I blog di Alessioempoli

Data 7 novembre 2021

POVERTA’

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POVERTA’

 

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Data 1 novembre 2021

Ghb “droga dello stupro”

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Ghb “droga dello stupro”

 

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Acido γ-idrossibutirrico

L’acido γ-idrossibutirrico (talvolta gamma-idrossibutirrato, nome IUPAC acido 4-idrossibutanoico) è un acido organico. Meglio noto come GHB, è sia un farmaco sia un derivato amminoacidico che si trova normalmente nel sistema nervoso centrale, così come in altri organi come fegato, reni, cuore, ossa. Come farmaco è usato comunemente sotto forma di sale alcalino (Na-GHB o K-GHB). Il sale sodico del GHB è commercialmente conosciuto come ossibutirrato di sodio o come sodio oxibato.

 

Farmacodinamica

L’azione del GHB deve ancora essere pienamente chiarita. Il GHB ha almeno due siti d’azione, stimolare il recettore da poco caratterizzato e chiamato “recettore GHB” così come il recettore GABA. Il GHB, se è indubbiamente un neurotrasmettitore, raggiungerà concentrazioni abbastanza alte solamente per agire nei confronti del recettore GHB, poiché ha solo debole affinità per il GABA. Comunque, durante l’uso ricreazionale, il GHB può raggiungere concentrazioni molto alte nel cervello, relativamente ai livelli basali, e può reagire con il recettore GABA. L’azione del GHB a questo livello è probabilmente responsabile dei suoi stessi effetti sedativi. La stimolazione del recettore GABA mediata dal GHB inibisce il rilascio di dopamina così come causa il rilascio di sedativi naturali, i neurosteroidi. Negli animali gli effetti sedativi possono essere fermati dagli antagonisti del GABA.

 

La rilevanza del recettore GHB negli effetti comportamentali indotti dal GHB è molto controversa. Sembra difficile credere che il recettore GHB non sia importante quando è densamente espresso in molte aree del cervello, includendo la corteccia, anche perché è il sito con maggior affinità all’azione del GHB. Esiste una ricerca limitata su questo recettore. A ogni modo l’evidenza mostra che causa il rilascio di glutammato, che dovrebbe essere stimolante. Non sembra comunque che il recettore GHB spieghi le proprietà sedative o additive del GHB.

 

Si potrebbe proporre una situazione dove alte dosi di GHB sono sedative attraverso la sua azione sul recettore GABAB, mentre una dose più bassa è in qualche modo stimolante. Questo può spiegare l’effetto cosiddetto di “rimbalzo“, sperimentato da individui che usano il GHB come sonnifero, quando si svegliano poche ore dopo un sonno indotto da GHB. Vale a dire che, nel tempo, la concentrazione del GHB nel sistema diminuisce (a causa del metabolismo), sotto una soglia per stimolare la funzione del recettore GABAB, e stimola semplicemente il recettore GHB, portando a svegliarsi. Il GHB sotto il nome di Alcover viene utilizzato nella terapia della dipendenza da alcool.

 

Metabolismo

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Caratteristiche organolettiche e farmacocinetica

Il sale di sodio del GHB si presenta in forma liquida, dal sapore molto salato e dall’odore appena pungente. I suoi effetti possono sopraggiungere dopo circa 5-20 minuti dall’assunzione e durare per un lasso di tempo che può variare dalle 1,5 alle 3 ore.

 

Utilizzo

 Endogeno

La funzione precisa del GHB nel corpo non è chiara. È un immediato precursore del GABA, un neurotrasmettitore che regola la debolezza, l’attività fisica e il sonno. Poiché il GABA non può attraversare la barriera emato-encefalica, il GHB ottenuto dal cibo può essere usato per essere convertito a GABA. Il GHB previene la mancanza di rifornimento delle cellule di ossigeno, il che potrebbe spiegare la presenza del composto negli organi vitali. Il GHB è stato scoperto avere anche capacità neuroprotettive.

 

Medico

Nella forma di sodio oxibato, è stato usato come anestetico generale e ipnotico nel trattamento dell‘insonnia. Il GHB è stato anche utilizzato per trattare la depressione clinica e migliorare la prestazione atletica. Negli Stati Uniti, la Food and Drug Administration permette il suo uso per ridurre il numero degli attacchi di cataplessia nei pazienti con narcolessia. In Italia, il GHB (con il nome commerciale di Alcover) è usato nel trattamento dell’etilismo.

 

Quale stupefacente

Nell’utilizzo ricreazionale, il GHB è conosciuto negli USA anche come “G”, “Juice”, “Liquid X” o “Liquid E” e meno come “Gamma-Oh”, “Georgia Homeboy”, “Georgia Detwiler”, “Blue Verve”, “Gamma-G”, “Qi”, “scoop”, “goop”, “gerb” o “permagrin”.

 

Il suo uso potenziale come “droga da stupro” negli anni novanta ha portato all’inserirla negli USA nella Tabella I della legge sulle sostanze controllate (Controlled Substances Act), nel marzo del 2000. Il 21 marzo 2001, la Commissione sui narcotici ha posto il GHB nella Tabella IV del 1971 (Convenzione sulle sostanze psicotropiche).

 

A dosi basse, può causare uno stato di euforia e di aumentata socialità. Si avranno anche una sensazione di benessere, rilassatezza, aumento della sensazione tattile e del desiderio sessuale. Negli uomini è diffusa soprattutto poiché aumenta il mantenimento dell’erezione maschile. Il mattino dopo l’assunzione, si avranno gli stessi effetti di un dopo sbronza (nausea, vertigini, confusione mentale e la quasi totale assenza di ricordi che riguardino il periodo d’azione del GHB), tranne se assunto in dosi elevate, in quanto funge da anestetico.

 

Dipendenza

Il GHB crea dipendenza fisica e può anche determinare dipendenza psicologica.

 La dipendenza fisica si sviluppa quando il GHB è preso su base regolare (per es. ogni 2-4 ore per più giorni consecutivi).

 

Gli effetti causati dall’interruzione dell’assunzione possono includere allucinazioni, insonnia, ansietà, tremori, sudorazione, irascibilità, dolori intercostali e rigidezza, dolori ai muscoli e alle ossa, sensibilità agli stimoli esterni, disforia e noia mentale. Questi effetti collaterali cesseranno dopo 2 – 21 giorni a seconda dell’uso. Sebbene siano state riportate anche morti a causa della sospensione dell’uso del GHB, le indicazioni della letteratura scientifica a tal proposito sono inconcludenti ed è quindi necessaria ulteriore ricerca.

 

Tossicità

Mentre piccole dosi di GHB sono considerate sicure, dosi più alte invece possono causare nausea, vertigini, sonnolenza, disturbi alla vista, respiro affannoso e amnesia fino ad arrivare a vomito, convulsioni, incoscienza e, in teoria, alla morte. Questi effetti variano da persona a persona e dipendono dalla dose.

 

I suoi effetti sedativi si manifestano e si moltiplicano sinergicamente quando è combinato con altri depressivi dell’SNC come alcool, benzodiazepine, barbiturici e altri.

 

Le morti causate dalla sola assunzione di GHB sono estremamente rare o inesistenti. Esse potrebbero avvenire in conseguenza di una crisi respiratoria poiché alte dosi di GHB potrebbero eventualmente inibire i centri respiratori del tronco cerebrale. In ogni caso si è discusso molto del fatto di come sia estremamente difficile assumere una dose letale di GHB giacché l’utilizzatore cadrebbe in uno stato d’incoscienza molto prima che la dose letale venga raggiunta. La morte durante l’uso del GHB è dunque molto più probabilmente causata dalla combinazione di questo con alcool come risultato di un soffocamento durante vomito e asfissia.

 

Non ci sono ancora studi a lungo termine sugli effetti del GHB se preso abitualmente e di conseguenza non si sa finora se l’uso prolungato di GHB causi danni permanenti al corpo. Test clinici hanno comunque mostrato come non ci fossero stati danni a organi o al cervello nei ratti a cui era stato somministrato il GHB in modo cronico.

 

Nella classifica di pericolosità delle varie droghe stilata dalla rivista medica Lancet, il GHB occupa il diciassettesimo posto.

Data 31 ottobre 2021

Tecnologia FTTH, i vantaggi della fibra ottica

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Tecnologia FTTH, i vantaggi della fibra ottica

24/03/2021

 

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La velocità di navigazione è oggi un prerequisito indispensabile per le imprese, ma è sempre più apprezzato anche dall’utenza domestica.

 

Con l’aumentare dei servizi online di uso quotidiano, aumenta infatti la necessità di potersi collegare a velocità sostenute, per non rallentare le attività di tutti i giorni. Se, da un lato, il download della posta elettronica e la navigazione Web sono meno suscettibili alle performance della connessione in uso, vi sono altri servizi dove questo parametro è cruciale.

 

Se, per esempio, ci affidiamo a repository dati in cloud, le funzionalità di sincronia continua rappresentano un classico esempio di applicazione sensibile alla banda. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di sincronizzare più account, magari da più PC contemporaneamente. In generale, per poter sfruttare appieno tutte le potenzialità del cloud è opportuno disporre di una connessione ad alte prestazioni, ovvero della banda larga.

 

Servizi di streaming UHD 4K richiedono una banda robusta. La trasmissione on demand (film, eventi sportivi), ma anche la riproduzione di flussi real time, come per esempio la videosorveglianza, necessitano di uno stream dati sostenuto e affidabile. In caso contrario, il video può bloccarsi o degradare di qualità.

 

Per le aziende che hanno differenti sedi sparse sul territorio, la velocità di trasmissione dei dati rappresenta un vantaggio competitivo. Tunnelling VPN permanenti, sincronia dati, backup e replica possono infatti essere eseguiti con fluidità, senza rallentare le normali operazioni di lavoro.

 

La fibra e la risposta del mercato

In questi anni, molto si è fatto anche a livello governativo, sia in Italia, sia in Europa. Politiche sempre più attente hanno posto al centro i canali di comunicazione digitali, favorendo la diffusione di differenti tecnologie per la trasmissione dei dati.

 

Il decreto “Salva Italia”, Legge n. 9 del 2014, ha dato all’Autorità il compito di costituire una banca dati di tutte le reti di accesso ad Internet esistenti sul territorio nazionale. Si tratta di uno strumento utile a elaborare soluzioni innovative volte a colmare il divario digitale in relazione alla larga banda e ultralarga.

La BroadbandMap di Agcom rappresenta una mappatura delle reti di accesso ad Internet. Il portale fornisce dati elaborati statisticamente sulle coperture delle reti con cavi in rame, fibra ottica, in tecnologia wireless, sulle reti cellulari 2G, 3G e 4G, sulla velocità delle reti in rame e cavi in fibra ottica e sul numero di abbonamenti ad Internet nazionali, regionali e provinciali.

La banca dati offre la possibilità di analizzare lo stato di sviluppo dell’offerta di accesso ad Internet al singolo indirizzo, nonché la possibilità di fare valutazioni comparative sulle diverse tecnologie e velocità.

 

A fine 2020, l’Autorità ha reso disponibile l’Osservatorio sulle Comunicazioni e ha individuato i trend del medio periodo. Si evidenzia una riduzione delle linee di rete fissa (130mila unità in meno rispetto al trimestre precedente e di 390mila unità in meno rispetto a settembre 2019). Si può inoltre notare un sensibile spostamento delle utenze verso linee ad alte performance. Gli accessi alla rete da linea fissa in rame sono scesi a meno del 40%: erano all’85% solo cinque anni fa.

 

Al mese di settembre 2020, la fotografia relativa alle tipologie di connessione utilizzate vedeva un 39,1% di utenti connessi via rame, un 7,4% via FWA (fibra su rete mista radio), il 45,3% su FTTC e l’8,1% tramite FTTH.

 

FTTC e FTTH

I sistemi per interconnettere aziende e privati al Web sono oggi molto variegati, anche se è chiaro che la fibra sta assumendo un ruolo di primo piano.

 

Quali sono le connessioni oggi disponibili? Quali differenze comportano?

Nel tempo, per favorire la diffusione di una connettività il più possibile allargata a tutti i comuni d’Italia, TIM, quale primario operatore del settore, ha avviato e sostenuto una importante campagna di cablatura. Negli ultimi cinque anni abbiamo dunque assistito a un esteso processo di aggiornamento dell’infrastruttura di rete, dai grossi centri urbani, sino alle località periferiche.

 

I lavori di potenziamento delle linee realizzati più di recente hanno riguardato la tecnologia FTTC (Fiber To The Cabinet), una fibra ottica che si estende dalle centrali e arriva fino ai cabinet di quartiere. Adottando questa tecnologia, la tratta che va dal ripartitore al domicilio del cliente rimane in rame. Questo approccio può essere considerato una evoluzione dei servizi in rame xDSL o ADSL2+ e consente di raggiungere un massimo di 200 MBps in download.

 

Si tratta di un importante passo in avanti rispetto alle linee ADSL, ancora molto diffuse. Il termine ADSL indica una classe di tecnologie di trasmissione a livello fisico, appartenenti alla famiglia xDSL e utilizzate per l’accesso digitale a Internet su doppino telefonico. In base alla modulazione di banda del canale trasmissivo, questa architettura offre fino a 24 MBps in download e circa 3,5 MBps in upload.

 

Per beneficiare dei reali vantaggi della fibra, in alcune aree del Paese è possibile richiedere una connessione FTTH (Fiber To The Home).

In questo caso, diversamente da FTTC, la fibra che raggiunge il cabinet è utilizzata anche nel tratto verso il domicilio del cliente per portare la fibra fino a casa. Ciò  consente di annullare il collo di bottiglia imposto dal conduttore in rame e di portare la velocità di comunicazione fino a 1 GBps.

 

Tra i player attivi sul territorio nazionale, e in grado di fornire soluzioni FTTH, c’è Open Fiber. La mission dell’operatore è quella di perseguire gli obiettivi previsti dall’Agenda Digitale Europea. L’obiettivo di medio termine è il superamento del digital divide e il pieno supporto delle grandi aree metropolitane, così come dei piccoli borghi italiani.

 

A supporto della digitalizzazione del Paese è scesa in campo anche Aruba, che utilizzerà la rete in fibra ottica FTTH di Open Fiber per fornire ai propri clienti una connessione in fibra e servizi veloci ed affidabili.

Per semplificare l’interpretazione di questi differenti step tecnologici e per aiutare gli utenti nella comprensione di contratti e vincoli proposti dagli operatori, l’Agcom è intervenuta in modo chiaro. Sono state create etichette di differente colore per identificare i vari prodotti.

Questi “bollini” servono dunque per indicare quale tecnologia raggiunge una determinata azienda/abitazione in caso di stipula del contratto.

L’indicatore di colore verde con la sigla F indica le infrastrutture basate su fibra ottica fino all’unità immobiliare o all’edificio dell’abbonato (FTTB e FTTH).

 

Con la sigla FRfibra mista rame” o “fibra mista radio”, di colore giallo, si evidenziano le architetture in cui la fibra ottica è usata solo fino a nodi intermedi (FTTC e FWA).

 

Per ultimo, il bollino con sigla Rfibra rame” o “fibra radio” di colore rosso. Questo indicatore riguarda la disponibilità di connessioni per l’accesso alla rete (ADSL e similari).

Data 31 ottobre 2021

Come scegliere e comprare un dominio

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Come scegliere e comprare un dominio

26/07/2021

 

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Chi intende creare un progetto web come un e-commerce, un blog personale o un sito web aziendale, solo per citarne alcuni, ha tra i primi punti da affrontare la scelta del nome a dominio. Come procedere quindi per scegliere il dominio più adatto per le proprie esigenze?

 

Scegliere un nome che non dovrà essere modificato in seguito

Affinché si parta con il piede giusto, è opportuno pianificare tutto nei minimi dettagli. C’è in ballo il proprio futuro nel mondo online. È scelta saggia optare per un dominio che rimanga valido nel tempo. In questo modo, non ci sarà bisogno di modificarlo negli anni venturi, cosa che comporterebbe una grossa mole di lavoro e  che inoltre potrebbe avere anche effetti negativi; primo fra i quali il posizionamento ottenuto sui motori di ricerca. Prima di scegliere, è bene fare tutte le riflessioni del caso.

 

Vero è che le caratteristiche tecniche vanno valutate con la massima attenzione. Tuttavia, le conseguenze connesse al personal branding, all’immediata riconoscibilità del progetto, alla diffusione dei contenuti sia online che offline, non vanno sottovalutate.

 

Per avviare un progetto web e cercare di differenziarsi dai futuri competitor, è importante scegliere un dominio efficace, attraverso il quale si potrà comunicare a regola d’arte il credo, gli obiettivi e i valori del progetto stesso. Ci sono, perciò, dei punti a cui è bene attenersi nella scelta del nome e nellacquisto di un dominio che può risultare vincente per il proprio progetto.

 

No tassativo al terzo livello

Se l’obiettivo reale è quello di ritagliarsi un ruolo da protagonista assoluto, ad esempio nel mondo della moda, è fondamentale far nascere il proprio blog su un dominio di secondo livello. Cosa vuol dire tutto questo? Sostanzialmente, puntare su una struttura che includa il TLD (.it oppure .com) insieme al testo scelto. Nulla di più, nulla di meno. Non c’è spazio per il terzo livello, connesso a servizi di hosting gratuito.

Acquistare uno spazio web che ospiti il sito, selezionare un piano di web hosting in linea con le proprie esigenze e comprare il dominio è il percorso ottimale per iniziare a produrre e pubblicare online i contenuti del progetto.

 

Utilizzare una piattaforma di hosting gestito è consigliabile nel momento in cui il progetto inizia a prendere forma. In questo articolo trovi maggiori dettagli su cosa è e come funziona un hosting gestito.

 

Per molti siti, il dominio si è rivelato il vero e proprio valore aggiunto. Una volta definito il progetto e quando le idee sono chiare, specialmente in riferimento al target o alla nicchia a cui comunicare e sui contenuti a cui prestare maggiore attenzione, consigliamo di acquistare immediatamente il dominio.

 

Questo costituirà il simbolo, il nome e l’indirizzo che chi naviga su internet digiterà per trovare il sito. Il dominio, insomma, è parte integrante della brand identity, motivo per cui va registrato in modo diretto e senza passaggi alternativi.

 

Meglio privilegiare un sottodominio oppure una sottocartella?

In poche parole, vale la pena puntare su una soluzione del calibro di “blog.ildominiochevuoi.com” o in alternativa su una struttura, come ad esempio “www.ildominiochevuoi.com/blog“? Non c’è una risposta netta al suddetto quesito. La maggior parte di coloro a cui è stata posta la domanda hanno affermato di decidere in maniera autonoma per la sottocartella. Tuttavia, ciò non significa che questa sia la scelta vincente. Di discussioni in ambito SEO a riguardo, infatti, ce ne sono molte.

 

Massima attenzione al TLD

Quando c’è da creare un sito web, nella scelta del dominio non si può far a meno di focalizzare la propria attenzione sul TLD. Il Top Level Domain, infatti, è l’estensione che dà a chi naviga sul web le prime informazioni sulla tua piattaforma. Qual è l’oggetto trattato? Qual è lo scopo primario del sito?

 

Occorre tenere in considerazione che sono ben due le tipologie di Top Level Domain.

 

La prima è nazionale ed è utile nella definizione del contesto geografico di riferimento; la seconda, invece, è generica e serve per individuare gli obiettivi del progetto. Nel momento in cui si acquista il dominio per il sito, è bene riflettere pertanto sull’estensione. Se il nostro sito opera sul mercato italiano la scelta migliore è optare per .it, che però limita fortemente al territorio italiano.

 

Chi pensa che potrebbe espandere il proprio business online anche all’estero ed intende sfruttare questo fattore non da poco, vede il cerchio restringersi. Di TLD ne esistono davvero tanti e non è il caso di acquistarli tutti.

 

Tuttavia, scelta saggia è quella di aggiudicarsi le principali estensioni affinché si possa difendere al meglio il proprio vantaggio competitivo, andando a lavorare sulla brand protection. In questo modo, si evita che le estensioni finiscano in mano alla concorrenza che, online, è più che mai agguerrita.

 

Comunicare con il dominio è un dovere

Il dominio, di per sé, altro non è che un micro-contenuto che gli utenti online leggono nelle pagine di risultato dei motori di ricerca (SERP) e sui principali social network. Se le informazioni comunicate appaiono chiare c’è il vantaggio che i lettori abbiano qualche informazione in più e che, conseguentemente, possano comprendere qualcosa in più circa il business.

 

Capire di fatto qual è l’obiettivo del progetto è fondamentale per conquistare quanti più lettori possibili, in modo da allargare il proprio target di riferimento. Comunicare con il dominio qualcosa del proprio progetto web è pertanto un dovere.

 

Prendiamo alcuni esempi a caso:

– paneebiscotti.com

– onlinefrutta.it

– pastafrescaonline.store

 

In questi tre ipotetici domini, è sin da subito chiara la parola identificativa del topic principale del sito web.

Tirando le somme, scegliere un dominio efficace significa essere in grado di comunicare la propria visione del progetto e di narrare al tempo stesso il lavoro svolto mediante il sito, ma in un numero minimo di batture. La scelta, purtroppo, non è cosa semplice.

 

Può volerci tempo o si può avere un insight immediato, possono essere necessarie più sessioni di brainstorming o ancora fare affidamento a tool web based, utili a raccogliere le idee come la barra di ricerca che si rivela in tal senso ottimale per la ricerca e registrazione di domini, partendo dalla combinazione di diverse parole.

 

Facendo qualche esempio, per la creazione di un fashion blog, numerosi freelance scelgono sempre la combinazione di nome e cognome, in quanto si mette il lavoro individuale in primo piano. Se il sito invece è connesso ad un marchio, ad un prodotto specifico o ad un’azienda, è bene che il dominio segua sempre il progetto.

 

Fatta la scelta del dominio, comunque, la sua registrazione deve essere sempre logica conseguenza, ed è bene che il dominio comunichi con il pubblico di riferimento in maniera efficiente, lasciando sin da subito comprendere qual’ è  l’obiettivo primario per del prodotto web che si sta creando. Insomma, occorre comunicare massima autorevolezza sin da subito

 

Dritte efficaci nella scelta di un dominio per il sito web

Ci sono tutta una serie di dritte pratiche relative all’identificazione del dominio che, ricordiamo, specie in quanto a parole, va scelto con massima cura, visto che il proprio lavoro verrà descritto praticamente dappertutto. Non solo all’interno della SERP o delle reti sociali (Facebook, Twitter, Instagram, Pinterest e quant’altro), ma anche nelle comunicazioni private su WhatsApp, su Skype e nelle newsletter.

 

Quindi:

– Che sia semplice da pronunciare.

– Che risulti semplice da scrivere con la tastiera della postazione multimediale di turno o da mobile (no accenti).

– Che non contenga giochi di parole o contraddizioni.

– Che sia incisivo e sintetico.

– Che non compaiano articoli o preposizioni, in quanto parole inutili.

 

Scelto il nome che aggrada maggiormente, è saggio rileggerlo più volte per vedere come suona. Per sicurezza, farlo leggere anche ad amici, conoscenti, colleghi di lavoro, per poi ascoltare i loro pareri, è cosa di sicuro utile. Non si arriverà mai ad una soluzione definitiva. Tuttavia, l’ascolto di più voci nel coro fornisce sempre spunti interessanti, a prescindere da un’eventuale accettazione del nome o da possibili cambiamenti.

Le keyword appariranno in modo naturale, solamente se la propria attività sul web verrà descritta alla perfezione. Non ci saranno infatti forzature, perché si sarà pensato in grande. Lo stesso discorso vale anche quando si scrive un post per un blog personale. Quale blogger di successo strutturerebbe mai un testo in base alle parole chiave? Nessuno. La lettura non apparirebbe scorrevole.

 

Conclusioni

Scegliere il nome e comprare il dominio sono azioni decisive in rapporto a come creare un e-commerce, un blog personale o un sito web. Quando si sceglie il nome per il vostro progetto web è la chiarezza che vince sempre. Comunicare la propria identità, dare una risposta secca mediante un dominio efficace è il valore che fa la vera e propria differenza sui concorrenti.

Data 29 ottobre 2021

Strong Customer Authentication, user experience e sicurezza

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Strong Customer Authentication, user experience e sicurezza

07/10/2021

 

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La cosiddetta Autenticazione Forte rientra tra i meccanismi della PSD2; quest’ultima è stata introdotta per definire al meglio l’evoluzione dell’utilizzo dei sistemi di pagamento elettronico. L’obiettivo finale è quello di aumentare le tutele per i soggetti coinvolti e migliorare la sicurezza delle transazioni, proteggendo i consumatori.

In un mercato globale in rapido cambiamento, le opportunità offerte dal Web stanno portando sempre più imprese e attività a promuovere e sostenere vendite di beni e servizi online. Ciò è vero per le startup, già mentalmente predisposte al  mondo digitale, ma anche per le società di medie e grandi dimensioni che operano nei settori merceologici più disparati.

In questo contesto, i pagamenti digitali costituiscono una nuova opportunità di sviluppo del business d’impresa. Le aziende possono così facilmente avvicinare e fidelizzare i clienti, entrando in competizione diretta con i player globali.

 

La Direttiva europea sui Servizi di Pagamento, nata per innovare in termini di accessibilità e sicurezza la gestione dei pagamenti, sta portando a una rapida evoluzione a livello di customer experience, e non solo. Nel suo percorso di approvazione e introduzione, la PSD2 si è trasformata in un vero e proprio acceleratore di tutti i processi di trasformazione digitale. Essa ha stimolato direttamente il mondo bancario, modificando la gestione dei pagamenti e i rapporti tra le banche stesse e i soggetti attivi sul mercato.

Uno dei punti fondamentali della normativa riguarda la possibilità concessa a terze parti (TPP) di ottenere dati e di poter avviare disposizioni di pagamento sui conti correnti dei clienti, previa autorizzazione diretta.

 

Gli scenari della Strong Customer Authentication

La Strong Customer Authentication è normata dal Regolamento Delegato UE 2018/389 della Commissione Europea del 27 novembre 2017. Integra la precedente direttiva (UE) 2015/2366 del Parlamento europeo e del Consiglio e attiene alle norme tecniche di regolamentazione per l’autenticazione forte del cliente. Essa definisce standard aperti di comunicazione comuni e sicuri.

Oggi. Le attività online e l’eCommerce stanno portando a un volume sempre maggiore di scambi di prodotti e servizi; si tratta di attività strettamente correlate a forme di pagamento digitali. Proprio questo aspetto è il focus dei sistemi elaborati in questi anni, della PSD2 e della SCA: il mercato e i potenziali clienti richiedono sicurezza per poter operare con fiducia.

 

Per superare i dubbi e le perplessità espresse da parte di alcune fasce di consumatori è essenziale che i sistemi di pagamento siano trasparenti e incorruttibili.

PSD2 porta sul mercato nuovi standard di sicurezza per l’accesso ai servizi bancari, all’area clienti e l’Home Banking. In questo caso l’Autenticazione Forte è strutturata per identificare e autenticare in modo univoco il cliente.

Stabilendo con precisione “operatore” e “attività”, il servizio consente di minimizzare i rischi di frode, riducendo di molto le potenziali azioni fraudolente da parte di soggetti non autorizzati.

 

SCA e customer journey

All’atto pratico, SCA impone agli operatori un attento e continuo monitoraggio dei flussi di pagamento. Ciò, in base ad aspetti quali il riconoscimento delle identità del soggetto; un percorso che porta a ridefinire la customer journey degli utenti.

 

Proprio l’esperienza del cliente è al centro dell’attenzione da parte delle imprese e di chi opera nel mondo dell’eCommerce. Chi gestisce negozi online che si basano sui servizi di pagamento digitale potrebbe infatti subire importanti contraccolpi dall’introduzione della Strong Customer Authentication.

La lentezza e le lungaggini delle procedure di sicurezza correlate al pagamento, possono infatti scoraggiare molti, riducendo le vendite e il tasso di conversione.

 

Perché i clienti abbandonano i loro carrelli digitali?

In alcuni casi, le nuove procedure non sono comprese a fondo dagli utenti con poca esperienza e il pagamento appare più difficile di quanto non sia realmente.

I consumatori più avvezzi potrebbero invece lamentare lentezze dovute ai processi di connessione e la presenza di un determinato numero di passaggi per poter ultimare un acquisto.

Questo perché con la SCA, i servizi di pagamento di qualsiasi ordine e tipo richiedono l’aggiunta di ulteriori modalità di autenticazione e verifica. L’autenticazione forte si realizza combinando elementi specifici: password, PIN, accesso a device di proprietà come smartphone, o ancora tramite l’identificazione biometrica di tratti somatici personali (impronte, viso…).

Al momento dell’acquisto, in base alle tipologie di autenticazione definite dall’operatore, l’utente si troverà dunque a dover confermare la propria identità inserendo, per esempio, una password e un PIN distinti. Oppure ancora usando un codice personale e una chiave di sicurezza OTP ricevuta via SMS.

 

È dunque possibile affermare che, nonostante la SCA introduca qualche passaggio addizionale per ultimare l’acquisto, essa va a vantaggio dei consumatori. Il sistema tutela, non solo i potenziali acquirenti, ma anche i commercianti online. Essi, infatti, beneficeranno di pagamenti certi e, nel tempo, potranno irrobustire il proprio rapporto di fiducia con i clienti.

 

Come abbiamo visto, la SCA interessa ogni settore economico, ciascuno con una intensità proporzionale al volume di vendite e all’effettivo uso di sistemi elettronici di pagamento.

Un settore certamente esposto è quello del retail. Un ambiente fortemente collegato al rapporto commerciante-consumatore. Qui, la fiducia e la fidelizzazione della customer base sono essenziali; ancor più in epoca digitale e di acquisti fatti a distanza.

In questo segmento, l’introduzione della SCA deve essere effettuata parallelamente a un attento studio circa le abitudini e i meccanismi di acquisto, per poi abilitare una efficace messa a punto della customer journey.

Questo nuovo meccanismo deve essere interpretato e spiegato; così facendo potrà essere adottato come volano per avviare un efficace aggiornamento dei flussi e delle logiche commerciali usati fino ad oggi.

 

Data 23 ottobre 2021

WooCommerce: i migliori plugin per l’Inventory Management

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WooCommerce: i migliori plugin per l’Inventory Management

04/08/2021

 

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L’Inventory Management, letteralmente la gestione dell’inventario o delle scorte, non consiste soltanto nella registrazione dei prodotti che un’azienda ha a disposizione per la vendita, si tratta infatti di un vero e proprio processo di ottimizzazione che consente da una parte di garantire una fornitura di beni adeguata a soddisfare la domanda degli acquirenti e, dall’altra, di minimizzare i costi relativi alle giacenze di magazzino.

 

Una gestione corretta delle scorte ha un impatto positivo sulla logistica, sul rapporto tra fatturato e profitti, sulla qualità dell’assistenza pre e post vendita e sulle previsioni di mercato. Quanto detto vale sia per i negozi fisici che per gli e-commerce come per esempio i siti Web basati su WordPress e WooCommerce. E’ possibile ottimizzare l’Inventory Management anche grazie ad alcuni plugin appositamente dedicati.

 

Di seguito una breve selezione delle estensioni più diffuse e collaudate scaricabili dalla directory ufficiale dei plugin di WordPress. Quelli presentati forniscono tutti sia una versione di base che funzionalità addizionali “premium” accessibili tramite una sottoscrizione, in generale è però utile ricordare che i plugin per la gestione dell’inventario dotati di tali caratteristiche non sono molto numerosi in quanto si tratta di un settore in cui prevalgono le alternative a pagamento, spesso anche molto costose.

 

WooCommerce Stock Manager

Iniziamo con il parlare di una soluzione appositamente concepita per i negozi online che utilizzano WooCommerce. WooCommerce Stock Manager consente di gestire più prodotti alla volta e di classificarli per categoria e status all’interno del magazzino, ad esempio “in stock” quando disponibile, “out of stock” in caso di mancanza di scorte o “in fase di attesa” dopo l’ordine.

 

Per ciascun articolo è possibile indicare lo SKU (Stock Keeping Unit), cioè il codice univoco utilizzato per l’identificazione e il tracciamento dei prodotti in un magazzino, associare un’immagine in miniatura, registrare i prezzi di acquisto e di vendita o altre caratteristiche come per esempio il peso delle merci.

 

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Particolarmente interessante la possibilità di verificare la quantità esatta delle scorte di un prodotto, informazione che potrebbe essere espressa anche tramite un valore negativo nel caso in cui la domanda di un determinato bene abbia superato l’offerta di unità disponibili.

 

Il plugin consente di ricercare e filtrare i prodotti in base a criteri differenti (nome, SKU, categoria), memorizza uno storico delle attività di magazzino, permette l’importazione e l’esportazione di dati in formato CSV, è conforme al GDPR in quanto non conserva dati personali e permette la creazione di campi personalizzati.

 

ATUM Inventory Management for WooCommerce

Anche ATUM Inventory Management è un plugin pensato nativamente per estendere le funzionalità di base di WooCommerce integrando strumenti per la gestione del magazzino. Il suo punto di forza è sicuramente l’interfaccia che consente di editare rapidamente tutti i dati riguardanti i prodotti e i loro attributi (identificatori, nomi, prezzi, quantità, disponibilità, fornitori) anche tramite azioni di modifica collettive.

 Tutti gli aggiornamenti effettuati divengono immediatamente visibili tramite il front-end del proprio e-commerce. La piattaforma supporta tra l’altro l’utilizzo concorrente da parte di più utenti alla volta, motivo per il quale quando ad esempio si selezionano dei prodotti è possibile ricevere una notifica che informa del fatto che quegli stessi articoli sono stati selezionati da altri.

 

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L’estensione integra strumenti per il monitoraggio di flussi e giacenze consentendo inoltre di controllare l’andamento delle vendite sulla base di intervalli di tempo (giornaliere, settimanali..) tenendo traccia anche di quelle andate perse.

 

È disponibile un set completo di tool appositamente dedicati alla gestione documentale ed è possibile effettuare l’esportazione di tutte le informazioni relative all’inventario in formato PDF.

 

WP Inventory Manager

Meno conosciuto rispetto alle due soluzioni proposte in precedenza WP Inventory Manager merita di essere valutato perché integra funzionalità essenziali utilizzabili tramite un’interfaccia semplice e intuitiva che lo rendono particolarmente adatto agli e-commerce di dimensioni medio-piccole.

 

L’estensione consente di aggiungere un numero virtualmente illimitato di prodotti all’inventario e di suddividerli in categorie, ciascun articolo può essere inoltre associato a immagini, altri media e documenti (ad esempio file PDF o Word) che anche in questo caso possono essere caricati senza alcuna limitazione.

 

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I campi per la descrizione dei prodotti, attivabili o disattivabili a seconda delle necessità, sono completamente personalizzabili non soltanto per quanto riguarda i nomi e i contenuti, ma anche relativamente al modo in cui li si desidera posizionare nel front-end. L’utilizzatore ha poi a disposizione degli appositi shortcode che gli consentono di definire come l’inventario e le liste in esso presenti devono essere visualizzati.

 Il plugin viene rilasciato in due versioni, una gratuita e l’altra a pagamento, non vi sono differenze a livello di feature ma la seconda consente di accedere a degli add-on premium con funzionalità accessorie come per esempio il location management, l’importazione e l’esportazione dei contenuti e la loro gestione massiva (Bulk Item Manager).

 

Z Inventory Manager

Z Inventory Manager è un plugin che permette di organizzare facilmente ordini, vendite, clienti e forniture. Integra inoltre funzionalità dedicate al tracciamento e al monitoraggio delle attività di un negozio online mettendo a disposizione la reportistica riguardante i flussi di magazzino fino ai dettagli su prodotti specifici.

 L’estensione permette di verificare i livelli delle scorte in tempo reale e di effettuare ordini verso i fornitori per colmare eventuali mancanze. A questo proposito è utile segnalare la presenza di feature per il traking e la gestione della delivery in modo da tenere sempre sotto controllo i movimenti delle merci da e verso il magazzino.

 

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Il plugin è stato sviluppato per la multiutenza, per questo motivo è disponibile un set di permessi con cui definire ciò che un utente può fare e non può fare quando accede all’interfaccia di amministrazione. I ruoli generabili seguono regole simili a quelle previsti per gli utenti di WordPress con la differenza che quelli definiti tramite l’estensione hanno valore soltanto per quest’ultima.

 

Di base Z Inventory Manager offre delle funzionalità essenziali che possono essere integrate ad un prezzo estremamente contenuto da add-on dedicati alle statistiche riguardanti l’inventario, con la possibilità di accedere ai dati sui prezzi e i costi medi, alla duplicazione rapida di vendite e acquisti, e allo storico delle transazioni effettuate.

 

Stock Locations for WooCommerce

Se si ha la necessità di gestire più magazzini per l’allocazione delle scorte, Stock Locations for WooCommerce rappresenta una soluzione ottimale con cui controllare da una singola interfaccia utente tutti i prodotti disponibili e i loro flussi in entrata e in uscita.

 

Il plugin consente di creare delle tassonomie con cui classificare i magazzini e di gestire sia i prodotti semplici che quelli variabili di WooCommerce (come per esempio i capi d’abbigliamento che prevedono taglie e colori differenti per i medesimi modelli).

 

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Tra i suoi maggiori vantaggi c’è anche la possibilità, da parte dei clienti, di scegliere in quale centro ritirare la merce acquistata, così come un sistema configurabile di esecuzione automatica degli ordini particolarmente utile nei casi in cui un magazzino dovesse registrare la diminuzione di determinate scorte.

 L’estensione integra anche funzionalità dedicate all’automazione delle notifiche, si potrà quindi ricevere un messaggio di posta elettronica quando gli stock di uno specifico prodotto vengono assegnati ad uno dei magazzini così come sarà possibile attivare l’invio di una email al magazzino in cui è presente un articolo per il quale è stato effettuato un ordine tramite WooCommerce.

Data 21 ottobre 2021

NAME SERVER

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NAME  SERVER

 

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L’importanza del name server per accedere ad un sito

 

Il name server è fondamentale perché permette l’accesso a un sito web non tramite il suo indirizzo IP ma attraverso il nome a dominio.

 

Ti spiegherò adesso  proprio cosa significa accedere ad un sito tramite indirizzo IP, a cosa servono i name server e perché sono così importanti per navigare in internet e facilitare l’accesso a qualsiasi sito. 

 

Un name server costituisce una parte importante del server DNS (Domain Name System). Nello specifico la funzione di un name server è quella di permettere l’accesso a un sito web non tramite il suo indirizzo IP, ma attraverso il nome a dominio.

 

DNS e name server

I name server sono una parte dei DNS (Domain Name System), il sistema che regola la traduzione dei domini in indirizzi IP. La differenza sta nel fatto che i primi vengono gestiti dai web hosting provider, mentre i secondi da autorità governative internazionali.

 

Cos’è un indirizzo IP

L’ indirizzo IP (Internet Protocol Address) è un valore numerico, composto da 4 serie di numeri separati da punti che vanno da 0 a 255. Tale indirizzo serve a garantire che le informazioni trasmesse arrivino alla giusta destinazione.

Gli indirizzi IP possono essere pubblici, privati, statici e dinamici.

 

L’indirizzo IP pubblico è visibile e raggiungibile da tutti gli host, quello privato invece è utilizzato all’interno di reti locali per identificare un dispositivo che appartiene alla rete.

 

Gli indirizzi IP dinamici sono quelli che normalmente vengono utilizzati per la navigazione in Internet, perché assicurano una protezione della privacy maggiore, consentendo una navigazione più anonima. Sono definiti dinamici perché cambiano ad ogni sessione, oppure ogni 24 ore. A differenza dei dinamici, gli IP statici restano invariati e vengono usati soprattutto all’interno di reti locali per mettere in comunicazione i dispositivi che appartengono alla stessa rete.

 

Come funziona un name server

Per aprire una pagina Web è necessario l’indirizzo IP che come abbiamo visto è composto da una serie di numeri praticamente impossibile da ricordare per un utente che stia cercando uno specifico sito web.

Il semplice gesto di aprire il browser, digitare il nome dominio e ottenere la risorsa richiesta è possibile proprio grazie alla presenza dei name server.

Il compito dei name server è proprio quello tradurre gli url dei siti web e metterli in relazione con gli IP corrispondenti.

 

Detto in altre parole se non ci fossero i name server tutti gli utenti di internet sarebbero costretti a tenere un elenco degli indirizzi IP da digitare per raggiungere una determinata risorsa che si vuole raggiungere.

 

Infine una curiosità. Giacché ogni nome a dominio corrisponde ad un indirizzo IP, puoi aprire una nuova finestra del tuo browser e digitare “31.13.86.36”. A questo indirizzo IP corrisponde il dominio facebook.com, al quale verrai immediatamente rimandato. Esiste una leggenda metropolitana – che consideriamo tale – secondo cui, ottenere un indirizzo IP prossimo ad un altro che corrisponda ad un sito web molto forte, in termini di rilevanza tra i risultati nei motori di ricerca, sia una condizione di per sé sufficiente a trasferire rilevanza al nuovo sito web e garantirgli buoni posizionamenti su Google.

 

Se ciò fosse vero, sarebbe una semplificazione davvero estrema di come funziona Google, ma quand’anche si scoprisse che la prossimità dell’IP viene vista come un fattore di ranking, sarebbe sempre solo uno degli oltre 200 presi in considerazione.

 

 

WordPress 5.8: le principali novità

20/07/2021

 

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WordPress 5.8, seconda Major Release per il 2021 del CMS Open Source più utilizzato in Rete, si presenta come uno degli aggiornamenti più importanti nella storia dell’applicazione.

Per la sua realizzazione sono state infatti implementate un numero rilevante di nuove funzionalità che riguardano in particolare la gestione di tutti gli aspetti di un sito Web, dai contenuti al layout, e l’amministrazione dei widget.

 

Il progetto FSE

Tali novità rientrano in buona parte nell’iniziativa chiamata FSE (Full Site Editing) che ha l’obbiettivo di sfruttare ed estendere il sistema dei blocchi, introdotto grazie all’editor Gutenberg, per consentire agli utilizzatori di adattare tutte le componenti di un sito Web alle proprie esigenze tramite un ambiente visuale.

 

Grazie all’FSE si possono utilizzare i blocchi per definire i template degli articoli e delle pagine, si hanno maggiori opportunità di gestire i menu, è possibile ricorrere ai blocchi per i temi per rendere visibili contenuti prelevati dal database, come per esempio date, anteprime dei post (excerpt) o immagini in evidenza, così come si possono creare liste ed elenchi addizionali senza intervenire sul codice o installare nuovi plugin.

 

Come sottolineato dagli stessi componenti del team di WordPress, FSE non deve essere interpretato come una singola funzionalità ma come un set di feature che vengono sviluppate in contemporanea. Per il momento ciò significa che il progetto è per molti versi ancora in fase embrionale e incompleto,

A tal proposito chi volesse testare FSE allo stato attuale dell’arte può fare riferimento alla variante a blocchi o del tema Twenty-Twenty One, denominata Twenty-Twenty One Blocks. È inoltre necessario disporre del plugin Gutenberg installato e attivo.

Il comportamento delle feature descritte di seguito può infatti variare a seconda del tipo di tema utilizzato per il proprio sito.

 

Editing dei template

Le nuove funzionalità per l’editing dei template consentono di personalizzare questi ultimi a partire da post e pagine, sia tramite temi concepiti utilizzando i blocchi che con temi tradizionali.

Se si desidera creare un nuovo template la procedura prevede ad esempio di aprire un articolo, o di crearne uno nuovo, cliccare sull’icona delle “Impostazioni” per poi spostarsi nella scheda “Articolo” e selezionare il link “Nuovo” all’altezza della sezione “Template

 

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Fatto questo, per accedere all’editing del template è possibile cliccare sul collegamento “Editor del sito” presente nella sidebar della dashboard, dalla schermata così aperta si deve selezionare l’icona a forma di tre puntini disposti verticalmente e poi seguire il percorso “Impostazioni > Template”.

Si può così intervenire su qualsiasi elemento di quest’ultimo, l’header nella figura seguente, cliccando sul pulsante “+” e aggiungendo il blocco desiderato.

 

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Gestire i blocchi dei temi

I nuovi blocchi dei temi rappresentano un’evoluzione dei template tag e, come essi, consentono di mostrare in specifiche parti di un sito Web (ad esempio un articolo o un template) contenuti prelevati dinamicamente dal database.

Per visualizzare i vari blocchi disponibili è sufficiente cliccare all’interno del placeholder di un blocco e digitare in esso il carattere “/”, si apre così una lista dalla quale selezionare facilmente il tipo di blocco da inserire, senza dover scrivere del codice.

 

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Scegliendo ad esempio il blocco “Titolo” si accede ad un menu completo per l’inserimento e la formattazione di questa tipologia di contenuto, come nel caso del sottotitolo delimitato da heading tag “<h2></h2>” rappresentato nell’immagine successiva.

 

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La gestione dei widget

Con WordPress 5.8 cambia anche la gestione dei widget che questa volta è basata anch’essa sui blocchi. A tal proposito è sufficiente osservare l’immagine proposta di seguito in cui viene mostrato come, cliccando sul placeholder del “Footer #1” all’interno della sezione “Widget”, si possa accedere ad un menu contenente i blocchi disponibili per il primo piè di pagina.

 

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Una volta scelto un blocco, ad esempio un’immagine o una citazione, diventa disponibile il menu per il suo inserimento e la sua visualizzazione all’interno del widget selezionato.

 

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Dato che la gestione dei widget è particolarmente importante per la struttura di un sito Web, gli sviluppatori di WordPress hanno tenuto conto del fatto che tale novità potesse non accontentare tutti o risultare difficoltosa da utilizzare per chi è abituato all’impostazione tradizionale. Per questo motivo è stato messo a disposizione un  plugin, denominato Classic Widgets che, se installato e attivato, permette di ritornare alla gestione classica di queste componenti.

 

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L’estensione non fa altro che disabilitare l’editor dei blocchi ripristinando così anche l’interfaccia che gli utilizzatori di WordPress conoscono e utilizzano ormai da anni. Rimane comunque la possibilità di inserire blocchi all’interno dei widget.

 

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Loop di query

Il blocco Query Loop è divenuto parte integrante del core di WordPress, questo significa che senza dover utilizzare dei plugin, senza doversi rivolgere ad un professionista e senza mettere mano al codice, la versione 5.8 consente di realizzare velocemente e facilmente liste di contenuti. Si tratta di una novità molto utile per tutte quelle attività online che hanno la necessità di rendere visibili degli elenchi, come ad esempio gli e-commerce che possono così generare delle liste con gli articoli in vendita.

Un loop di query è in sostanza il motore di un ciclo di interrogazioni inviate al database, l’utilizzatore decide cosa deve essere mostrato e il sistema si mette alla ricerca dei contenuti che soddisfano questa esigenza tra i post, per poi restituire l’output di tale operazione sotto forma di una lista.

Sono disponibili diversi modelli per i blocchi, ad esempio griglia o carosello, e la lista viene visualizzata in base alla selezione effettuata prima dell’interrogazione al database. Nell’immagine seguente viene mostrato un Query Loop generato tramite un modello a colonne.

 

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Visualizzazione persistente delle liste

Una delle novità più semplici, ma estremamente funzionale, di WordPress 5.8, riguarda la nuova disposizione della cosiddetta “List view”, l’elenco delle componenti di un template o di un contenuto. Quest’ultima infatti non viene più proposta tramite un box destinato a sparire quando nell’editor ci si sposta su un altro elemento della schermata, rimane invece sempre visibile grazie ad un sidebar dalla quale selezionare rapidamente qualsiasi voce in lista.

 

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La persistenza della List view è garantita fino a quando non si clicca su un altro elemento del menu orizzontale dell’editor.

 

Novità per le immagini

L’ultimo aggiornamento del CMS porta con sé anche due interessanti novità per quanto riguarda la gestione delle immagini. La prima è relativa al supporto per il formato WebP che insieme a PNG, JPEG e GIF rappresenta uno standard per Internet e consente un livello di compressione elevato senza la perdita di qualità.

A tal proposito è bene ricordare che il supporto a WebP è garantito soltanto negli ambienti server in cui PHP presenta la libreria Imagick, questo perché l’alternativa LibGD non offre ancora compatibilità con tale formato.

La seconda riguarda l’introduzione del filtro duotone che consente di generare bicromie sulle immagini.

 

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Per ottenere questo risultato è sufficiente cliccare sull’immagine presente in un articolo e selezionare l’opzione “Applica filtro bicromia”.

 

Fine del supporto per Internet Explorer 11

WordPress 5.8 non è compatibile con Internet Explorer 11, l’ultima versione dello storico browser per la navigazione Web di Microsoft che la stessa casa madre ha smesso di implementare.

Chi volesse continuare ad utilizzare tale applicazione potrebbe registrare diversi problemi durante la gestione del proprio sito o la visualizzazione delle pagine Web basate su questa release del CMS. Per una user experience quanto più completa e soddisfacente possibile si consiglia quindi di passare ad un browser aggiornato, come per esempio Edge se si desidera continuare ad utilizzare una soluzione della Casa di Redmond.

Data 17 ottobre 2021

POVERTA’

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POVERTA’

 

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Guardali che carini,come se la ridono:

spesati,stipendi d’oro,protetti,guardie del corpo,auto blu,aerei ed altro gratis,privilegi di ogni tipo,puliti,disinfettati,sterilizzati e tanto altro …… !!!!!

 

Loro lavorano sempre per il bene del popolo…….

Sì ,ma di quale popolo ??????

Ma se non hai ancora capito sei davvero un testone,è evidente,per il popolo dei ricchi!!

 

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Santissimo   Reverendissimo

Adesso abbiamo anche un santo in più, ne sentivamo la mancanza !!!!

 

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Ma certamente tutte questi “bla,bla,bla”  non si sono accorti che in un anno i morti di fame sono aumentati ancora di 1 milione!!!! Ma chi se ne frega,loro devono pensare ai loro stipendi e quindi ai ricchi! Il resto non conta.

Ma poichè a stare sempre nelle stanze del potere spesso si rincoglionisce,sarebbe bene che almeno guardassero il telegiornale della sera per vedere che:

 

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e tanto altro ancora …… !!!!!!

Ma tutta quella brava gente che se la ride e s’ingrassa dalla mattina alla sera,dove sta??? Cosa fa ????

Queste persone sono umiliate nel corpo e nell’anima ,sempre,ogni giorno, profondamente,la loro sofferenza è enorme,indicibile, ma loro che fanno???

 

Ridono,ridono sempre e s’ingrassano sempre di più

Non hanno occhi,ma solo una grande bocca per mangiare,mangiare e ingrassare mentre questa povera gente SOFFRE,SOFFRE,SOFFRE!

 

Ma arriverà l’Angelo della Morte che se li mangerà tutti!

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AMEN (e così sia!)

Data 8 ottobre 2021

GIORGIO PARISI

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GIORGIO PARISI

 

Il Nobel per la Fisica 2021 è stato assegnato all’italiano Giorgio Parisi, fisico teorico dell’Università Sapienza di Roma e dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) e vicepresidente dell’Accademia dei Lincei. Parisi è stato premiato per le sue ricerche sui sistemi complessi.

 

Cosa ha scoperto Parisi?

Giorgio Parisi è stato premiato “per la scoperta dell’interazione tra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici, dalla scala atomica a quella planetaria”. Intorno al 1980, ha scoperto i modelli nascosti in materiali complessi disordinati, tra i contributi più importanti alla teoria dei sistemi complessi.

 

Cosa sono i sistemi fisici complessi?

In fisica moderna un sistema complesso è un sistema dinamico a multicomponenti ovvero composto da diversi sottosistemi che tipicamente interagiscono tra loro. … Tipici dei sistemi complessi sono i concetti di autorganizzazione e comportamento emergente.

Benché non ne esista una definizione formale unanime, si può affermare che un sistema complesso ha alcune caratteristiche di fondo: è composto da un numero notevole di sottosistemi interagenti; presenta caratteristiche emergenti, cioè comportamenti ordinati derivanti dalle interazioni fra i sottosistemi quando i …

 

Cosa mette in evidenza l epistemologia della complessità?

L’epistemologia della complessità nasce nella seconda metà del XX secolo, in seguito alla constatazione che il dualismo cartesiano e il pensiero settecentesco di stampo riduzionista che a esso si rifaceva erano ormai inadeguati a comprendere il mondo delle complesse interazioni disegnate dalle scienze moderne

 

Che cosa è un sistema aperto?

In termodinamica un sistema aperto è un sistema che interagisce con l’ambiente esterno scambiando sia energia (lavoro o calore) che materia. Alcuni esempi di sistemi aperti sono gli organismi viventi, i pianeti, i sistemi planetari, ecc.

 

Quale concetto esprime la  teoria della complessità?

la terra è una totalità complessa fisica-biologica-antropologica; l‘uomo stesso non può essere disgiunto dalla natura, esso ha infatti origine dalla natura vivente e fisica e, nello stesso tempo, se ne distingue ed emerge attraverso la cultura, il pensiero e la coscienza

 

Che cosa significa che l’attuale sistema di classificazione è aperto e dinamico?

Si può definire sistema dinamico un sistema la cui modellizzazione matematica può essere espressa da un’equazione differenziale (ordinaria o alle derivate parziali). … se l’evoluzione è continua e definita da un’equazione differenziale, il sistema viene chiamato sistema dinamico continuo.

 

CONCLUSIONE

Parisi è un ricercatore che,come tanti suoi predecessori,tenta inutilmente di raccontare una realtà,secondo lui:

disordinata,caotica,dove solo lui con le sue insignificanti equazioncine vorrebbe mettere ordine,

– ma a Parisi sfugge evidentemente che il mondo ed i sistemi complessi che lui vuole “ordinare“,non sono per nulla caotici,ma bensì sono determinati da un perfetto ordine sostenuto da un “disegno intelligente”

– ancora una volta si tenta inoltre di far credere che l’UOMO non può essere disgiunto dalla natura,in quanto ha origine dalla natura vivente e fisica. FALSO

 

– l’ennesimo tentativo di falsificare la realtà sempre a sostegno di quella falsa e stupida ideologia atea che ha rovinato il mondo e migliaia di giovani nelle scuole da sempre

– l’Hiroshcima culturale di cui parlava FERMI,continua e si rafforza imperterrita a raccontare stronzate improbabili,anzi impossibili  e prende anche un Premio Nobel !!

 

– perchè le equazioni di Parisi, “il grande scienziato” sono acqua fresca,non servono a niente,per un semplice motivo che tutta quella cultura NASCONDE:

 

1)  nella Natura non esiste il Caos ma un disegno intelligente

2) Parisi ed i suoi amici vorrebbero mettere ordine con le loro formulette a qualcosa che è già ordinato (forse lui non se ne è ancora reso conto)

3) i sistemi aperti non potranno MAI essere spiegati fino in fondo per un semplicissimo motivo:

 

– Parisi nel descrivere i sistemi aperti ha considerato solo alcune (e poche) VARIABILI dalle quali non si può ottenere nulla,cioè nessuna spiegazione completa di NESSUN SISTEMA APERTO ,per il semplicissimo motivo che, un sistema aperto non è formato da 100-1000-1000000 di VARIABILI da cui partire,ma da un’INFINITA’ DI VARIABILI  imponderabili,inconoscibili,che Parisi fa finta di non sapere,per questo motivo le equazioncine che Parisi sbandiera come una grande verità,sono solo acqua fresca che non servono a niente per arrivare alla VERITA’  che può nascondere un SISTEMA APERTO,ma potremmo dire semplicemente il MONDO E L’UNIVERSO intero.

– inoltre ricordo che quelle piccole equazioncine che Parisi sventola ai quattro venti ,ogni volta che tenta di descrivere un qualsiasi punto di un sistema aperto,inevitabilmente ,in concreto, descrive semplicemente come appare una “causa seconda“, SEMPRE, ma MAI con i suoi giochetti astatti ha descritto una CAUSA PRIMA”.

Non può esistere una causa seconda senza una causa prima (ricordiamlo a Parisi!)

La dimostrazione è parziale,insufficiente,fallace,non risolutiva

– quindi Parisi come uno zombi produce solo equazioni che descrivono esclusivamente delle “cause seconde“, ma faccio umilmente notare a Parisi che, con la sola rappresentazione delle “cause seconde” NON  POTRA’ MAI ARRIVARE ALLA SOLUZIONE DEL SISTEMA. Se ne faccia una ragione e la smetta di fare il “grande scienziato”

– per finire una piccola nota: nessun cervello umano da qui all’eternità come nessun computer per quanto potente sia, potrà mai arrivare alla soluzione di un SISTEMA APERTO ,perchè

 

a) le VARIABILI da considerare nel calcolo sarebbero INFINITE ,quindi impossibile da realizzare,

b) e perchè qualunque cosa tu possa dimostrare ,saranno sempre ed unicamente CAUSE SECONDE, quindi Parisi si comporta come un topo che gira continuamente in cerchio in un recipiente da cui non potrà mai uscire,perchè la sola ,unica,finale spiegazione sarebbe quella di dimostrare con le sue equazioncine la CAUSA PRIMA che nè Parisi nè altri potranno mai fare.

BASTA CON LE SANTIFICAZIONI !!!

Prima c’era la Hac ora abbiamo Parisi, che barba!!

Data 3 ottobre 2021

Photoshop – PowerPoint – Filmini MP4

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LEZIONI  private di:

 

PHOTOSHOP

è indispensabile per fare il Fotoritocco e le correzioni in Postproduzione.

Riporto alcuni esempi di fotoritocco e correzioni di parti anatomiche del corpo.

 

PowerPoint  e i  Filmini MP4

sono indispensabili per fare delle stupende presentazioni fotografiche  con effetti speciali e con la musica che preferisci di:

– matrimoni, viaggi,cresime,comunioni, gite al mare o in montagna con tutta la famiglia , la fidanzata,ecc…

 

1-Ps-Photoshop

 

Tutte le immagini seguenti sono state 

realizzate con Photoshop

 

2a- mastoplastica additiva

 

2--rinoplastica

 

3- rinoplastica

 

4- smagliature delle cosce

 

5- lifting cosce

 

6- aumento labbra

 

6a - aumento labbra

 

7- lifting delle sopracciglia

 

8- eliminare le occhiaie

 

9- rinoplastica

 

10- sollevamento del seno

 

11 - lipofilling del viso

 

12- sbiancamento dei denti

 

13- macchie del volto

 

14 - ipertrofia del massetere

 

15- sollevamento dei glutei

 

16- Riduzione della cellulite

 

17 - liposcultura

 

18- ringiovanimento delle mani

 

19 - aumento degli zigomi

 

22 - maquillage

 

23- maquillage

 

25 - maquillage

 

26 - maquillage

 

27 - maquillage

 

28 - maquillage

 

29 - maquillage

 

30- cambiare il colore delle iridi

 

31 - cambiare il colore dei capelli

 

32 - correzione del mento

 

33 - cambiare lo sfondo di una foto

 

34 - correzione occhi rossi da scatto fotografico

 

PowerPoint

 

35 - PowerPoint

 

36- AMARE LA VITA

 

FILMINI  MP4

 

37- filmini MP4