I blog di Alessioempoli

Data 12 marzo 2017

MATTEO RENZI

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MATTEO RENZI

 

 

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Matteo Renzi, noto anche con il soprannome de “il lampredotto“, o “il quaquaraqua” (11 gennaio 1999) o in ultimo con quello di “Pinocchio” o di “pagliaccio fiorentino” a causa delle numerose balle sparate a ripetizione, è un politico italiano, e con ciò abbiamo già detto tutto. È considerato “il nuovo che avanza”, nel senso che di gente come lui ce n’è fin troppa, quindi va buttata nella spazzatura. È così nuovo che l’altro giorno si è guardato allo specchio e ha detto: “ma tu chi cazzo sei?”

Tra le sue dichiarazioni più famose ricordiamo quando disse: “preferisco gli U2 a De Gasperi, perché De Gasperi non lo conosce nessuno.” In effetti non aveva tutti i torti, qualcuno di voi conosce una canzone di De Gasperi?

 

BIOGRAFIA

Matteo Renzi nasce a Firenze nel 1999, appena nato coglie l’occasione per rimproverare l’ostetrica sessantacinquenne di occupare un posto di lavoro che avrebbe potuto avere una persona più giovane. Per ripicca l’ostetrica non gli cambiò il pannolino per tutta la sua permanenza in ospedale.

Alcuni anni più tardi Matteo chiede ai suoi genitori di comprargli un frigo a pedali, giocattolo che gli piaceva molto; al rifiuto di questi, Renzi li accusa di portare avanti una politica oppressiva nei confronti della corrente più giovane della famiglia e di non rispettare le libertà costituzionali che anche un bambino aveva il diritto di possedere. E poi quel frigo a pedali ce l’avevano tutti i suoi amichetti.

 

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All’età di sei anni comincia a frequentare la scuola elementare, ma sfortunatamente venne bocciato al primo anno. È in questa occasione che il piccolo Renzi organizza la sua prima convention alla Stazione Leopolda di Firenze denominata: “Prossima Fermata: seconda elementare“, in cui denuncia il sistema corrotto della scuola italiana che non premia la meritocrazia, ma solo gli alunni più abbienti. Le maestre pur di non sentirlo più decidono all’unanimità di promuoverlo in seconda elementare. Renzi dal canto suo continua ad organizzare queste manifestazioni con cadenza annuale, e così riesce a proseguire la scuola senza aver mai aperto un libro.

Nel 2009, la sua carriera ha una svolta: riesce a passare le selezioni per partecipare a Genius, il celebre gioco per bambini condotto da Mike Bongiorno, battendo in intelligenza un pappagallo, due sedie vuote, Maurizio Gasparri e una figurina di Francesco Totti. Grazie a questa prova di destrezza diventa sindaco di Firenze alla veneranda età di 10 anni. In realtà in molti credono che Renzi abbia partecipato alla Ruota della Fortuna, ma questa è solo una leggenda metropolitana perché il piccolo Matteo non era abbastanza grande per parteciparvi.

 

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Il sindachino

 

Eletto sindaco tra le fila del Partito Democratico (e come ci sia finito è un mistero che lasceremo risolvere agli esperti di Voyager), Renzi si adopera subito per risolvere i principali problemi che affliggono la sua città, come la manutenzione dei parchi giochi, il finanziamento dei carretti dei gelatai, l’abbassamento dei costi della cioccolata e il rilancio sul mercato della liquirizia rossa.

Ma il suo mandato non è tutto rose e fiori: nell’inverno del 2010, una nevicata del tutto inaspettata paralizza Firenze. Il sindachino risulta irreperibile per diversi giorni; in seguito si scoprirà che era impegnato a costruire un pupazzo di neve sotto Palazzo Vecchio, ma l’esposto alla procura al riguardo – in cui veniva sottolineata la presunta incompatibilità tra il ruolo istituzionale di Sindachino e quello di Bimbominkia – viene archiviato d’ufficio per avvenuta liquefazione sia del pupazzo, sia delle palle di neve degli inquirenti.

 

Il 6 dicembre 2010 Renzi si reca alla villa di Arcore in una visita al presidente Berlusconi. Per entrare ha dovuto mentire sulla sua età dichiarando di avere 18 anni, e per maggiore sicurezza ha detto anche di essere il nipote di Sarkozy. Ufficialmente questa visita è avvenuta per discutere delle questioni riguardanti Firenze, ufficiosamente quel giorno Renzi ha perso la sua verginità. E nel caso ve lo stiate chiedendo, la risposta è sì: intendiamo quella anale. Attualmente Matteo Renzi è impegnato nella rottamazione della vecchia e ammuffita (noi aggiungeremmo “in decomposizione”) classe politica. A detta sua, questo è l’unico modo che l’Italia ha per salvarsi dalla crisi economica: usare gli incentivi statali della rottamazione per risanare il debito pubblico.

 

 

Primarie del PD

Nel dicembre 2013 il piccolo Matteo fa passi da gigante, diventando il nuovo segretario del Partito Democratico con il 1500% dei voti. «Signori, io qui dico che mi autorottamo» afferma tutto gasato sul palco tra applausi scroscianti che da lì a poco renderanno Renzi sordo (così è scritto nel certificato medico del suo pediatra) ogni volta che le persone gli ricorderanno delle promesse fatte.

 

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IL CARRIERONE

 

Dal 22 febbraio 2014 diventa presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana.

Il 99% degli Italiani non hanno ancora capito da chi sia stato eletto, ma il restante 1% capisce subito che il 99 % non deve capire, capendo che se qualcuno qualcosa vuole capire la deve capire senza farla capire agli altri in modo tale che alla fine chi ha capito ha capito e chi non ha capito se la fa schiaffare nel culo (il 99%).

 

Visto questo ulteriore passo in avanti finalmente abbandona definitivamente baby-pullman e girello avendo delle balie a sua disposizione che lo accompagnano all’asilo nido con delle macchinine blu. Incazzatissimo del fatto che tutti gli altri suoi compagnetti hanno le macchinine uguali alle sue, ordina di venderle in fretta a Furia (anche se alla fine verranno regalate ai bidelli dell’asilo) e di comprarne di nuove grigio-merdallizzato.

Con il nuovo incarico riceve 114.796,68 euro per far fronte alle nuove spese: balie, retta dell’asilo, merendine ecc..

Il primo luglio del 2014, in modo ancora più misterioso del precedente, diventa pure Presidente del Consiglio dell’Unione Europea.

Si libera finalmente anche di pannolone e bavaglino sbalordendo amici e parenti.

 

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Al momento, oltre ad essere presidente del Consiglio dell’Unione Europea, ricopre anche le cariche di: presidente del Consiglio, sindaco di Firenze, segretario del Partito Democratico, 1° lupetto dei boy-scout Regione Toscana, nonché capoclasse dell’asilo. Alcune voci di paese mormorano che per quanto riguarda questo suo ultimo incarico, abbia avuto una spintarella da parte dei bidelli a cui ha donato le sue ex macchinine, anche se la cosa non è mai stata accertata.

 

In seguito al nuovo traguardo raggiunto dal piccolo Renzino, il suo ex collega di partito Pier Luigi Bersani compra una scacciacani a San Marino e prova il suicidio, non riesce nell’impresa ma perde una mano. L’arma appena acquistata infatti, si rifiuta di sparargli considerandolo essere inferiore al cane e gli esplode nella mano sinistra appunto, costringendolo d’ora in avanti ad utilizzare la destra per i suoi giochetti.

 

A Novembre 2016 si reca nuovamente alla Stazione Leopolda per prendere un treno per l’isola che non c’è, ma anche stavolta scopre che gli hanno fatto una festa a sorpresa; niente treno, pazienza, e vai di comizio ancora. In ogni caso, coglie l’occasione per chiarire, comunque andrà il referendum il governo non cadrà, perché è già moribondo per terra, quindi – a meno di qualche faglia che si apre coi terremoti – cadere più di così non si può. Per ultimo interviene alla convention-festa improvvisata anche Benigni, che indispettito per il successo riscosso dai comici prima di lui intervenuti sul palco, dichiara che per ripicca voterà Sì al referendum.

Dopo esser stato sonoramente trombato nel referendum costituzionale che poneva l’interrogativo “Ti fidi di Matteo Renzi?“, il sindaco in permesso si prende diverse settimane di riflessione (durante le quali rischia di dar fuoco alla chioma per il vertiginoso aumento di flusso sanguigno sotto il cuoio capelluto), formulando poi repentinamente l’annuncio di voler tornare ad occuparsi del bene comune; dopo l’iniziale scoramento del popolo italiano – e pure di qualche immigrato – il consenso muta in suo favore quando chiarisce di volersi dedicare a risolvere il mistero delle scie chimiche, avendo già pronta una proposta di legge che ne norma l’avvistamento anonimo e la pubblica visione. A seguito di tali novità nella scena politica italiana, il rating dell’Italia fibrilla sui mercati finanziari internazionali, passando da “ZZZ” ad “AZZ“.

Renzi procede come uno schiacciasassi, e non importa se qualcuno del suo partito lo abbandona puntando a diventare concorrenza, Matteo era uno scout e come tale aiuta gli altri in ogni circostanza: venuto a sapere che i fuoriusciti sono in difficoltà nella ricerca del nuovo nome per il nuovo partito da fondare, nome nel quale vorrebbero far comparire la parola “lavoro” per creare un legame evidente con le basi della Costituzione Italiana, Renzi porge l’altra guancia e suggerisce candidamente “il lavoro rende liberi”, ottenendo subito il meritato consenso e largo plauso dagli amici di un tempo, che quasi ci ripensano e vorrebbero tornare nel PD ma proprio non possono, soprattutto a questo punto: perchè sprecare un nome così bello per il nuovo partito? Non soddisfatto della propria prova d’altruismo, Renzi suggerisce anche come motto “uniti verso un altro mondo“, per poi salutare gli ex-compagni via Tritter con un cordiale “State sereni!”.

 

Galleria: le milleuno facce da bravo ragazzo di Renzi

 

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CURIOSITA’

 

 

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Governo Renzi

 

L’ascesa di Matteo Renzi al Trono di Banane è stata segnata dall’astuzia, la sagacia e i sotterfugi, tutto a discapito dell’ignaro Enrico Letta, che presentò le sue dimissioni irrevocabili dopo l’approvazione a larghissima maggioranza della Direzione Nazionale del Partito Democratico di un documento in cui si affermava la sua assenza di spina dorsale, con tanto di accertamento medico da parte di Vanna Marchi.

Giorgio Napolitano consegnò allora a Renzi l’incarico di formare il nuovo governo. Dopo averci pensato su circa 5 secondi, questi sciolse la riserva e tirò fuori un foglio la squadra di governo, scritta 6 mesi prima, da far firmare al presidente.

 

Descrizione

Il governo Renzi è composto da esponenti di diversa provenienza ma sostanzialmente chiunque non sia del PD, o vi passi in futuro, ha lo stesso valore di un monarca in un Paese democratico. Oltre al presidente Renzi fanno parte del governo 25 ministri, 430 sottosegretari, 80 viceministri, per un totale di complessivamente ventordicento componenti, ad oggi il governo più snello nella storia d’Italia. Si sono anticipatamente dimessi tre ministri, prima ancora che esso si formasse, impossibilitati a prestare servizio causa morte: Adolf Hitler, Martin Luther King e Isaac Asimov, rispettivamente ministri dell’integrazione, dei negri e della scienza. Essi non sono stati purtroppo fin ora rimpiazzati, data l’assenza di figure di eguale rilievo, e l’interim è stato acquisito da Papa Francesco, Ministro del Buonismo.

Matteo Renzi è il più gggiovane Presidente del Consiglio dei ministri della storia d’Italia, nonché il più bello e il più simpatico, come confermato dallo specchio delle brame di Silvio Berlusconi, che andò su tutte le furie quando lo seppe, tanto da rompere il patto del Nazareno.

Nel governo Renzi sono presenti 8 donne ministro, 6 con reggiseno e 2 senza (Maria Elena Boschi e Marianna Madia), gnocca record per la storia della Repubblica, nemmeno Berlusconi aveva saputo fare di meglio. L’età media dei ministri è di 20 anni, risultando il governo più bugiardo riguardo l’età della storia repubblicana.

 

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Curiosità

 

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Riforma Renzi del Servizio sanitario nazionale

 

L’iter legislativo

 

Dopo aver provveduto a modificare la Costituzione (per ora è solo un tentativo) e a redigere il nuovo Jobs Act (riforma del diritto del lavoro, ma con parole inglesi suona meglio alle orecchie degli elettori), il Governo Renzi, mai pago dei risultati raggiunti, ha deciso di inaugurare anche il progetto Health Act, la riforma del diritto alla salute.

L’esecutivo si è quindi assunto il preciso incarico di riformare, tra le altre cose, anche il Servizio Sanitario Nazionale. Ciò si è reso necessario in forza delle seguenti, valide ragioni, che il Premier non ha mancato di enumerare, tra il plauso generale del Parlamento, durante la presentazione del nuovo Testo Unico disciplinante la materia:

 

ce lo chiede l’Europa;

– dobbiamo smettere di considerare lo Stato italiano uno Stato, ma, come ebbe a dire un grande statista del passato, dobbiamo considerarlo alla stregua di un’impresa;

– è quindi nostro dovere sradicare i rami marci che appesantiscono la spesa pubblica senza fornire linfa vitale alle nostre casse (applausi commossi anche dai banchi del centro destra);

– non abbiamo dimenticato, tuttavia, i cittadini bisognosi di cure e assistenza, specialmente i meno abbienti (ovazione dalle file dell’estrema sinistra). Prometto che ne vedranno delle belle!

 

Il presente articolo ha lo scopo di spiegare ai cittadini, in modo semplice e diretto, le principali novità contenute nella riforma (nonché i commenti alla stessa dei principali esponenti politici internazionali), cui i mass media nazionali hanno dato scarso risalto perché impegnati a far riflettere le menti ed i cuori dei cittadini italiani in relazione al sentito problema delle unioni civili, ossia la possibilità per ricchioni e lesbiche di sposarsi ed adottare bambini, interessante lo 0,0002% della popolazione.

 

Prescrizione di medicinali

 

Viene sancito il divieto per i medici di prescrivere ai pazienti farmaci di ogni tipo per la cura delle malattie. Il provvedimento viene giustificato, oltre che da evidenti ragioni di risparmio della spesa pubblica, soprattutto in ragione del fatto che i farmaci sono venduti dalle case farmaceutiche, odiose multinazionali dedite solo al profitto che questo Governo ha deciso di contrastare con ogni mezzo, anche a costo di far morire qualche migliaio di italiani in più.

Dal primo di aprile del 2016, pertanto, viene tassativamente proibito ai medici di fornire medicinali ai malati: i medici che trasgrediscono sono passibili di pesanti sanzioni amministrative seguita dalla radiazione dell’albo dei medici e chirurghi.

In sostituzione dei medicinali specifici viene concesso ai medici di prescrivere solo farmaci generici, esclusivamente quelli prodotti in economia (“Sosteniamo le piccole imprese e l’artigianato locale”, ebbe a dire in proposito il Premier per giustificarne l’adozione) da una piccola azienda fiorentina.

I medicamenti in questione sono i seguenti:

 

flacobronco, per tutti i problemi legati all’apparato respiratorio: in confezioni da 250 grammi, contenenti 245 ml di acqua distillata e due cucchiai di miele;

flacopancia, per tutte le patologie inerenti l’apparato digerente: in confezioni da 250 grammi, contenenti 245 ml di acqua distillata e due cucchiai di rosmarino tritato;

flacomale, antidolorifico dall’azione assai potente: monossido di di idrogeno con aggiunta di tabacco toscano;

flacobooh, per tutte le patologie non rientranti nei precedenti gruppi di farmaci, composto da acqua di rubinetto toscana con aggiunta di menta piperita.

 

 

Le opposizioni si oppongono

 

A questo riguardo va tuttavia segnalato che l’irresponsabile centro destra si era opposto all’approvazione della norma in questione, sostenendo, a suo dire, la sussistenza di un conflitto di interessi in quanto l’azienda neo monopolista di tutti i medicinali italiani fa parte di un gruppo controllato a sua volta da una banca di cui l’amministratore delegato sarebbe il padre della Ministra Maria Elena Boschi (vanno a scovare anche il pelo nell’uovo questi parlamentari, quando vogliono, nevvero?).

La Ministra, richiesta di giustificare la questione, avrebbe risposto con tali commoventi parole:

 

«Io amo mio padre. Se ho fatto qualcosa di sbagliato, l’ho fatto solo nell’interesse della cosa cui tengo di più nella mia vita.»

 

Si è quindi, con posa degna di un emula principessa del foro, alzata la gonna mostrando la bella fregna: tanto è bastato per salvarle il culo e far approvare il testo senza modifiche.

Viene fatta salva la possibilità (art. 69 T.U.) di rivolgersi a strutture private per la cura dei propri mali.

 

Visite mediche

 

Semplificazione” è la parola d’ordine a questo riguardo:l’iter per la prenotazione delle visite diventa quindi più snello ed accessibile da tutti i cittadini- Chi desidera prenotare un esame specialistico dovrà quindi da ora in poi, semplicemente:

 

– farne richiesta in triplice copia in carta da bollo;

– spedire detta richiesta tramite posta elettronica certificata PEC;

– allegare alla richiesta il parere favorevole di tre medici, di cui almeno uno con il grado di primario;

– fare un tuffo dal trampolino carpiato alla presenza di apposita commissione, ottenendo un punteggio non inferiore a 8,5;

– scannerizzare ed inviare in allegato alla richiesta copia integrale del dizionario della lingua italiana ovvero, a scelta del richiedente, copia del manuale “Sintomi e malattie”, editrice Garzanti.

 

Sulla richiesta decide il Consiglio dei Ministri. Vale la regola del silenzio assenso: in caso di mancata risposta dopo 640 giorni dalla domanda, è possibile presentarne una nuova, senza aggravio di spese.

 

 

Attrezzatura ospedaliera

 

Dopo aver constatato la presenza di troppi ospedali sul territorio italiano, causa di confusione per i cittadini incerti su quale sia la giusta struttura cui rivolgersi, il nuovo testo di legge prevede la soppressione di tutti gli ospedali minori, per concentrare l’azione sanitaria solo in alcuni punti strategici. Agli ospedali superstiti, che l’art. 2 del T.U. (Definizioni) definisce “strutture sanitarie di concentramento” (abbreviato Lager), verranno fornite nuove e più moderne apparecchiature.

Il Decreto legislativo (art. 7), fornisce infatti un minuzioso elenco dei farmaci, ferri, macchinari e attrezzatura minima che ogni unità di concentramento deve tenere presso la struttura:

 

– n. 12 cerotti di varie misure e grandezze;

– n. 4 metri di tenda bianca sottile, da ritagliare (con le apposite forbici dalla punta arrotondata) a strisce ed usare per i bendaggi;

– n. 6 bisturi, di forme e colori a piacere della singola struttura (in omaggio al Federalismo sanitario: emendamento Lega Nord

4 martelli, per le anestesie locali;

7 seghe, per le amputazioni;

1 motosega, alimentata a benzina verde con numero di ottani non superiore a 95;

27 clisteri, con capacità non inferiore a litri 2 e 3/4;

36 sonde anali, di diametro non inferiore a sedici centimetri e lunghezza a piacere;

1.852.346.791 di confezioni di Flacobronco, Flacopancia, Flacomale e Flacobooh.

La Ministra della Sanità Beatrice Lorenzin, forte della sua maturità classica, ha in merito, con relativa circolare ministeriale, precisato:

« Non verrà tollerato l’utilizzo di strumenti sterili monouso: costituisce un grave spreco usare quella roba soltanto una volta; basta dargli una sciacquata con un po’ d’acqua e possono essere riutilizzati in piena sicurezza.»

 

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