I blog di Alessioempoli

Data 7 marzo 2017

PHOTOSHOP – 8°

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PHOTOSHOP – 8°

 

 

Livelli isolati e forme dinamiche

 

Tra le varie novità di Photoshop CC, vi sono un paio di piccoli accorgimenti che, per quanto dall’impatto minore rispetto ai filtri trattati in precedenza, rendono il workflow decisamente più semplice e rapido. Fra questi, Adobe ha fatto particolare leva sui livelli isolati e sulle forme dinamiche.

 

 

Livelli isolati

 

Quando si ha a che fare con elaborazioni in Photoshop particolarmente complesse, perdere la bussola fra le decine di livelli disponibili è fin troppo facile. Si vuole effettuare una modifica, si seleziona sbadatamente il livello sbagliato e si perde parte del lavoro, nella peggiore ipotesi si deve ricominciare da capo.

Con i livelli isolati, Adobe fornisce uno strumento per lavorare su un singolo layer senza però perdere, a livello visivo, quel che si è fatto sugli altri disponibili nel progetto. Così facendo, errori o sviste in nessun modo andranno ad attaccare altri elementi del workflow: una vera e propria ancora di salvezza per il designer distratto.

Per comprendere il funzionamento, si è creato un flusso di lavoro composto da tre livelli: una fotografia, un livello di testo e un livello di vignettatura.

 

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A questo punto, si clicchi sul livello che si vuole isolare – la barra relativa diventerà azzurra – e dal menu Selezione scegliamo la funzione Isola Livelli

 

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Da questo momento, tutto quel che si effettuerà sulla immagine riguarderà solo e unicamente il livello prescelto, nonostante gli elementi degli altri layer – si pensi al testo dell’immagine – siano comunque visibili. A puro scopo di test, si provi a cancellare una parte della fotografia con la gomma. In questo caso, si è deciso di eliminare una zona coperta da una semitrasparenza di un altro livello, ovvero l’effetto vignetta. Quando il lavoro è terminato, dal pannello dei livelli si clicchi sull’apposito interruttore rosso per tornare alla visualizzazione classica

 

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Con tutti i livelli nuovamente a disposizione, si escluda la visualizzazione dell’immagine di sfondo e del testo per comprendere se la precedente gomma abbia avuto effetti anche su altri layer rispetto a quello selezionato. Aumentando l’opacità della vignetta, sarà evidente come nessuna delle sue parti sia stata cancellata

 

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Forme dinamiche

 

Un’altra innovazione utile di Photoshop CC è l’introduzione di un sistema dinamico per la realizzazione delle forme – siano esse i classici rettangoli ed ovali oppure uno shape personalizzato – affinché l’editing sia rapido e indolore.

Dopo aver selezionato lo Strumento Forma, si tracci un rettangolo al centro della scena. Si noterà immediatamente come, oltre alle normali funzioni poste nella barra superiore del software, si apra in automatico il pannello Proprietà, rinominato ora in Pannello Proprietà Forma Dinamica

 

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All’interno del pannello, si trovano gran parte delle opzioni comuni per le forme, come la dimensione in pixel, la tipologia di tracciato e molto altro ancora. Interessanti, però, sono le nuove feature per la curvatura e il perfezionamento in tempo reale della figura. Nei campi dedicati agli angoli, si provi a inserire un valore a piacere in pixel per smussare l’angolo in alto a sinistra, mantenendo gli altri 3 a zero. Accertiamoci che la funzione di autocompletamento – identificata dall’icona della catena – non sia attiva, altrimenti ci si ritroverà con un arrotondamento di uguali pixel su tutti e quattro i lati della forma

 

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Non c’è bisogno, però, di scrivere un’esatta dimensione in pixel qualora si volesse procedere per tentativi. Mantenendo premuto il tasto del mouse sulla relativa icona, infatti, ci si può spostare a destra e a sinistra per veder cambiare automaticamente i valori, con tanto di anteprima sul layer per comprendere quali modifiche apporterà l’opzione

 

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Allo stesso modo, si può ricorrere all’apposito menu a tendina per regolare la traccia perimetrale della figura sia nel colore che nello stile, ad esempio con una linea discontinua

 

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Particolarmente interessanti sono le funzioni di esclusione e di fusione, che permettono di utilizzare il tracciato creato per modificare le aree esterne alla figura, come se si trattasse di un negativo

 

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Fusioni ed esclusioni sono, così come lecito attendersi, cumulative. Questo significa che, tracciando una nuova forma su quella già esistente, il sistema metterà in evidenza solo l’area dove le due figure si intersecano. Dall’esempio riportato può sembrare una feature non fondamentale, tuttavia si pensi a quanto può ritornare utile quando si avrà a che fare con forme geometriche particolarmente complesse o personalizzate

 

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Camera Raw come filtro

 

Fra le tante novità di Photoshop CC, alcune particolarmente interessanti coinvolgono Camera Raw, il noto software per la gestione e la modifica di file prodotti da reflex o compatte compatibili con lo standard. Prima di addentrarsi nella disamina delle rinnovate feature, però, è utile introdurre quella che sarà una gradita sorpresa per tutti gli utenti: Camera Raw può ora funzionare come filtro per le normali immagini, quali quelle in formato jpg o png.

Si andrà ad analizzare velocemente il comportamento del software con formati fino a oggi non gestiti. Non tutte le funzioni verranno elencate piuttosto si scopriranno i trucchi più comodi e le differenze proprio con altri filtri già presenti in Photoshop CC. Data la natura delle modifiche, si consiglia di controllare la versione a pieno schermo delle immagini allegate, semplicemente cliccando sul riquadro d’anteprima.

Si apra una qualsiasi fotografia in jpg o in png in Photoshop e, dal menu Filtro, si scelga Filtro Camera Raw

 

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Verrà visualizzata a schermo la consueta interfaccia, nonostante il formato in uso non sia un RAW. In altro a sinistra è presente la solita barra di pulsanti per le opzioni del colore, i pennelli e le regolazioni di base, sulla colonna di destra le feature avanzate con menu e slider

 

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Come accennato poc’anzi, verranno trattate solo le modifiche di base, dei consigli di regolazione istantanea dedicati a quegli utenti non abituati a lavorare con i file RAW. Le opzioni avanzate e specifiche, come la correzione della lente a seconda del tipo di obiettivo in uso, saranno spiegate successivamente.

Gran parte delle funzioni che di seguito verranno illustrate sono già incluse all’interno di Photoshop CS6 e CC – è il caso, ad esempio, dei controlli sull’esposizione o il bilanciamento del bianco – ma Camera Raw è in grado di fornire una visione d’insieme non solo estremamente comoda, ma anche veloce. Ecco perché anche chi lavora con formati leggeri come il jpg dovrebbe approfittare di questo software.

Si parta subito proprio con il bilanciamento del bianco, presente nel pannello delle modifiche di base. Con le funzioni classiche di Photoshop si sarebbe costretti a giocare con le curve, un procedimento non agevole soprattutto per chi è alle prime armi. Con Camera Raw è tanto semplice quanto muovere una levetta.

 

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Dallo stesso pannello possiamo accedere ad altri tre setting normalmente complessi in Photoshop: chiarezza, vividezza e saturazione. Il primo regola il livello di dettaglio della fotografia attenuando o accentuando i contorni dei soggetti, il secondo agisce sull’intensità dell’illuminazione e il terzo su quella del colore. Anche in questo caso, è semplicemente sufficiente agire sugli appositi slider

 

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Sempre nelle modifiche di base, si trovano poi altri strumenti, come l’esposizione, il contrasto, le luci, le ombre, i bianchi e i neri. Nella fig seguente si riportano dei setting di esempio, con effetti mediamente esagerati proprio per rendere visivamente palese come agiscano tali controlli

 

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Accanto alla regolazioni basiche, trovano spazio tante altre icone, ognuna correlata a uno specifico pannello: curva di viraggio, nitidezza, scala di grigio, divisione toni, effetti (granulosità e vignettatura), calibrazione fotocamera e impostazione dei predefiniti. Si andrà ad abbozzare l’opzione forse più utile per l’utente poco pratico, quella della Correzione della Lente. Capita molto spesso, anche con semplici compatte o con fotografie ritratte con gli smartphone, che vi sia una resa prospettica non fedele. Questo è in genere dovuto alla presenza di lenti standard grandangolari che, aumentando lo spazio di ripresa, distorcono l’orizzonte. Con Camera Raw è fortunatamente facilissimo regolare la prospettiva, grazie a un motore d’elaborazione automatico.

L’immagine scelta mostra una distorsione prospettiva, evidente sui palazzi, dovuta sia alla lente che allo scatto dal basso. Cliccando sull’icona d’automatizzazione, Camera Raw raddrizza la scena

 

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Ovviamente, per raggiungere l’effetto sperato è necessario distorcere i bordi della fotografia e, quindi, scalare lo scatto fino a nascondere eventuali incoerenze laterali. Non serve però ricorrere al classico Strumento Taglierina, basta muovere la levetta Scala presente tra le opzioni. Tutti gli slider aggiuntivi, da Distorsione ad Aspetto, permettono di regolare a piacere l’intensità della correzione

 

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Infine, un breve esempio per mostrare il funzionamento dei pennelli, poi affrontati nel dettaglio. In questo caso, si veda quanto sia facile applicare un Filtro Radiale per scurire il cielo

 

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Raggiunto l’effetto complessivo sperato, basta premere sul pulsante OK per tornare alla normale visualizzazione di Photoshop

 

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Camera Raw: correzione lente

 

Dall’utilizzo di Camera Raw in Photoshop CC come filtro per le normali immagini, si passa all’analisi dei formati RAW veri e propri. Tra le varie novità del software, certamente interessante è uno sguardo alle nuove funzioni di correzione della lente.

Quando si scatta una fotografia, vi è sempre un certo grado di distorsione – che sia geometrica o di colore – dovuto al tipo di obiettivo in uso. Molto spesso, ad esempio, i grandangoli tendono a deformare i soggetti alle estremità laterali, cambiandone profondamente la prospettiva. Lo stesso discorso vale anche per tutti gli altri tipi di lente – dal fisheye alle macro: un certo tasso di aberrazione è sempre presente in macchina. Camera Raw, fortunatamente, corregge ogni disturbo in modo egregio.

Si apra lo scatto prescelto in Photoshop CC, si verrà direttamente indirizzati a Camera Raw. Si è scelta questa fotografia per la deformazione della lente sulla finestra. Attenzione: la correzione di tonalità, saturazione, livelli del bianco e quant’altro verrà effettuata in seguito, non la si tenga in considerazione per il seguente esempio

 

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Dalla colonna di sinistra, si scelga l’icona corrispondente a Correzioni Lente, la sesta disponibile. Si aprirà un’area con tre pannelli: Profilo, Colori e Manuale. Si scelga il primo per verificare l’esistenza di una correzione automatica per la tipologia di lente in uso

 

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Qualora Camera Raw non proponesse di sua iniziativa una correzione, come nel caso in oggetto, si imposti marca e modello dai menu a tendina di Profilo Lente. Non è obbligatorio ricorrere precisamente al brand effettivamente usato, si può scorrere fra i tanti disponibili e scegliere il tipo di effetto preferito sull’immagine. In questo caso, la decisione è ricaduta sul classico 18-55 di Canon

 

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Rrisulta utile correggere la prospettiva della finestra e l’impostazione automatica non è ancora sufficiente per raggiungere il risultato sperato. Ci si sposti quindi sul pannello Manuale e si inizi provando uno degli strumenti semi-automatici disponibili. Il primo è la Correzione Bilanciata, ovvero la correzione lineare della prospettiva

 

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In alternativa, si può applicare una correzione prospettiva solamente ai soggetti in Primo Piano

 

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È quindi possibile provvedere a un’elaborazione che analizzi la prospettiva sul quadro verticale, molto utile per le distorsioni dal basso verso l’alto, come da fotografia in uso. Per carpirne al meglio le differenze, si consiglia di attivare la modalità Griglia con l’apposita spunta, così che sia facile coglierne l’allineamento con un solo sguardo. È possibile far lo stesso sul piano orizzontale – l’opzione immediatamente successiva – ma non è adatto alla modifica di questa immagine, perché l’effetto sarebbe estremamente innaturale

 

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Come lecito attendersi, l’elaborazione dell’immagine ha portato alla creazione di aree vuote alle estremità e agli angoli. Fortunatamente, non è necessario modificare l’immagine con lo strumento taglierina, basta invece ricorrere alla levetta della Scala fino a raggiungere l’ingrandimento desiderato. Tra le varie opzioni disponibili, molto interessante è anche la Distorsione Orizzontale: spostandosi a destra o a sinistra, si dispone lo scatto lungo la linee del fuoco prospettico, aumentandone la profondità visiva. Nella prossima figura , un esempio estremo

 

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Trovata una correzione gradita, si può passare al pannello del colore. In questo caso non si andrà ad aggiustare la saturazione, il livello del bianco, il contrasto e tutti gli elementi tipici della resa fotografica dello scatto, bensì tutte quelle aberrazioni cromatiche che possono affliggere specifiche tipologie di lente. È il caso del purple fringing, l’alone viola che può manifestarsi attorno ai soggetti in condizioni di illuminazione estrema

 

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Raggiunto l’effetto sperato, basta cliccare il pulsante Apri Immagine per tornare alla normale interfaccia di Photoshop CC. Nella prossima fig, il confronto tra il prima e il dopo l’elaborazione, per rendere evidente la riduzione della distorsione prospettica sulla finestra. Vale la pena ricordare come le correzioni in Camera Raw non siano mai distruttive, basta semplicemente cancellare il file XMP associato all’immagine o, ancora più trivialmente, copiare e rinominare il file originario

 

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Rimozione macchie in Camera Raw

 

Per questo esempio, abbiamo scelto un’immagine dedicata a un graffito del Muro di Berlino: si proverà a rimuovere una parte della decorazione – il quadrato rosso a fianco della scritta “Berlin” – e si sostituiranno delle piccole imperfezioni del cielo. Si inizi aprendo l’immagine con Camera RAW, anche nella modalità Filtro di Photoshop CC. Si consiglia, per tutta la durata della lezione, di ingrandire le immagini a pieno schermo così da poter approfittare dell’intera interfaccia, non limitandosi all’anteprima

 

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Si prema l’icona relativa alla funzione Rimuovi Macchie: sulla destra apparirà la colonna con le opzioni. In questa si trovano le modalità Correggi o Clona, a seconda del tipo di modifica che si andrà a effettuare, Dimensioni e Opacità del pennello, Visualizza Imperfezioni e Mostra Sovrapposizione.

 

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Passando il pennello sul quadrato mantenendo il tasto sinistro del mouse premuto, è possibile definire l’area da sostituire, andando ben oltre le classiche selezioni tonde dei pennelli. Verranno mostrate a schermo due selezioni: quella rossa è l’originale, quella verde la fonte per la modifica. Al momento, si utilizzi il pennello in modalità Correzione

 

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Tali aree possono essere spostate qualora il software non proponga una sostituzione automatica soddisfacente: in questo caso, ci si è spostati sopra una scritta per mostrare come il sistema funzioni

 

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Per verificare il risultato ottenuto senza la distrazione delle selezioni tratteggiate, è possibile rimuovere la spunta all’opzione Mostra Sovrapposizione. Come è facile capire dall’effetto applicato, l’eliminazione del quadrato rosso è efficace e la modifica in Camera Raw poco percepibile a occhio nudo, sebbene si possa sempre migliorare sia direttamente in questa finestra che ricorrendo agli strumenti classici di Photoshop

 

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Cambiando la modalità da Correzione a Clone, si nota come l’area sostituita non sia più perfettamente compatibile con i contorni dell’area selezionata, ma riporti dei confini più netti proprio come se la zona fosse stata regolata con il copia-incolla

 

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Sia in modalità Clone che in quella di Correzione, regolando la levetta dell’Opacità possiamo stabilire il livello di visibilità della correzione. Diminuendola, ad esempio, il quadrato rosso sottostante sarà via via sempre più percepibile

 

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Terminato l’intervento sul muro, si può passare all’utilizzo dello strumento Rimozione Macchie per eliminare eventuali artefatti visivi dovuti alla qualità delle lenti di ripresa. Per questo esempio, il focus sarà sull’area del cielo: muro e pavimentazione, infatti, non possono essere presi in considerazione perché pregni di scritte e variazioni di colore, quindi sarebbe difficile stabilire quali elementi siano effettivamente un artefatto dello scatto. Ingrandendo il cielo, si noteranno dei piccoli puntini neri: in genere, si tratta di polvere sulla lente oppure di pixel non perfettamente funzionanti nel CMOS. Sebbene a schermo siano quasi impercettibili e del tutto ininfluenti, quando la fotografia viene stampata in grande formato rischiano di essere troppo evidenti e fastidiosi.

 

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Spuntando l’opzione Visualizza Imperfezioni, lo scatto verrà mostrato in bianco e nero e con i toni invertiti. In questo modo, sarà molto semplice individuare tutti gli artefatti a colpo d’occhio. Similmente a quanto fatto con il quadrato rosso, li si sostituisca con il pennello

 

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Tornando nella normale visualizzazione, si potrà notare come la sostituzione sia efficace e impercettibile. Basta quindi premere il pulsante OK per tornare al consueto layout di Photoshop

 

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Vignettatura e filtri in Camera Raw

 

Fra le tante novità di Camera Raw 8, incluso in Photoshop CC, vi è la possibilità di creare in modo rapido un effetto vignettatura, sia avvalendosi dell’apposito strumento che di alcuni comodi filtri. Non è però necessario aver a disposizione un formato fotografico RAW, le nuove modalità si applicano anche sulle normali immagini utilizzando il software come filtro per Photoshop.

 

Vignettatura

 

Creare un effetto vignettatura in Photoshop richiede diversi passi e, fra le modalità più usate, si ricorre solitamente alla creazione di un nuovo livello trasparente dai contorni neri sfumati, da applicare sullo sfondo di base. Con Camera Raw, invece, la procedura è molto più veloce e precisa.

Dopo aver aperto l’immagine da modificare in Photoshop CC, come di consueto si acceda a Camera Raw dal menu Filtro e ci si posizioni, sui pannelli di destra, nella sezione dedicata agli Effetti.

 

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Sempre sulla destra, si troveranno tutte le opzioni per creare l’effetto desiderato, ovvero per modificare la luminosità dell’immagine dai bordi verso l’interno così da aumentare l’attenzione visiva su un elemento dello scatto o, in alternativa, donare un aspetto vintage alla fotografia. Si lascino momentaneamente in disparte le opzioni per il disturbo fotografico e si preferiscano, invece, i setting della seconda metà della colonna. Dal menu a tendina si può scegliere in che modo applicare la trasformazione – con la priorità alla luce, al colore o alla sovrapposizione del colore – mentre lo slider Quantità consente di definire il tipo di cornice da realizzare. Prima di procedere con la pratica, si consiglia di aprire le immagini di seguito proposte a pieno schermo, così da apprendere tutti i dettagli dell’interfaccia.

Spostando la levetta Quantità verso destra, avremo un contorno di tipo bianco, quindi un aumento della luminosità

 

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Spostando il controllo verso sinistra, invece, si otterrà un contorno nero, quindi una diminuzione della luminosità.

 

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Con la funzione Punto Medio si definisce la grandezza della vignettatura, ovvero da che posizione dell’immagine debba partire la transizione tra la luminosità originale e quella alterata.

 

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L’opzione Rotondità, invece, definisce la forma della cornice: si può ottenere un effetto arrotondato attorno al centro dell’immagine o, in alternativa, uno quadrato. Per questo esempio, si è fatto ricorso a forme rettangolari per ricordare una vecchia diapositiva.

 

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Giunti a questo passaggio, l’aspetto della vignetta realizzata potrebbe essere troppo scuro o troppo chiaro – a seconda si sia scelta una cornice bianca o nera – rispetto a quanto desiderato. Gli aggiustamenti in questione possono essere raggiunti agendo sulle levette della Sfumatura e delle Luci: la prima indica il grado di semi-trasparenza della cornice, la seconda il tipo di illuminazione. Annullando le percentuali di entrambe lo opzioni si ottiene un riquadro definito, al contrario si raggiungerà un aumento progressivo della tonalità dal centro verso l’esterno

 

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Come facile comprendere, gli effetti applicati poc’anzi sono estremizzati per eccesso o per difetto così da rendere autoevidenti le modifiche apportate dal software. Lo stesso vale anche per le feature dedicate al disturbo, quelle lasciate in stand-by a inizio tutorial. Non vi è molto da comprendere: giocando con Qualità, Dimensioni e Disturbo, si aumenta o diminuisce il livello di rumore sulla fotografia

 

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Filtro Radiale e Filtro Graduato

 

Un’alternativa altrettanto comoda per realizzare vignette – o comunque sfumature delle immagini – è ricorrere al Filtro Radiale e al Filtro Graduato di Camera Raw, disponibili nella barra dei menu in alto a sinistra. Queste funzioni non nascono specificatamente per la vignettatura, ma si vedrà a breve come possano essere sfruttate anche a questo scopo.

Il funzionamento è abbastanza semplice: si sceglie lo strumento, ovale o rettangolare che sia, e si traccia una selezione sull’immagine per definirne la luminosità interna ed esterna. Come è possibile notare dal pannello di destra, i setting sono ben più numerosi: si può gestire l’esposizione, la tinta, il calore dei bianchi e tutte quegli accorgimenti tipici del ritocco fotografico di base.

Si propongono due esempi estremizzati per aiutare a comprendere come i filtri funzionino. Nelle prossime due figure una selezione radiale e una graduata

 

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7 Risposte a “PHOTOSHOP – 8°”

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