I blog di Alessioempoli

Data 9 marzo 2017

PHOTOSHOP – 9°

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PHOTOSHOP – 9°

 

Editing video in Photoshop CC

Interfaccia

 

Photoshop CC non è solamente il miglior strumento in circolazione per il ritocco delle immagini, ma è anche un editor video di base dalla potenza tutt’altro che da sottovalutare. Certo, le sue potenzialità non possono eguagliare quelle di software dedicati come Adobe Premiere o After Effect, ma è molto utile per modifiche al volo o correzioni elementari. Andremo a conoscere i tool di base pensati per i filmati.

 

 

L’interfaccia

 

Il video editing in Photoshop CC comporta delle semplici e comode modifiche all’interfaccia. Oltre ai controlli e ai pennelli di base, quelli classici per le fotografie, si aggiungono una serie di opzioni pensate proprio per l’editing fotogramma per fotogramma.

Il modo più semplice per lavorare su un video in Photoshop CC, anche per chi non avesse delle competenze pregresse, è quello di aprire il filmato come si farebbe con una normale fotografia. Per farlo, dal menu File basta scegliere Apri e cercare la cartella del proprio video, così come mostrato in figura. In questa fase non ci si dovrà preoccupare di formato, dimensioni, codifica e risoluzione di quanto visualizzato: il software analizzerà da sé tutti questi dati.

 

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Aperto il filmato – è probabile dover attendere qualche istante affinché il software termini la fase di “Lettura Formato” – appare subito evidente come l’interfaccia si sia modificata per far spazio agli strumenti propri per il video. Eccone la schermata iniziale

 

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Come risulta palese dell’immagine, nessuno dei tool canonici di Photoshop viene modificato: tutte le funzioni classiche rimangono in essere e possono essere utilizzate come se si lavorasse su una normale fotografia, compreso l’ingrandimento del Navigatore. Si noterà, però, come in basso sia comparsa una nuova finestra: quella della Timeline.

 

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Chi ha già dimestichezza con i software di editing video – anche basici come iMovie o Windows Movie Maker – non avrà troppi problemi a riconoscerne le funzioni. In linea generale, la Timeline non è altro che la rappresentazione nello spazio della durata del filmato e dei suoi fotogrammi, navigabili l’un l’altro spostandosi con l’apposita levetta. Vi sono poi dei controlli specifici, in particolare quelli di riproduzione (i vari play, stop e via dicendo), le impostazioni avanzate di risoluzione, i tool di taglio e le dissolvenze, queste ultime analizzate di seguito. Spostandosi sulla Timeline verrà modificato anche il fotogramma visualizzato nel layer principale. È però necessaria una precisazione: è possibile che la qualità sia lievemente degradata per agevolare la velocità delle operazioni, qualità che non sarà comunque penalizzata nell’esportazione finale.

Oltre alla Timeline, si agisce anche sulla palette dei Livelli: esattamente come per le fotografie, appare un gruppo di livelli nell’apposita gerarchia, dedicato al filmato

 

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Tornando alla Timeline, non può non balzare all’occhio la finestra delle Dissolvenze citate poc’anzi. Si tratta essenzialmente di effetti di transizione da utilizzare tra una scena e l’altra, se desiderato, la cui funzione verrà spiegata successivamente. Al momento, basterà conoscerne la posizione

 

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Così come mostrata, la Timeline non è completa. Cliccando sulle apposite frecce alla sinistra del filmato, si potrà espandere il gruppo per vagliarne le modifiche aggiuntive, come Posizione, Opacità e altro ancora. Per ogni feature vi è una riga ulteriore sotto al filmato, che verrà poi occupata con dei marcatori nel punto di applicazione di un determinato effetto

 

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Date le dimensioni ridotte della Timeline, nonché la posizione strategica per non perdere tutti gli altri strumenti di Photoshop, può risultare difficile muoversi per tutta la lunghezza del filmato. Esiste però un comodo slider per ridurre o ingrandire l’ampiezza della linea temporale, così da facilitare la visione d’insieme del filmato o, per contro, individuare con prontezza un singolo fotogramma

 

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Come più volte accennato, tutte le funzioni fotografiche di Photoshop CC rimangono usufruibili: ecco lo strumento di ritaglio in una schermata d’esempio

 

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Timeline e transizioni

 

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Trascorso qualche attimo per permettere a Photoshop di riconoscerne il formato e di adattarlo alla propria interfaccia, nella timeline appariranno due lunghi rettangoli affiancati, ognuno dei quali rappresenta uno dei filmati scelti nonché la loro durata. Qualora questi rettangoli risultassero troppo lunghi e difficili da modificare, si proceda alla riduzione della visualizzazione così come spiegato nella lezione precedente

 

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I filmati sulla timeline possono essere spostati semplicemente trascinandoli nella posizione desiderata. Ad esempio, si può decidere di spostare la seconda ripresa – ovvero quella più a destra – in prima posizione: così facendo, sarà la scena d’apertura del nostro video. Per farlo, basterà cliccare e tenere premuto sul rettangolo, per poi trascinarlo verso sinistra

 

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Come facile intuire, non solo la posizione dei video può essere modificata, ma anche la loro stessa durata, così da tagliare le porzioni di ripresa che non si ritengono sufficientemente interessanti per il proprio progetto. L’operazione può essere facilmente eseguita posizionandosi sulle estremità sinistra e destra del rettangolo, rispettivamente per ridurre l’inizio e la fine del clip, e trascinando fino al secondo desiderato. A schermo apparirà una comoda finestra d’anteprima, per consentire un’agile identificazione dei punti di inizio e di fine del video

 

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Fatto questo, il primo montaggio di base è già pronto e il filmato, per chi lo desiderasse, può essere salvato sia come progetto Photoshop che come formato compatibile con i riproduttori multimediali, scegliendo dal menu File la voce Esporta. Lo scopo di questa esposizione è però quello di donare omogeneità, piuttosto che esportare una semplice sequenza di clip fra loro affiancati. In questo caso, tornano utili le transizioni

 

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Le transizioni non sono altro che degli effetti visivi che permettono di regolare, in modo più o meno dolce a seconda dei propri gusti, il passaggio da una ripresa all’altra. Per inserirli basta cliccare sull’omonima icona, scegliere la transizione più gradita, impostare la durata con l’apposita levetta e trascinare il tutto sulla timeline. Le transizioni si applicano sempre agli estremi del rettangolo di rappresentazione del clip: all’inizio o alla fine della ripresa, mai durante. Se l’effetto si trova tra una scena e l’altra, verrà condiviso da entrambe. Passando alla pratica, per applicare un effetto di Dissolvenza – ovvero di passaggio progressivo dal colore di sfondo al filmato – basterà selezionarlo dall’elenco e trascinarlo sulla timeline

 

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A titolo esemplificativo, si è scelta una dissolvenza sul nero a inizio e fine filmato, mentre le due scene sono collegate fra solo dalla cosiddetta Dissolvenza Incrociata, ovvero una sovrapposizione progressiva delle rispettive immagini.

Sebbene il lavoro sia virtualmente terminato e si possa passare al salvataggio, risulta utile introdurre due precisazioni aggiuntive. La prima riguarda il formato a schermo: come si noterà, i video importati sono in 4:3. Qualora si volesse trasformarli in 16:9 senza distorsioni, basterà ricorrere agli strumenti canonici di ritaglio di Photoshop, esattamente come si farebbe per una normale fotografia

 

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Questa operazione conduce direttamente alla seconda considerazione: pur lavorando sui video anziché su immagine statiche, tutte le funzioni di Photoshop rimangono attive. Ecco cosa succede, ad esempio, agendo sul diagramma delle curve

 

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Si sono così apprese le tecniche di base per l’editing elementare di una ripresa, più che sufficiente per chi volesse montare in velocità un video delle vacanze da mostrare sui social network. Più avanti si cercherà di migliorare quanto fatto, regolando l’audio, stabilizzando l’immagine, aggiungendo testo e altro ancora

 

Editing della traccia audio del video

Si incomincerà apportando delle piccole modifiche all’audio già presente sul video, quello catturato durante la ripresa. Gli strumenti musicali di Adobe Photoshop CC sono davvero elementari e, pur consentendo un editing soddisfacente per l’utente comune, per risultati più professionali è meglio elaborare le modifiche con un software esterno. Apriamo un nuovo progetto:

 

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Si noterà come su ognuna delle due clip è riportata una piccola icona di riproduzione, il classico simbolo “play” normalmente disponibile sui riproduttori musicali. Premendolo si aprirà a schermo la palette dei controlli audio

 

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Oltre alla possibilità di regolare il volume di base, oppure di disattivarlo, sono presenti le levette per regolare la Dissolvenza in Entrata e la Dissolvenza in Uscita. Esattamente come per le transizioni video, si tratta di un effetto per cambiare progressivamente il volume del suono: nel primo caso dal basso verso l’alto, nel secondo dall’alto verso l’alto.

Per questo esempio, si desidera un suono che si innalzi gradualmente all’avvio della riproduzione. Sul primo clip, quindi, si imposterà la quantità voluta di dissolvenza specificandola in secondi,

 

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Allo stesso modo, si vorrà fare l’opposto al termine del video, ovvero applicare una dissolvenza dall’alto verso il basso affinché venga sottolineata la fine del girato. Attenzione, però: l’effetto va applicato sul secondo clip, non al termine del primo

 

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Aggiunta di una traccia audio esterna

 

Si ipotizzi di non gradire il suono originale abbinato alle riprese – in questo caso effettivamente si tratta soltanto di rumori ambientali, come quello del focus delle lenti dello smartphone – e di volerlo sostituire con un file musicale esterno. Per prima cosa, bisognerà allora eliminare l’audio originale per evitare sovrapposizioni in riproduzione. Due le modalità possibili: sempre dalla finestra delle transizioni audio, si può trascinare la levetta del Volume sullo zero oppure spuntare l’apposita casella Disattiva Audio

 

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Sulla Timeline, al di sotto della traccia video, si troverà una riga aggiuntiva: quella della traccia audio. Premendo sull’icona musicale in bella mostra, dal menu che apparirà si scelga la funzione Aggiungi Audio e si scelga un file gradito dalla propria libreria. I formati supportati sono i più svariati, dall’MP3 all’AIFF passando per il WAVE, in questo caso si è scaricato un sample gratuito dal sito SampleSwap. La nuova traccia verrà riportata proprio al di sotto del video, segnalata da un riquadro di colore verde

 

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Come apparirà evidente al solo colpo d’occhio, il sample musicale ha una durata maggiore rispetto al girato. Per accorciarlo, basta semplicemente posizionarsi sull’estremità destra e trascinare in senso opposto, fino a farlo combaciare con il clip video. Avviando una riproduzione di test – premendo l’apposito pulsante o la più comoda barra spaziatrice – si potrà vagliare la corrispondenza tra sonoro e immagini. Anche in questo caso, però, è possibile applicare delle transizioni: cliccando sempre l’icona “play” sulla traccia stessa, si impostino delle dissolvenze in entrata e in uscita a seconda del proprio gusto. A differenza delle due clip video, essendo un file unico l’operazione dovrà essere ripetuta una sola volta

 

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Raggiunto l’effetto desiderato, il video può essere esportato. Come già accennato in apertura, quella qui presentata è una modifica di base senza alcun valore artistico, utile solo per capire il funzionamento delle funzioni di Photoshop. Più avanti si comincerà a curare la qualità delle tecniche di base fin ora imparate, con opzioni di montaggio più avanzate.

 

 

Editing avanzato: animazioni e key frame

 

Fotografie nella timeline

 

Come accennato, l’obiettivo è quello di creare un video in cui tre fotografie, affiancate orizzontalmente, scorrano sullo schermo come se la scena subisse lo spostamento della telecamera. Per farlo, allora, si sono già preparati tre scatti a risoluzione 1280×400, sebbene la grandezza delle fotografie possa essere scelta a piacere. Come fare, però, a inserirle nella Timeline anziché nel normale editor fotografico? Si apra con Photoshop la prima delle tre, quella che costituirà il primo livello, e si apra la Timeline: si clicchi, quindi, sul pulsante Crea Timeline Video. La fotografia verrà automaticamente convertita in un clip

 

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Per aggiungere gli altri due scatti, basterà trascinarli dalla cartella del proprio computer sulla Timeline stessa: saranno convertiti in clip, ognuno dal proprio livello dedicato

 

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Come è facile notare, essendo delle immagini già ritagliate per ottenere tre strisce da inserire nello stesso contenitore video, serve ridefinire la risoluzione del filmato. Con lo Strumento Taglierina, si ridimensioni e allarghi lo sfondo, fino a portarlo alla dimensione desiderata. In questo caso si è optato per 1280×720 pixel, ovvero la risoluzione 720p

 

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Per comodità, si assegnerà un nuovo nome ai Livelli, a seconda della scena rappresentata: Bosco, Albero e Tramonto. Quindi si sposteranno le fotografie sul layout, affinché siano allineate così come desiderato

 

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Come si nota, l’allineamento delle foto e l’ingrandimento del layout determinano un’area, sulla destra, non coperta dalle immagini. Serve quindi ingrandirle con lo Strumento Scala, del menu Trasforma di Modifica. Prima di farlo, però, è necessario creare un Gruppo Di Livelli, altrimenti l’operazione non sarà consentita. Si selezionino tutti i livelli quindi, con il tasto destro, si scelga l’opzione Gruppo Da Livelli

 

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È possibile ora procedere all’ingrandimento, ultimo passo prima dell’animazione vera e propria

 

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Key frame e animazione

 

Disposti gli elementi sulla Timeline, è giunto il momento di animarli. Per questo esperimento, lo scopo è quello di avere una modifica dell’immagine nel tempo, ovvero una transizione dallo stato iniziale a uno diverso. Per farlo, bisogna avere chiaro il concetto di key frame, il fotogramma chiave in italiano. Per key frame si intende appunto un fotogramma, un istante preciso del video, che definisce irremovibilmente lo stato dell’immagine. Impostando due key frame, uno all’inizio e alla fine dei video, si spiega a Photoshop come questi due fotogrammi debbano rimanere immutati così come li abbiamo definiti e che l’animazione debba quindi avvenire fra questi due estremi.

Accedendo alle funzioni avanzate per il singolo clip della Timeline, tramite il menu a scorrimento di sinistra, si trovano tre aree d’azione per i fotogrammi: Trasforma, che definisce una modifica di posizione, a cui si aggiungono Opacità e Stile, feature che non hanno bisogno di troppe presentazioni. Dopo essersi posizionati con l’apposita levetta sul primo fotogramma del livello d’interesse – in questo caso Albero – si clicchi sull’icona a forma di orologio accanto alla scritta Trasforma: si imposterà, così, il key frame iniziale

 

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Si sposti la levetta temporale sull’ultimo fotogramma chiave e, tramite le normali funzioni del software, si modifichi l’immagine affinché assuma le fattezze desiderate al termine dell’animazione. In questo caso, si è scelto di ingrandire la fotografia evadendo i confini sulla sinistra del layout, per ottenere un effetto d’ingrandimento e scorrimento in quella direzione. Terminato l’ingrandimento, premendo il tasto Invio il secondo key frame verrà impostato: Photoshop elaborerà quindi la transizione tra i due fotogrammi chiave. Qualora l’anteprima fosse traballante o poco graziosa, non ci si preoccupi: il software riduce in fase di preview la qualità del video per garantire una riproduzione a pieni FPS, basta perciò cambiare risoluzione dall’icona a ingranaggio della Timeline

 

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Si ripeta l’operazione anche con i livelli Tramonto e Bosco. Qualora il primo presentasse l’opzione Posizione anziché Trasforma, essendo appunto il livello di base, basterà convertirlo in Oggetto Avanzato dal menu contestuale della palette. A scopo esemplificativo, si è scelto di ingrandire la fotografia superiore verso sinistra, mentre quella mediana affinché riproduca uno zoom centrale. Si presti attenzione, ovviamente, anche all’ordine dei layer: il livello Bosco deve essere sottostante agli altri due, altrimenti li coprirà nella sua transizione

 

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L’animazione è pronta e il video può essere esportato nel formato preferito.

 

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Filtri e testo nei video

 

Filtri

 

Si apra il progetto della lezione precedente, ovvero lo slideshow di tre immagini verticalmente affiancate, oppure si realizzi un nuovo progetto con una o più fotografie sulla scena.

 

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Sulla Timeline si selezioni la traccia corrispondente all’immagine che si vuole modificare, in questo caso il livello Albero. Così come si farebbe normalmente per l’elaborazione di layout statici, si possono sfruttare tutti i filtri a disposizione di Photoshop, sia quelli presente nei sottoinsiemi del menu Filtro che quelli più artistici disponibili nella Galleria Filtri. A differenza delle fotografie, però, qui l’applicazione dell’effetto si verifica per tutta la durata del filmato o, in alternativa, del clip selezionato

 

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Scegliendo fra i tanti l’Effetto Carboncino, l’immagine dell’albero verrà stilizzata in bianco e nero e la sua nuova trasposizione verrà mantenuta per l’intero clip. Eventuali effetti già applicati, come in questo caso lo zoom, rimarranno ovviamente invariati

 

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Si può certamente sperimentare a piacere le combinazioni preferite di tutti i filtri disponibili, dall’effetto poster alla sfumatura radiale, passando per molto altro ancora. Nella figura e nel video seguenti, si dimostra quale sia la conseguenza finale sul filmato dall’applicare il filtro Pattern Mezzitoni alle due immagini alle estremità della scena, lasciando invariata quella centrale. Ovviamente, qualora si volesse agire solo su una porzione del clip oppure effettuare una transizione da un filtro all’altro all’interno dello stesso spezzone, bisognerà impostare gli opportuni key frame nella Timeline, così come ampiamente spiegato in precedenza

 

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Testi

 

L’inserimento di testi in sovrimpressione sui video è una procedura abbastanza semplice perché, proprio come accade per i filtri, si utilizzano gli stessi strumenti canonici per le immagini statiche. Non ci si aspetti, però, di trovare un nugolo nutrito di transizioni come in tante suite appositamente dedicate al videoediting: in Photoshop CC tutto deve essere ricreato manualmente, passo per passo.

Si inizi creando semplicemente un livello di testo, posizionandolo a piacere sulla scena: lo stesso apparirà nella Timeline come un clip a se stante

 

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A questo punto, lo step successivo è quello di regolare il livello sfruttando degli strumenti già appresi nelle lezioni precedenti: si accorcerà la durata con le apposite leve, affinché occupi solo la parte centrale del filmato, quindi si applicherà una dissolvenza iniziale e finale per far apparire dolcemente le parole a schermo

 

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Si procederà sempre ricorrendo a quanto d’imparato, per impostare un effetto d’ingrandimento del testo durante la riproduzione. Posizionandosi sulla Timeline, nella scheda delle trasformazioni si imposta il primo key frame, quindi ci si sposta con l’indicatore temporale sulla fine della transizione che si vuole creare e si allarga la scritta con lo strumento Scala. Premendo invio, verrà riconosciuto il key frame finale e Photoshop realizzerà l’animazione intermedia. Data la dissolvenza iniziale, il testo sembrerà provenire dal retro dell’immagine, in un piacevole zoom

 

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Si ipotizzi di voler aggiungere una nuova transizione sullo stesso clip, successiva a quella già impostata: ad esempio, il testo può essere fatto uscire dalla scena con uno scorrimento sulla destra. Per prima cosa, si dovrà impostare una nuova coppia di key frame intermedi, così da mantenere per qualche istante il testo fisso a schermo. Dopodiché, si ripeterà l’operazione inserendo nuovi fotogrammi chiave, trascinando il testo fuori dal layout in corrispondenza dell’ultimo key frame

 

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Come facile intuire, si possono applicare anche effetti visivi più complessi, ad esempio sfruttando le sfumature oppure suddividendo le singole lettere in clip indipendenti, affinché possano apparire l’una dopo l’altra in sequenza, come caratteri di una macchina da scrivere. Le possibilità sono perciò davvero infinite, anche se spesso macchinose perché i tool dedicati ai video rimangono comunque limitati

 

 

Opzioni d’esportazione e conclusioni

 

In precedenza si sono analizzate le funzioni di base per l’editing video in Photoshop CC. Dalla suddivisione in clip e transizioni all’applicazione di filtri, i semplici esempi riportati sono serviti a comprendere il funzionamento della Timeline, così come le regole fondamentali dei key frame e della progressione temporale delle immagini. Non resta quindi che lasciar spazio alla fantasia, per risultati personali davvero invidiabili. Terminata la fase creativa, però, come effettuare l’esportazione del filmato in un formato compatibile con il Web oppure con un dispositivo di riproduzione domestico?

 

Opzioni d’esportazione

 

Salvando il progetto creato dal classico menu File di Photoshop, non si otterrà un file video, bensì un normale PSD da utilizzare in futuro per eventuali modifiche. Verrà preservata la Timeline, gli effetti realizzati così come la progressione dei livelli. Per ottenere un filmato riproducibile, bisogna ricorrere alle impostazioni d’esportazione, disponibili in Rendering Video del menu File

 

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Scelta la funzione, ci si troverà di fronte a un’interfaccia ricca di possibilità, di primo acchito forse confuse per chi non è pratico di filmati e formati

 

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Interfaccia d’esportazione

 

 

Nel primo riquadro si ritroveranno le normali informazioni di Posizione, ovvero il nome che si vuole assegnare al proprio filmato e le cartelle, o le sottocartelle, dove salvarlo. Nel secondo riquadro, invece, si agisce direttamente sul formato e sui codec disponibili per l’esportazione

 

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Formato video

 

Il primo menu a tendina ci permette di scegliere la tipologia di rendering, ovvero tra Adobe Media Encoder e Sequenza d’Immagini di Photoshop. Si opterà per il primo, perfetto per qualsiasi filmato si vorrà realizzare. Nel riquadro Predefinito, invece, si potrà accedere a un lunghissimo menu di impostazioni preimpostate, già suddivise a seconda degli scopi per il filmato: sarà facilissimo, allora, trovare la giusta risoluzione e il corretto framerate per YouTube e Vimeo, ma anche per iOS, Android, lettori di DVD, Smart TV e molto altro ancora

 

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Formati predefiniti

 

Qualora fra i predefiniti non vi fosse un’opzione sufficiente alle proprie esigenze, si può procedere impostando manualmente i valori. Si può scegliere codec e contenitore del video, ad esempio l’H264 in MP4, definire i pixel di larghezza e altezza, la qualità della compressione per regolarne direttamente il peso in megabyte e molto altro ancora. Attenzione solo all’Ordine Dei Campi, in caso si volesse riprodurre il filmato su un televisore, scegliendo accuratamente tra Progressivo o Interlacciato, sebbene gli apparecchi moderni leggano indifferentemente l’uno o l’altro formato. Inoltre, è utile definire il framerate – 25 fotogrammi minimo, 29 l’ideale – e magari anche le opzioni 3D, qualora si volesse passare alla sperimentazione con un display compatibile.

Scelte tutte le opzioni non resta che premere sul pulsante Rendering: la finestra si chiuderà per tornare al normale layout di Photoshop, dove sarà presente una barra di progressione della conversione. L’attesa può essere anche particolarmente lunga, a seconda della potenza della propria macchina e della durata totale del filmato

 

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Conclusioni

 

Photoshop CS6 e CC, due delle migliori versioni elaborate da Adobe. La suite CS6 è stata una sorta di spartiacque con il passato, non solo con la definizione di un’interfaccia scura affinché sia più comoda per il ritocco fotografico, ma anche grazie alla facilitazione dei compiti più comuni, e dispendiosi in termini di tempo, delle versioni precedenti. Dal rinnovato Strumento Taglierina a tutto il nugolo di funzioni content-aware, Photoshop è diventato adatto a tutti gli utenti, dal neofita desideroso di imparare al professionista affermato.

Con la Creative Cloud, poi, Adobe è andata oltre. Non solo ha migliorato i tool innovativi introdotti nella CS6, ma ne ha elaborati di nuovi. Si pensi alla possibilità di rimuovere l’effetto mosso dalle proprie fotografie in pochi click, oppure all’upscaling intelligente delle immagini, una possibilità considerata fantascientifica fino a pochi anni fa. E allora non resta che aspettare l’arrivo del successore, per scoprire quale asso l’azienda stia conservando nella manica per il futuro.

 

 

9 Risposte a “PHOTOSHOP – 9°”

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