I blog di Alessioempoli

Data 18 dicembre 2015

FOTOGRAFIA DIGITALE – 2°

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FOTOGRAFIA DIGITALE – 2°

 

TERMINOLOGIA FOTOGRAFICA

 

ESPOSIZIONE

 

In fotografia, il termine esposizione indica il tempo durante il quale l’elemento sensibile (pellicola fotografica, per la fotografia tradizionale o sensore elettronico, per quella digitale), resta esposto alla luce che passa attraverso il sistema ottico (obiettivo) (vedi: tempo di esposizione); più spesso, in gergo tecnico, la stessa parola indica la quantità totale di luce che nel suddetto periodo passa attraverso il sistema ottico. L’esposizione si misura in EV (valore di esposizione) ed è determinata con l’ausilio dell’esposimetro.

 

1 - 82 K

 

2 - 216 K

 

3 - 197 K

 

 

CONTRASTO E LUMINOSITA’

 

Un’immagine si dice contrastata quando esista una netta differenza tra le parti chiare e scure, ossia quando il suo contenuto si concentri nelle luci (zone chiare) e nelle ombre con una scarsa presenza di toni intermedi. Un’immagine poco contrastata avrà invece una predominanza di toni intermedi. Come in tutte le cose, il contrasto eccessivo o carente può disturbare l’effetto globale e richiedere un successivo ritocco delle immagini, a meno di disporre di una fotocamera che consenta la correzione diretta di tale parametro. Una situazione tipica in cui aumentare il contrasto è quando il cielo nuvoloso elimina le ombre sottolineando i toni intermedi.

Una situazione in cui, invece, ridurlo, è nella foto di soggetti in pieno sole che produce ombre molto nette e spesso fastidiose sul viso. Un secondo parametro che va a braccetto con il contrasto è la luminosità. Quest’ultima sposta il peso dell’immagine in direzione di un maggiore dettaglio nelle ombre con perdita di dettaglio nelle luci o viceversa. Possiamo lavorare sulla luminosità per mostrare più dettagli nelle zone d’ombra oppure nelle zone fortemente illuminate, a seconda di dove si trovi il nostro soggetto.

 

4 - 210 K

 

Qui vediamo l’immagine di partenza scattata con impostazioni standard. Notate in basso la finestrella con il grafico (istogramma) delle varie tonalità di colore presenti nell’immagine a partire dalle più scure, a sinistra, per andare alle più chiare, sulla destra. I picchi del grafico indicano i punti in cui esistono tonalità più forti, gli avvallamenti viceversa indicano tonalità poco presenti.

 

5 - 202 K

 

Notate che il grafico si è “spostato” verso l’estrema sinistra e l’estrema destra a riempire con maggiore dettaglio e forza le zone chiare dell’ immagine e le ombre più fitte, alleggerendo tutti i toni intermedi. La trasformazione si nota anche osservando l’immagine dove ora riusciamo a intravedere meglio il distacco tra gli oggetti molto chiari e molto scuri. Notate come il tutto sembri più “croccante” con tali differenze rese più nette.

 

6 - 195 K

 

La situazione s’inverte se chiediamo alla fotocamera di produrre una foto con contrasto ridotto. Il grafico delle tonalità si è spostato ulteriormente verso sinistra, rispetto all’immagine di partenza, togliendo ancora più dettaglio dalle zone chiare e appesantendo quelle scure, come si nota anche visivamente osservando l’immagine.

 

7 - 213 K

 

Proviamo ora ad aumentare la luminosità. Tutta la zona all’estrema destra del grafico (toni chiari) viene amplificata lasciando sostanzialmente invariate i toni intermedi e scuri. Poiché i toni molto chiari e quelli molto scuri sono entrambi più alti dei toni intermedi l’immagine appare anche contrastata.

 

8 - 206 K

 

Tutta la gamma dei toni chiari è stata limata nella parte all’estrema destra del grafico lasciandoci un’immagine molto densa e scura, dove le ombre ormai sono un blocco nero solido e dove ne risente anche il contrasto complessivo.

 

 

NITIDEZZA

 

La definizione dei dettagli dipende principalmente da una buona messa a fuoco e da una risoluzione adeguata del sensore, tuttavia è possibile sfruttare sistemi di amplificazione della nitidezza che eseguono, direttamente nella fotocamera, una correzione simile a quella che svolgeremmo usando la “maschera di contrasto” all’interno di un programma di fotoritocco. In pratica amplificano la separazione tra oggetti contigui aggiungendo pixel bianchi lungo le linee rette o curve che li uniscono. L’effetto a occhio nudo è di una maggiore nitidezza, visto che gli oggetti si separano meglio gli uni dagli altri. Nessun altro parametro dell’immagine viene modificato perciò questa correzione potrebbe essere attivata in contemporanea con un aumento del contrasto, della luminosità o della saturazione al fine di ottenere il miglior risultato possibile.

 

9 - 271 K

 

La nostra immagine di partenza senza correzione di nitidezza. Abbiamo ingrandito una porzione del fronte della chiesa per mostrare la separazione dei vari elementi. Subito sotto abbiamo aggiunto lo stesso particolare tratto dalla medesima immagine scattata dopo avere attivato l’amplificazione della nitidezza (sharpening). Notiamo come la “tessitura” dei mattoni appaia più definita. In fondo vediamo lo stesso dettaglio tratto da una foto del medesimo soggetto scattata dopo aver ridotto artificialmente la nitidezza. L’immagine appare più morbida con linee di separazione meno definite tra i vari elementi (una modalità indicata, ad esempio, per i ritratti).

 

SATURAZIONE

 

Il bilanciamento del punto di bianco ci permette di ottenere colori naturali, ossia di evitare che lo zone bianche o neutre (grigie) dell’immagine abbiamo minime quantità di rosso, giallo o blu tali da farci apparire l’intera immagine innaturale. Tale funzione non agisce però sull’intensità dei colori in quanto tali. Una fotografia dai toni spenti, come quelli che si ottengono in una giornata nuvolosa, non è gradevole a vedersi benché sia corretta e riproduca fedelmente il soggetto.

La gente preferisce solitamente immagini vivaci e possiamo rendere più vivaci i colori intorno a noi lavorando sulla loro saturazione. L’operazione può essere svolta sia in fase di ritocco sia direttamente in macchina, qualora la fotocamera lo consenta.

Aumentando la saturazione avremo colori più intensi, perfetti per andare in stampa direttamente senza passare dal PC quando stiamo fotografando oggetti in una giornata nuvolosa oppure anche quando semplicemente vogliamo rendere più ricca l’immagine. Viceversa possiamo ridurre la saturazione quando abbiamo davanti a noi una scena con toni fortissimi. Nella maggior parte dei casi, potrete lavorare senza modificare questo parametro, tuttavia è utile conoscerne l’esistenza e condurre qualche esperimento. Di solito dal menu saturazione è anche possibile selezionare lo scatto di foto in bianco e nero, cioè il passaggio dal colore alla scala di grigi. Le dimensioni delle immagini rimangono le stesse, perciò vale la pena di usare questa opzione solo quando pensiamo di stampare in diretta immagini in bianco e nero. In tutti gli altri casi, la conversione da colore a bianco e nero è talmente rapida da eseguire su computer che conviene scattare sempre a colori e cambiare solo dopo, all’occorrenza.

Diverso è invece il discorso dell’effetto “seppia“, cioè la colorazione marrone scuro usata per le stampe fotografiche d’epoca. Alcune fotocamere prevedono la realizzazione diretta di foto color seppia senza la successiva, più complicata, elaborazione al computer. Tale opzione compare, quando disponibile, anch’essa nella voce di menu dedicata alla saturazione.

 

10 - 92 K

 

OMBRE E LUCI

 

Luce e ombra sono due concetti difficilmente scindibili, almeno nella vita reale. Siamo abituati infatti a cercare e trovare le ombre in qualunque situazione sia presente una luce: vi immaginereste, in una giornata solare, in piena Piazza di Spagna, di girarvi e non vedere più la vostra proiezione per terra, quell’ombra che vi accompagna da quando siete nati? Se in natura l’ombra è un qualcosa di onnipresente, lo stesso non si può dire della fotografia: in alcuni particolari contesti l’ombra può essere cancellata, eliminata. O, al contrario, esaltata, enfatizzata. Ma una foto senza ombre è una foto piatta, è uno scatto senz’anima. Fateci caso osservando le foto disponibili nei negozi online: tutte le foto dei prodotti sono realizzate con la tecnica dello still life, foto fini a se stesse, ottime per presentare il prodotto…ma poi stop.

Essere in grado di dirigere o di modificare la dimensione di un’ombra significa fare la differenza. Usare le ombre aggiunge realtà ad uno scatto, al limite della drammaticità. Le ombre possono generare un senso di quiete come, al contrario,di sofferenza e tristezza: sta al fotografo essere in grado di giocarci e saper dar loro il significato che più si avvicina a ciò che vuole comunicare ai suoi osservatori.

Ovviamente, l’ombra nella fotografia non significa solo oscurità ma anche piccole differenze di toni fra aree diverse. Un esempio del genere è dato dal difetto di vignettatura, ovvero quelle ombre che, a causa di svariati motivi possono comparire lungo i bordi della fotografia. La vignettatura è qualcosa che si tende sempre ad eliminare, tant’è che oramai buona parte delle reflex digitali ha dei programmi di correzione precaricati…ma perché la si elimina? La vignettatura, in molti casi, può aiutarci a concentrare l’attenzione dell’osservatore al centro della fotografia. La vignettatura non è altro che un’ombra.

 

11 - 205 K

 

 

SATURAZIONE – VIVIDEZZA – CHIAREZZA

 

Questi valori sono tre elaborazioni di base,che permettono di modificare moltissimo una foto. Esse lavorano sui colori.

Vi è da dire che, comunque,il giudizio finale spetta sempre all’occhio di chi sta elaborando la foto e di conseguenza non ci sono delle regole fisse che si possono imparare su quanto aumentare o diminuire questi parametri. Si può imparare qualcosa dall’esperienza ma ogni foto ha una sua storia.

 

SATURAZIONE

 

Aumenta l’ intensità dei colori,in particolare aumenta il colore della pelle che diventa come se vi fosse una brutta abbronzatura.

Quando diminuiamo al massimo la saturazione,otteniamo praticamente una foto in Bianco e nero.

Quindi se abbiamo una saturazione di 50,tutti i colori (cioè tutte le tonalità dello spettro) sono modificati di 50.

 

VIVIDEZZA

 

La vividezza modifica i colori preservando le tonalità medie ovvero queste vengono modificate entro certi limiti che non fanno sembrare i colori antiestetici.

Quando vogliamo rinforzare il colore di una foto in cui ci sono delle persone conviene lavorare sulla vividezza piuttosto che sulla saturazione,la saturazione è più sicura quando non ci sono persone,altrimenti rischiamo di ottenere brutti effetti sulla pelle.

Quindi nei ritartti ad es. conviene ridurre un po’ la saturazione e aumentare la vividezza per recuperare le tonalità complessive della foto,mantenendo una tonalità più morbida sulla pelle.

 

CHIAREZZA

 

La chiarezza aumenta soprattutto il contrasto sui toni medi,quindi più un tono si avvicina al nero o al bianco meno è un tono medio e quindi meno verrà influenzato dalla chiarezza.

Se aumentiamo la chiarezza a 100 aumenta il contrasto sui contorni della pelle.

Se invece guardiamo i contorni della canottiera che è nera,la differenza fra 0 e 100 è molto poco evidente,infatti la chiarezza lavora sui toni medi ma molto di meno sul nero e sul bianco.

 

 

 

SCATTI FOTOGRAFICI IN JPEG

 

Poichè la maggior parte delle persone scatta in JPEG,ci sembra utile dare alcune informazioni per correggere eventuali difetti di scatto tramire l’uso di Photoshop CS6.

1) Regolare tonalità e colori con i livelli

 

1 - 88 K

 

2 - 172 K

 

3 - 162 K

 

 

2) Regolare tonalità e colori con le curve

 

4- 164 K

 

5 - 129 K

 

6 - 104 K

 

7 - 134 K

 

3) Regolare saturazione e tonalità

 

8 - 127 K

 

9 - 105 K

 

10 - 182 K

 

11 - 139 K

 

12 - 128 K

 

4) Ridurre il disturbo delle immagini

 

13 - 168 K

 

14 - 219 K

 

15 - 122 K

 

16 - 131 K

 

17 - 216 K

 

18 - 129 K

 

19- 209 K

 

 

 

ISTOGRAMMA

 

L’istogramma è un indicatore di alcuni fattori chiave di un’immagine digitale,come l’esposizione e la gamma tonale.

Tuttavia gli istogrammi possono apparire,a prima vista,incomprensibili e quindi inutilizzabili.

Comprendere il funzionamento degli istogrammi e riuscire a leggerli consente di esporre correttamente al momento dello scatto e soprattutto permette di utilizzare al meglio potenti strumenti di fotoritocco come curve e livelli.

 

Gli istogrammi sono tra gli strumenti più potenti a disposizione di un fotografo digitale.

Prima però di approfondire gli istogrammi,vediamo alcuni termini correlati al concetto di gamma (range).

 

Gamma tonale (Tonal Range)

ci si riferisce all‘ampiezza di sfumature di colore presenti all’interno di una fotografia.

L’immagine con poca gamma tonale risulta sostanzialmente piatta,con poco contrasto tra aree chiare e scure.

 

Gamma dinamica (Dynamic range)

si intendono i livelli di luminosità riprodotti dal sensore della fotocamera.

 

 

 

20 - 57 K

 

Per rendere bene il concetto,utilizziamo una foto in bianco e nero,come è facile osservare, l’immagine a destra ha neri più neri e bianchi più bianchi.

 

Le zone più scure dell’immagine sono chiamate ombre,le parti più luminose sono le luci e le parti intermedie sono i mezzi toni.

 

– per creare un bianco e nero più drammatico si può intervenire solo sulle ombre utilizzando i livelli o lo strumento brucia.

– per fare risaltare alcuni particolari illuminandoli si può intervenire sulle luci con lo strumento scherma.

 

 

L’istogramma viene mostrato nelle fotocamere digitali (quando si rivede la foto appena scattata o a volte anche mentre si sta componendo l’inquadratura e nei programmi di fotoritocco.

 

La lettura è molto semplice,lungo l’asse orizzontale vengono presentati,a partire da sinistra, i valori relativi alle ombre,ai mezzi toni e alle luci.

All’estrema sinistra del grafico c’è il nero perfetto (dove i valori dei tre colori,Red-Green-Blue,sono pari a 0).

All’estrema destra,c’è il bianco perfetto (con i valori RGB pari a 255).

Maggiore è l’altezza del grafico,maggiore è il numero di pixel.

Se si lascia che l’istogramma “sbordi” dal lato sinistro (ombre) o destro (luci) del grafico,alcuni dati sono stati persi.

 

Alcuni esempi

 

21 - 19 K

La fig 1 mostra l’istogramma di un‘immagine esposta correttamente

 

 

22 - 18 K

 

La fig.2,mostra l’istogramma di un‘immagine sottoesposta,la parte evidenziata in rosa sulla destra indica la totale mancanza di bianchi luminosi,mentre la parte sinistra evidenzia come alcuni pixel dell’istogramma sono “sbordati” dal grafico (fenomeno noto come clipping) ed alcune zone dell’immagine sono completamente nere.

 

23 - 20 K

 

 

La fig.3,mostra l‘istogramma di un’immagine sovraesposta. La parte evidenziata in rosa,sulla sinistra,indica la totale mancanza di neri profondi,mentre la parte all’estrema destra,evidenzia come alcuni pixel siano “sbordati” in maniera evidente dal grafico (clipping),alcune zone dell’immagine sono completamente bianche .

 

24 - 10 K

– L’Istogramma RGB è l’istogramma generalmente visualizzato nei programmi di fotoritocco.

 

 

 

25 - 19 K

L‘istogramma dei colori è spesso presente nei buoni programmi di fotoritocco,questo istogramma consente di visualizzare tutti e tre i colori su un unico grafico.

 

 

 

Utilizzare l’Istogramma durante la ripresa fotografica

 

Tutte le fotocamere digitali permettono di visualizzare un istogramma relativo alla foto appena scattata.

Questo è un ottimo strumento per scoprire se si sta sfruttando al meglio la gamma del sensore.

In breve,l’Istigramma è in grado di indicare se correggere o meno le impostazioni di scatto..

Basta un colpo d’occhio,se osservando lo scatto appena fatto si nota un grande divario a sinistra o a destra dell’istogramma,significa che si è persa una parte della potenziale gamma tonale o dinamica disponibile e quindi ci si comporterà di conseguenza variando:

otturatore,

diaframma,

sensibilità ISO.

 

 

Istogrammi nel fotoritocco

 

Molti interventi di fotoritocco sono strettamente correlati alla possibilità di visualizzare gli Istogrammi.

Non si dovrebbe mai ritoccare una foto in base alla propria sensibilità “artistica”.

 

26 - 60 K

 

 

1) VALORI TONALI

Dopo aver caricato la foto su Photoshop,dobbiamo cliccare nel quadro “Palette” sull’icona :

Valori Tonali (CS6) e si aprirà così a fianco il riquadro dei Valori Tonali con l’Istogramma relativo alla foto caricata.

L’Istogramma permette di individuare il divario da colmare nelle alte luci o nelle ombre per una regolazione precisa e selettiva del contrasto.

Osservando l’Istogramma,è possibile valutare il contrasto dell’immagine e decidere quanto “forzarlo” spostando le tre freccine alla sua base,riferite

rispettivamente alle ombre,ai mezzi toni e alle luci.

 

Così ad esempio,spostando verso destra la freccina delle ombre (posta all’estrema sinistra dell’istogramma) è possibile aumentare i valori tonali più scuri,mentre spostando verso sinistra la freccina delle luci (posta all’estrema destra dell’istogramma)è possibile intensificare le parti più luminose dell’immagine.

 

2) CURVE

 

Dopo aver caricato la foto su Photoshop,dobbiamo cliccare nel quadro “Palette” (sulla destra),sull’icona: Curve (CS6).

Le curve assolvono alla stessa funzione di controllo e servono ad indicare le migliori regolazioni possibili dei Livelli Tonali e di Luminosità.

Quando si lavora sulle Curve l’accuratezza è d’obbligo: ogni minimo spostamento influisce parecchio sulla foto,quindi occorre maneggiarle con cura!

 

27 - 53 K

Un’immagine ha un buon contrasto (foto a sn.) quando l‘Istogramma comprende i toni dai più chiari ai più scuri (ombre,mezzi toni,luci).

 

28 - 41 K

 

 

Manipolare profondamente le immagini (soprattutto jpeg o altri formati compressi),facendosi prendere la mano dalle regolazioni potrebbe generare Istogrammi discontinui,con dei vuoti,delle seghettature e delle punte.

In pratica un film degli orrori!

Questo istogramma indica il fenomeno della posterizzazione e suggerisce che … è meglio fermarsi.

 

 

 

IMPORTANTE

 

L’andamento di un istogramma può mostrare se un’immagine è “buona” dal punto di vista tecnico ma a volte un’immagine per essere anche “bella” ha bisogno di essere leggermente sottoesposta o sovraesposta .

Certo,in questo modo si mescolano criteri oggettivi a criteri soggettivi,ma solo i primi o solo i secondi non garantiscono comunque risultati

impeccabili,quindi…. occhio!!!

 

Quindi entra in gioco la sensibilità personale (imprescindibile)e la capacità di estrarre il meglio da ciascuna immagine.

L’ideale è utilizzare gli istogrammi non come una regola che governi ogni nostra decisione fotografica,ma come un (importante) suggerimento.

 

29 - 115 K

 

ATTENZIONE – IMPORTANTE

 

1) Bisogna ricordare che l’Istogramma deve corrispondere al soggetto.

Se si scatta una foto di un soggetto bianco,l’istogramma dovrebbe essere nell’area di destra (valori più luminosi),se è nell’area di sinistra la foto è sottoesposta perchè il soggetto bianco è stato registrato con tonalità scure.

 

2) Un soggetto scuro dovrebbe creare un istogramma posizionato nel lato oscuro (a sinistra)

 

3) Un soggetto di tono medio dovrebbe creare un istogramma centrato.

 

 

Quando si osserva l’istogramma,è importante controllare se il grafico tocca un’estremità (0 o 255),in questo caso,l’immagine è decisamente sottoesposta o sovraesposta e parte del dettaglio è andato perso.

Anche se fotografate un soggetto molto chiaro o molto scuro,l’istogramma non dovrebbe mai toccare i bordi.

 

Sono convinto che, il miglior modo per imparare ad usare l’Istogramma, sia osservare il grafico in varie situazioni,riportiamo perciò alcuni esempi.

 

 

ALCUNI ESEMPI

 

30 - 304 K

 

Questa foto mostra un soggetto di luminosità media. La foto è ben esposta e l‘istogramma mostra soprattutto i mezzi toni (nella zona centrale).

E’ quindi evidente che non ci dobbiamo apettare un istogramma classico con una forte rappresentazione di ombre,mezzi toni e luci,perchè sarebbe sbagliato e la foto sgradevole.

 

31 - 270 K

In questa foto lo sfondo è molto scuro (alcune aree sono veramente nere),l‘Istogramma mostra correttamente molte ombre sul lato sinistro,con riduzione dei mezzi toni e dei toni chiari.

Il soggetto è bene esposto quindi non ci si deve aspettare un Istogramma classico con tutte le zone rappresentate: ombre,mezzi toni,luci,altrimenti avremmo un’immagine sbagliata.

 

32 - 314 K

– come si vede nell’Istogramma,sono stati registrati soprattutto i toni scuri (a sinistra)

 

Ora due sono le possibilità:

 

1) Se il soggetto era così scuro,la foto evidentemente va bene così

2) In questo caso però,il bruco e le foglie erano più chiari,quindi prevalevano i mezzi toni,che sono invece stati registrati come toni scuri (l’Istogramma è tutto a sinistra). E’ evidente che,in questo caso,la foto è chiaramente sottoesposta.

 

33 - 275 K

Questa immagine ha un’ampia gamma tonale,da puro nero a quasi bianco,quindi l’Isogramma è distribuito da una parte all’altra del grafico.

Quindi vi sono rappresentati ombre,mezzi toni e luci,ma con il picco maggiore sulle ombre (cielo e montagna).

 

34 - 393 K

Questa foto è sovraesposta perchè perchè i mezzi toni sono stati registrati come tonalità luminose,ma può essere facilmente corretta con Photoshop perchè l’istogramma non sfora dai lati.

Quindi,correggendo la foto,possiamo aumentare un po’ le ombre (a sinistra) e diminuire un po’ le luci (laterali).

 

35 - 118 K

 

Questo è l’istogramma di una foto correttamente esposta,presenta una ottima distribuzione dei toni.

 

– i pixel molto scuri all‘estrema sinistra sono pochissimi (la curva è bassa) e infatti nella foto non ci sono delle aree completamente scure.

– i pixel di tonalità media (nella parte centrale) sono la grande maggioranza,infatti come si può vedere,nella foto prevalgono decisamente i mezzi toni.

– i pixel molto chiari a destra,sono pure pochi. Quindi l’Istogramma ci dice che nessun pixel è completamente bianco,infatti l’estrema destra della curva ha valore 0.

 

36 - 26 K

 

Questo istogramma mostra una gamma tonale abbastanza buona.

C’è un vuoto a destra (in rosso) che indica che non ci sono i bianchi luminosi nell’immagine, ma questo può facilmente essere corretto o aumentando l’esposizione (se state vedendo questo istogramma sulla fotocamera) o utilizzando gli strumenti che abbiamo già visto su Photoshop.

 

37 - 24 K

Questo istogramma mostra una mancanza di neri profondi nell’immagine (a sinistra).

Mostra anche un picco sul lato destro,segno che alcuni punti sono diventati completamente bianchi (bruciati)e quindi hanno perso ogni dettaglio.

Questo è tipico di un’immagine che è stata sovraesposta.

Per correggere si può ridurre l’esposizione (minore apertura del diaframma o la velocità dell’otturatore più veloce),oppure correggere al Photoshop,come già visto.

 

38 - 18 K

Questo istogramma mostra una mancanza ad entrambe le estremità, e ciò significa che la scena probabilmente aveva un basso contrasto al momento dello scatto.

Sarà sempre possibile allungare successivamente l’istogramma (Photoshop) per coprire l’intera gamma tonale,realizzando così un’immagine più vivace.

 

39 - 50K

A volte è utile poter esaminare gli istogrammi per i singoli canali di colore.

Tutti i buoni software di post-produzione consentono questa operazione. Le due immagini sopra,mostrano l’Istogramma RGB di Adobe Camera Raw (che è parte di Photoshop),sulla sinistra,e di Paint Shop pro sulla destra.

Poichè tutti i tre canali di colore compaiono in un unico grafico,il colore combinato è mostrato dove due colori si sovrappongono ed è bianco dove tutti e tre si sovrappongono.

Sull’istogramma di Photoshop noterete due triangolini piccoli negli angoli in alto,sono i segnali di avvertimento per evidenziare le ombre e le alte luci eccessive (se attivati segnalano in blu e in rosso le zone dove l’immagine è completamente nera o bruciata da troppa luce).

 

40 - 178 K

 

41 - 62 K

 

 

Istogrammi in Photoshop

 

42 - 56 K

 

43 - 68 K

 

 

 

2 Risposte a “FOTOGRAFIA DIGITALE – 2°”

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