I blog di Alessioempoli

Data 5 febbraio 2019

FECI

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FECI

 

Con il termine feci si indica il materiale di rifiuto che viene emesso dagli esseri viventi del regno animale. Sono dette anche escrementi o deiezioni e sono prodotte dall’apparato digerente.

 

FECI NORMALI

– cilindro lungo quindici centimetri e spesso 4

– consistenza morbida,quasi soffice

– il 75% del peso è costituito da acqua ed è inversamente proporzionale al tempo di permanenza nel colon, più la permanenza nel colon aumenta e più si ha la stitichezza perchè maggiore è la quantità di acqua riassorbita

 

FECI A PALLINE

– spesso dure come noci,difficili da evacuare,possono essere dovute ad un insufficiente consumo di fibre (frutta e verdura) e liquidi.

 

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FECI SPAPPOLATE

– pasti ricchi di grassi

rapido transito intestinale

– insufficiente riassorbimento di liquidi : malassorbimento

 

FECI ACQUOSE

infezioni intestinali batteriche e virali

– malattie del pancreas

– malattie dell‘intestino

– alterazione della motilità gastrica

 

FECI NASTRIFORMI

– stenosi intestinale

– polipi

– neoplasie

– cancro al colon

 

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FECI GALLEGGIANTI

– eccessiva presenza di gas da parte di batteri intestinali

– intolleranze alimentari come quella al lattosio, glutine (celiachia),

– sindromi da malassorbimento

– malattie infiammatorie intestinali come il Morbo di Crohn

 

FECI CHIARE

 

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FECI GIALLE

 

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COLORAZIONI DELLE FECI

 

VERDI

cibi ricchi di clorofilla,intossicazioni,celiachia,infiammazioni dell’intestino,tumori, spinaci

 

 GIALLE

patologie del pancreas, celiachia, rabarbaro

 

ARANCIONE

rifampicina

 

 NERE

liquirizia, integratori di ferro, sanguinamento della parte superiore dell’apparato gastro-intestinale ( ulcera gastrica e duodenale,varici esofagee,tumori),   bismuto, carbone, mirtilli, more,

 

PICEE

melena

 

 CHIARE

calcoli biliari, tumore al pancreas

 

 ROSSE

cibi ricchi di coloranti, sanguinamento dell’apparato gastro-intestinale inferiore (colon,retto,emorroidi, ragadi,tumori),  bietole

 

MARRONE CHIARO – giallastro

incompleta digestione dei grassi, lucide, untuose, dieta lattea dei neonati (assenza flora)

 

MARRONE SCURO

dieta carnea, prolungata esposizione all’aria

 

GRIGIO

cacao, cioccolato

 

GRIGIO CHIARO

dieta lattea, bario

 

VERDE PISELLO

ileotifo, clostridium difficile

 

IPERCROMICHE

ittero emolitico

 

ACOLICHE (chiare)

itteri ostruttivi

 

COLOR ARGILLA, CREMOSE

insufficiente digestione dei grassi per carenza di bile (stercobilinogeno) per patologie epatiche o ostruzione delle vie biliari

 

BIANCHE

bario

 

STEATORREA  (feci con grasso e muco)

cattivo assorbimento dei grassi

 

BIANCHE AD ACQUA DI RISO

colera

 

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SANGUE NELLE FECI –  MELENA

 

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FECI SCURE

 

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STIPSI

 

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Oltre ad essere una condizione spiacevole e di disagio, la stipsi può essere RISCHIOSA per alcune persone. Per espellere le feci dure, la persona ricorre spesso alla Manovra di Valsalva: questa azione può causare problemi nelle persone con malattia cardiaca e con malattie respiratorie (aumenta la pressione intratoracica), con malattie vascolari (possono dislocarsi trombi), con lesioni craniche (aumenta la pressione intracranica) Inoltre, gli sforzi compiuti per fare fuoriuscire le le feci possono : Favorire lo sviluppo di ragadi ed emorroidi. Favorire la rottura della linea di sutura nel caso di interventi chirurgici (es: emorroidectomia, polipectomia) Formazione di FECALOMI. Per FECALOMA s’intende la raccolta di feci, di consistenza dura, compattate e stipate nel retto, che rende estremamente difficoltoso il passaggio delle feci normali. Il primo segno della presenza di un fecaloma è l’incapacità del paziente di evacuare delle feci normali ed uno dei segni principali è il gocciolamento di feci liquide dall’ano (poiché la liquefazione rappresenta l’unico modo per il materiale fecale di passare oltre il fecaloma). Il gocciolamneto di feci solitamente non è controllato dato che gli sfinteri anali divengono meno continenti, secondariamente alla prolungata stimolazione del riflesso della defecazione da parte della massa indurita. Altri segni e sintomi che suggeriscono la presenza di un fecaloma sono: lo stimolo continuo a defecare, il dolore rettale, il senso di distensione addominale, la nausea ed il vomito.

 

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Almeno due dei seguenti sintomi per almeno 3 mesi. Feci dure o caprine. Necessità di sforzarsi. Sensazione di evacuazione incompleta. Necessità di manovre manuali. almeno nel 25% delle evacuazioni. Stipsi da rallentato transito colico (Ridotta funzione propulsiva del colon dovuta a ridotte contrazioni propulsive ed aumentate contrazioni segmentarie) Sintomi: Infrequente evacuazioni. ridotto o assente stimolo. inefficacia delle fibre. facile evacuazione di feci morbide dopo lassativo. Stipsi da defecazione ostruita (o dischezia) (Alterazione della normale coordinazione dei muscoli puborettale e sfintere anale esterno che invece di rilassarsi di contraggono in maniera paradossa) Sintomi: frequenza di evacuazioni normale o aumentata. difficoltà ad espellere feci morbide. sensazione di ostruzione. necessità di manipolazione digitale.

 

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DIARREA

 

– spesso si accompagna a tenesmo rettale,cioè un continuo stimolo,

 

DISSENTERIA

– quando si ha una importante evacuazione di liquidi con muco, pus, proteine, elettroliti, grassi, sangue.

 

Diarrea o Dissenteria?

Nel linguaggio comune, i termini dissenteria e diarrea vengono spesso utilizzati come sinonimi; in realtà, la dissenteria rappresenta una forma particolarmente severa di diarrea, perché complicata dall’emissione di sangue e muco, accompagnati alle tipiche feci liquide; spesso, la defecazione è dolorosa e le scariche diarroiche non sono dominabili dalla volontà.

 

 

FISIOLOGIA

 

– il 90% dei liquidi intestinali è assorbito a livello dell’ileo (tratto terminale dell’intestino tenue),

– il 10% è riassorbito a livello del colon, che può riassorbire fino a 4-5 litri di liquidi.

– il contenuto acquoso delle feci è di circa 100 ml/die

– le secrezioni riversate nel tubo digerente sono formate da : acqua,proteine, sali minerali, sodio, cloro, bicarbonato, potassio. Questi elettroliti vengono in gran parte riassorbiti lungo l’intestino crasso

 

In base alla frequenza della sintomatologia la diarrea si classifica in:

 

# diarrea ricorrente (con andamento ciclico ed episodi diarroici ravvicinati tra loro)

# diarrea acuta (durata inferiore alle tre settimane)

# diarrea cronica (durata superiore alle tre-quattro settimane)

 

 

# Diarrea da alterato assorbimento

– per deficit delle pompe attive,

– riduzione della superficie intestinale: resezioni, by-pass, alterazione dei villi, celiachia, diverticolite ecc.

 

# Diarrea osmotica

– da sostanze non riassorbibili ed osmoticamente attive, che richiamano acqua,

lassativi osmotici (sali di magnesio ecc.),

polialcoli

– grandi quantità di fruttosio

 

# Diarrea secretoria o infiammatoria

ipersecrezione intestinale di acqua ed elettroliti

– infezioni

– intossicazioni alimentari

– tumori intestinali ormonosecernenti

– lassativi

 

# Diarrea motoria

– alterazione della velocità del transito intestinale ( iperperistaltismo) che riduce l’assorbimento dell’acqua,

colon irritabile o carcinoide per iperproduzione di 5-idrossi-triptamina

 

 

CAUSE DELLA DIARREA

 

– Giardia lamblia

– nematodi

– Escherichia Coli  tramite un’enterotossina cioè tossica per l’apparato digerente

– Campylobacter

– Stafilococchi

– protozoi

Parassiti: Cyclospora, Entamoeba histolytica (principale responsabile dell’amebiasi), Giardia, Cryptosporidium

Batteri: Aeromonas, Clostridium difficile, E. coli, Campylobacter, Salmonella, Shigella

Virus: Norovirus, Rotavirus

colera, TBC; tifo

Diarrea del viaggiatore,causata dal Campylobacter jejuni  che può contaminare acqua e alimenti,le tossine prodotte da questo batterio vengono distrutte da una adeguata cottura.

– Problemi psichici: stress, irritabilità

Disfunzione motoria: colon irritabile

– Cause infiammatorie: morbo di Crohn, colite ulcerosa

Alimenti: intolleranze, allergie

Malassorbimento: congenito (ad es. mucoviscidosi) o acquisito (ad es. insufficienza pancreatica)

Lesioni anatomiche: soprattutto post-chirurgiche (resezioni ileali, by-pass intestinali)

Cause endocrine: ipertiroidismo, diabete, ipoparatiroidismo, carcinoide, sindrome di Zollinger-Ellison

Cause vascolari: insufficienza mesenterica

Neoplasie: linfomi e carcinomi intestinali

Cause immunologiche: gastroenterite esosinofila, deficit di immunoglobuline

carcinoma del colon distale e del retto

diverticolite del colon

poliposi

ipocloridria ,cioè la scarsa produzione di acido cloridrico da parte dello stomaco,può essere un fattore favorente

deficit del sistema immunitario

 

Farmaci fra i più comuni ricordiamo:

antibiotici specie se a largo spettro, comportano una distruzione della normale flora microbica dell’intestino crasso aumentando le probabilità di proliferazione enterica di patogeni responsabili di diarrea. Questo effetto indesiderato può essere almeno parzialmente prevenuto associando il farmaco antimicrobico ad un trattamento specifico con probiotici

– alcuni farmaci per dimagrire, come l’acarbosio, riducono l’assorbimento dei carboidrati e dei grassi alimentari provocando diarrea

lassativi,

–  gli antiacidi contenenti sali di magnesio (per compensarne l’effetto lassativo, l’idrossido di magnesio si associa spesso all’idrossido di alluminio, come avviene nel Maalox)

– prodotti contenenti lattosio come eccipiente: nei pazienti fortemente inolleranti a questo zucchero, anche l’ingestione di minime quantità di lattosio può causare diarrea

– prodotti contenenti polioli, come sorbitolo e mannitolo: zuccheri dal noto effetto lassativo

– farmaci antinfiammatori non steroidei

– cimetidina

– prostaglandine

– colchicina

– antineoplastici

– farmaci antiaritmici

– agenti anticolinergici

– diuretici tiazidici

– Farmaci attivi a livello cardiovascolare

Metildopa, digossina, chinidina, propranololo, idralazina, ACE inibitori, procainamide

Farmaci attivi a livello gastrointestinale

lassativi, lattulosio, antiacidi (sali di magnesio), H2 antagonisti, inibitori della pompa protonica, colestiramina, acido chenodesossicolico, olsalazina, misoprostol, enprostil, cisapride

Farmaci attivi a livello muscolo-scheletrico

colchicina, indometacina, auranofin, naprossene, fenilbutazone, acido mefenamico

Farmaci attivi a livello del sistema nervoso centrale

anticolinergici, levodopa, alprazolam, litio, fluoxetina, donepezil, tacrina

Farmaci attivi a livello endocrino

ipoglicemizzanti orali, clofibrato, tiroxina

– Antibiotici: clindamicina, amoxicillina, ampicillina, cefalosporine, neomicina, eritromicina

– Antimetaboliti: 5-fluorouracile, metotrexato

– Lassativi osmotici: antiacidi contenenti magnesio, lattulosio, sorbitolo, acarbosio, propanololo

La diarrea associata ad antibiotici è principalmente causata dalla distruzione della normale flora microbica dell’intestino crasso, conseguente all’utilizzo del farmaco. Con una concentrazione di svariati miliardi di batteri per grammo di contenuto intestinale, la flora batterica del colon forma un ecosistema che impedisce la sovracrescita di specie patogene opportuniste, sottraendo ad esse il nutrimento, secernendo sostanze ad attività antibiotica e competendo per i siti d’adesione alla mucosa enterica. Quest’azione protettiva della microflora intestinale viene meno quando la popolazione batterica “amica” viene decimata dall’effetto battericida della terapia antibiotica; di conseguenza sale il rischio che specie patogene colonizzino l’intestino crasso provocando fenomeni infiammatori (coliti) accompagnati da diarrea. La sovracrescita del batterio Clostridium difficile, ad esempio, è responsabile del 10-25% degli episodi di diarrea associata agli antibiotici ed è l’agente eziologico responsabile – negli episodi infettivi più gravi – della succitata colite pseudomembranosa. Analogo discorso per altre specie batteriche, fungine, e parassitarie, come C. perfringens, Staphylococcus aureus, Candida spp, Klebsiella oxytoca, and Salmonella spp. All’alterazione batterica si associa anche uno stato di sofferenza della mucosa intestinale, con alterazione delle sue capacità di assorbimento; la mancata assimilazione degli acidi grassi, per esempio, favorisce la comparsa di diarrea.

 

DIARREA CRONICA NON INFETTIVA

 

Quando la diarrea cronica si manifesta indipendentemente da infezioni batteriche, protozoarie o virali, la causa può essere ricercata in:

 

– Disturbi intestinali, quali in particolare morbo di Crohn, sindrome del colon irritabile (una delle più comuni cause di diarrea cronica), colite ulcerosa

Malassorbimento degli acidi biliari (condizione caratteristica di pazienti affetti da alterazioni anatomiche congenite del tenue, morbo di Crohn, disturbi funzionali dell’ileo, celiachia e pancreatite cronica o sottoposti a resezione chirurgica dell’ileo)

Abuso di lassativi e di antibiotici

Intolleranze alimentari (es. intolleranza alle proteine della soia, al lattosio, al sorbitolo ecc.)

Allergie alimentari

Malattie autoimmuni e compromissione del sistema immunitario (es. AIDS)

Neoplasie

Sindrome di Zollinger-Ellison (neoplasia ulcerosa a carico del tratto digerente superiore)

Malattie del pancreas (es. deficit degli enzimi pancreatici, pancreatite cronica)

Riduzione dell’apporto di sangue verso l’intestino

Malattie ereditarie (es. fibrosi cistica, difetti enzimatici)

Intervento chirurgico al tratto gastrointestinale

Disturbi della tiroide: anche alcune patologie endocrine come l’ipertiroidismo possono causare diarrea cronica, spesso associata a perdita di peso

 

COMPLICAZIONI

 

morte per disidratazione e/o acidosi metabolica

– perdita di elettroliti, ipotensione,acidosi metabolica,calcoli renali,oliguria,torpore,tachicardia,polso piccolo e frequente

– la diarrea è più pericolosa negli anziani,bambini,debilitati

– febbre,nausea, dolori addominali, tenesmo (spasmo doloroso dello sfintere anale con stimolo impellente alla defecazione)

 

DIAGNOSI

 

– coprocoltura

– anoscopia

– esplorazione rettale

– sangue occulto nelle feci

– Ulteriori Test di laboratorio: emocromo completo, albumina, test della funzionalità epatica, livelli di elettroliti plasmatici, livelli di ormone stimolante la tiroide, ricerca di uova o parassiti nelle feci

Colonscopia e sigmoidoscopia

Biopsia del colon (indicata quando si sospetta una colite microscopica)

 

TERAPIA

 

reintegrare i liquidi, i sali minerali, gli zuccheri,se necessario per via endovenosa

antibiotici

– farnaci antidiarroici

evitare alimenti ricchi di scorie come frutta e verdura

evitare bibite ghiacciate, tè forte, alimenti ricchi di grassi e per questo difficili da digerire

limitare l’apporto di fruttosio e sorbitolo con la dieta  (succhi di frutta),

evitare alcol, caffè e sostanze che possono aggravare eventuali intolleranze (latticini, eccesso di glutine, soia ecc.).

– l’efficacia dei fermenti lattici è da molti messa in discussione; per questo motivo si raccomanda di parlarne preventivamente con il proprio medico

antidiarroici: esclusivamente sotto controllo medico, perché potrebbero aggravare il problema.

– I farmaci antidiarroici che inibiscono la motilità intestinale sono invece controindicati, perché possono prolungare il decorso della malattia.

fluorochinolonici  ( ciprofloxacina o norfloxacina ) sono di prima scelta negli adulti,

cotrimazolo  nei bambini

La somministrazione di alcuni farmaci antidiarroici può essere utile per dare un temporaneo sollievo al paziente affetto da diarrea cronica: si è parlato di sollievo “temporaneo” perché tali farmaci non agiscono in alcun modo sulla causa scatenante, ma possono posticipare lo stimolo alla defecazione. Tra i farmaci per la cura della diarrea ricordiamo: Scopolamina, Atropina solfato e inibitori della motilità intestinale (es. Bismuto salicilato, Lactobacillus Acidophilus, Loperamide e Difenoxilato). Anche gli integratori di fibre solubili possono essere d’aiuto nel contesto della diarrea cronica per regolarizzare le funzionalità intestinali e favorire l’insediamento di una flora microbica simbionte.

 

– Quando la diarrea cronica è strettamente legata alla sindrome del colon irritabile, il medico prescrive al paziente farmaci in grado di ridurre la secrezione gastrica e la motilità intestinale (es. Atropina solfato, Scopolamina). Anche sostanze procinetiche (es. psillio) sono talvolta consigliate per equilibrare la frequenza d’evacuazione, specie quando si alternano episodi di diarrea cronica e stipsi: in questo specifico caso, lo psillio esercita la propria azione assorbendo i liquidi in eccesso ed aumentando la consistenza del chilo (bolo fecale).

 

Ad esempio, evitare la disidratazione attraverso la somministrazione di liquidi è una regola importantissima nel contesto della diarrea cronica. Ricordiamo, infatti, che uno stato di disidratazione grave può seriamente compromettere le funzioni vitali del soggetto.

Evitare tassativamente gli alcolici e limitare bevande contenenti caffeina (tè e caffè) sono due regole importati per accelerare la guarigione post-diarrea cronica: oltre a favorire la disidratazione dell’organismo, infatti, tali sostanze tendono ad irritare le mucose dell’apparato digerente.

Un occhio di riguardo va rivolto anche verso i dolcificanti: sostanze come sorbitolo, mannitolo e xilitolo (polialcoli) possono infatti aggravare la condizione a causa del loro effetto marcatamente lassativo.

Per alleviare la sensazione di gonfiore addominale che accompagna la diarrea cronica, si consiglia di evitare o di limitare al massimo l’assunzione di alimenti in grado di aumentare i gas intestinali (es. fagioli, cipolle, piselli e legumi in generale).

Un “NO categorico” spetta invece al latte: la diarrea in generale, peggio ancora la variante cronica, riduce drasticamente la quota enzimatica che popola l’intestino, tra cui la lattasi (enzima adibito alla digestione del latte). Impedendo alla lattasi di svolgere la propria attività, la digestione e l’assorbimento del lattosio nei vari alimenti vengono compromessi; pertanto, si favorisce un richiamo di acqua (per effetto osmotico) e la diarrea viene peggiorata da sintomi come meteorismo, nausea e flatulenza.

Da prediligere invece tutti gli alimenti in grado di contrastare la diarrea cronica, dunque riso (dalle note proprietà astringenti), mela e carota (in grado di solidificare le feci), mirtillo (proprietà antidiarroiche) e patate.

Trattamento

In caso di diarrea associata ad antibiotici è opportuno, quando possibile, sospendere la terapia antibiotica ritenuta responsabile del disturbo, o comunque sostituirla. Allo stesso tempo può essere necessario optare per antibiotici diretti contro l’agente eziologico responsabile della diarrea, come il metronidazolo, la vancomicina o la fidaxomicina in caso di infezioni da Clostridium difficile.

 

PROBIOTICI

Dal momento che la diarrea associata ad antibiotici è causata in primo luogo dall’alterazione della flora microbica intestinale, l’efficacia terapeutica e preventiva di una supplementazione di specifici ceppi probiotici (Lactobacillus acidophilus, L casei GG, L bulgaricus, Bifidobacterium bifidum, B longum, Enterococcus faecium, Streptococcus thermophilus, o Saccharomyces boulardii) è stata indagata in numerosi studi, ottenendo risultati promettenti ma talvolta discordanti.

 

Probotici: Cosa sono?

I probiotici sono microrganismi ad azione benefica che vengono soventemente impiegati nella cura o riduzione sintomatologica della diarrea.

Il gruppo dei probiotici comprende un’ampia gamma di batteri ma non tutti possiedono le stesse caratteristiche e la stessa efficacia; i più comuni sono i lactobacilli e i bifidobatteri.

 

Come agiscono

I probiotici sono batteri o lieviti vivi che, se introdotti per via orale, modificano l’equilibrio della flora batterica fisiologica intestinale insediandosi ed entrando in competizione con eventuali agenti patogeni (batteri, virus e protozoi) responsabili di diarrea acuta e/o cronica (di tipo secretorio/infiammatorio)

 

Quali probiotici scegliere?

I probiotici possono essere introdotti come farmaco (ad es. Enterogermina, Yovis. Lacteol, Lacteol Forte), integratore o in forma alimentare (almeno un miliardo di batteri vivi ed attivi per grammo di prodotto) e la loro efficacia dipende dalla capacità o meno di superare indenni il tratto gastrico, che rappresenta una barriera acida fisiologica contro la contaminazione batterica. A tal proposito, i farmaci e gli integratori a base di probiotici possono essere assunti efficacemente lontano dai pasti evitando l’abbassamento del ph gastrico, ma gli alimenti probiotici?

Questi prodotti, oltre ai microrganismi, contengono nutrienti che stimolano la produzione di acido cloridrico, che a sua volta potrebbe incidere sulla sopravvivenza dei fermenti attivi. Al momento, i cibi contenenti probiotici NON hanno dimostrato di possedere effetti preventivi o curativi nel trattamento della diarrea.

 

Efficacia

Studi recenti sull’utilizzo dei farmaci probiotici nella cura della diarrea ne dimostrano l’efficacia; si evince una remissione patologica anticipata di circa un giorno rispetto alla durata mediamente stimata, con una riduzione del 59% del rischio di cronicizzazione. Inoltre, non si attribuisce alcun evento avverso o collaterale in seguito alla somministrazione dei probiotici nel trattamento della diarrea. Lo studio non ha tenuto in considerazione: le differenze tra i vari ceppi batterici, l’azione congiunta di ceppi diversi, la vitalità degli organismi, il dosaggio degli organismi, le cause della diarrea, la gravità della diarrea e se gli studi sono stati svolti in paesi sviluppati o ancora in via di sviluppo.

Ovviamente, l’efficacia della terapia probiotica nel trattamento della diarrea dipende da molti fattori; tra questi, i più importanti sono senz’altro la diagnosi medica (differenziale) e la scelta della terapia farmacologica alla quale coadiuvare i probiotici e la reidratazione idro-salina. La scelta di un antibiotico ad ampio spettro rispetto ad un altro più specifico incide significativamente sulla sopravvivenza o meno del probiotico, enfatizzandone o vanificandone l’effetto terapeutico.

 

ALIMENTI CONSIGLIATI

bevanda reidratante contro la diarrea preparata aggiungendo ad un litro di acqua due cucchiai di zucchero, mezzo cucchiaino di sale, mezzo cucchiaino di bicarbonato ed il succo di un limone medio

tè diluito: reidratante e depurativo

carote: aiutano a ricompattare le feci diarroiche

carciofo: aiuta l’eliminazione delle tossine grazie alle sue proprietà diuretiche

mela: ha proprietà simili a quelle della carota

mirtillo: aiuta a combattere la diarrea

patate: hanno azione rimineralizzante e proteggono le mucose gastriche

limone: ha azione battericida

riso: ha proprietà astringenti ed aiuta a combattere la diarrea.

 

Alimenti da Evitare

Alimenti Ricchi di Grassi

La dieta per la diarrea consiglia di evitare alimenti particolarmente grassi, inclusi i condimenti ed i cibi fritti.

L’elevato contenuto lipidico può infatti esacerbare le contrazioni di un tratto intestinale già sensibilizzato dal disturbo.

Alimenti con Lattosio

La seconda categoria di alimenti da evitare, indipendentemente che si soffra o meno di intolleranza al lattosio, è quella dei latticini.

La diarrea, infatti, riduce il patrimonio enzimatico intestinale, inclusa la lattasi necessaria a digerire lo zucchero tipico del latte.

La ridotta attività di questo enzima impedisce la digestione e l’assorbimento del lattosio contenuto negli alimenti; di conseguenza, si ha un richiamo di acqua per effetto osmotico ed una serie di sintomi come meteorismo, flatulenza, nausea e diarrea.

Si sconsiglia, pertanto, il consumo di latte, gelati e formaggi freschi o fermentati (anche di quelli a pasta dura stagionati che, seppur privi di lattosio, sono troppo ricchi di grassi).

Dolcificanti Artificiali

Alcuni dolcificanti utilizzati in sostituzione dello zucchero possiedono un marcato effetto lassativo, che può aggravare i sintomi di questo fastidioso disturbo; è il caso, ad esempio, dei polioli (sorbitolo, mannitolo, xilitolo ed altri).

Dalla dieta per la diarrea vanno pertanto esclusi chewing gum, caramelle, bevande e dolciumi senza zucchero, e dolcificanti in compresse.

Alimenti che Causano Meteorismo

Analogo discorso per fagioli, broccoli, cavoli, cavolfiori, cipolle, piselli e tutti gli altri alimenti che aumentano i gas intestinali, come i frullati e le bevande gassate.

Alimenti Irritanti

Per il loro effetto irritante sulle mucose dell’apparato digerente, in presenza di diarrea è buona regola escludere dalla propria dieta caffè, cioccolato, peperoncino ed alcolici.

 

Importanza dell’Igiene Alimentare

Particolare attenzione dev’essere posta al consumo di alimenti potenzialmente pericolosi, come quelli non adeguatamente puliti, preparati e conservati.

Il pesce o le uova poco fresche, ad esempio, rappresentano un comune veicolo di tossinfezioni alimentari, particolarmente pericolose in un organismo già debilitato dal disturbo.

Per questo, in presenza di diarrea, risulta ancor più importante rispettare alcune semplici e fondamentali norme igieniche, come il lavaggio accurato degli alimenti, la generosa cottura di uova, carni e derivati (maionese, tiramisù ecc.), e la scrupolosa pulizia della superficie sulla quale si prepara il cibo.

Le mani devono essere lavate con cura sia prima di preparare i cibi che dopo aver maneggiato le carni crude; queste ultime devono essere separate da quelle cotte per evitare la contaminazione incrociata.

 

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TISANE CONTRO LA DIARREA

 

Le tisane contro la diarrea sfruttano principalmente le proprietà astringenti delle erbe ricche in tannini, e quelle gelificanti ed emollienti delle droghe ricche in

pectina. Allo stesso tempo assume rilevanza terapeutica anche il generoso contenuto idrico di queste preparazioni farmaceutiche, dato che la diarrea si accompagna tipicamente a disidratazione di entità variabile.

Tisane a parte, alcuni rimedi naturali molto utili in presenza di diarrea sono rappresentati da banana verde (1-2 frutti), pectina (un cucchiaio tre volte al giorno), carote bollite (300-400 g al giorno) e mele con buccia (4-5 mele al giorno).

Tra le droghe ricche in tannini astringenti ricordiamo l’acacia (corteccia), l’agrimonio (pianta), l’argentina (foglie), la cinquefoglie (rizomi), il mirtillo (frutti), la mora selvatica (foglie), la quercia (corteccia) e la tormentilla (rizoma). Nei preparati erboristici, come coadiuvanti all’azione degli astringenti, possono essere utilizzati anche gli adsorbenti, ovvero sostanze solide capaci di attrarre gas e fluidi sulla loro superficie molecolare; il carbone attivo ne è il più classico esempio (insieme al chitosano).

 

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