I blog di Alessioempoli

Data 12 aprile 2016

IL DOLORE

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                 IL DOLORE

 

 

Il sintomo dolore è la risultante di due componenti:

 

1) componente neurologica

 

si attua attraverso un circuito a tre neuroni che veicola gli impulsi algogeni dalla periferia alle vie spino-talamiche e da qui alla corteccia.

 

2) componente psichica

 

la componente psichica è responsabile della valutazione critica dell’impulso algogeno,di cui discrimina l’intensità,la qualità,il punto di provenienza.

 

 

LA VIA DEL DOLORE

 

1-240 k

 

 

La via del dolore è formata da tre neuroni:

 

1) PRIMO NEURONE neurone sensitivo primario

 

si estende dalla periferia al corno posteriore della sostanza grigia del midollo spinale,da qui parte il

 

2) SECONDO NEURONE

 

che giunge fino al Talamo attraverso il tratto spinotalamico laterale

 

3) TERZO NEURONE

 

sale dal Talamo alla corteccia sensoriale cerebrale

 

 

 

TIPI DI DOLORE

 

 

1) Dolore somatico

 

Il dolore somatico viene così definito perchè gli impulsi che lo suscitano sono veicolati dai nervi somatici.

Esempi di dolre somatico:

 

– cefalea

– artralgie

– dolore frenico

– dolore pleurico

– dolore peritoneale

 

Gli stimoli che possono evocare questo tipo di dolore sono:

 

– pressione

– trazione

– taglio

– frizione

– puntura

– ustione

– variazione di pH

– azione di enzimi

– necrosi

 

 

2) Dolore viscerale

 

gli impulsi originati nelle strutture viscerali sono veicolati da fibre che decorrono sia nei nervi parasimpatici che in quelli simpatici.

In linea generale può essere prospettato il seguente schema riassuntivo,da cui appare che le afferenze algiche provenienti da strutture situate tra le linee TORACICHE e PELVICHE decorrono nei nervi simpatici e quelle situate a monte ed a valle di tali linee,decorrono nei nervi parasimpatici.

 

Gli stimoli che hanno attitudine ad evocare un dolore viscerale sono:

 

– distensione improvvisa del viscere

– spasmi

– contrazioni

– irritanti chimici

– iperemia

– edema

 

2-284 K

 

MECCANISMO

 

3-88 K

 

 

PATOGENESI DEL DOLORE RIFERITO

 

4-364 K

5-60 K

 

6-141 K

 

7-168 K

 

 

 

LA CEFALEA

 

 

1) teoria meccanica vascolare

 

la cefalea sarebbe dovuta ad una stimolazione delle terminazioni nervose delle numerose strutture del cranio sensibili a stimoli dolorosi

 

2) teoria biochimica umorale

 

secondo cui la cefalea sarebbe espressione di una carenza centrale genetica di monoamine (5-idrossitriptamina o serotonina) A causa di tale carenza,esisterebbe una ipersensibilità recettoriale periferica e centrale ai mediatori dell’impulso intersinaptico e neurovascolare.

 

3) strutture algosensibili del cranio

 

Strutture extracraniche

 

– periostio

– tutti i tessuti che rivestono il cranio

– vasi arteriosi

 

Strutture intracraniche

 

– arterie

– grandi seni venosi

– parte della dura madre della base

– parte della pia madre e dell’aracnoide

– i nervi che recano fibre afferenti dolorifiche  (V, VII, IX e X nervo cranico)

 

Sembra che anche i ventricoli  cerebrali possano provocare cefalea in seguito alla distensione.

 

4) vie di conduzione del dolore cefalico

 

8-360 K

La via di conduzione delle cefalee segue le fibre afferenti del TRIGEMINO,dal ganglio di Gasser al Talamo.

 

 

5) aree di proiezione del dolore da stimolazione delle strutture intracraniche

 

9-456 K

 

1 – 8          =  dura madre (pavimento della fossa cranica ant.)

9 e 17       =  arteria meningea media

10 -12       =  dura madre (pavimento fossa posteriore)

13              =  seno trasverso (parete inferiore)

14              =  torcular Herophili (parete superiore)

15              =  seno trasverso (parete superiore) e tentorio cerebellare (superficie superiore)

16              =  vene cerebrali inferiori

 

 

6) meccanismi della cefalea intracranica

 

I principali sono 6:

 

trazione e spostamento dei grandi seni venosi e dei grandi affluenti venosi provenienti dalla superficie del cervello

trazione sull’arteria meningea media

trazione sulle grandi arterie della base cerebrale e sui loro rami principali

distensione e dilatazione delle strutture arteriose intracraniche

infiammazione all’interno od attorno ad ogni struttura algosensibile del cranio

pressione diretta esercitata da un processo intracranico occupante spazio,sui nervi cranici e cervicali contenenti fibre algo-afferenti (V – VII – IX – X nervi cranici: II – III nervo cervicale)

 

 

7) classificazione delle cefalee

 

Essenziali

 

– Emicrania

– cefalea a grappolo o istaminica di Horton

– cefalea congestizia cronica o infiammatoria

– cefalea muscolo-tensiva

 

Secondarie o sintomatiche

 

da processi occupanti spazio

– da modificazioni pressorie del liquor

– da alterazioni meningee

– da lesioni oculari

– da lesioni nasali

– da orecchie e denti

– post-traumatiche- nevralgia dei nervi cranici

– da contrazione muscolare psicogena

– da ipertensione

– arterite temporale di Horton

– stati acuti infettivi e tossici

– farmaci

– esposizione al calore,al sole

– fattori ambientali

– emozioni

– mestruazioni ecc.

 

 

EMICRANIA

 

– è una cefalea accessionale che colpisce il 2-5% della popolazione.

– probabilmente è costituita da  una malattia metabolica ad impronta costituzionale,il cui disturbo interessa i mediatori neurovascolari quali la noradrenalina ,la serotonina e la bradichinina.

Questa perturbazione metabolica è caratterizzata da un andamento ondulante e l’acme della fluttuazione sembra corrispondere all’attacco acuto di emicrania.

 

Attacco acuto

 

è rappresentato da:

 

– turgore dell’arteria temporale

– congestione congiuntivale

– congestione nasale

– vomito

ipercinesie viscerali

ipersonnia

scotomi (disturbi visivi)

iperosmie (esagerata sensibilità dell’olfatto)

cacosmie (sensazione di cattivi odori)

parestesie (alterazione della sensibilità)

ptosi (tendenza alla chiusura dell’occhio)

diplopia (visione doppia)

 

 

Abitualmente l’attacco emicranico viene suddiviso in 3 fasi:

 

1) I fase: prodromica o di vasocostrizione

 

– è breve e dura da pochi minuti a mezz’ora

– è caratterizzata da da vari tipi di aure ( scotomi scintillanti,emianopsie ecc.) ma anche di altro genere ( emiparesi transitorie, afasie ecc.) indotte da vasospasmo con ischemia corticocerebrale.

 

2) II fase:  cefalgica,di vasodilatazione delle arterie epicraniche

 

dolore pulsante unilaterale ma talora diffuso all’altro lato

 

3) III fase:  edematosa

 

– il dolore da pulsante diventa continuo 

– l’edema perivascolare deriva dalla trasudazione plasmatica che segue alla vasodilatazione 

– può durare qualche giorno, a questa fase possono essere collegate le manifestazioni della cosiddetta:

emicrania oftalmoplegica con paresi dei muscoli oculari interni ed esterni,da compressione del III, IV, VI nervo cranico ad opera delle pareti edematose delle arterie intracraniche e dell’edema peri-arterioso ed orbitale.

 

Test farmacologici

 

  1. a) Test di induzione o provocativi (cioè che scatenano una crisi)

 

– eseguiti negli intervalli liberi

trinitrina per via sublinguale

reserpina per via i.m. o e.v.

 

  1. b) Test di estinzione o di interruzione

 

– eseguiti durante la crisi

ergotamina tartrato e.v lenta

indometacina e.v. o i.m.

 

 

 

CEFALEA A GRAPPOLO  o  ISTAMINICA  o di HORTON

 

– è una forma rara di cefalea

– predilige il sesso maschile

– è una cefalea orbitale e periorbitale parossistica notturna

– si manifesta spesso a crisi ravvicinate separate da lunghi periodi di intervallo

– arrossamento del volto (eritromegalia della faccia)

– rinorrea

– otturamento della narice omolaterale

– lacrimazione

– dolore unilaterale,violento o anche pulsante

– inizio rapido

– breve dutata (20-60 minuti)

– rapida scomparsa

– arterie della tempia interessata sono rigonfie e dolenti,ma non obbligatoriamente

– la palpazione della carotide al colo può evocare dolore (carotidodinia)

 

 

Test farmacologici

 

  1. a) Test di induzione

 

istamina  e.v. rapida

 

  1. b) Test di estinzione

 

ergotamina tartrato e.v.

 

 

 

 

CEFALEA MUSCOLO – TENSIVA

 

– esiste un senso di tensione dolorosa dei muscoli del collo che si trovano in contrattura di difesa,allo scopo di evitare i movimenti del capo.

– spesso la palpazione della muscolatura che si inserisce sui processi trasversi di C1 – C5 – C6 è dolorosa

 

 

 

CEFALEE SECONDARIE  o  SINTOMATICHE

 

 a) cefalee da processi occupanti spazio

10-368 K

 

 

b) cefalea da modificazioni pressorie liquorali

 

– da puntura lombare

 

c) cefalea da alterazioni meningee

 

– ematomi sottodurale

– aneurismi

– emorragie subaracnoidee

– meningiti

 

d) cefalea da lesioni extracraniche

 

– da cause oculari: glaucoma ad angolo acuto, uveite, cheratite, tensione dei muscoli intraoculari, extraoculari e facciali

– da cause nasali o dei seni paranasali : infiammazione dei turbinati,dei dotti nasofrontali

– malattie dell’orecchio

– malattie dei denti

 

11-344 K

 

 

e) cefalea di tipo nevralgico : nevralgie dei nervi cranici

 

nevralgia del trigemino

 

dolore a mascellare ,mandibolare

 

nevralgia glossofaringea

 

dolore a orecchio profondo,

regione tonsillare,

faringe,

 radice della lingua,

porzione superiore del laringe,

 

nevralgia del nervo intermedio, del laringeo superiore, del plesso timpanico

 

 

f) cefalee secondarie mediche

 

– cefalea da contrazione muscolare psicogena

– cefalea da contrazione muscolare dovuta a

spondilosi,

 spondiliti cervicali,

 protrusioni dei dischi intervertebrali cervicali,

 miositi virali (Coxackie B)

 

– cefalea degli ipertesi

– cefalea da arterite (arterite temporale di Horton)

cefalea urente con accentuazioni notturne

arterie temporali dure,ispessite,non pulsanti con cute arrossata

predilige gli anziani

oftalmoplegia e cecità possibili

 

– cefalea da disordini vasomotori

– cefalee da disordini vasomotori

infezioni

intossicazioni

stati ipoglicemici

alcoo

stati ipercapnici

ipossie

farmaci (nitroglicerina, trinitrina e nitriti

colpi di sole

emozioni

ritenzione idro-salina (mestruazioni)

 

 

                      DOLORE  TORACICO

 

 

12-264 K

 

NERVI INTERESSATI

 

– Nervi intercostali T1 – T12

– Nervi frenici C3 – C5

– gangli toracici superiori (T1 – T4)

– ganglio stellato e cervicale superiore

 

13-166 K

 

 

DOLORE FRENICO

 

Il dolore frenico viene così definito perchè gli impulsi algogeni sono veicolati dai nervi frenici di destra e di sinistra.

Gli impulsi derivano dalle seguenti formazioni:

 

– capsula glissoniana del fegato

– legamenti epatici

– porzione centraledel diaframma

– pericardio

 

14-182 K

 

15-152 K

16-108 K

 

 

DOLORE  PLEURICO

 

– Nervi intercostali  T1 – T11

– Nervi frenici

– Nervi intercostali  T7 – T12

 

 

DOLORE TORACICO VISCERALE

 

– angina

– infarto miocardico

– pericardite

– aortopatie (es. aneurisma dissecante)

– embolia polmonare

– esofagodinie

 

 

DOLORE TORACICO SOMATICO

 

– Nevralgie intercostali – Herpes

– pleurodinie

– osteo-condro-costalgie  (s.di Tietze, X o IX costa fluttuante, discopatie, spondilartrosi )

dolore diaframmatico

diaframmite

rottura muscolare

pleuro-peritoniti

aria nel colon

mediastiniti

 

 

PRECORDIALGIE

 

– cardiopatia ischemica

– angina pectoris

– insufficienza coronarica acuta (sindrome intermedia)

– infarto miocardico

– pericardite acuta

– aneurisma dell’aorta

– aortite luetica

– tumori polmonari e mediastinici

– pleurite

– pneumotorace spontaneo

– enfisema mediastinico

– macroadenopatie mediastiniche

– embolia polmonare acuta

– ipertensione polmonare

– spasmo esofageo

– diverticolo esofageo

– carcinoma esofago

– ulcera peptica dell’esofago

– cervicoartrosi disco-somatica

– spondilite

– neoplasie

– sindrome costo-condro sternaledi Tietze

– sindrome del muscolo pettorale

– sindrome della costa cervicale

– sindrome dello scaleno anteriore

– nevralgie intercostali

– Herpes zoster

– xifoidalgie

– sindrome di Prinzmetal-Massumi

– sindrome spalla-mano

– aerofagia

– ernia diaframmatica

– ulcera gastrica

– pilorospasmo

– colocistopatie

– disturbi delle vie biliari

– pancreatite

– tumori pancreatici

– infarto splenico

– sindrome della fessura splenica

– stati ansiosi

– neurosi cardiaca

– sindrome da iperventilazione

 

 

DOLORE CARDIACO

 

17-286 k

 

18-219 K

 

 

E’ importante sottolineare che al livello 6 (radici posteriori) giungono anche le informazioni afferenti delle strutture somatiche che nel corso dello sviluppo condividono lo stesso segmento embrionale o dermatoma.

 

Per questo motivo il dolore cardiaco può essere riferito all’arto superiore,solitamente sinistro.

 

Così il cervello che recepisce l’informazione proveniente da 1 (cuore),la “rimbalza” a 10,cioè si ha un’irradiazione  verso la regione pettorale sinistra  (dermatomeri T1, T2, T3, T4) ed il lato ulnare dell’arto superiore sinistro (dermatomeri  T1 e C8).

 

 

Gli impulsi dolorifici del cuore percorrono le seguenti vie:

 

nervi cardiaci simpatici superiore, medio, inferiore

– nervi cardiaci toracici

– ganglio cervicale superiore e nervo cardiaco superiore (non abituali)

– ganglio cervicale medio

– ganglio cervicale inferiore

– rami comunicanti

– nervi spinali

– radici posteriori  (1° neurone)

2° neurone

– tratto spino-talamico

– talamo

3° neurone

– cervello

 

19-56 K

 

20-133 K

 

21-119 K

 

 

Oltre al dolore irradiato visto,esiste anche il dolore viscerale avvertito profondamente in sede precordiale,più spesso retrosternale.

 

Questo dolore viene descritto in vari modi:

 

compressione come da schiacciamento   44%

costrittivo,oppressivo  29%

soffocante    18%

acuto,penetrante, a colpo di coltello   11%

atroce, angoscioso    11%

torturante  7%

urente   5%

 

Sono anche descritti infarti senza dolore,probabilmente in virtù di un’alta soglia al dolore,o di una anestesia locale con danno progressivo delle terminazioni algogene distrettuali cardiache.

 

22-145 K

 

 

                         

                     DOLORE  ADDOMINALE

 

 

23-288 K

 

 

A) DOLORE VISCERALE

 

1) RECETTORI

 

– I nervi viscerali a livello degli organi sono privi di organuli di senso specializzati.

– nell’intestino le terminazioni libere di queste fibre formano i Plessi di Meissner ed Auerbach.

– queste terminazioni recepiscono solo stimoli dolorosi di due tipi:

lo spasmo

e la distensione

non sono sensibili invece ad altri stimoli dolorosi come: taglio, puntura, sfregamento, bruciatura, variazioni di pH, azione di enzimi.

– quindi questo dolore è percepito come “colica”.

 

24-388 K

 

 

 

2 ) PLESSI

 

25-496 K

 

– Plesso celiaco

 

Alcuni plessi sussidiari ad esso e con esso contigui,sono i plessi:

gastrico sinistro

epatico

splenico

surrenale

renale

pancreatico

duodenale

mesenterico superiore

aortico

spermatico

mesenterico inferiore

 

– Plessi pelvici

 

plessi  vescicali

prostatico

cavernoso

emorroidario medio

uterovaginale

 

 

 

3) I GANGLI

 

I più importanti sono:

 

– gangli celiaci superiori

– gangli dell’arteria renale

– ganglio mesenterico superiore

– ganglio mesenterico inferiore

 

 

4) I TRONCHI NERVOSI

 

I tronchi nervosi della via del dolore dell’addome superiore sono i :

nervi splancnici ed i

due nervi vaghi

 

Nervi splancnici

 

sono:

 

grande splancnico

 

raccoglie le fibre afferenti da:

stomaco

duodeno

piccolo intestino

colecisti, vie biliari

pancreas

 

– medio splancnico

 

raccoglie le fibre afferenti da:

duodeno

tenue

colon ascendente e trasverso

appendice

rene

 

– piccolo splancnico

 

raccoglie le fibre afferenti da:

 

rene

colon ascendentee trasverso

tenue

tratto terminale dell’uretere

 

 

Nervi vaghi

 

raccolgono  fibre da:

stomaco,faccia posteriore

stomaco,faccia anteriore

tenue

appendice

cieco

colon ascendente e trasverso

 

26-200 K

 

27-252 K

 

5) CARATTERISTICHE DEL DOLORE VISCERALE

 

– è un dolore sordo e ottuso

– localizzazione profonda,mal determinabile

continuo per gli organi parenchinali

a crisi per gli organi cavi (spasmo o colica)

– spesso associato a:

nausea,

vomito,

 vertigine,

 sudorazione,

stato ansioso

tachicardia

aumento dello scotoma centrale della retina

ipotensione

ipertensione (a volte)

 

 

B) DOLORE SOMATICO

 

1) TERMINAZIONI NERVOSE

 

I nervi afferenti somatici  terminano nelle strutture che innervano , con:

fibre nude

corpuscoli di senso di Pacini, di Ruffini, di Meissner

 

Questi organuli sono sensibili a:

pressione

trazione

taglio

frizione

puntura

bruciature

variazioni di pH

azione di enzimi

necrosi

 

28-164 K

 

Corpuscoli di Pacini

 

29-70 K

 

30-91 K

 

 

Corpuscoli dui Ruffini

 

31-52 K

 

32-117 K

 

 

Corpuscoli di Meissner

 

33-63 K

 

34-88 K

 

 

2) TRONCHI NERVOSI

 

I tronchi nervosi che conducono la sensibilità somatica sono i:

Nervi spinale

Nervi frenici

 

Nervi spinali

 

– l’assone periferico si spinge fino al

 

peritoneo parietale

mesentere

piccolo omento

mesocolon

 

Nervi frenici

 

destro

 

riceve fibre da:

parte centrale del peritoneo diaframmatico destro,cioè la sua cupola

parte epatica del legamento sospensoredel fegato

piccolo omento

legamento epato-duodenale

 

sinistro

 

riceve fibre da:

parte centrale della cupola dell’emidiaframma  corrispondente

 

35-154 K

 

3) CARATTERISTICHE DEL DOLORE SOMATICO

 

– trafittivo

– localizzazione assai buona

prolungato nel tempo

– si accentua alla palpazione,con la tosse,la corsa,il cambiamento di decubito

– spesso associato a tensione della muscolatura attorno alla zona algogena  (difesa muscolare)

 

 

4) DOLORE RIFERITO

 

Un dolore dipendente da una lesione di un viscere a sede endoaddominale profonda,può essere riferito” dal paziente anche in un punto della superficie corporea lontano dalla sede della lesione algogena.

 

Per la spiegazione vi sono 3 teorie:

 

– teoria metamerica

– teoria della convergenza

– teoria della facilitazione

(già esposte precedentemente).

 

36-238 k

 

 

5) SEDI DEL DOLORE

 

 sede Epigastrica  (A)

 

– ernia iatale

– distensione dello stomaco da aerofagia

– gastrite

– duodenite

– ulcera gastrica non penetrante

– ulcera duodenale non penetrante

– compressione sulla colecisti,duodeno e stomaco operata dal meteorismo delle anse intestinali

– colecistite

– incuneamento del calcolo nel cistico

– spasmi della colecisti

– pancreatite

– appendicite

 

 

 sede Mesogastrica  (B)

 

– infiammazione del tenue

– meteorismo del tenue

– infiammazione della valvola ileocecale

– appendicite (fase iniziale)

– pancreatite

 

 sede Ipogastrica  (C)

 

– affezioni del colon ascendente, trasverso, discendente e pelvico

– affezioni del sigma e del retto

– affezioni della vescica

– affezioni dell’utero e delle ovaie

 

37-172 K

 

 

DOLORE ESOFAGEO

 

38-177 k

 

Innervazione

 

– parasimpatica

– simpatica

– nervi vaghi

– nervi ricorrenti laringei

– plesso esofageo

– tronco vagale anteriore e e posteriore

– ganglio cervicale superiore e medio

– ganglio stellato

– nervi grandi splancnici

– medio e piccolo splancnico

 

 

ERNIA DELLO IATO ESOFAGEO

 

1° tipo:  ernia da scivolamento

2° tipo:  ernia paraesofagea

3° tipo:  esofago corto

4° tipo:  forma mista

 

Innervazione

 

(vedi esofago e stomaco)

 

39-164 K

 

 

DOLORE PANCREATICO

 

40-180 K

– Il dolre viene avvertito in zona periombelicale ed epigastrica

posteriormente si estende “a sbarra” nel terzo inferiore del torace

 

41-179 K

42-84 K

 

Innervazione

 

– splancnico superiore destro

– grande splancnico sinistro

 

 

 

COLECISTI E VIE BILIARI

 

Innervazione

 

– grande nervo splancnico destro

– nervo frenico destro

– nervi intercostali

– plesso epatico posteriore

– vago destro

– plesso celiaco

– ganglio celiaco destro

– plesso epatico anteriore

– vago sinistro

– ganglio celiaco sinistro

– grande nervo splancnico sinistro

 

43-173 K

44-84 K

45-108 K

 

46-171 K

47-92 K

 

 

DOLORE RENALE E PIELO-URETERALE

 

Innervazione

 

– plesso dell’arteria renale

– ganglio para-aortico dell’arteria renale

– medio e piccolo splancnico

– splancnico lombare

– gangli aortico-renali

– ganglio celiaco

– ganglio mesenterico superiore

 

48-246 K

49-151 K

 

 

50-200 K

 

 

DOLORE  REUMATICO

 

 

1) Sindromi radicolari

 

(A) –  Le RADICI DEI NERVI  fuoriescono attraverso il foro intervertebrale a contatto non immediato con il disco intervertebrale

 

(B) – se la vertebra superiore scivola su quella inferiore,può restringere il foro intervertebrale

 

(C) – un’ernia del disco può comprimere la radice

 

(D) – la radice nervosa può anche essere compressa da processi osteofitici

 

Oltre che la compressione diretta delle radici nervose da ernia del disco o da osteofiti, anche la stasi nel plesso venoso e l’edema possono favorire l’instaurarsi di sindromi radicolari per compressione delle radici nei fori intervertebrali.

 

51-180 K

 

 

Sindrome della sesta radice cervicale  (C6)

 

52-284 K

 

Sindrome della settima radice cervicale  (C7)

 

53-268 K

 

Sindrome della ottava radice cervicale  (C8)

 

54-251 K

 

Sindrome dello scaleno anteriore  (C8 – T1)

 

55-315 K

 

 

Sindrome della quarta radice lombare  (L4)

 

56-241 K

 

Sindrome della quinta radice lombare  (L5)

 

57-263 K

 

Sindrome della prima radice sacrale  (S1)

 

58-259 K

 

Sindrome della seconda radice sacrale  (S2)

 

59-291 K

 

 

                                     

                                     DOLORE  ADDOMINALE

 

 

Quadranti e regioni addominali

 

60-138K

 

61-147 K

 

 

 

A) – Dolori dell’addome superiore destro

 

Fegato

 

– stasi

– ascesso epatico

– ascesso sottoepatico

– colangite

– fase iniziale dell’epatite

– periepatite, fase acuta

 

Colecisti

 

– distonia

– miomatosi

– colesterolosi

– empiema

– calcolosi

– ascesso paracolecistico

 

Dotto cistico

 

– cisticite

– calcolosi del cistico

 

Dotto coledoco

 

– distonia dello sfintere

– coledocite

– calcolosi del coledoco

 

Colon

 

– distonia

– coliti

– tumori della flessura epatica e del colon ascendente

 

Appendice

 

– appendicite acuta e cronica

 

Rene

 

– tumore

– infarto

– calcolo

 

Bacinetto renale

 

– idronefrosi

– pielite

– calcolosi

 

Tronchi nervosi  (D12 e L1)

 

– neurite

– herpes zoster

 

Pleura diaframmatica destra

 

– pleurite basilare dello sfondato pleurico  (ma non della cupola diaframmatica)

 

62-195 K

 

63-157 K

 

64-490 K

 

 

 

 

B) – Dolore Epi- e Mesogastrico

 

 

Cuore

 

– angina pectoris

– infarto miocardico inferiore o diaframmatico

– pericardite

– pleuropericardite

 

Stomaco

 

– ernia iatale

– gastrite

– ulcera

– carcinoma

 

Duodeno

 

– duodenite

– ulcera duodenale bulbare

– ulcera post-bulbare

–  diverticolite

 

Pancreas

 

– pancreatite acuta e cronica della testa e del corpo

– carcinoma

– calcolosi

 

Intestino

 

– appendicite cronica e fase iniziale della acuta

 

Vasi addominali

 

– embolie

– aneurismi

– periarterite nodosa

– “claudicatio intermittens addominale” (s. di Ortner)

– trombosi delle vv.mesenteriche

– trombosi della vena porta

 

Polmoni

 

– pleuriti mediastinico-basilari

 

Rene

 

– idronefrosi

– tumore

 

65-132 K

 

66-173 K

 

67-137 K

 

68-428 k

 

C) – Dolori dell’addome superiore sinistro

 

Cuore

 

– angina pectoris

– infarto miocardico

– pericardite

 

Stomaco

 

– ulcera

– carcinoma

 

Intestino

 

– colite

– colopatia della flessura lienale e dell’ultimo tratto del colon trasverso

– carcinoma della flessura lienale e dell’ultimo tratto del colon trasverso

 

Pancreas

 

– pancreatite

– necrosi

– calcolosi

– carcinoma

(del corpo e della coda)

 

Rene

 

– calcolosi

– infarto renale

– tumore

 

Bacinetto renale

 

– idronefrosi

– pielite

– calcolosi

 

Polmone

 

– pleurite sinistra

 

Milza

 

– splenomegalie

– infarto splenico

– perisplenite nella fase iniziale

 

69-78 K

 

70-121 K

 

71-98 K

 

D) – Dolori dell’addome inferiore destro

 

Intestino

 

– appendicite

– ernia

– ileite terminale

– enterite regionale

– malattie infettive intestinali (tifo, dissenteria)

– carcinoma del cieco

 

Apparato urogenitale

 

– calcolosi renale

– calcolosi ureterale

– affezioni delle vescichette seminali destre

 

Nella donna

 

– annessite

– cisti ovarica

– gravidanza tubarica

– carcinoma uterino

– mioma

 

73-84 k

 

74-90 K

 

75-342 K

 

E) – Dolori dell’addome inferiore sinistro

 

Intestino

 

– ernia

– colopatia muco-mambranosa

– colite

– diverticolite

– dissenteria

– carcinoma del sigma

– colon irritabile

 

Apparato urogenitale

 

– calcolosi renale

– calcolosi ureterale

– affezioni delle vescichette seminali sinistre

 

Nella donna

 

– annessite

– cisti ovarica

– gravidanza tubarica

– carcinoma uterino

– mioma

 

76-76 K

 

77-95 K

 

78-220 K

 

F) – Dolori ipogastrici

 

Vescica

 

– cistite

– ritenzione urinaria

– ipertrofia prostatica

 

79-46 K

 

 

G) – Punti dolorosi addominali classici

 

  1. punto epigastrico

all’unione del terzo superiore con il terzo medio della linea xifo-ombelicale

  1. punto colecistico

corrisponde al fondo della vescichetta biliare ed è situato immediatamente al di sotto della IX costa,alla inserzione con la linea paracentrale

  1. punto pilorico

situato all’interno del punto colecistico,sulla linea che unisce i margini inferiori della decima costa

  1. punto solare

alla unione del terzo inferiore e del terzo medio della linea xifo-ombelicale

  1. punto di MORRIS (appendicite)

sulla linea che unisce l’ombelico con la spina iliaca anteriore superiore destra,a 3 cm. dall’ombelico

  1. punto di MAC BURNEY (appendicite)

a metà della linea che unisce l’ombelico con la spina iliaca anteriore superiore destra

  1. punto di LANZ (appendicite)

alla unione del terzo laterale con il terzo medio della linea bisiliaca (linea che unisce le due spine iliache anteriori superiori)

  1. e 9. punti ovarici

a metà della linea che unisce l’ombelico con il centro della arcata crurale

  1. punto uterino

sulla linea mediana,sopra la sinfisi pubica

 

80-204 K

 

 

H) – Dolore addominale acuto

 

1) da malattie extraaddominali

 

Toraciche

 

– polmonite

– infarto

 

Neurologiche

 

– crisi tabetiche

 

Metaboliche

 

– acidosi diabetica

– porfiria acuta intermittente

– iperlipemie idiopatiche

tipo V: iperlipemia mista

tipo IV: iper-prebeta-lipoproteinemia

tipo I: iperchilomicronemia

 

Ematologiche

 

– porpora di Schonlein-Henoch

– emofilia (ematomi retroperitoneali)

– anemia drepanocitica (emoglobinopatia S),sia allo stato omozigote,che allo stato eterozigote

(“sickle cell trait” senza anemia) (dolore da infarto splenico,da occlusioni vascolari)

 

Intossicazioni

 

– da piombo

– colica saturnina

– aracnidismo (morso di ragno)

 

 

2) da malattie addominali

 

Coliche

 

– intestinal

– epatiche

– renali

 

Dolore con inizio acuto e massime manifestazioni iniziali

 

– ulcera peptica perforata

– pancreatite acuta

– occlusione dei vasi mesenterici

 

Dolore con inizio graduale e lievi manifestazioni iniziali

 

– colecistite acuta

– enterite regionale

– diverticolite

– appendicite

 

Dolori di interesse ginecologico

 

– gravidanza ectopica

– salpingite

– torsione o rottura di cisti ovarica

– torsione o degenerazione di un fibromioma uterino

 

 

I) Dolorabilità del rene

 

Il rene normale non è sensibile alla pressione o a manovre atte a suscitare dolore (ad esempio con piccoli colpi a pugno chiuso o “di taglio” inferti nella regione renale).

In condizioni patologiche sono invece rilevabili alcuni punti dolenti alla pressione.

 

  1. Punto vertebrale
  2. Punto angolo-scapolare
  3. Punto costo-vertebrale (all’angolo tra ultima costa e margine esterno della colonna)
  4. Punto costo-muscolare (all’angolo tra ultima costa e margine esterno della massa muscolare lombare)
  5. Punto costale

 

Il segno di GIORDANO consiste nella evocazione di un dolore vivo prodotto da un colpo percussorio profondo inferto nella regione lombare. Tale segno è positivo nella litiasi renale.

 

81-348 K

 

 

L) Punti dolorosi ureterali

 

Il dolore ureterale può essere evocato od accentuato mediante la compressione di punti che corrispondono in superficie al decorso di tale struttura.

 

  1. punto ureterale superiore

all’incrocio della linea transpilorica con la linea verticale paracentrale

  1. punto ureterale medio

lungo la linea bisiliaca,2 cm. all’interno dell’incrocio con la paracentrale

  1. punto ureterale sopra pubico

sovrastante il tubercolo del pube

  1. punto ureterale inferiore

 

uomo

si ricerca con l’esplorazione rettale (in alto e all’esterno delle vescichette seminali)

donna

si ricerca con l’esplorazione vaginale a vescica piena (palpazione combinata del fornice laterale)

 

 

Poichè l’uretere contrae rapporti di stretta contiguità con l’arteria iliaca,esiste pure un punto iliaco reperibile presso il polso iliaco, ed evidenziabile mediante depressione manuale della parete addominale nella fossa iliaca. Il dolore è spesso risvegliato all’altezza della linea bisiliaca.

 

83-289 K

 

84-259 K

 

 

M) Linfonodi cervicali

 

85-284 K

 

86-301 K

 

Dolorabilità

 

adenite acuta da piogeni (dolorosa)

indolenti: adeniti luetiche, metastasi linfoghiandolari,linfosarcoma,linfogranuloma maligno,

leucemia linfoide

 

87-284 K

 

N) Tiroide

 

88-52 K

 

89-92 K

 

Dolorabilità

 

– tiroidite acuta

– tiroidite subacuta

– tiroiditi croniche (non sempre)

 

presentano una dolorabilità più o meno spiccata alla palpazione.

 

3 Risposte a “IL DOLORE”

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