I blog di Alessioempoli

Data 10 febbraio 2017

MASSIMO D’ALEMA

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MASSIMO D’ALEMA

 

 

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“Un attimo che devo chiedere a Massimo…”

~ Pierluigi Bersani sulla linea politica del PD

“Francamente non riesco a capire perché un uomo della mia smisurata cultura e intelligenza suprema non sia amato da tutti. “

~ Massimo D’Alema sulla sua solitudine

 

“Walter Veltroni ha detto che è pronto a sacrificarsi per il bene della sinistra. Ci penso io. “

~ Massimo D’Alema

 

“D’Alema, di’ qualcosa di sinistra! “

~ Chiunque su Massimo D’Alema

Ma vada a farsi fottere! “

~ Massimo D’Alema dice qualcosa di sinistra su Alessandro Sallusti

 

Massimo D’Alema (Auckland, 1949) è un famoso velista italiano, esperto nell’arte di mantenersi saldo alla guida della sinistra dialogando sottobanco con i suoi avversari politici.

 

 

Biografia

 

Infanzia

 

Massimo D’Alema nasce ad Auckland nel 1949 dopo aver ordinato a sua madre di partorirlo.

Durante uno sciopero dei voli intercontinentali, viene mandato fin da subito in un Collegio dei Gesuiti per nasconderlo dall’attenzione dei mass media.

 

La sua infanzia fu molto solitaria, visto che i coetanei tendevano a non capire il suo genio onnicomprensivo, perciò il suo unico amico era Henry Kissinger, che gli insegnò l’arte della vela e dell’arrangiarsi.

 

Appena diplomato al Liceo I. Stalin di Vimodrone, viene raccomandato per il ruolo di primo lavapiatti aggiunto presso la mensa aziendale del Priorato di Sion dove incontra l’amico e futuro mentore Pino Eichmann che lo avvierà al comunismo, allo stalinismo e all’onanismo. Grande appassionato di enigmistica, si iscrive nel 1955 alle Paraolimpiadi della matematica classificandosi quattordicesimo, ex aequo con uno gnu che sapeva contare fino a dodici. “Senza esagerare sono il migliore” – commenterà a caldo.

 

Nel 1956 gli crescono i baffi, e poiché dopo averli tagliati questi ricrebbero, decise di lasciar perdere e tenerseli. Sull’argomento ha anche scritto il saggio “Tempo perso”, Bologna, Zanichelli, 1956.

Nel 1960, in seguito ai suoi successi nel campo della vela, fu eletto Presidente della Nuova Zelanda che fino ad allora non ne aveva mai avuto uno. Nel 1962 risolse la crisi dei missili di Cuba, disponendo che venisse piantato un albero maestro alto 70 km nel centro dell’isola in modo da renderla una gigantesca barca a vela, così da poterla lui stesso spostare nelle acque territoriali russe. Per questo vinse il Premio No-bel per la pace.

 

Decise di aderire al Partito Comunista Italiano quando, ad una festa di compleanno, rimase traumatizzato dalle grida di Speedy Gonzales: Oriana Fallaci, sua fidanzata per il biennio 1965-1967, vittima dello stesso evento, iniziò ad odiare i messicani.

 

 

L’impegno politico

 

Nei primi anni ’70 si iscrive all’Anormale di Pisa, dove si laurea in Tutto, con una tesi su Tutto nel settembre del 1974, pochi giorni dopo aver fregato la fidanzata a Fabio Mussi.

 

In seguito Massimo d’Alema si trasferisce definitivamente in Italia, attirato dal clima mite ma, soprattutto, dalla inferiorità della gente che si prestava maggiormente a essere disprezzata.

 

Alla fine degli anni ’80 suo padre Super Mario decise che era ormai giunto il momento di lanciare il figlio in politica. Così lanciarono sul mercato il Nintendo DS, che in breve tempo conquistò prima i bambini e poi i genitori. Nel 1996 finalmente vince le elezioni grazie all’alleanza con Romano Prodi, ma subito dopo la vittoria D’Alema viene estromesso dal potere. Da Prodi. E abbiamo detto tutto.

 

Il primo colpo di Stato (1998-2000)

 

Dopo due anni di esilio in cui aveva vinto quasi tutte le edizioni della Coppa America, i tempi erano maturi e nel 1998 D’Alema organizza un colpo di Stato contro Romano Prodi: aiutato da Jack Sparrow e Capitan Uncino, comanda l’arrembaggio del traghetto con cui Prodi si stava recando in Sardegna per far visita a Cossiga e lo costringe ad abdicare in suo favore. Nel periodo successivo la trascinante simpatia e la congenita modestia gli permettono di governare per ben 1,5 anni prima di essere spodestato da un altro colpo di Stato, questa volta organizzato da Joe d’Amato.

 

 

La vendetta

 

Ma D’Alema non si diede per vinto e, dopo aver vinto un’ulteriore Coppa America, nel 2001 decide di far vincere le elezioni a Berlusconi con uno stratagemma diabolico nella sua semplicità: vincere una Coppa America, proporre come candidato la persona con meno possibilità di vincere le elezioni della storia, cioè Francesco Rutelli, un uomo la cui unica capacità nonché sogno nella vita è di fare bene l’imitazione di Alberto Sordi, e infine presentarsi all’elettorato come l‘uomo della Provvidenza.

 

Allo scopo di perdere ulteriormente voti durante la campagna elettorale si affissero cartelloni elettorali concordati con Berlusconi per privare la sinistra di qualsiasi credibilità.

 

In questo modo D’Alema poteva finalmente dimostrare come nessuno fosse al suo livello e che solo lui avrebbe potuto riportare il centro-sinistra alla vittoria

 

 

Il secondo colpo di stato (2006-2008)

 

Così, dopo che Rutelli perse con ignominia le elezioni anche a causa dell’infelice trovata (suggeritagli dallo stesso D’Alema) di andare da Bruno Vespa la sera prima del voto a fare l’imitazione di Gigi Sabani, Massimo D’Alema procedette alla seconda fase del piano, ovvero vincere altre due Coppe America e poi ricandidarsi alle prossime elezioni con un potere incontrastato.

Forte di questi risultati sportivi conseguiti nel quinquennio berlusconiano, alle elezioni del 2006 organizzò vasti brogli elettorali per assicurare al centro-sinistra la vittoria.

Ovviamente fu lui il capo supremo del regime comunista italiano del Biennio Rosso 2006-2008: quello che vedevamo in televisione non era Prodi bensì un pupazzo progettato da Carlo Rambaldi sul modello del Gabibbo, al cui interno era nascosto D’Alema.

Il vero Prodi dal 1998 è rinchiuso in balia della maledizione Imperius all’Isola di Sant’Elena, sorvegliato a vista dall’Olandese Sfrigolante.

 

 

Ultimi anni

 

Dopo la caduta del Governo Luxuria, la maggior parte delle funzioni vitali di D’Alema si sono svolte a bordo della sua barca a vela “Ikarus”.

Attualmente D’Alema è impegnato a fondo nella Coppa America di Barcellona, nel tentativo di guadagnarsi una vasta legittimazione per le prossime primarie del Partito Democratico.

 

 

2016

 

Dopo essere stato rottamato da Matteo Renzi essersi ritirato dalla vita politica attiva per concentrarsi su ricerche socio-politico-economiche di importanza ben maggiore D’Alema decide di tornare in campo per il bene della democrazia, della Costituzione e del Partito Democratico mettendo la sua verve al servizio dell’Anti-Renzismo. Per D’Alema, infatti, Renzi sta portando la sinistra e il Paese allo sfascio, dopo aver fatto una serie di cose che lui non avrebbe fatto mai, tipo:

– accordarsi con Berlusconi,

– governare con una maggioranza raccogliticcia,

– imporre il proprio modo di pensare sul resto del partito e

– andare in vacanza coi soldi nostri

 

Per tale motivo si è ora creata una fazione pro-D’Alema, all’interno del Partito Democratico, che era già così privo di correnti. Perché, sì sa, gli italiani smaniano di rivedere Er Massimo a capo della sinistra.

 

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– D’Alema si nutre principalmente di leader di sinistra.

– Qualche anno fa la barca è stata dichiarata inadeguata al galleggiamento da parte della Capitaneria di Porto, per il trasporto di tutto l’ego del proprietario.

– D’Alema è convinto che la Molotov sia una motocicletta di fabbricazione sovietica.

– Doveva interpretare Luca Nervi in Camera Café, ma venne subito scartato dagli autori perché ritenuto poco credibile (visti i suoi trascorsi) ad interpretare il ruolo di una persona così tanto impegnata politicamente rispetto a lui.

– Se vi rivolge la parola è perché vi disprezza, se non vi rivolge mai la parola significa che non vi ritiene degni di essere disprezzati.

– Di notte esce dagli armadi per spaventare i bambini, per poi incolpare il povero Babau. Da giovane era solito rapire i bambini e portarli in qualche sezione del PCI per mangiarli insieme agli altri alieni comunisti.

– Gli amici lo chiamano “Baffino“, ma D’Alema non ha amici, quindi nessuno lo chiama “Baffino”.

– D’Alema tiene i baffi dall’età di 2 anni come tributo a Stalin.

– D’Alema è il più grande equilibrista del mondo con baffi.

– I baffi di D’Alema sono gelosamente custoditi nei laboratori Swiffer per le note proprietà auto-rigenerative perpetue di questi.

– D’Alema è stato premiato come politico più intelligente del ventunesimo secolo. Il premio gli è stato consegnato con oltre 90 anni di anticipo per aver voluto avvisare il suo amico Giovanni Consorte che era indagato e che quindi il suo telefono era sotto intercettazioni. Telefonandogli.

– D’Alema è sempre riuscito a rimanere al potere grazie a tutti gli inciuci stile Democrazia Cristiana, che con grande foga criticava quando fingeva di essere un sessantottino.

– Pochi sanno che D’Alema si considera un fascista di sinistra.

 

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11 Risposte a “MASSIMO D’ALEMA”

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