I blog di Alessioempoli

Data 9 agosto 2016

Che cos’è la filosofia?

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                                       Che cos’è la filosofia?

 

 

     La domanda ammette due letture,cioè in senso puramente descrittivo oppure in senso normativo;in senso descrittivo ci si chiede che cosa facciano i filosofi,mentre in senso normativo ci si chiede che cosa vorrebbe essere la filosofia,che cosa dovrebbe essere la filosofia.

A me personalmente piace pensare alla filosofia come a qualcosa che tende a tenere alto il nostro senso dello stupore,della curiosità,Aristotele diceva che la filosofia nasce con il senso della meraviglia che ,per tenerla in vita, serve pertanto continuare a fare della filosofia.

La metafisica ad esempio non ci sarebbe stata se guardando il mondo lo avessimo trovato così come ce lo aspettavamo,quindi il senso dello stupore ci ha condotto nella riflessione metafisica.

Quindi fare filosofia oggi, significa sostanzialmente sostituire ad ogni punto esclamativo un punto interrogativo,significa esercitare la pratica del dubbio,significa contemplare nuove possibilità,immaginare scenari alternativi,significa sottoporre a scrutinio ogni credenza nello sforzo incessante di liberarsi dalle barriere dell’ovvio,significa indossare gli occhiali per evitare di pensare che il mondo sia così come siamo abituati a vederlo o come ci viene detto che sia da parte di coloro che dichiarano di possedere tutte le risposte magari essendosi dimenticati delle domande.

La filosofia è più interessata alle domande che alle risposte,perché una risposta senza una domanda non ha molto significato.

Noi siamo abituati a studiare filosofia da un punto di vista storico,quindi attraverso una lettura del pensiero degli autori che hanno disegnato la storia della filosofia,ne studiamo le teorie ed apprendiamo tutta una serie di risposte,però è fondamentale guardare sempre al di là delle risposte,cioè quello che c’è prima delle risposte,cioè la domanda,questo anche perché spesso le risposte sono deludenti. Così ad esempio considerando il problema mente-corpo, possiamo domandarci se siamo identici al corpo che occupiamo,Cartesio aveva formulato questo quesito in modo serio.

Una caratteristica dei filosofi è che sono più bravi nel fare delle domande che nel fornire delle risposte,possiamo dire che la “filosofia è pensiero al rallentatore” cioè il filosofo fa scorrere il film del mondo  e della nostra vita fotogramma per fotogramma per vedere quelle cose che altrimenti ci sfuggirebbero,per non perdere i dettagli,per soffermarsi su ogni fotogramma,osservarlo con calma,immaginare come potrebbe proseguire e quindi vedere tutte le possibilità che ad ogni istante si dispiegano davanti a noi,per riflettere anche sul senso di questa possibilità.

Quindi la filosofia dovrebbe essere quell’importante strumento di liberazione che vorremmo che fosse.

Ci sono delle domande che sono sempre le stesse,i filosofi se le sono sempre poste da duemila anni,per esempio:perché esiste qualcosa anziché nulla? Che cos’è la virtù?  Cos’è la bellezza? Esiste la predestinazione?

Oggi corriamo il rischio,con tutta l’informazione martellante che ci arriva da ogni parte,di non pensare più con la nostra testa,ma spesso ci accontentiamo di accumulare semplicemente delle risposte preconfezionate.

La ricerca filosofica è contraddistinta anche dal senso della possibilità,dobbiamo coltivare questo senso del possibile,altrimenti saremmo costretti in un ambito molto limitato e tutto sommato saremmo veramente poco liberi.

L’affermazione che potrebbe fare ad esempio un filosofo materialista e cioè che non c’è nulla se non ciò che è materiale,ovviamente non può essere verificata con metodo scientifico,quindi diventa un problema filosofico,su cui possiamo discutere e dare varie risposte.

Consideriamo ad esempio il problema dell’identità,Eraclito diceva che non ci possiamo immergere due volte nello stesso fiume,infatti le cose cambiano nel corso del tempo,però rimangono le stesse,cioè sono diverse ma sono anche le stesse,noi ci svegliamo al mattino,ci guardiamo allo specchio e ci vediamo cambiati,abbiamo perso qualche capello,abbiamo qualche ruga in più ecc.,quindi siamo diversi rispetto alla persona che si specchiava giorni prima,eppure vogliamo dire di essere sempre noi,quindi c’è un’identità attraverso la differenza e questo è un grossissimo problema.

In certi casi una domanda non ammette una risposta precisa di tipo empirico,ma richiede una revisione dei nostri concetti,per far quadrare i conti,altrimenti abbiamo una domanda irrisolta.

Alcune risposte della filosofia possono risiedere nei fatti,altre sono risposte che richiedono delle decisioni anche molto difficili.

Così ad esempio,consideriamo il problema dell’aborto,è chiaro che un’intuizione fondamentale è che sia sbagliato togliere la vita delle persone e un’altra intuizione fondamentale è quella di capire se davanti a me c’è già una persona nel caso dell’aborto o c’è ancora una persona come nel caso dell’eutanasia.

Da un lato ci sono quelli che danno una risposta oggettiva e cioè che la vita comincia dopo qualche giorno e non incomincia ad esempio al parto,oppure la vita termina quando smette di battere il cuore,dall’altro lato ci sono quelli che sostengono che la nozione non sia così chiara,perché se guardiamo bene i due processi sono continui nel tempo,così può smettere di battere il cuore ma la persona davanti a me è quella di prima,semplicemente certe  funzioni non persistono,però ad esempio nel corso della nostra vita abbiamo perso tante altre funzioni e tuttavia siamo rimasti delle persone,quindi perché quella cosa piuttosto che altre deve essere decisiva?

 

Il filosofo si trova a lavorare con degli esperimenti mentali,cioè immagina scenari dove succedono delle cose e magari non sono cose che succedono davvero che però ci costringono ad esaminare come certe teorie,certe idee,certe intuizioni,si conformino o meno a uno stato di cose possibili.

L’esperimento mentale è frutto di una grossa capacità di immaginazione ed uno strumento importantissimo per il filosofo.

Senza immaginazione non si può fare filosofia,non si possono fare esperimenti mentali e quindi non possiamo mettere a confronto delle ipotesi e delle teorie.

Un altro strumento importante è l’argomentazione,sono comunque strumenti molto difficili da utilizzare,infatti l’immaginazione sembra più un talento anziché una cosa che si può imparare ,la Logica è uno strumento quasi violento come se fosse in contrapposizione all’immaginazione,ma non è così,la Logica è la scienza del possibile,è la scienza del necessario,ma come diceva Aristotele è anche lo strumento fondamentale per formulare una domanda in modo chiaro e per far sì che possiamo formulare una teoria in modo chiaro e che soprattutto si riconoscano le conseguenze delle nostre affermazioni e delle affermazioni dei nostri interlocutori.

 

C’è un grosso problema che interessa il mondo moderno e cioè che abbiamo smesso di ragionare,non siamo più capaci di argomentare e cioè ,da un lato, argomentare a favore delle nostre opinioni,siamo solo capaci di alzare la voce,anziché addurre evidenze e ragioni e non siamo nemmeno capaci di ascoltare le opinioni degli altri che ci spiegano le loro ragioni.

 

Quindi sarebbe molto utile tenere alto il senso della curiosità,dello stupore,della meraviglia,non solo è utile e importante,quasi necessario tenere alto il senso della possibilità,perché la nostra vita quotidiana è un gioco di decisioni e ogni decisione deve fare i conti con le possibilità ed è anche importante tenere alto il senso della argomentazione,infatti il valore della razionalità si sta un po’ perdendo ed è anch’esso un grosso strumento di liberazione dall’ovvio e dallo scontato che rappresenta la ricchezza della filosofia.

 

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Una replica a “Che cos’è la filosofia?”

  1. Wanda Provaroni scrive:

    Ma quante cose sai? un lavoro eccellente ! Ovviamente non ho letto tutto, perchè volevo subito comunicarti il mio pensiero. Si “sente” il tono didattico perciò c’è da imparare molto, ma sopratutto si evince che sei un GENEROSO nel dare agli altri il tuo sapere.
    Speravo di scorgere una tua foto, magari è da qualche parte.
    Ciao Wanda

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