I blog di Alessioempoli

Data 21 luglio 2021

Come scegliere un hosting

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Come scegliere un hosting

 

 

 

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Il miglior criterio che si possa adottare per la scelta di un piano hosting consiste nel selezionare l’offerta più adatta al progetto che si desidera sviluppare. Un blog personale non richiede le stesse funzionalità di progetti più articolati come gli e-commerce, così come una semplice vetrina online con cui rafforzare l’identità di un brand non necessita di feature paragonabili a quelle necessarie per un sito Web che intenda offrire dei servizi.

 

Un piano hosting non è poi soltanto uno spazio destinato ad ospitare un sito Web. A seconda della configurazione scelta consente di registrare e associarvi un nome a dominio, gestire delle caselle di posta elettronica, archiviare dati all’interno di un database, sviluppare Web application, gestire file e applicazioni.

 

Ma quali sono le caratteristiche che devono possedere i piani hosting per adattarsi alle diverse esigenze? Analizziamo quelle più rilevanti ai fini dell’acquisto.

 

Il nome a dominio

La registrazione di un nome a dominio da associare al proprio sito Web è un passaggio fondamentale per la costruzione di un progetto online. Un nome a dominio ben scelto dovrebbe fare riferimento innanzitutto all’utente, all’azienda o al professionista che lo registra così come, in alternativa, all’attività svolta o ai servizi erogati attraverso di essa.

 

Deve essere inoltre facile da ricordare e produrre, quando possibile, del traffico “naturale” cioè dovuto ai termini che contiene. Non andrebbe poi dimenticato che il nome a dominio rappresenta la base di partenza per definire degli indirizzi di posta elettronica personalizzati, fattore che rende ancora più rilevanti le decisioni in merito.

Non andrebbe poi dimenticato che registrare un nome a dominio significa anche proteggere il proprio nome, quindi il proprio brand, da chiunque possa sfruttarlo per questioni di concorrenza o altri scopi, persino malevoli. Per questa ragione potrebbe rivelarsi conveniente registrare uno stesso dominio con estensioni differenti.

 

Una componente fondamentale del nome a dominio è l’estensione che non dovrebbe essere scelta soltanto in base al costo ma tenendo conto anche dei criteri precedentemente citati. Estensioni come “.org”, “.com” o “.cloud”, comunicano immediatamente la tipologia di attività legata ad un nome a dominio (un’organizzazione, una società, un’attività innovativa..), nello stesso modo “.it” e “.eu” ne rendono nota la localizzazione.

 

Oggi il mercato delle estensioni è in buona parte liberalizzato e le estensioni registrabili sono centinaia, il consiglio è quindi quello di scegliere il proprio nome a dominio presso un provider hosting che offra la maggiore scelta possibile.

 

Il sistema operativo

Per un neofita con competenze tecniche limitate il sistema operativo alla base di un piano hosting potrebbe non apparire un criterio fondamentale, ma prima di affidare al caso la propria scelta è bene tenere conto di alcuni fattori.

 

A titolo di esempio si può fare riferimento a quello che è il CMS (Content Management System) più utilizzato per la creazione di siti Web: WordPress. Si calcola che oggi il 37% delle pagine online a livello mondiale globale sia animato da quest’ultimo e spesso quando ci si rivolge ad uno sviluppatore per la creazione di un sito Web è facile vedersi proporre una soluzione basata su di esso.

 

WordPress è però un’applicazione open source pensata nativamente per Linux, quindi nel caso specifico optare per Windows potrebbe rivelarsi una scelta

scorretta. Lo stesso vale per altri CMS molto noti come per esempio Drupal e Joomla, sviluppati in primis per Linux.

 

Un ambiente Linux permette inoltre di realizzare siti Web garantendo la massima libertà sia in fase di configurazione che di programmazione. Se si conoscono linguaggi come PHP, Perl, Python o Ruby esso offre un contesto estremamente flessibile per lo sviluppo.

 

Linux non è però una scelta obbligata, Windows Server 2019 (una delle piattaforme più note per la gestione server) è per esempio un’ottima soluzione per chi deve utilizzare applicazioni in grado di interagire con il database Microsoft SQL Server, nello stesso modo esso permette di eseguire software basati sul framework .NET. Applicazioni scritte il linguaggio ASP.NET per il commercio elettronico (come nopCommerce), per la creazione di blog (BlogEngine.NET) e multi-purpose (mojoPortal), trovano negli OS di Microsoft degli ambienti ideali sia per lo sviluppo che per la produzione.

 

Anche in questo caso è quindi opportuno tener conto delle caratteristiche di un progetto prima di scegliere l’ambiente che dovrà ospitarlo, in alternativa è utile considerare che esistono hosting in grado di offrire sia Linux che Windows in un unico piano.

 

Spazio Web e traffico

Quanto spazio Web è necessario per un’attività online? Non è semplice rispondere a tale domanda ma anche in questo caso il criterio migliore è quello di dimensionare la scelta sulla base delle esigenze del proprio progetto. Una semplice vetrina online potrebbe doversi espandere in un e-commerce, richiedendo anche molto spazio per ospitare il catalogo dei prodotti, così come un servizio di consulenza potrebbe avere la necessità di gestire e distribuire documenti anche online.

Nello stesso modo è difficile prevedere l’entità di traffico destinata ad interessare un sito Web, le dinamiche di mercato cambiano molto velocemente (si pensi all’accelerazione data allo shopping online dalla recente emergenza pandemica) e un progetto di nicchia potrebbe riscuotere rapidamente ampio consenso.

 

Per queste ragioni sarebbe buona norma poter disporre delle maggiori quantità possibili, valutando seriamente i provider che offrono spazio e traffico illimitati ad un prezzo ragionevole.

 

La posta elettronica

Nonostante il diffondersi dei social network e delle applicazioni per la messaggistica istantanea, le email rimangono uno strumento di comunicazione imprescindibile. Una casella di posta elettronica gratuita e non personalizzata con il proprio nome a dominio potrebbe sembrare sufficiente, ma non contribuisce di certo a fornire un’immagine professionale e soprattutto non identifica in maniera univoca un soggetto o un’azienda, senza contare che i dati così veicolati vengono messi a disposizione di compagnie che spesso li utilizzano per finalità di profilazione.

 

Nello stesso modo una sola casella di posta elettronica potrebbe non bastare per gestire la corrispondenza in modo razionale, un’azienda anche un minimo strutturata potrebbe aver bisogno di un indirizzo email per identificarsi e comunicare con i clienti, di un altro per la ricezione degli ordini così come di altri ancora per i rapporti con i fornitori e i consulenti.

 

Da questo punto di vista il consiglio è quello di scegliere un piano hosting che metta a disposizione un certo numero di caselle email in modo da facilitare la gestione della corrispondenza. Quest’ultima deve essere accessibile anche online ed è quindi opportuno disporre di una Webmail utilizzabile da qualsiasi dispositivo, non solo da browser del PC o client di posta quindi, ma anche da mobile. Inoltre, se si prevede di dover inviare e ricevere grandi quantità di posta potrebbe rivelarsi utile la possibilità di estendere opzionalmente lo spazio disponibile per le singole caselle.

È quindi buona norma privilegiare gli operatori che siano in grado di offrire:

 

# una dotazione di spazio sufficientemente capiente (ad esempio 1GB) e con la possibilità di inviare un numero illimitato di email;

# il supporto per l’invio contestuale dei messaggi (ad esempio fino a 500 destinatari suddivisi tra “to” e “cc”);

# l’accesso dai più diffusi client di posta elettronica (Outlook, Thundebird..) anche tramite mobile;

# antivirus aggiornato e antispam configurabile;

# possibilità di gestire rubrica e calendario per i meeting e gli appuntamenti.

 

Un discorso a parte merita la PEC (Posta Elettronica Certificata) che oggi consente di comunicare con la Pubblica Amministrazione tramite delle email che hanno lo stesso valore legale di una raccomandata con ricevuta di ritorno. Dal 1° ottobre 2020 il cosiddetto “Decreto Semplificazioni” ha introdotto inoltre l’obbligo per tutte le aziende di comunicare al Registro delle imprese il proprio domicilio digitale PEC.

 

Un provider che consenta di attivare anche delle caselle PEC offre dunque un servizio più completo grazie al quale gestire tutti gli aspetti delle comunicazioni via email.

 

Le prestazioni

Una delle ragioni, forse la più importante, per cui è fondamentale poter contare su un piano hosting che offra prestazioni elevate, risiede nel fatto che gli utenti sono oggi sempre meno “pazienti” e tendono ad abbandonare velocemente le pagine Web che impiegano troppo tempo (spesso qualche secondo in più del previsto) per terminare il caricamento.

Tra le feature che rendono un web hosting particolarmente performante vi sono sicuramente le caratteristiche hardware delle macchine utilizzate nei Data Center. L’impiego di dischi SSD (Solid State Drive) è per esempio un elemento in grado di fare la differenza, ciò grazie a velocità di lettura e scrittura superiori a quelle dei tradizionali HDD che si rivelano ideali per siti Internet progettati per accogliere un numero elevato di visitatori, immagini, video o applicazioni complesse.

 

Un’altra caratteristica da tenere in considerazione è sicuramente il supporto allo standard HTTP/2, che garantisce infatti alti livelli di ottimizzazione ed efficienza nello scambio di dati tra server e browser, con un  vantaggio indubbio per i tempi di caricamento.

 

Il database

È vero che un sito Web può essere realizzato anche senza il supporto di una base di dati, ma un progetto online dinamico e professionale che voglia presentare anche delle funzionalità interattive e fornire servizi non può rinunciare a questa dotazione.

 

Un sito Web basato su WordPress necessita ad esempio di un database MySQL per l’archiviazione e la gestione delle informazioni, ma se si lavora con .NET in ambiente Windows è ideale poter disporre di un’istallazione di Microsoft SQL Server.

 

Anche in vista di un incremento del carico di lavoro sui dati con il crescere della propria attività, è quindi consigliabili optare per offerte di hosting che forniscano uno o più database insieme allo spazio Web o che permettano di aumentarne la dimensione nel caso in cui se ne presenti la necessità. Auspicabile anche la disponibilità di uninterfaccia visuale, ad esempio PhpMyAdmin, che consenta di gestire database e dati con semplicità.

È molto importante considerare anche la presenza di un di un backup del database utile per salvare costantemente i dati e per effettuare un ripristino in caso di necessità.

 

La sicurezza

Un aspetto che viene troppo spesso sottovalutato nella scelta del Web hosting è quello riguardante la sicurezza, è inutile investire tanto in spazio, funzionalità e prestazioni se i dati non vengono adeguatamente protetti.

 

Si tratta di un discorso particolarmente articolato ma, oltre alla garanzia di aggiornamenti costanti per l’ambiente di produzione, esistono alcune dotazioni di sicurezza che dovrebbero essere prese in seria considerazione prima di effettuare un acquisto.

 

Tra queste ultime abbiamo per esempio la disponibilità del supporto antivirus e antispam per la posta elettronica, un servizio di backup automatico dello spazio web che crei periodicamente delle copie di sicurezza o che sia attivabile manualmente quando necessario, un sistema di ripristino dei backup e, non ultima, la possibilità di attivare un certificato SSL per la navigazione sotto HTTPS che consente di cifrare i dati scambiati tra client e server.

 

Da non sottovalutare l’importanza di funzionalità per:

 

# la protezione contro gli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), che mirano a sovraccaricare un sistema fino ad esaurimento delle risorse disponibili;

# il firewalling, con lo scopo di proteggere le porte di un server e, eventualmente, anche le applicazioni eseguite all’interno di esso (WAF, Web application Firewall);

# l’Intrusion Detection, con il monitoraggio delle chiamate potenzialmente dannose per un sito Web;

# il blocco degli IP malevoli elencati nelle apposite blacklist in cui vengono riportati gli indirizzi segnalati per la loro potenziale pericolosità;

# la protezione antivirus tramite applicazioni costantemente aggiornate in modo da poter individuare anche le minacce più recenti;

# il monitoraggio delle vulnerabilità e il patching di tutte le componenti dell’ambiente hosting, ivi compresi il sistema operativo, il Database engine utilizzato e, se si tratta di un ambiente ottimizzato per un CMS (ad esempio WordPress), anche gli aggiornamenti per il core di quest’ultimo, i suoi plugin e i suoi temi.

È utile infine verificare che il serizio hosting scelto sia erogato da Data Center ridondati, cioè replicati in modo da garantire la massima continuità di servizio possibile.

 

WordPress

Come sottolineato in precedenza, WordPress è spesso la prima scelta tra le applicazioni dedicate alla creazione di siti Internet, se si decide di utilizzare questa piattaforma per il proprio progetto è quindi consigliabile l’acquisto di un Web hosting appositamente ottimizzato.

 

Questo significa che il servizio offerto dovrà presentare non soltanto i requisiti tecnici minimi per l’installazione del CMS (un ambiente basato preferibilmente su Linux con PHP e MySQL), ma anche funzionalità in grado di massimizzare le prestazioni di WordPress e di garantirne la sicurezza.

 

Per questo motivo il suggerimento è quello di valutare l’acquisto di un hosting pensato nativamente per WordPress e le sue numerose estensioni. A tal proposito è bene ricordare che l’applicazione viene frequentemente aggiornata, quindi un  hosting che automatizzi le procedure di upgrade di minor e major release potrebbe rivelarsi ideale anche per una questione di risparmio in termini di tempo.

 

Se poi il provider offre anche un sistema che sia in grado o permetta di valutare gli effetti di un aggiornamento, e magari di ripristinare la situazione precedente nel caso in cui si verifichino delle anomalie, allora l’affidabilità del Web hosting sarà ancora più elevata.

 

Stesso discorso per quanto riguarda le estensioni e i temi grafici, i cui aggiornamenti sono ancora più frequenti. Da questo punto di vista sono particolarmente consigliabili le proposte che prevedono un sistema di selezione dei plugin e dei temi, impedendo l’installazione di quelli che non garantiscono un livello di sicurezza sufficiente o sarebbero inutili (se non dannosi) in quanto non farebbero altro che replicare funzionalità messe già a disposizione dall’hosting.

 

Se si lavora come sviluppatore, una feature molto interessante potrebbe essere quella che consente di generare delle aree di staging, cioè degli ambienti isolati in cui replicare il proprio sito Web, effettuare dei test di funzionamento delle modifiche desiderate ed eseguire una sincronizzazione con il sito Internet in produzione soltanto quando questi hanno avuto esito positivo.

Data 4 luglio 2021

NASA

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NASA

 

Premessa

 

CERVELLO  UMANO

Il massimo della perfezione e della complessità che esista nell’Universo,1.500.000.000 di neuroni !

 

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Tutto ciò che vedrai in questo Blog,è realizzato da  questa meravigliosa struttura!

Ma RICORDA SEMPRE che questa struttura è solo il nostro Hardware  e non il nostro Software senza il quale, questa seppur mirabile  struttura sarebbe perfettamente inutile!

Rifletti!

 

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Data 3 luglio 2021

Televisione Satellitare

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Televisione  Satellitare

 

La televisione satellitare o televisione via satellite, o anche TV satellitare o TV via satellite, è la televisione che giunge agli utenti in broadcast o multicast per mezzo di onde radio emesse da trasmettitori posti su satelliti per telecomunicazioni geostazionari.

 

La televisione è diffusa agli utenti attraverso reti per telecomunicazioni che possono utilizzare metodi di trasmissione diversi in diversi tratti della rete. In base al metodo di trasmissione utilizzato nel tratto di rete che giunge all’utente la televisione si distingue infatti in televisione terrestre se il metodo di trasmissione utilizza onde radio emesse da trasmettitori posti sulla superficie terrestre, in televisione satellitare se il metodo di trasmissione utilizza onde radio emesse da trasmettitori posti su satelliti per telecomunicazioni geostazionari, in televisione via cavo se il metodo di trasmissione utilizza un cavo per telecomunicazioni.

 

Caratteristiche

La TV satellitare, similmente alla TV terrestre e diversamente dalla TV via cavo, offre una copertura continua delle aree geografiche servite. Ciò significa che è ricevibile in un qualsiasi punto delle aree geografiche servite quindi anche in movimento all’interno di tali aree. Necessita forzatamente però, diversamente dalla televisione terrestre, di un’antenna di ingenti dimensioni, tali per cui non è possibile ricevere la televisione satellitare con televisori palmari.

 

Mentre la televisione terrestre e la televisione via cavo servono quasi sempre aree geografiche non eccedenti le nazioni, la televisione satellitare normalmente serve invece aree geografiche continentali. Con la televisione satellitare è possibile quindi ricevere televisioni di altre nazioni.

 

La televisione satellitare permette una ricezione perfetta anche in zone montuose, zone in cui la televisione terrestre ha difficoltà a fornire una ricezione ottimale. A differenza della televisione terrestre però, tra l’antenna e il trasmettitore, non ci deve essere alcun tipo di ostacolo.

 

Televisione analogica satellitare e televisione digitale satellitare

Quando la televisione inizia timidamente a diffondersi a partire dal 1928 negli Stati Uniti e a partire dal 1929 nel Regno Unito e in Germania, dopo un lungo periodo di gestazione durato decenni e frutto di molte scoperte in vari campi della scienza, è una televisione analogica cioè l’informazione elettronica rappresentante la televisione è di tipo analogico.

 

Con la costruzione nel 1941 del primo computer elettronico, l’Atanasoff-Berry Computer, nasce l’elettronica digitale, cioè si inizia ad utilizzare la rappresentazione digitale per l’informazione elettronica. Tale rappresentazione è diventata negli anni la scelta migliore in quanto l’informazione elettronica digitale ha il vantaggio di essere più facilmente trattabile (elaborabile e trasportabile) .Per questo il futuro è certamente nella rappresentazione digitale dell’informazione, anche se occorreranno ancora vari anni per assistere al completo abbandono della rappresentazione analogica dell’informazione.

 

Per quanto riguarda la televisione satellitare, il passaggio da televisione analogica satellitare a televisione digitale satellitare è quasi completato. Attualmente non ci sono televisioni analogiche satellitari italiane. Sono invece ancora varie le televisioni analogiche satellitari nel mondo, ma rappresentano comunque una minoranza rispetto alle televisioni digitali satellitari.

 

Standard televisivi

 

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Lo standard DVB-S è lo standard utilizzato dalle televisioni digitali satellitari diffuso nel maggior numero di nazioni del mondo. Col tempo tale standard è destinato ad essere sostituito dal più efficiente DVB-S2. Lo standard ISDB-S è lo standard utilizzato in Giappone. Lo standard DSS è utilizzato in America, mentre quello DCII è utilizzato solo in Nord America.

 

Dotazioni necessarie per ricevere la televisione satellitare

Compatibilità con gli standard televisivi

Per ricevere la televisione satellitare è necessario disporre di un televisore compatibile con gli standard televisivi delle televisioni satellitari che si vuole ricevere. Per quanto riguarda l’Italia non sono molti i modelli di televisori compatibili con la televisione satellitare in quanto normalmente sono compatibili con la sola televisione terrestre.

 

In alternativa sono disponibili set-top box contenenti l’elettronica per la compatibilità con tali standard. Tali set-top box sono necessari anche per dispositivi di visualizzazione come monitor e videoproietteri i quali non contengono mai l’elettronica necessaria per ricevere la televisione.

 

Per quanto riguarda le pay TV satellitari spesso il set-top box è una scelta obbligata in quanto i provider televisivi satellitari utilizzano standard proprietari per i servizi interattivi e/o non supportano gli standard aperti per la decriptazione delle televisioni a pagamento.

 

Posizioni Orbitali

 

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Integrazioni tra TV satellitare e TV via cavo

La diffusione della tecnologia satellitare in Italia è dovuta principalmente all’assenza di alternative così ampiamente diffondibili nel territorio italiano, alternative quali la TV via cavo, già avviato verso l’obsolescenza nella sua incarnazione analogica, ma promettente con gli operatori su fibra ottica o ADSL, o il digitale terrestre, ancora non molto diffuso e tecnologicamente in ritardo rispetto alle trasmissioni satellitari. Fanno eccezione alcune zone d’Italia, cablate con fibra ottica in modo capillare.

 

I servizi su fibra ottica sono gestiti dalla società Fastweb, che in un primo momento aveva annunciato un ambizioso programma per estendere l’esperimento a molte città italiane, per poi ripiegare su una copertura su tutto il territorio tramite TV via ADSL. Per contro l’unico operatore di Tv satellitare in Italia (SKY) ha deciso una alleanza proprio con Fastweb per permettere ai rispettivi abbonati di ricevere automaticamente i servizi forniti dal gestore dell’altra piattaforma.

 

 

Antenna

L’antenna necessaria per ricevere la televisione satellitare è chiamata antenna parabolica. La grandezza dell’antenna parabolica dipende dalla potenza del satellite puntato e dalla posizione geografica di ricezione.

 

Nel campo delle telecomunicazioni, con antenna parabolica s’intende volgarmente un’antenna dotata di riflettore parabolico impiegabile sia in trasmissione sia in ricezione come tutte le antenne secondo il principio della “reciprocità”. Quando usata in ricezione essa è dotata di un elemento ricevente che incorpora un amplificatore a bassa cifra di rumore (LNA) e spesso un convertitore di frequenza. In tal caso l’elemento integrato prende il nome di low noise block  converter (LNBC o LNB). Quando usata in trasmissione l’antenna parabolica è dotata di un elemento trasmittente che prende il nome di illuminatore, o feeder.

 

Le caratteristiche principali di questa categoria di antenne sono l’alta direttività e di conseguenza il “guadagno“: queste grandezze dipendono dal rapporto tra il suo diametro efficace e la lunghezza d’onda utilizzata nella rice-trasmissione: più elevato è tale rapporto maggiore sono il “guadagno” e la direttività. Piccole antenne riceventi (diametri dell’ordine di 60 cm) sono utilizzate, ad esempio, per ricevere trasmissioni televisive da satelliti per telecomunicazioni posti in orbita geostazionaria.

Antenne paraboliche più grandi sono utilizzate nei sistemi di ponti radio, mentre grandi antenne paraboliche, con diametri che raggiungono anche più di 30 m, sono usate per comunicazioni tra satelliti e loro stazioni di controllo a terra, come ad esempio in reti satellitari.

 

Tipi di riflettori parabolici

 

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Antenna toroidale gregoriana con numerosi LNB (Ku-band)

 

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Antenna gregoriana

 

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Antenna Cassegrain

 

 

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Antenna parabolica con rotore polare

 

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Set-top box

Il set-top box, noto anche con la sigla STB, è un tipo di apparecchio elettronico televisivo non portatile destinato ad aggiungere alcune funzioni televisive ad un televisore, un monitor, o un videoproiettore, inizialmente non previste in tali apparecchi elettronici.

Possono servire per la ricezione della televisione digitale.

 

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I set-top box si distinguono in vari tipi:

sintonizzatore televisivo

decoder digitali satellitari

decoder digitali terrestri

decoder analogici satellitari

IRD (integrated receiver and decoder = decoder e ricevitore  integrati)

PVR (personal video recorder = videoregistratore personale)

 

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DiSEqC (Digital Satellite Equipment Control), pronunciato “Dai-sec”, è uno speciale protocollo di comunicazione tra i decoder per la ricezione dei canali satellitari e i dispositivi come gli switch multi parabola o multi LNB ovvero piccoli rotori per antenne paraboliche. Il DiSEqC è stato sviluppato dal provider per trasmissioni satellitari europeo Eutelsat, che attualmente definisce la standardizzazione del protocollo.

 

Accessori  satellitari

 

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Data 2 luglio 2021

Hot Bird

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Hot Bird

 

Hot Bird è un marchio commerciale dell’operatore francese Eutelsat usato per designare la zona dello spazio in cui sono ubicati diversi satelliti geostazionari. Si tratta, più esattamente, della posizione orbitale sull’equatore a 13° est dal meridiano di Greenwich; da tale posizione deriva il nome dei satelliti per telecomunicazioni che ruotano nella suddetta orbita geostazionaria. Allo stato attuale operano in quella zona dello spazio i tre satelliti Eutelsat Hot Bird 13B, Eutelsat Hot Bird 13C ed Eutelsat Hot Bird 13D che hanno rimpiazzato i precedenti, già spostati e rinominati o deorbitati.

 

I satelliti

Dal 1983 la zona dei satelliti Hot Bird a 13° est ha ridisegnato radicalmente il panorama audiovisivo dell’Europa, del Nordafrica e del Medio Oriente. Ha contribuito significativamente alla creazione di un mercato della TV dove i telespettatori, dotati di un apposito ricevitore collegato ad un’antenna parabolica del diametro di 70 cm o poco più grande (a seconda della posizione geografica), possono scegliere tra centinaia di canali trasmessi in oltre 40 lingue. I satelliti Hot Bird sono stati usati in passato anche per trasmissioni analogiche; ora invece il segnale irradiato è esclusivamente digitale e finalizzato alle trasmissioni DTH (acronimo inglese di Direct-To-Home che significa direttamente a casa) della televisione satellitare (DVB-S, Digital Video Broadcasting – Satellite), alle applicazioni multimediali di Internet e alla distribuzione in reti via cavo.

 

La famiglia dei tre satelliti Hot Bird costituisce uno dei sistemi più estesi di trasmissione televisiva in Europa poiché consegna a oltre 120 milioni di abitazioni 1100 canali digitali, di cui 600 criptati a pagamento (pay-tv), 500 in chiaro (free-to-air) e 150 in alta definizione (high definition); in aggiunta più di 500 tra stazioni radio e servizi multimediali e 13 piattaforme a pagamento cosiddette Premium.

 

I vari satelliti che condividono la posizione Hot Bird gravitano all’interno della porzione di spazio racchiusa in una “finestra orbitale”, con un fronte quadrato di 150 km di lato e 40 km di profondità, rotante alla velocità di oltre 3 km/s in sincronia con la velocità angolare della Terra. Dal punto di vista terrestre, un’antenna parabolica puntata verso questa finestra riceve indifferentemente il segnale come se giungesse da un unico punto; in realtà i satelliti coposizionati al suo interno hanno valori di eccentricità e inclinazione leggermente diversi. Un centro di controllo dalla Terra monitora costantemente la posizione e, se necessarie, effettua delle manovre correttive, attivando i sistemi di propulsione, affinché i satelliti seguano con esattezza le orbite loro assegnate senza mai entrare in collisione.

 

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Dal 1º marzo 2012 i satelliti Hot Bird 6, 8 e 9 hanno anteposto ai nomi la dizione Eutelsat e sostituito le rispettive cifre numeriche con 13A, 13B e 13C. A luglio 2013 Hot Bird 13A viene sostituito dall’omologo 13D che prende perciò tutti i canali del primo.Successivamente nel 2016 è diventato Eutelsat 33E, che si trova a 33°Est.

 

Piattaforme televisive

I canali trasmessi dalle piattaforme televisive, sotto forma di pacchetti, sui ripetitori (transponder) della famiglia di satelliti Hot Bird in posizione 13° est sono gratuiti, quindi liberamente fruibili da un ricevitore televisivo satellitare collegato all’antenna parabolica e alla TV, oppure a pagamento, quindi ricevibili attraverso la decodifica del segnale (criptato) con appositi ricevitori dotati di lettore di schede a microchip. Una forma mista di ricezione dei canali prevede l’accesso esclusivo e gratuito in determinate zone dell’area di copertura satellitare previa decodifica del segnale per mezzo di ricevitori compatibili con lo standard DVB-S2, successivo al DVB-S, e di un’apposita scheda conosciuta anche col nome comune di smart card. I canali ricevibili in tal modo non sono più classificabili come free-to-air e vengono perciò distinti con la definizione free-to-view.

 

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Pannelli fotovoltaici e razzi di spinta

Per poter operare nello spazio, un satellite è dotato di grandi pannelli fotovoltaici che forniscono l’energia necessaria al funzionamento dei sistemi di ricetrasmissione e di bordo. È anche equipaggiato di razzi di spinta che permettono, tra gli altri, di mantenere costante la sua posizione orbitale nel corso del tempo. Quando il propellente presente nei serbatoi (circa il 50% del peso complessivo del satellite) inizia a esaurirsi, il satellite tende a perdere la sua orbita di riferimento (si parla di satelliti in orbita inclinata) e il suo ciclo di vita si conclude dopo alcuni mesi o anni con uno spostamento in un’orbita di parcheggio oppure di sicurezza (de-orbiting) per evitare potenziali collisioni con altri oggetti spaziali.

 

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Di norma, la vita utile dei moderni satelliti per telecomunicazioni è di circa 10-15 anni e gli operatori, per garantire la continuità del servizio, programmano il lancio di nuovi esemplari e/o lo spostamento di quelli già attivi in altre posizioni a seconda delle richieste del mercato. Di recente, sono stati lanciati i primi satelliti (come l’Eutelsat 172B) che utilizzano razzi a propulsione elettrica che consumano una massa di propellente fino a 6 volte inferiore rispetto a quelli con propulsione chimica. Questa soluzione permette di ridurre il peso del satellite richiedendo vettori meno potenti e costosi, assicurando una vita in orbita invariata se non addirittura superiore.

 

Hotbird 13° Est

La flotta Hotbird di Eutelsat, attualmente composta dai satelliti Hotbird 13B, 13C e 13E posizionati nell’orbita condivisa dei 13° Est, è quella più utilizzata nel vecchio continente (insieme ad Astra 19,2° Est) dai broadcaster radiotelevisivi che forniscono servizi DTH (Direct To Home – cioè direttamente a casa dei telespettatori) via satellite e cavo.

 

L’ampia copertura, estesa anche ai territori nordafricani e mediorientali, e l’elevata potenza di trasmissione, circa 48-53 dBW per gran parte dell’Europa sufficienti per parabole da 50-80 cm, hanno permesso a Eutelsat di dedicare tutta la banda Ku a una decina di piattaforme DTH premium (pay-tv e free-to-view) e a oltre 1.500 canali in 40 lingue, visibili in oltre 135 milioni di case europee, nordafricane e mediorientali.

 

Oltre 600 canali sono trasmessi in esclusiva (cioè visibili solo qui), 400 sono in chiaro (gratis) e 300 anche (o solamente) in formato HD/UHD.

 

Sky, Tivùsat e altre pay-tv europee

Hotbird è la “casa” di Sky e tivùsat fin dai primissimi tempi (anche dei predecessori Tele+, D+ e Stream per quanto riguarda Sky). Rai ha debuttato su Hotbird nel maggio del 1995 mentre Mediaset si è trasferita da 63° Est a 13° Est nel 1997 e da allora è una presenza fissa. Entrambi i broadcaster trasmettono tutti i loro canali generalisti e tematici, sia in chiaro sia criptati (tivùsat), con alcune esclusive in alta definizione come l’intera offerta tematica Rai (4, 5, Premium, Movie, Gulp, Yoyo, Scuola).

 

I satelliti Hotbird vengono utilizzati anche da altri bouquet pay-tv e free-to-view europei come Nova (Grecia), SRG-SSR (Svizzera), Cyfrowy Polsat e NC+ (Polonia), Bis TV (Francia). Alcuni di questi bouquet sono visibili anche in Italia grazie agli abbonamenti ufficiali distribuiti da Due Emme Antenne (www.dueemme.com – Tel.  0571931575) mentre altri, come SRG-SSR, sono riservati ai soliti cittadini della nazione in cui operano.

 

Visioni piccanti in totale anonimato

Sulle frequenze di Hotbird trasmette anche una quindicina di canali televisivi dedicati a un pubblico adulto che trasmettono 24 ore su 24 contenuti erotici visibili con un abbonamento prepagato e anonimo.

 

L’offerta comprende emittenti di “pregio” come Brazzers TV, XXL, Dorcel TV, Hustler TV, Dusk TV, Vivid TV e Redlight TV; le “italiane” Evil Angel, Cento X Cento, Sexto Senso, Satisfaction Tv e Pink’ o TV; alcune new-entry come Arabest TV e X-Muvi. Per informazioni e abbonamenti consigliamo di contattare Due Emme Antenne e Time Sat (www.time-sat.com – Tel. 0734 964110).

 

Oltre 400 canali free-to-air, anche in HD e Ultra HD

Se l’offerta pay è ricca e variegata, quella in chiaro non ha eguali lungo la Fascia di Clarke. Con una parabola da 50-80 cm collegata a un semplice decoder zapper HD da poche decine di euro è possibile sintonizzare oltre 400 canali televisivi e 300 radiofonici in 40 lingue, sia tematici sia generalisti, a definizione standard, HD e Ultra HD.

 

Tra quelli più interessanti segnaliamo gli “internazionali” CBNC Europe (in lingua inglese), DW (inglese), VoA (varie), BBC World News Europe (inglese), Bloomberg TV (inglese), Aljazeera (inglese e arabo), TV5 Monde (francese), NHK World (inglese/giapponese), RT (varie lingue), RTP Internacional (portoghese), NASA TV (inglese – HD e UHD), Euronews (varie), France 24 (francese e inglese), TRT World (inglese/turco), CCTV (francese, spagnolo, inglese e cinese), ARTE (varie), Fashion TV   e FTV (varie); gli italiani Automoto TV, Lombardia Sat, Donna TV (HD), Marcopolo, Alice, RTL 102.5 Tv, Radio Freccia TV, Radio Zeta TV, Radio Italia Tv/Rap, TG Norba 24, Real Time, RTV San Marino, Super Tennis, Telepace, TV Koper Capodistria e Class TV Moda; i polacchi TVP Polonia, Polonia 1, Tele 5, 4 Fun TV, 4 Fun Gold, 4 Fun Dance e TVS; i greci RIK Sat, ERT World e Vouli Tileorasi; gli spagnoli TVE internacional e 24 horas; gli arabi Al Maghribia, Al Aoula, Arryadia, Assadissa, Algérie 4-5, 2M Monde, Yemen TV, KTV1, Bahrain TV, Abu Dhabi TV Europe, Abu Dhabi Sports 1, Al Arabiya, Zad TV, Yas TV, Dubai TV, Dubai Sports, Sama Dubai, Syria TV, Qatar TV, Saudi TV, Sudan TV, Oman TV e Jordan TV; gli iraniani Face 1 Persia, Khane Film, Sat 7 Pars, Imam Hussein, Persian Star, Iran International e Cine Film/Series; i curdi Kurdsat, Kurdistan TV e Lalish TV; i russi TBN Rossiya, STS International, RTR Planeta, TNT International, Rossiya 24, NTV Mir, Noviy Mir, Belarus 24, Soyuz e Perviy Kanal Europa; la rumena TVR International; la croata HRT5; l’olandese BVN Europa; la tailandese Thai TV Global Network; la vietnamita NetViet e la coreana kBS World.

 

Un decoder satellitare free-to-air HD da poche decine di euro è la soluzione più semplice ed economica per sintonizzare gli oltre 400 canali televisivi e 300 radiofonici gratuiti trasmessi a 13° Est

 

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Potenza e diametro parabola

 Nella seguente tabella viene riportata la corrispondenza tra la potenza di irradiazione al suolo (EIRP – Effective Isotropic Radiated Power) con unità di misura “dBW” e il diametro minimo della parabola (in centimetri) per garantire la ricezione dei segnali satellitari.

I dati riportati, puramente indicativi, sono stati calcolati prendendo come riferimento convertitori LNB con figura di rumore (NF) di 0,4/0,5 dB, antenne paraboliche con guadagno tipico in base al diametro e un cablaggio di poche decine di metri.

LNB con NF inferiore e parabole più performanti possono permette di “guadagnare” qualche centimetro, cioè consentire l’utilizzo di parabole più piccole, mentre cablaggi più lunghi incrementano l’attenuazione del segnale e necessitano quindi di parabole leggermente più grandi.

Il diametro minimo indicato potrebbe non tenere conto del “margine di sicurezza” indispensabile per garantire la ricezione anche in condizioni climatiche e ambientali non ottimali (pioggia, nebbia, ostacoli naturali come piante, ecc.) e con impianto di ricezione non perfettamente efficiente. Per questo motivo, ove possibile, gli esperti consigliano di installare parabole da almeno 60-80 cm di diametro.

L’Italia si trova all’interno della fascia dove il segnale di Hotbird è più potente (53 dBW). Questo significa che è possibile utilizzare una qualsiasi parabola da almeno 50-60 cm di diametro

 

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Schede tecniche dei satelliti Hotbird

Eutelsat Hotbird 13B

 

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Costruito da EADS Astrium e lanciato il 5 agosto 2006 con un razzo Proton M Breeze M, l’Hotbird 13B (ex Hotbird 8) è dotato di 64 transponder in banda Ku di cui 49 attualmente attivi e i rimanenti in standby per eventuali emergenze (backup). Il fascio di irradiazione è unico (widebeam) e illumina con la massima potenza disponibile (51-53 dBW) i territori di Francia, Svizzera, Italia, Austria, Germania, Belgio, Olanda, Danimarca e, parzialmente, Regno Unito e Spagna. La fascia più esterna del footprint tocca i Paesi dell’Est e nord Europa, quelli mediorientali e nordafricani con una potenza EIRP di 40 dBW. La vita utile stimata è di 15 anni e la sua attività dovrebbe quindi concludersi intorno al 2021.

 

Eutelsat Hotbird 13C

 

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L’Hotbird 9, in seguito ribattezzato 13C, è stato realizzato sempre da EADS Astrium e lanciato il 20 dicembre 2008 da un razzo Ariane 5 ECA. Dai 64 transponder originariamente previsti ne vengono attualmente utilizzati 44 (20 backup). L’unico fascio di irradiazione (widebeam) ha una copertura simile a quella già vista nel 13B così come la vita utile stimata (15 anni).

 

Eutelsat Hotbird 13E

 

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Originariamente posizionato a 13° Est con il nome di Hotbird 7A per rimpiazzare il primo esemplare della flotta (Hotbird 1), nel 2009 è stato trasferito a 9° Est (Eurobird 9A) mentre nel 2016 è stato nuovamente spostato a 13° Est dove ha assunto la sua denominazione definitiva. È stato costruito da Alcatel Alenia Space e portato in orbita l’11 marzo 2006 da un razzo Ariane 5. La vita utile è stimata in 15 anni e il fascio di irradiazione widebeam è simile a quello degli altri due Hotbird. Dei 38 transponder originari, al momento ne vengono utilizzati solamente 3: tp. 111 (10,727 GHz H), tp. 113 (10,775 GHz H) e tp. 12 (11,432 GHz V).

 

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Data 1 luglio 2021

McAfee Avert Stinger

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McAfee Avert Stinger è un eccellente applicativo antivirus on demand da affiancare ad un normale software per la sicurezza già presente e correttamente configurato all’interno di un PC Windows, anche in versione 10. Si tratta di un tool disponibile al download gratuito realizzato dalla nota ed apprezzata software house McAfee da utilizzarsi come seconda verifica quando non si è certi che l’antivirus principale abbia svolto correttamente il suo lavoro o quando non riesce a rimuovere tutte le minacce rilevate.

Uno strumento molto facile da utilizzare per tutti, ma sicuramente adatto agli esperti che potranno apprezzare maggiormente le sue funzionalità avanzate.

 

Eliminare malware, trojan, rootkit

McAfee Avert Stinger nasce per rilevare, bloccare e rimuovere ogni sorta di minaccia compresi i malware, trojan, rootkit e tutti i software malevoli che ogni giorno sono diffusi su internet. Un antivirus che non offre una protezione in tempo reale ma è utilizzabile in modalità on demand, cioè saremo noi ad avviare una verifica del sistema operativo solo quando serve. Questo applicativo per la sicurezza non va nemmeno ad installarsi sul computer e può essere così portato sempre in giro, magari su una chiavetta USB, per poter essere utilizzabile su ogni computer quando serve.

 

Da evidenziare però un aspetto assolutamente importante. McAfee Avert Stinger non dispone di una funzione di aggiornamento. Per poter, dunque, disporre sempre dell’ultimissima release del programma contenente anche le ultime definizione dei virus sarà sempre necessario scaricare ogni volta il programma dal sito di McAfee, società che quotidianamente rilascia una nuova versione di questo strumento.

 

Si tratta di un procedimento un po’ scomodo ma che non va a disturbare particolarmente gli utenti in quanto il programma non risulta essere pesante e dunque lungo da scaricare. Sicuramente, però, una funzionalità di aggiornamento diretta, anche manuale, sarebbe stata gradita. McAfee Avert Stinger si utilizza comunque molto facilmente, merito soprattutto di un’interfaccia pulita, essenziale e ben strutturata. Peccato solo per la mancanza della lingua italiana. L’utilizzo di base dell’antivirus è dunque molto banale. Quello che gli utenti dovranno fare è solo avviare l’antivirus e cliccare su “scan” per avviare la procedura di verifica del sistema operativo. In poco tempo, dipende dalla potenza del computer e dalla quantità di dati, questo strumento effettuerà l’intera analisi eventualmente evidenziando le anomalie presenti.

 

Presente anche la “Quarantena”, una sezione dove sono archiviati tutti i file sospetti che vengono corretti. Menu da dove è possibile eliminarli definitivamente o ripristinarli in caso si tratti di falsi positivi. Non manca nemmeno un comodo file di log in cui saranno riversati tutti i dettagli di ogni scansione. Un piccolo strumento molto importante perché consente agli utenti di copiare le informazioni dei file infetti nel caso l’antivirus non fosse in grado di ripristinarli e di consegnare questi dati a qualche esperto.

 

I power user potranno, dunque, gradire questa funzione, così come gradiranno soprattutto la possibilità di personalizzare l’analisi del sistema operativo specificando cosa cercare, il livello di sensibilità dell’antivirus e molti altri parametri. Per i non esperti il suggerimento è quello di non modificare le impostazioni di default, che per un uso normale vanno più che bene.

 

McAfee Avert Stinger si dimostra, dunque, un prodotto molto interessante, un’ottima soluzione on demand da affiancare all’antivirus principale. Testandolo su di un computer dotato del sistema operativo Windows 10 Pro, l’applicativo ha dato buona prova di sé risultando rapido e funzionale, andando ad analizzare abbastanza velocemente l’intero sistema operativo.

 

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Windows 11 imporrà l’uso dei chip TPM: ma è proprio il caso?

 

Tra i requisiti di Windows 11 vi è anche l’installazione di un chip TPM. Ciò ne sta aumentando il costo, vista la penuria di semiconduttori.

 

Il recente annuncio di Microsoft dell’imminente rilascio di Windows 11 (precedute da alcune anticipazioni trapelate da fonti non ufficiali), ha scatenato l’enorme comunità di utenti di quello che è il sistema operativo desktop più usato al mondo. Le novità introdotte, in termini di funzionalità, sono notevoli e perlopiù positive. Tuttavia, ci sono alcuni punti che sembrano più controversi, e che stanno già avendo risvolti significativi.

 

Una di queste problematiche riguarda i requisiti hardware di Windows 11, che includono anche l’obbligatoria installazione di un chip TPM 2.0.

 

Cos’è un chip TPM, e perché è utile

TPM è un acronimo che sta per Trusted Platform Module, ed è generalmente utilizzato per identificare un particolare chip che funge da modulo aggiuntivo per la scheda madre di un computer. Tale chip ha la funzione di migliorare la sicurezza del sistema, essendo dotato di una coppia di chiavi crittografiche uniche che lo rendono univocamente identificabile, oltre ad un motore di crittografia asimmetrica per la cifratura dei dati.

 

Attualmente, molti computer general purpose non sono dotati di tale chip, ma molte schede madri offrono la possibilità di installarlo come plug-in aggiuntivo. La presenza di tale chip permette infatti un maggiore livello di sicurezza, grazie a due funzionalità essenziali:

 

1) la possibilità di verificare l’identità della piattaforma di cui fa parte;

2) la possibilità di cifrare tutti i dati che vengono inviati sui bus di sistema o salvati sulla memoria di massa.

 

L’imposizione, da parte di Microsoft, dell’installazione di un chip TPM (di versione maggiore o uguale alla 2.0) deriva proprio dalla necessità di aumentare il livello di sicurezza dei sistemi basati su Windows 11. Ed in effetti, il potenziale vantaggio derivante dall’installazione di tali chip è innegabile.

Tuttavia, tale “imposizione” voluta da Microsoft porta con sé anche alcuni risvolti negativi.

 

Cosa comporta il requisito del TPM

Abbiamo assistito, in passato, ad alcuni casi in cui una “imposizione” dell’uso di una particolare tecnologia può portare a miglioramenti significativi di certi parametri di sicurezza. È successo, ad esempio, con la scelta di Google di favorire i siti che implementano HTTPS tra i risultati delle ricerche. Ciò, infatti, scatenò una corsa all’HTTPS, che ha portato oggi ad un web mediamente più sicuro.

 

Tuttavia, tali imposizioni hanno quasi sempre dei costi. Nel caso di Google, tale costo fu relativamente contenuto (ma comunque non nulla e nemmeno banale), e molti siti dovettero migrare ad HTTPS dotandosi di un certificato. Cosa succede, invece, con questa imposizione di TPM sui sistemi che supporteranno Windows 11?

 

Negli ultimi giorni, le prime conseguenze legate a questo nuovo requisito hardware sono subito venute fuori. Ieri, ad esempio, il costo dei chip TPM 2.0 è infatti aumentato da circa 25 dollari americani, a quasi 100 dollari nel giro di appena 12 ore. Questo non è solo dovuto al fatto che il mercato di tali chip è improvvisamente cresciuto a dismisura, ma è anche legato all’attuale momento di penuria globale di semiconduttori. Questa situazione ha già avuto impatti su molti altri settori, ed è probabile che il problema continuerà a peggiorare finché la disponibilità di semiconduttori (o eventuali sostituti di essi) non tornerà alla normalità.

 

È quindi probabile aspettarsi, almeno in un primo momento, dei costi maggiori di quelli originariamente previsti per tutti i nuovi sistemi che dovranno supportare Windows 11. Vale la pena quindi chiedersi: ma era proprio il caso di introdurre una forzatura del genere in una situazione globale così particolare? Ad oggi, l’impressione generale è che forse questa imposizione si sarebbe potuta evitare;

tuttavia, solo il tempo potrà dirci se “il gioco vale la candela”, e quindi se la scelta di Microsoft si sia rivelata corretta o troppo affrettata.

 

Data 1 luglio 2021

Semplice registratore di suoni

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Semplice registratore di suoni

 

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Semplice registratore di suoni, come desumibile dal suo nome, è un registratore di suoni immediato e versatile da utilizzare in ambiente Android. Supporta le versioni 5.0 e successive del sistema operativo mobile di Google e pertanto può essere installato anche in device di non ultima generazione. Contiene annunci, ma può essere scaricato ed usato liberamente.

 

Semplice registratore di suoni può ad esempio essere preso in considerazione da studenti per registrare lezioni e da professionisti per tenere traccia di riunioni al fine di non perdere alcuna informazione o per realizzare interviste con qualità audio elevata, grazie al supporto del formato AMR. Le registrazioni possono essere messe in pausa per essere riprese in qualsiasi momento. I file generati sono visualizzabili per nome, dimensione, tempo, durata, data e lunghezza. Il widget risulta particolarmente comodo per iniziare al volo una registrazione in background senza dover aprire l’app stessa.

 

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Chromium

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Chromium è un browser open source che si distingue per la sua velocità, sicurezza e stabilità e si rivela quindi uno strumento flessibile e potente per permetterci di navigare in Internet senza rallentamenti, attraverso un’esperienza grafica coinvolgente e dinamica.

 

Chromium e Chromium OS

Dal progetto open source Chromium è stato derivato Google Chrome, uno dei software di navigazione più apprezzati da utenti privati e professionisti, il quale ha raggiunto e superato come diffusione l’altrettanto famoso browser Firefox.

 

Chromium fa parte del progetto The Chromium Projects che comprende, oltre al browser, un sistema operativo omonimo, Chromium OS, anch’esso distribuito sotto licenza open source. Dal sito chromium.org è possibile scaricare l’ultima release del browser Chromium, che non necessita di installazione ma è sufficiente decomprimere la cartella compressa e lanciare l’eseguibile chrome.exe. Rispetto al software di navigazione del colosso di Mountain View, Chromium non dispone dell’integrazione Flash ed è quindi necessario scaricare Flash Player di Adobe per visualizzare i contenuti realizzati in flash. Non è dotato del visualizzatore PDF integrato ed inoltre manca la funzione di aggiornamento automatico, denominata GoogleUpdate, che risulta molto utile per avere sempre l’ultima versione del programma a disposizione.

 

Interfaccia e caratteristiche del browser Chromium

A parte queste discordanze, l’interfaccia del browser Chromium ricalca in larga misura quella di Chrome ed è caratterizzata dalla semplicità, con un layout snello ed essenziale, per permetterci di visionare i siti web sfruttando al massimo lo schermo dei nostri dispositivi.

 

La navigazione è caratterizzata da una gestione a schede che permette di aprire simultaneamente più siti Internet organizzando e riordinando le schede stesse in base alle nostre esigenze. Il programma è leggero e molto veloce, e dispone di funzionalità estremamente utili ed impostabili dal pannello strumenti/impostazioni, come la possibilità di ripristinare l’ultima sessione di lavoro utilizzata, riaprendo tutte le schede che stavamo visionando al momento della chiusura del software, oltre alla possibilità di configurare l’aspetto del layout scegliendo fra centinaia di temi e colori differenti. Di fondamentale importanza è la gestione della nostra privacy durante la navigazione: possiamo infatti autorizzare o meno Chromium a utilizzare le previsioni per completare i termini di ricerca e gli URL digitati nella barra degli indirizzi, prevedere le azioni di rete per migliorare il rendimento del caricamento delle pagine, attivare la protezione contro phishing e malware, attivare la compilazione automatica per completare i moduli e chiedere di salvare le password inserite sul Web. Inoltre è possibile configurare il comportamento di Chromium con i contenuti web, come consentire o meno il salvataggio dei dati in locale (cookie), gestire i JavaScript, i Plug-in ed i Popup, nonché permettere ai siti web di effettuare la nostra geolocalizzazione.

 

Estensioni e add-on supportate da Chromium

Chromium, alla pari di Chrome, supporta le estensioni, piccoli programmi software che possono modificare e migliorare la funzionalità del browser. Le estensioni si possono creare utilizzando tecnologie web come HTML, JavaScript e CSS ed è inoltre possibile utilizzare il sistema di estensioni per costruire pacchetti applicativi da usare nel web. Fra le applicazioni più interessanti, ci sono sicuramente quelle legate agli strumenti che mette a disposizione Google, come l’app che notifica l’arrivo di nuove e-mail su Gmail, l’app di Google Calendar e quella di Google Translate. Ve ne sono altre come la famosa AdBlock, che permette di bloccare qualsiasi tipo di pubblicità su tutto il web durante la nostra navigazione o AddThis che ci permette di condividere le nostre foto e i nostri post sui più famosi social network come Facebook e Twitter. Esistono inoltre molteplici estensioni utili agli sviluppatori, quali Firebug, Screen Capture, Web Developer, SEO e IE Tab.

 

Se si dispone di un proprio account Google, è possibile collegarlo al browser Chromium in modo da salvare preferiti, estensioni, applicazioni, tema e preferenze del browser nel nostro account Google per averli a disposizione su qualsiasi computer utilizzato.

 

Valutazione finale di Chromium Browser

Il sito del progetto Chromium rende disponibile un’ampia documentazione per approfondire la conoscenza della sua architettura, visualizzare i risultati dei test ed ottenere l’accesso al codice sorgente, essendo distribuito, come abbiamo detto, sotto licenza open source.

 

In definitiva possiamo dire che Chromium si presenta come un ottimo browser portabile, non richiede cioè installazione, dal layout chiaro e semplice; è un software solido, completo ed estremamente versatile grazie alla possibilità di integrazione con innumerevoli estensioni.

 

Disponibile infine il changelog dedicato al mondo degli sviluppatori.

 

Data 1 luglio 2021

Internet-in-a-Box

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Internet-in-a-Box: tutto il sapere digitale, anche senza Internet

 

Internet-in-a-Box è un sistema che mette a disposizione il sapere disponibile nelle digital library anche a chi non ha accesso ad Internet.

 

Viviamo in una società in cui l’accesso ad Internet è dato quasi per scontato, come se tutti potessero sempre usufruire di questa incredibile e potentissima risorsa. Eppure, in molte parti del mondo, questa possibilità non è affatto garantita: esistono intere comunità che non possono accedere al web, o che hanno grosse limitazioni che impediscono l’utilizzo di quello che, nel mondo occidentale, è praticamente alla portata di tutti.

 

È però innegabile il fatto che molti dei contenuti disponibili sul web sono di grande importanza, per esempio nell’ambito scientifico ed educativo. Ed è per questo motivo che nasce il progetto Internet-in-a-Box.

 

Cos’è Internet-in-a-Box

Internet-in-a-Box è definito dai suoi realizzatori come un “learning hotspot“, un sistema che raccoglie tutti i contenuti disponibili tramite alcune piattaforme online gratuite, quali Wikipedia, Khan Academy, OpenStreetMap, E-Books e molto altro, all’interno di un sistema che può funzionare offline, senza accesso ad Internet.

 

Internet-in-a-Box può essere installato su dispositivi di vario tipo: è possibile utilizzare un Raspberry Pi con una memoria sufficientemente  grande, o un hard disk che integra un hotspot. È inoltre possibile acquistare kit già pronti all’uso, oppure seguire i tutorial reperibili seguendo i link nel repository di GitHub del progetto.

 

Contenuti

I contenuti inclusi in Internet-in-a-Box sono installabili tramite una Admin Console, in forma di Content Packs, disponibili in varie lingue, e semplificando di molto il processo di installazione. Le scuole hanno anche la possibilità di scegliere tra 30 applicazioni specifiche per studenti ed insegnanti.

 

Anche la comunità intorno a questo progetto è molto attiva, oltre ad avere un ruolo cruciale (vista l’entità anche sociale, oltre che tecnologica, di questa iniziativa).

 

Chi volesse saperne di più, può fare riferimento alla pagina ufficiale del progetto, in cui è possibile accedere ad altre risorse, come video o tutorial. Chi, invece, volesse provare ad effettuare un’installazione, può fare riferimento al summenzionato repository sy GitHub.

 

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Data 25 giugno 2021

TRUFFE DIGITALI

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TRUFFE  DIGITALI

 

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Data 22 giugno 2021

” MERITOCRAZIA “

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“MERITOCRAZIA”

 

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Barbara Palombelli

Guadagni

In base ad alcune indiscrezioni, si tratterebbe di ben 25.000 € per una sola sera.

Per quanto riguarda invece lo stipendio percepito grazie a Forum, purtroppo non sappiamo a quanto ammonti ma siamo sicuri che si tratti di cifre da capogiro.

 

Lei,figlia del popolo,modesta,umile,parla sottovoce,sembra che abbia paura di parlare,non si muove assolutamente,nè a destra,nè a sinistra,non sposta la faccia di 1 cm: artrosi cervicale??? Sembra ingessata,è molto strana!

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Muove solo quegli occhietti che sembrano più palline di vetro,forse avrà paura che le si rompa qualche ossicino ???

E poi guardate queste MANI, ma la foto non rende giustizia,se potete guardatela in TV,le sue mani sono impressionanti,non ho mai visto ad una donna abbastanza giovane delle mani così atrofiche!! Si vedono solo le ossa,scarne,con una ipotrofia muscolare incredibile,assenza quasi totale di tessuto sottocutaneo,quasi sembra che abbia paura a muoverle,potrebbero rompersi??? Chissà!!

Una cosa è quasi certa, quelle mani,per essere così atrofiche devono aver lavorato sempre molto poco nella loro vita, forse non hanno neppure lavato qualcosa o stirato,o pulito la casa,o altro!!!

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Paolo Ciavarro, figlio di Massimo Ciavarro ed Eleonora Giorgi

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Paolo Ciavarro

Grandi meriti

– partecipa  alla seconda edizione del reality show di Rai 2  Pechino Express

– dal 2016 entra come comparsa nel programma di Canale 5 Forum e nel  pomeriggio  su Rete 4 Lo sportello di Forum,entrambi condotti dalla solita   Barbara Palombelli

– nel 2017  partecipa al day-time di Amici su Real Time

– nel 2020  partecipa alla quarta edizione del reality show Grande Fratello VIP  (VIP ????)

– conduce un programma televisivo Disconnessi on the road  in seconda serata il mercoledì  su Italia 1

giù in 60 secondi – Adrenalina ad alta quota

!!!!!!!!!  ??????

 

 

 

Sofia Odescalchi, è nobile, figlia del principe Carlo Odescalchi e di Lucia Nalli, ed è quindi una principessa. La famiglia è proprietaria del Castello Odescalchi a Santa Marinella.

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Sofia Odescalchi

Grandi meriti

assistente di Barbara Palombelli a Forum

– è una principessa

– Liceo

– Accademia delle Belle Arti

Pechino Express ,ovviamente nel gruppo dei benestanti!!!

– proprietaria del Castello Odescalchi a Santa Marinella

– prima di Forum aveva dichiarato di non aver mai visto il programma prima

– ha dichiarato che ha molti meriti: ha fatto molte esperienze ???? Nella sua famiglia c’è anche stato un Papa !!!! ha frequentato la scuola pubblica,ha tanti amici, ha viaggiato molto (con i soldi del papà),

– quindi può rappresentare i giovani italiani !!!

– è molto attiva su Istagram, dove vanta un seguito di 20.000 followers !!

– suoi sport preferiti: rafting, parapendio

– ama molto la pizza, i gatti e cani

– giudice nel programma Voglio essere così

– e soprattutto tanti soldini!

 

 

Camilla Ghini, figlia di Massimo Ghini

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Camilla Ghini

Grandi meriti

– sorriso smagliante,ben truccata,ben vestita,

– occhioni da cerbiatto,belle scarpe,belle borse

– ha saputo far affezionare il pubblico di Forum alla trasmissione???? Considerando la noiosa Palombelli, che sembra essere sempre “all’ultimo respiro” è veramente un grande merito!

– grande interesse per il mondo dello spettacolo

– ha fatto la fiction Rai Raccontami  in cui compare accanto al suo papà e ti pareva… figlia di ….. tanto per cambiare (grande merito!)

liceo classico

– assistente a Forum di Barbara Palombelli (che meraviglia ! “prego giudice,si accomodi,ottima recitazione!)

– molti inviti in RTL 102.5

– ha molte passioni: scrivere ???? Viaggiare (tutti viaggerebbero volentieri  con i tanti soldini del papà!),cucinare , praticare sport, giardinaggio, pesca,nuoto,tombola,bingo ecc.

– ama i social

– insomma è veramente una ragazza completa e meritevole di lode!

– brava Camilla,il futuro ti attende !! ??

 

 

Camilla Tedeschi, figlia di Corrado Tedeschi

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Camilla Tedeschi

Grandi meriti

– altezza 1.70,occhi verdi,capelli castani,

– sport: Sci, Tennis, Nuoto, Pallanuoto, Sci nautico, Wakeboard, Immersioni subacquee PADI (35 mt), kick boxing.

– scuola di inglese

Liceo Socio-sanitario

– cinema: “Miami Beach”

– Teatro: “Partenza in salita” , “Le belle notti”

– comparsa a Forum

– TV: “Il peccato e la vergogna 2″, “Anna e Yusef”, “Irregolari”

Pubblicità: questa è molto importante per i meriti: Rio mare patè, Gran soleil, Spazzolino Silver Care, Gioielli amen

 

 

La Palombelli sarà anche “figlia del popolo” ma quello che la distingue e che ce la fa apprezzare fino in fondo ….. è:  che ha sempre davanti a sè,come unica bussola,la MERITOCRAZIA!!  Brava Palombelli!!

 

PALOMBELLI

 

Cara Palombelli ,mi fa piacere che ,ogni tanto,in TV, parli anche dei poveri,dei diseredati,di chi guadagna 800 euro al mese (forse),a differenza tua che sei abituata a tutt’altre cifre! Chissà perchè “ti meriti tanto”! Ancora non l’ho capito,se cortesemente me lo vuoi spiegare in parole povere ti ringrazio fin da ora,perchè io non sono,purtroppo,alla tua altezza,quindi mi serve una buona maestra per imparare anche delle cose banali,forse ovvie,elementari! Ti prego di essere paziente e di dedicare pochi minuti al “popolo” che ignorante e ciuco ,vorrebbe capire quali sono i tuoi grandi meriti per questi lauti guadagni!

Inoltre cara Barbara,è molto lodevole che ogni tanto ti ricordi ,o fai finta di ricordare,  che esistono anche i poveri,i  senza lavoro,i sottopagati ,gli sfruttati,non tutti sono fortunati come te,cara Barbarella,ma dimenticavo che tu,forse,ti meriti tanto  benessere perchè hai dei meriti speciali, che solo le persone eccelse come te si meritano: sei Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana, che è il più alto degli ordini della repubblica italiana! Forse per questo ti meriti tanti guadagni!

Scusami,non ci avevo pensato!

Questa onorificenza viene concessa per ” benemerenze di segnalato rilievo in varie attività”, come mi faresti felice se mi   spiegassi quali sono state le tue in una prossima trasmissione di Forum,grazie.

Comunque ,nell’attesa ,che posso dire? Sono senza parole,incantato dalla tua persona e dai tuoi alti meriti!

Ma permettimi di fare ancora altre 2 osservazioni.

 

1) la prima è che ti riconosco il merito di parlare ogni tanto del popolo morto di fame,che tu vorresti vedere benestante come te,ma il popolo non ha i tuoi alti meriti ! Inoltre mentre in TV parli della miseria,devo constatare che ami,eccome, circondarti di collaboratori  molto noti e spesso molto ricchi,

parli dei poveri,ma ami i ricchi,

chissà perchè? Forse è una qualità innata! Nessuno è perfetto.

Mi fai venire alla mente la “Corte del Re Sole” !

Però Barbarella vorrei dirti in tutta sincerità che anzichè parlare bene e razzolare male,adesso per dare credibilità a ciò che dici,sarebbe il momento,dopo tanti anni,di circondarti di qualche giovane del popolo,anonimo,onesto,ma tanto intelligente e capace,in modo da dimostrare la tua coerenza con ciò che dici.

Basta,basta,basta con i “figli di…”

Cara Barbarella,non si può non dire che ci hai rotto i coglioni con la tua Corte da Re Sole, basta,basta,basta con le apparenze ,con le persone vuote,inutili,insignificanti,incapaci, che sanno solo dire : “prego giudice si accomodi”, parole umilianti per chiunque,forse i giudici sono monchi o paralizzati?? Non sanno poverini tirare una sedia?? Ma fatela finita con questa farsa! Siete penosi! Ma,si sa,i cortigiani devono in qualche modo guadagnarsi il pane! Vi ricordate il Re Sole ? Quante cortigiane aveva intorno a leccargli il  c….. ! Ma adesso,forse, Barbarella non te ne sei accorta ,forse per distrazione,capita a tutti,ma siamo per fortuna in una Repubblica,fondata sul lavoro???? Mazziniana,ormai,per fortuna il Re Sole è solo un brutto ricordo del passato.

 

2) un’ultima nota devo fartela perchè,forse non ci crederai,ma questa cosa,  apparentemente banale,è per me di massima importanza,perchè IO AMO LA LINGUA ITALIANA CORRETTA!

Purtroppo Barbarella devo farti un appunto che non mi fa dormire la notte!

Forse sono esagerato ,ma cosa vuoi,io sono fatto così,ti prego di perdonarmi se mi permetto di fare questa piccola nota ad una dottoressa  “Laureata in lettere” come te, ad una persona eccelsa di esempio a tutto il popolo italiano!

Ma veniamo al dunque. Ogni tanto, mi capita di imbattermi nella tua trasmissione di Forum,nella quale ,costantemente,sempre,ripetutamente,inevitabilmente,ripeti alla fine la stessa frase: ” ci vediamo alle ore  quattòrdici “, cara Barbarella,questa tua pronuncia della parola  quattòrdici con la ò aperta,mi tormenta l’anima,mi violenta la mente,non mi fa dormire,credimi,perchè non posso credere che una eccelsa dottoressa come te perfino laureata in Lettere,possa continuare a pronunciare DA SEMPRE E PER SEMPRE (finchè Dio vorrà) ,speriamo il meno possibile, questa parola in modo così osceno!

Mi permetto umilmente di far notare ad una illustre dottoressa come te che,LA TUA PRONUNCIA NON E’ ITALIANO CORRETTO!

Ma come fa una intelligentona come te a non capirlo??

Barbarella,ogni tanto ricordati che sei laureata in Lettere!!!! O forse qualcuno è probabile che ti abbia messo la laurea nella borsa a tua insaputa!

Per favore,correggi quella tua pronuncia oscena che mi fa ogni volta lacrimare gli occhi peggio di una cipolla!!!

Ma quello che mi chiedo,con stupore è: ma anche se tu non sai l’italiano correttamente ,DOVE SONO GLI AUTORI DEL PROGRAMMA??? E’ mai possibile che nessuno ti corregga?

 

Dovrò scrivere a Berlusconi ?? Barbarella ti prego,fai uno sforzo mentale,anche se ti rimane una cosa molto difficile,forse ci riesci,ma non puoi fare ogni giorno da codesto pulpito nazionale la cattiva maestra per il popolo italiano che non si merita tanto! Già ti deve sopportare!

E poi,Barbarella,pensa che a quell’ora ci sono tanti bambini che vanno alle scuole elementari per imparare l’italiano,quindi siamo in fascia protetta, non li puoi violentare  e confondere loro le ideee,contrariamente a quanto la mattina stessa la maestra ha loro insegnato correttamente!!

Per finire,spero di farti cosa gradita,facendoti toccare con mano l’oggetto del reato:

 

4- SI

5--SI

Data 21 giugno 2021

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Se una volta l’acquisto di un televisore era un investimento che durava nel tempo, adesso l’evoluzione tecnologica è tale che nel giro di pochi anni anche un modello di fascia alta può diventare obsoleto. Bisogna insomma che ti mantenga costantemente informato per scegliere il miglior TV per le tue esigenze e le tue tasche, ma non preoccuparti perché in questa pagina troverai tutte le dritte necessarie per non compiere errori durante l’acquisto e per scegliere un modello che soddisfi le tue aspettative e con il miglior rapporto qualità-prezzo.

Hai mai sentito parlare del 3D?

Qualche anno fa i produttori puntavano in maniera massiccia su questa categoria in modo da alimentare le proprie vendite. Secondo i loro comunicati sembrava fosse indispensabile acquistare un televisore con supporto alla tridimensionalità per poter godere appieno dei film compatibili, ma il 3D non ha mai preso piede perché di fatto non offriva un’esperienza così innovativa. È proprio per non prendere fregature di questo tipo che devi mantenerti informato: i trend del momento sono Smart TV, Ultra HD 4K, HDR, OLED e Quantum Dot, tutti molto più interessanti del 3D: ma cosa rappresentano questi nomi? Scopriamolo insieme qui di seguito.

 

Qual è la differenza tra una Smart TV e una TV tradizionale?

I primi si distinguono dai TV tradizionali per la connettività Internet e il supporto alle applicazioni, come quelle per YouTube, i social network e la visione di contenuti in streaming. Una Smart TV solitamente dispone di un sistema operativo avanzato, proprio come quello del tuo smartphone o del tuo computer e nella scelta di un modello bisogna sempre considerare che sistema operativo è installato visto che da questo dipende la lista di compatibilità del prodotto, sia con applicazioni di terze parti che con periferiche esterne.

 

Il sistema operativo ricopre un ruolo fondamentale nella quantità di applicazioni disponibili e nella semplicità d’uso del televisore. I sistemi operativi più diffusi sono: Tizen OS di Samsung (presente sui modelli più recenti del produttore  asiatico), WebOS di LG e Android TV, che vede in Sony e Philips alcuni dei suoi più importanti promotori e porta sui televisori tutte le app disponibili su smartphone e tablet.

 

Lato hardware bisogna porre particolare attenzione alla potenza del processore, dal quale dipende la velocità con cui il televisore esegue le varie app. Bisogna poi fare attenzione al supporto Wi-Fi: non tutti gli Smart TV sono in grado di connettersi alla rete di casa in modalità wireless, alcuni supportano solo la connessione via cavo (Ethernet) e necessitano di una chiavetta acquistabile separatamente per il collegamento Wi-Fi. Infine devi considerare che esistono dei dispositivi molto economici, come il Google Chromecast e i TV Box Android che, all’occorrenza, permettono di trasformare TV tradizionali in Smart TV.

 

I televisori di ultima generazione non sono tutti uguali, e anche nella fascia più alta di prodotti ci possono essere differenze sostanziali tra i modelli prodotti dalle varie società: ad esempio Sony ed LG stanno puntando soprattutto sull’OLED, che offre neri profondissimi e una grande gamma di colori, mentre Samsung preferisce puntare sulla più recente tecnologia Quantum Dot che garantisce una migliore fedeltà cromatica ma con un rapporto di contrasto inferiore rispetto agli OLED.

 

LCD, LED, OLED, plasma

La scelta tra TV al plasma, LCD, LED e OLED è più semplice di quanto si possa immaginare. La tecnologia al plasma è ormai superata, i televisori di questo tipo consumano troppa energia e scaldano in maniera eccessiva. Ti consiglio di evitarli (anche perché ormai in commercio se ne trovano pochissimi). Gli LCD e i LED sono fondamentalmente la stessa cosa: i televisori a LED sono degli LCD che utilizzano i LED anziché le lampade a fluorescenza per la retroilluminazione (fattore che ne riduce drasticamente i consumi energetici e li rende più sottili). Infine ci sono gli OLED, che sono ancora più efficienti dei LED in quanto a consumi, assicurano dei neri molto profondi perché i pixel possono essere individualmente spenti   all’occorrenza, ma attualmente risultano ancora piuttosto costosi. Morale della favola? Se vuoi il miglior rapporto qualità-prezzo orientati su un televisore a LED.

 

Quantum Dot

Alcune delle principali aziende produttrici di televisori stanno commercializzando dei televisori a LED definiti Quantum Dot. Tali televisori si basano su una nuova tecnologia di retroilluminazione che utilizza dei microcristalli per una resa più “precisa” dei colori. I microcristalli vengono illuminati con un raggio di luce blu e in questo modo riescono a riprodurre sullo schermo una gamma di colori più vasta di quella dei classici TV a LED. Va detto che al momento si tratta di una tecnologia riservata a pochi top di gamma, ma in futuro le cose potrebbero cambiare.

 

TV curvi

Alcune aziende stanno puntando forte sui televisori con display curvo. Ma servono davvero? Quali vantaggi hanno rispetto ai classici display piatti?

Beh, in linea di massima i TV curvi offrono un’esperienza più avvolgente per lo spettatore rispetto ai display piatti, fanno sembrare lo schermo più grande… ma hanno anche diverse controindicazioni. In primis per godere appieno di questo formato bisogna mettersi di fronte allo schermo, spostandosi di lato la visione risulta molto più limitata rispetto a quella dei display tradizionali.

 

Caratteristiche tecniche

Nella scelta di un televisore è indispensabile conoscere le definizioni delle caratteristiche tecniche per capire quale modello è migliore rispetto a un altro senza doverlo necessariamente provare. Qui di seguito ti offro delle nozioni fondamentali per orientarti nel tuo acquisto.

 

Risoluzione

La maggior parte dei TV in commercio hanno tre tipi di risoluzione: la HD Ready pari a 1280×720 pixel o 1366×768 pixel, la Full HD che equivale a 1920×1080 pixel e la Ultra HD (anche detta 4K) che equivale a 3840×2160 pixel.

Di recente sono arrivati sul mercato anche i televisori con risoluzione 8K (7680×4320 pixel), che utilizzano complessi algoritmi di intelligenza artificiale per convertire in 8K i segnali prodotti in Full HD o 4K. Per via della scarsità di contenuti nativi in 8K, tuttavia, al momento non mi sento di consigliarti questo tipo di TV a meno che tu non voglia il meglio del meglio a oggi in circolazione (e sia disposto a spendere una fortuna!).

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La constatazione più banale che si può fare in merito alla risoluzione è relativa al fatto che più ampia è la risoluzione e migliore è la qualità dell’immagine. Questo è innegabile, ma bisogna considerare anche il fatto che i televisori più avanzati, quelli con risoluzione 4K, sono un po’ più costosi rispetto ai Full HD. Vale la pena acquistarne uno? In effetti in questi ultimi anni i contenuti che consentono di godere appieno di questo formato sono parecchi, soprattutto su servizi di streaming online o sui servizi televisivi “premium” a pagamento. In sintesi possiamo dire che   l’acquisto di un TV 4K Ultra HD è consigliabile se abbinato a un abbonamento premium, ma attenzione: se usi un servizio online assicurati di avere una banda in download sufficiente per poter gestire il 4K (circa 30 Mbps costanti). Ti consiglio di scegliere un TV Ultra HD 4K anche se disponi di una console di ultima generazione (come la PS4 Pro) o vuoi comprarne una in futuro, dal momento che gli ultimi titoli sul mercato possono essere eseguiti anche alla risoluzione 3840×2160 pixel tipica del 4K. I TV HD Ready mi sento di sconsigliarli, ormai sono superati e non sono tanto più economici di quelli Full HD.

 

HDR

Alcuni televisori top di gamma supportano la tecnologia HDR (High Dynamic Range), la quale consente di avere su schermo tutte quelle sfumature di ombre, luci e colori che normalmente i televisori non riescono a farci vedere.

Per qualcuno si tratta di una delle più grandi innovazioni dopo l’introduzione dell’alta definizione, ma per il momento si paga cara. Allo stato attuale, infatti, a supportare l’HDR sono solo alcuni modelli di TV di fascia medio-alta o alta.

 

Supporto 3D

Il supporto al 3D consente di migliorare la profondità delle immagini riprodotte su schermo sfruttando varie tecnologie, con occhiali attivi e passivi che si differenziano per i metodi utilizzati. Si tratta di uno standard ormai quasi del tutto dimenticato dall’industria, quindi ti consiglio di basarti su altre caratteristiche durante la scelta del tuo nuovo televisore.

 

Numero di ingressi

Con il proliferare di decoder multimediali, media center, dongle HDMI (es. Chromecast) e console di gioco, è importante acquistare un televisore che abbia un buon numero di ingressi HDMI. Inoltre è bene sottolineare che alcuni dispositivi, come ad esempio i lettori Blu-Ray 4K, hanno bisogno di porte HDMI 2.0 (oltre che di un televisore UltraHD) per svolgere appieno il proprio lavoro.

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Altrettanto importante è il numero delle porte USB disponibili nel TV, le quali servono per collegare hard disk, chiavette USB e alimentare dispositivi come i dongle HDMI. Se hai intenzione di collegare un sintoamplificatore o un impianto audio esterno al televisore, potrebbe farti comodo anche la presenza di un’uscita audio ottica (oltre al consueto jack per le cuffie, ormai presente sulla totalità dei TV, e alle entrate HDMI).

 

Standard supportati

Nella scheda tecnica di un televisore ci sono anche delle sigle che indicano gli standard di trasmissione supportati dal dispositivo: DVB-T indica il supporto al digitale terrestre standard; DVB-T2 il supporto al digitale terrestre di nuova generazione (che sta pian piano sostituendo il DVB-T); DVB-S e DVB-S2 indicano i televisori dotati di sintonizzatore satellitare. Attenzione però: il supporto completo al digitale terrestre di nuova generazione è garantito solo dai televisori che oltre a essere compatibili con la tecnologia DVB-T2 supportano il code H.265/HEVC. Prima di scegliere il tuo prossimo televisore tieni in considerazione anche questo parametro.

 

Slot Common Interface Plus (CI+)

Lo Slot Common interface Plus (CI+) è lo slot in cui si installa la CAM per la lettura delle smart card (quindi per l’accesso ai servizi di pay TV digitale terrestre). È presente nella maggior parte dei televisori attualmente in commercio, ma potrebbe mancare su alcuni modelli più economici. Occhio!

 

Altre caratteristiche

Altre caratteristiche che ti consiglio di prendere in considerazione prima di acquistare un televisore sono le seguenti.

 

1) Refresh rate – è un valore che indica la frequenza di aggiornamento delle immagini su schermo. Può essere di 50Hz, 100Hz o 200Hz, ma alcuni produttori utilizzano cifre più alte (es. 400Hz, 800Hz o 1000Hz) per indicare l’adozione di tecnologie che elaborano l’immagine per renderla più fluida. Per il mercato USA gli standard adottati sono di 60Hz, 120Hz e 240Hz, quindi nelle schede tecniche di alcuni TV potresti incontrare tali valori al posto dei “nostri” 50Hz, 100Hz e 200Hz. Da sottolineare, inoltre, che alcuni produttori valutano le loro tecnologie di motion processing con valori differenti dagli Hz. Ad esempio LG utilizza i PMI e Samsung i PQI, quindi non è sempre possibile comparare direttamente i valori dei TV di due produttori diversi.

2) Consumo energetico i televisori rimangono accesi per parecchie ore al giorno. Acquistane uno di classe energetica alta se non vuoi pagare bollette salate. Le classi energetiche vanno dalla classe D (peggiore) alla classe A+++ (migliore).

3) Garanzia – alcuni televisori, se di importazione, potrebbero non avere la garanzia standard europea a cui siamo abituati. Controlla bene prima di perfezionare il tuo acquisto.

4) Supporto Miracast, Google Cast, AirPlay 2 e DLNA  – alcuni Smart TV sono dotati del supporto a diverse tecnologie che permettono di trasmettere contenuti audio/video al televisore in modalità wireless. Tra queste tecnologie, ti segnalo Miracast, integrata in molti PC Windows e dispositivi Android; Google Cast, che permette di sfruttare la tecnologia di Chromecast senza usare la chiavetta di Google; AirPlay 2 di Apple integrato in tutti i device della “mela morsicata”, e DLNA, compatibile un po’ con tutti i device ma più limitata rispetto alle altre, in quanto non consente la trasmissione diretta dello schermo, ma solo quella dei singoli contenuti.

5) Luminosità – il livello di luminosità massimo di un televisore viene indicato in Nit (cd/m2).

6) Contrasto – il rapporto di contrasto di un televisore indica il rapporto di luminosità di un’immagine bianca rispetto a un’immagine nera. Viene espresso utilizzando la formula “x:1”, dove la “x” rappresenta il grado di luminosità del bianco rispetto al nero.

7) Angolo di visione – si tratta della massima angolazione dalla quale è possibile visualizzare l’immagine su schermo senza distorsioni (quindi con colori e luminosità ottimali). Viene espresso utilizzando la formula “x:x”, dove al posto delle “x” c’è l’angolo di visione massimo.

 

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Immagini  in formato HDR

Ti riporto alcuni esempi che puoi vedere con i televisori di alta gamma

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