cromatica permette di regolare i difetti di colore dello scatto, ad esempio la tendenza di alcuni obiettivi di aggiungere un profilo viola ai soggetti ripresi, noto come “purple fringing”. Per farlo, è sufficiente regolare i canali rosso, giallo e blu. Vignettatura, invece, consente di scurire o schiarire i bordi dell’immagine, ottenendo appunto un effetto vignetta. Per farlo, come evidenziato in Figura , non solo si determina l’intensità del tono del profilo, ma si regola anche il Punto Intermedio. Quest’ultimo determina la distanza e l’ampiezza dei bordi della vignetta dal centro:

 

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Vignettatura

 

Trasforma, infine, permette di alterare la prospettiva dell’immagine, agendo non solo sull’asse verticale oppure su quello orizzontale, ma anche sull’angolo e sulla sua scala. Un esempio, volutamente marcato per renderne evidente il funzionamento, è riportato in Figura:

 

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Trasforma

 

Filtro Fluidifica

 

Dopo aver analizzato le funzionalità degli strumenti dedicati agli obiettivi, il percorso dei filtri di Photoshop giunge a uno del tool certamente più conosciuti, ma anche tra i più difficili da usare. Si tratta del filtro Fluidifica, spesso citato dai media e associato al fotoritocco estetico nell’immaginario comune. Eppure le possibilità sono molto più ampie, anche se in questa lezione si tratteranno unicamente le funzioni di base, poiché riuscire a destreggiarsi con elevato successo non è operazione adatta ai neofiti oppure a chi si avvicina al software Adobe soltanto saltuariamente.

 

Opzioni di base

Così come suggerisce il nome, il filtro Fluidifica permette di deformare un’immagine, o porzioni della stessa, per ottenere un ritocco fotografico. Le azioni disponibili sono le più svariate: dalle trazioni al gonfiamento, passando per spirali e molto altro ancora. Lo strumento è disponibile tramite l’apposita voce del menu Filtro, come mostrato in Figura:

 

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Filtro Fluidifica

 

Così come per molti altri filtri visti in precedenza, anche Fluidifica può contare su una finestra di dialogo completamente indipendente rispetto al foglio di lavoro, affinché tutte le modifiche non siano distruttive. Nessuna alterazione, infatti, verrà effettivamente applicata al livello prima di aver confermato il lavoro svolto. In Figura , una panoramica dell’interfaccia:

 

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Interfaccia

 

Sulla colonna di sinistra sono disponibili diversi strumenti, il cui funzionamento è completamente analogo ai classici pennelli, mentre sulla destra vengono riportate le opzioni per il pannello selezionato, quali la dimensione, la densità, la pressione e la percentuale. Altera in Avanti, sposta i pixel dell’immagine con un effetto gommato, non dissimile dallo Sfumino. Ricostruisci permette di riportare le porzioni alterate al loro stato originario, mentre Arrotonda rende più tondeggianti le aree di proprio interesse. Ai fini di questa lezione, si mostreranno effetti volutamente accentuati, quasi irrealistici, per mostrare con più chiarezza come i singoli strumenti possano funzionare.

Passando il pennello Spirale in Senso Orario sull’immagine, ad esempio, i pixel sottostanti verranno ripiegati su loro stessi, ottenendo un effetto ondulato così come mostrato in Figura:

 

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Spirale in Senso Orario

 

Gonfiamento, nel frattempo, aumenta in modo progressivo le dimensioni della porzione su cui si sta lavorando, estendendo in modo uniforme la grandezza dal centro del pennello, come evidente in Figura:

 

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Gonfiamento

 

Spingi A Sinistra, invece, agisce sui pixel con un effetto movimento, schiacciando quindi l’elemento su cui passa il pennello e allungando, invece, lo spazio circostante. Un esempio, volutamente accentuato, è riportato in Figura:

 

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Spingi a Sinistra

 

È inoltre possibile lavorare in modalità maschera, con gli strumenti Maschera Fissa e Rilascia Maschera, nonché ingrandire l’area visualizzata o trascinarla per lavorare con più comodità. Per quanto riguarda le Opzioni del Pennello riportate nella colonna di destra, non vi sono valori standard a cui fare riferimento. Il consiglio è quindi quello di procedere da tentativi: Dimensione e Percentuale regolano ovviamente la dimensione dell’effetto e l’estensione con qui questo verrà applicato sull’immagine al passaggio dello strumento, mentre Densità e Pressione determinano la qualità sui pixel della funzione prescelta.

 

Fluidifica sul volto

La funzione che genera più curiosità nel filtro Fluidifica è forse quella relativa al Volto, introdotta nel 2015, poiché spesso associata al fotoritocco. Sfruttando le capacità della GPU, infatti, il software rileva autonomamente i visi presenti nello scatto e offre varie opzioni per la loro modifica.

Prima di cominciare, però, è necessario accertarsi che il software sia stato abilitato allo sfruttamento dell’accelerazione grafica, attivabile dalla voce Prestazioni del menu Preferenze, scegliendo quindi l’opzione Usa Processore Grafico per Accelerare.

Attivato lo strumento, l’applicazione identifica il volto e propone inizialmente due lunghe maniglie ai lati del viso: trascinandole, sarà possibile allargare o restringere il volto inquadrato, nonché modificarne l’estensione verticale. Passando il puntatore sul viso, però, si noterà l’apparizione di numerose altre maniglie, in particolare pensate per occhi, naso e bocca. Agendo sulle stesse, si potrà cambiare la larghezza e la lunghezza di queste caratteristiche fisiche, per un risultato privo difformità di colore grazie al riempimento in base al contenuto incorporato nel filtro. In Figura , un esempio:

 

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Strumento Volto

 

Come già accennato, impiegare il filtro Fluidifica può risultare del tutto complesso, perché serve precisione e un certo occhio allenato per ottenere fotoritocchi che non siano immediatamente riconoscibili dal pubblico. Tuttavia, sebbene le opzioni siano molto più estere rispetto a quelle elencate, questa panoramica di base potrebbe essere sufficiente per gran parte dei compiti di elaborazione fotografica quotidiani.

 

Filtro Fuoco Prospettico

 

Dopo aver analizzato le basi del filtro Fluidifica, uno strumento molto utile soprattutto per il fotoritocco, il percorso sui filtri di Photoshop si conclude con il Fuoco Prospettico. Questo strumento permette di eseguire elaborazioni avanzate sulla prospettiva, ad esempio per l’applicazione di testo su pareti inclinate, l’aggiunta di forme rispetto al punto di fuga e molto altro ancora. Si differenzia notevolmente dall’Alterazione Prospettica, vista nei precedenti capitoli, poiché fornisce un metodo più efficace e preciso per disporre gli elementi nello spazio.

 

 Come funziona

Così come già accennato, il filtro Fuoco Prospettico permette di modificare un’immagine o aggiungere elementi nello spazio sfruttando il punto di fuga della ripresa. Per comprenderne appieno il funzionamento, è utile procedere con un esempio pratico. Si ipotizzi di aver a disposizione l’immagine di un lungo corridoio, ripreso in prospettiva, e di voler aggiungere del testo su una delle pareti affinché il suo orientamento sia coerente con il punto di fuga. Il primo passaggio, come facile intuire, sarà quello di inserire la parola desiderata tramite lo strumento Testo, così come mostrato in Figura:

 

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Strumento Testo

 

Come si può notare, il testo inserito non è in prospettiva rispetto alle pareti. Prima di arrivare a questa operazione, però, sono necessari ulteriori passi. Innanzitutto, si selezioni il livello testuale da poco creato e se ne memorizzi una copia, con l’omonimo comando del menu Modifica oppure tramite le scorciatoie di tastiera. A questo punto, si aggiunga un Nuovo Livello vuoto, così come evidenziato in Figura:

 

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Livello Vuoto

 

Il ricorso a un livello vuoto è solamente uno stratagemma propedeutico all’alterazione in prospettiva che si andrà a creare, ma non un passaggio necessario. In alternativa, è possibile inserire il testo su un foglio di lavoro separato, purché venga selezionato e poi copiato con l’apposito comando.

Dal menu Filtro, si dovrà ora selezionare Fuoco Prospettico, così come mostrato in Figura . Come tanti altri strumenti visti in precedenza, anche questo filtro dispone di una finestra di dialogo svincolata dal foglio di lavoro principale: questo significa che le modifiche che si andranno a effettuare non saranno distruttive, bensì applicate al layout originale dopo la conferma con l’apposito tasto:

 

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Fuoco prospettico

 

Dalla colonna degli strumenti in alto a sinistra, si dovrà scegliere la voce Crea Piano: questa permette di tracciare sull’immagine una forma geometrica che segua la prospettiva dello scatto, affinché qualsiasi elemento venga inserito al suo interno sia posizionato automaticamente in relazione al punto di fuga. Per farlo, come evidenziato in Figura , è sufficiente impostare gli angoli della forma – in questo caso un rettangolo – cliccando con il mouse nei punti di proprio interesse. Il risultato è una forma perfettamente in prospettiva rispetto alla parete sinistra dell’immagine:

 

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Crea piano

 

Tramite le scorciatoie di tastiera, quindi CMD+V per Mac e CTRL+V per Windows, si potrà incollare il testo precedentemente copiato all’interno dell’immagine. Selezionando lo strumento Modifica Piano, si potrà trascinare il testo creato all’interno della forma – ovvero il Piano Prospettico – da poco realizzata. Come si potrà notare in Figura , le parole verranno automaticamente allineate rispetto al punto di fuga dello scatto:

 

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Testo in Prospettiva

 

Confermando la modifica effettuata con l’apposito tasto, si tornerà al layout principale. Come evidente, vi saranno ora sull’immagine due scritte: l’originale non modificata e la seconda perfettamente in prospettiva. Sarà sufficiente spegnere o eliminare il layer del primo testo per non mostrarlo sul layout, dopodiché si potranno applicare tutte le opzioni di livello desiderate per migliorare la composizione. In Figura , è stata scelta l’opzione di fusione Sovrapponi:

 

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Sovrapponi

 

Questo esempio dedicato al testo può essere sfruttato per numerosissimi altri compiti all’interno del Fuoco Prospettico, anche molto avanzati: è infatti possibile creare dei piani complessi o multipli, ad esempio quando l’immagine presenta due o più direzioni principali.

 

 

Aggiungere Filtri

 

Le possibilità garantite dai filtri di Photoshop non si limitano al set visto nelle lezioni precedenti, ovvero quello disponibili di default nel software di Adobe. Per chi ha esigenze particolari, infatti, è possibile aggiungere dei nuovi strumenti, grazie a un grande archivio online. Si tratti di proposte gratuite o a pagamento, approfittando della Creative Cloud si potrà allargare la propria esperienza di photoediting con possibilità sempre nuove.

 

Nuovi filtri: come aggiungerli

Allargare le possibilità di Photoshop con nuovi filtri è molto semplice, tanto da non richiedere competenze specifiche. Il primo passaggio è quello di recarsi sull’omonimo menu Filtro, optando quindi per la funzione Sfoglia Filtri Online, così come evidenziato in Figura:

 

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Sfoglia Filtri Online

 

Lanciato il comando, verrà aperta una finestra del proprio browser predefinito, indirizzata sulla pagina di raccolta dei filtri aggiuntivi disponibili della Creative Cloud, come illustrato in Figura:

 

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Elenco sulla Creative Cloud

 

A questo punto, si sfoglia l’elenco fino a trovare il filtro di proprio interesse. Le alternative sono le più svariate, da effetti di ombreggiatura per il testo a modifiche in stile lomo per gli scatti fotografici, e sono tutte accompagnate dal relativo prezzo. Molto estesa è la disponibilità di proposte gratuite, quindi scaricabili senza ulteriori costi rispetto all’abbonamento mensile alla suite creativa di Adobe.

Scelto il filtro, cliccando sul relativo riquadro si verrà indirizzati alla sua pagina di riassunto, come mostrato in Figura , completa di tutti i dettagli sulle funzionalità, l’autore, le modalità di distribuzione e molto altro ancora:

 

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Dettagli del Filtro

 

In alto a destra si troverà un pulsante per il download, gratuito o a pagamento, del filtro. Nell’esempio riportato, avendo scelto una proposta senza costi, apparirà un riquadro azzurro con la scritta “Free”. Cliccando su questo pulsante, verrà chiesto di effettuare il login alla Creative Cloud, in caso l’accesso non fosse già stato completato in precedenza, inserendo username e password. Dopodiché, verranno illustrate le modalità di installazione.

 

Chi possiede l’applicazione desktop della Creative Cloud, nella sua versione 4.6 o superiore, alla conferma del download dovrebbe ricevere un messaggio di installazione automatica: dopo lo scaricamento, e il riavvio di Photoshop, il filtro dovrebbe essere aggiunto a quelli di default del software di fotoritocco.

In caso ciò non avvenisse, o si preferisse procedere manualmente, è disponibile una seconda procedura. Innanzitutto, è necessario scaricare sul proprio computer il filtro, un file solitamente con estensione ZXP, e ricordarsi la cartella in cui viene inserito. Fatto questo, sarà necessario scaricare un piccolo software per completare l’installazione, così come da istruzioni che verranno mostrate a schermo dal sito Adobe.

Il browser consiglierà, ad esempio, il download di Extension Manager di Anastasiy, disponibile anche a questo indirizzo. Il software, offerto sia per Windows che per Mac, è molto leggero e intuitivo, nonché di immediato utilizzo. Così come mostrato in Figura , nella colonna di sinistra vengono mostrati i software della Creative Cloud attualmente installati sul computer in uso: dopo aver selezionato Photoshop, si trascina il filtro sul largo spazio della colonna di destra e l’installazione verrà portata a termine:

 

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– Installazione manuale

 

 

EDIZIONE 2009 ——————-

 

Importare immagini da uno scanner

 

Regolare saturazione e tonalità

 

Strumento Sostituzione colore

 

Strumento Sfumino

 

Ridurre il disturbo delle immagini

 

Selezione singola riga e strumento Sposta

 

Bloccare e unire livelli

 

Collegare e raggruppare livelli

 

Altre opzioni e icone del pannello Livelli

 

Stili di livello – Livello di testo

 

Uso avanzato degli stili di livello

 

Stile di livello sovrapposto e operazioni avanzate

 

Oggetti avanzati

 

Maschere di filtro

 

Maschere – funzioni avanzate

 

Composizioni di livelli

 

Il pannello Pennelli

 

Strumenti di pittura secondari

 

Creazione e gestione delle sfumature – I

 

Creazione e gestione delle sfumature – II

 

Usare i pattern

 

Metodi di fusione

 

Grafica vettoriale e panoramica degli strumenti

 

Strumento Penna e Tracciati

 

Regolazioni e opzioni per la Galleria filtri

 

Renderizzazioni

 

Altri effetti di renderizzazione

 

Altri filtri

 

Pixel, blur, stilizzazione e altri effetti

 

Creare e formattare un paragrafo

 

Effetti sul testo

 

Importare immagini da fotocamere digitali

 

Salvare i file nei formati più comuni

 

Stampare immagini

 

Inserire un’immagine esterna

 

 

Importare Immagini da uno Scanner

 

Così come per le fotocamere, anche le immagini acquisite dallo scanner possono essere importate ed elaborate sia con il software in dotazione sia direttamente in Photoshop.

Il processo di acquisizione è pressoché uguale. Andiamo nel menu File > Importa > Supporto WIA o, in alternativa, possiamo cliccare sul nome dello scanner (figura ) e si aprirà la finestra di gestione immagini del software della nostra periferica:

 

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Occupiamoci ora dell’acquisizione tramite il supporto WIA.

Una volta cliccato sulla voce di menu Supporto WIA si aprirà la finestra nella quale potremo scegliere le opzioni che abbiamo già visto: la possibilità di scegliere la cartella di destinazione, se aprire le immagini in Photoshop e la creazione di una sottocartella denominata con la data corrente. Clicchiamo Inizio. Nella nuova finestra scegliamo il nostro scanner e clicchiamo OK.

Avremo ora la possibilità di scegliere che tipo di immagine da acquisire (figura ):

 

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Una volta selezionato il tipo di immagine possiamo regolarne la qualità premendo Regola la qualità dell’immagine digitalizzata (figura ):

 

40-

 

Qui possiamo inserire il valore DPI e correggerne Luminosità e Contrasto, una volta terminato clicchiamo OK.

 

Clicchiamo Anteprima per avere un’idea dell’immagine che stiamo per acquisire e, se necessario, trasciniamo le maniglie del rettangolo per regolare l’area di ritaglio. Clicchiamo OK. Abbiamo ora all’interno dell’area di lavoro di Photoshop l’immagine acquisita dallo scanner.

 

 

Regolare saturazione e Tonalità

 

Il comando Tonalità e saturazione ci consente di modificare la tonalità, il contrasto e la luminosità dell’insieme di colori delle immagini oppure di un intervallo specifico di colori.

 

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in questo modo potremo regolare l’immagine in maniera non distruttiva agendo sul nuovo livello di regolazione appena creato. In alternativa è possibile richiamare i comandi di tonalità saturazione andando nel menu Immagine > Regolazioni > Tonalità/Saturazione (CTRL+U) così facendo le modifiche che apporteremo all’immagine saranno permanenti, nessun livello di regolazione verrà aggiunto quindi sarà impossibile tornare alle impostazioni originarie dell’immagine in quanto essa verrà direttamente modificata.

Una volta cliccato sul comando Tonalità/Saturazione ci troveremo di fronte a questo pannello:

 

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Vediamo ora come agire sulle singole opzioni per ottenere le modifiche da noi desiderate. Scegliamo se modificare l’intera gamma di colori oppure un intervallo scegliendolo da menu a tendina posto nella parte alta del pannello:

 

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Poniamo di voler regolare i gialli di questa immagine:

 

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Scegliamo Gialli dal menu oppure il comando di scelta rapida Alt+4 e andiamo ad agire sui cursori posti nella parte centrale del pannello, ad esempio abbassando la luminosità:

 

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In questo modo l’intervallo di colori che comprende la tonalità del giallo verrà reso più scuro:

 

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Possiamo anche sulla saturazione e cambiare la tonalità spostando i cursori posti sotto le rispettive regolazioni.

 

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selezionato clicchiamo sull’immagine per scegliere un intervallo di colori e, tenendo premuto, spostiamo il puntatore a destra o sinistra per diminuire o aumentare la saturazione della gamma tonale scelta.

 

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Con questo strumento è inoltre possibile cambiare la tonalità, per far questo è sufficiente tenere premuto il tasto CTRL prima di selezionare l’intervallo di colori. Successivamente spostiamo il cursore a destra e sinistra per variare la tonalità.

 

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Se abbiamo un fotografia in scala di grigi nero (Fig.8) e volessimo aggiungere una tonalità all’immagine (Fig.9) dovremo selezionare il comando colora e agire sulle regolazioni di tonalità, saturazione e luminosità:

 

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