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Data 21 giugno 2021

ACQUISTARE UN TELEVISORE

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ACQUISTARE UN TELEVISORE

 

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Se una volta l’acquisto di un televisore era un investimento che durava nel tempo, adesso l’evoluzione tecnologica è tale che nel giro di pochi anni anche un modello di fascia alta può diventare obsoleto. Bisogna insomma che ti mantenga costantemente informato per scegliere il miglior TV per le tue esigenze e le tue tasche, ma non preoccuparti perché in questa pagina troverai tutte le dritte necessarie per non compiere errori durante l’acquisto e per scegliere un modello che soddisfi le tue aspettative e con il miglior rapporto qualità-prezzo.

Hai mai sentito parlare del 3D?

Qualche anno fa i produttori puntavano in maniera massiccia su questa categoria in modo da alimentare le proprie vendite. Secondo i loro comunicati sembrava fosse indispensabile acquistare un televisore con supporto alla tridimensionalità per poter godere appieno dei film compatibili, ma il 3D non ha mai preso piede perché di fatto non offriva un’esperienza così innovativa. È proprio per non prendere fregature di questo tipo che devi mantenerti informato: i trend del momento sono Smart TV, Ultra HD 4K, HDR, OLED e Quantum Dot, tutti molto più interessanti del 3D: ma cosa rappresentano questi nomi? Scopriamolo insieme qui di seguito.

 

Qual è la differenza tra una Smart TV e una TV tradizionale?

I primi si distinguono dai TV tradizionali per la connettività Internet e il supporto alle applicazioni, come quelle per YouTube, i social network e la visione di contenuti in streaming. Una Smart TV solitamente dispone di un sistema operativo avanzato, proprio come quello del tuo smartphone o del tuo computer e nella scelta di un modello bisogna sempre considerare che sistema operativo è installato visto che da questo dipende la lista di compatibilità del prodotto, sia con applicazioni di terze parti che con periferiche esterne.

 

Il sistema operativo ricopre un ruolo fondamentale nella quantità di applicazioni disponibili e nella semplicità d’uso del televisore. I sistemi operativi più diffusi sono: Tizen OS di Samsung (presente sui modelli più recenti del produttore  asiatico), WebOS di LG e Android TV, che vede in Sony e Philips alcuni dei suoi più importanti promotori e porta sui televisori tutte le app disponibili su smartphone e tablet.

 

Lato hardware bisogna porre particolare attenzione alla potenza del processore, dal quale dipende la velocità con cui il televisore esegue le varie app. Bisogna poi fare attenzione al supporto Wi-Fi: non tutti gli Smart TV sono in grado di connettersi alla rete di casa in modalità wireless, alcuni supportano solo la connessione via cavo (Ethernet) e necessitano di una chiavetta acquistabile separatamente per il collegamento Wi-Fi. Infine devi considerare che esistono dei dispositivi molto economici, come il Google Chromecast e i TV Box Android che, all’occorrenza, permettono di trasformare TV tradizionali in Smart TV.

 

I televisori di ultima generazione non sono tutti uguali, e anche nella fascia più alta di prodotti ci possono essere differenze sostanziali tra i modelli prodotti dalle varie società: ad esempio Sony ed LG stanno puntando soprattutto sull’OLED, che offre neri profondissimi e una grande gamma di colori, mentre Samsung preferisce puntare sulla più recente tecnologia Quantum Dot che garantisce una migliore fedeltà cromatica ma con un rapporto di contrasto inferiore rispetto agli OLED.

 

LCD, LED, OLED, plasma

La scelta tra TV al plasma, LCD, LED e OLED è più semplice di quanto si possa immaginare. La tecnologia al plasma è ormai superata, i televisori di questo tipo consumano troppa energia e scaldano in maniera eccessiva. Ti consiglio di evitarli (anche perché ormai in commercio se ne trovano pochissimi). Gli LCD e i LED sono fondamentalmente la stessa cosa: i televisori a LED sono degli LCD che utilizzano i LED anziché le lampade a fluorescenza per la retroilluminazione (fattore che ne riduce drasticamente i consumi energetici e li rende più sottili). Infine ci sono gli OLED, che sono ancora più efficienti dei LED in quanto a consumi, assicurano dei neri molto profondi perché i pixel possono essere individualmente spenti   all’occorrenza, ma attualmente risultano ancora piuttosto costosi. Morale della favola? Se vuoi il miglior rapporto qualità-prezzo orientati su un televisore a LED.

 

Quantum Dot

Alcune delle principali aziende produttrici di televisori stanno commercializzando dei televisori a LED definiti Quantum Dot. Tali televisori si basano su una nuova tecnologia di retroilluminazione che utilizza dei microcristalli per una resa più “precisa” dei colori. I microcristalli vengono illuminati con un raggio di luce blu e in questo modo riescono a riprodurre sullo schermo una gamma di colori più vasta di quella dei classici TV a LED. Va detto che al momento si tratta di una tecnologia riservata a pochi top di gamma, ma in futuro le cose potrebbero cambiare.

 

TV curvi

Alcune aziende stanno puntando forte sui televisori con display curvo. Ma servono davvero? Quali vantaggi hanno rispetto ai classici display piatti?

Beh, in linea di massima i TV curvi offrono un’esperienza più avvolgente per lo spettatore rispetto ai display piatti, fanno sembrare lo schermo più grande… ma hanno anche diverse controindicazioni. In primis per godere appieno di questo formato bisogna mettersi di fronte allo schermo, spostandosi di lato la visione risulta molto più limitata rispetto a quella dei display tradizionali.

 

Caratteristiche tecniche

Nella scelta di un televisore è indispensabile conoscere le definizioni delle caratteristiche tecniche per capire quale modello è migliore rispetto a un altro senza doverlo necessariamente provare. Qui di seguito ti offro delle nozioni fondamentali per orientarti nel tuo acquisto.

 

Risoluzione

La maggior parte dei TV in commercio hanno tre tipi di risoluzione: la HD Ready pari a 1280×720 pixel o 1366×768 pixel, la Full HD che equivale a 1920×1080 pixel e la Ultra HD (anche detta 4K) che equivale a 3840×2160 pixel.

Di recente sono arrivati sul mercato anche i televisori con risoluzione 8K (7680×4320 pixel), che utilizzano complessi algoritmi di intelligenza artificiale per convertire in 8K i segnali prodotti in Full HD o 4K. Per via della scarsità di contenuti nativi in 8K, tuttavia, al momento non mi sento di consigliarti questo tipo di TV a meno che tu non voglia il meglio del meglio a oggi in circolazione (e sia disposto a spendere una fortuna!).

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La constatazione più banale che si può fare in merito alla risoluzione è relativa al fatto che più ampia è la risoluzione e migliore è la qualità dell’immagine. Questo è innegabile, ma bisogna considerare anche il fatto che i televisori più avanzati, quelli con risoluzione 4K, sono un po’ più costosi rispetto ai Full HD. Vale la pena acquistarne uno? In effetti in questi ultimi anni i contenuti che consentono di godere appieno di questo formato sono parecchi, soprattutto su servizi di streaming online o sui servizi televisivi “premium” a pagamento. In sintesi possiamo dire che   l’acquisto di un TV 4K Ultra HD è consigliabile se abbinato a un abbonamento premium, ma attenzione: se usi un servizio online assicurati di avere una banda in download sufficiente per poter gestire il 4K (circa 30 Mbps costanti). Ti consiglio di scegliere un TV Ultra HD 4K anche se disponi di una console di ultima generazione (come la PS4 Pro) o vuoi comprarne una in futuro, dal momento che gli ultimi titoli sul mercato possono essere eseguiti anche alla risoluzione 3840×2160 pixel tipica del 4K. I TV HD Ready mi sento di sconsigliarli, ormai sono superati e non sono tanto più economici di quelli Full HD.

 

HDR

Alcuni televisori top di gamma supportano la tecnologia HDR (High Dynamic Range), la quale consente di avere su schermo tutte quelle sfumature di ombre, luci e colori che normalmente i televisori non riescono a farci vedere.

Per qualcuno si tratta di una delle più grandi innovazioni dopo l’introduzione dell’alta definizione, ma per il momento si paga cara. Allo stato attuale, infatti, a supportare l’HDR sono solo alcuni modelli di TV di fascia medio-alta o alta.

 

Supporto 3D

Il supporto al 3D consente di migliorare la profondità delle immagini riprodotte su schermo sfruttando varie tecnologie, con occhiali attivi e passivi che si differenziano per i metodi utilizzati. Si tratta di uno standard ormai quasi del tutto dimenticato dall’industria, quindi ti consiglio di basarti su altre caratteristiche durante la scelta del tuo nuovo televisore.

 

Numero di ingressi

Con il proliferare di decoder multimediali, media center, dongle HDMI (es. Chromecast) e console di gioco, è importante acquistare un televisore che abbia un buon numero di ingressi HDMI. Inoltre è bene sottolineare che alcuni dispositivi, come ad esempio i lettori Blu-Ray 4K, hanno bisogno di porte HDMI 2.0 (oltre che di un televisore UltraHD) per svolgere appieno il proprio lavoro.

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Altrettanto importante è il numero delle porte USB disponibili nel TV, le quali servono per collegare hard disk, chiavette USB e alimentare dispositivi come i dongle HDMI. Se hai intenzione di collegare un sintoamplificatore o un impianto audio esterno al televisore, potrebbe farti comodo anche la presenza di un’uscita audio ottica (oltre al consueto jack per le cuffie, ormai presente sulla totalità dei TV, e alle entrate HDMI).

 

Standard supportati

Nella scheda tecnica di un televisore ci sono anche delle sigle che indicano gli standard di trasmissione supportati dal dispositivo: DVB-T indica il supporto al digitale terrestre standard; DVB-T2 il supporto al digitale terrestre di nuova generazione (che sta pian piano sostituendo il DVB-T); DVB-S e DVB-S2 indicano i televisori dotati di sintonizzatore satellitare. Attenzione però: il supporto completo al digitale terrestre di nuova generazione è garantito solo dai televisori che oltre a essere compatibili con la tecnologia DVB-T2 supportano il code H.265/HEVC. Prima di scegliere il tuo prossimo televisore tieni in considerazione anche questo parametro.

 

Slot Common Interface Plus (CI+)

Lo Slot Common interface Plus (CI+) è lo slot in cui si installa la CAM per la lettura delle smart card (quindi per l’accesso ai servizi di pay TV digitale terrestre). È presente nella maggior parte dei televisori attualmente in commercio, ma potrebbe mancare su alcuni modelli più economici. Occhio!

 

Altre caratteristiche

Altre caratteristiche che ti consiglio di prendere in considerazione prima di acquistare un televisore sono le seguenti.

 

1) Refresh rate – è un valore che indica la frequenza di aggiornamento delle immagini su schermo. Può essere di 50Hz, 100Hz o 200Hz, ma alcuni produttori utilizzano cifre più alte (es. 400Hz, 800Hz o 1000Hz) per indicare l’adozione di tecnologie che elaborano l’immagine per renderla più fluida. Per il mercato USA gli standard adottati sono di 60Hz, 120Hz e 240Hz, quindi nelle schede tecniche di alcuni TV potresti incontrare tali valori al posto dei “nostri” 50Hz, 100Hz e 200Hz. Da sottolineare, inoltre, che alcuni produttori valutano le loro tecnologie di motion processing con valori differenti dagli Hz. Ad esempio LG utilizza i PMI e Samsung i PQI, quindi non è sempre possibile comparare direttamente i valori dei TV di due produttori diversi.

2) Consumo energetico i televisori rimangono accesi per parecchie ore al giorno. Acquistane uno di classe energetica alta se non vuoi pagare bollette salate. Le classi energetiche vanno dalla classe D (peggiore) alla classe A+++ (migliore).

3) Garanzia – alcuni televisori, se di importazione, potrebbero non avere la garanzia standard europea a cui siamo abituati. Controlla bene prima di perfezionare il tuo acquisto.

4) Supporto Miracast, Google Cast, AirPlay 2 e DLNA  – alcuni Smart TV sono dotati del supporto a diverse tecnologie che permettono di trasmettere contenuti audio/video al televisore in modalità wireless. Tra queste tecnologie, ti segnalo Miracast, integrata in molti PC Windows e dispositivi Android; Google Cast, che permette di sfruttare la tecnologia di Chromecast senza usare la chiavetta di Google; AirPlay 2 di Apple integrato in tutti i device della “mela morsicata”, e DLNA, compatibile un po’ con tutti i device ma più limitata rispetto alle altre, in quanto non consente la trasmissione diretta dello schermo, ma solo quella dei singoli contenuti.

5) Luminosità – il livello di luminosità massimo di un televisore viene indicato in Nit (cd/m2).

6) Contrasto – il rapporto di contrasto di un televisore indica il rapporto di luminosità di un’immagine bianca rispetto a un’immagine nera. Viene espresso utilizzando la formula “x:1”, dove la “x” rappresenta il grado di luminosità del bianco rispetto al nero.

7) Angolo di visione – si tratta della massima angolazione dalla quale è possibile visualizzare l’immagine su schermo senza distorsioni (quindi con colori e luminosità ottimali). Viene espresso utilizzando la formula “x:x”, dove al posto delle “x” c’è l’angolo di visione massimo.

 

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Immagini  in formato HDR

Ti riporto alcuni esempi che puoi vedere con i televisori di alta gamma

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Data 19 giugno 2021

OMOSESSUALITA’

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OMOSESSUALITA’

 

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DOMANDA DA UN MILIONE DI DOLLARI

L’omosessualità è acquisita o innata??

Si nasce o si diventa?

 

– L‘omosessualità è un orientamento sessuale che comporta l’attrazione  verso individui dello stesso sesso.

– Il termine omosessualità è la traduzione italiana della parola tedesca Homosexualität (creata fondendo il greco omoios “simile” e il latino sexus “sesso”), dalla quale sono derivate le traduzioni in tutte le altre lingue.

 

Termini usati nel corso degli anni

Androfilia, ginefilia, checca, finocchio, frocio, culattone, gay sia per gli uomini che per le donne, lesbica solo per le donne, same-sex, same gender loving (amore per il proprio genere), same -sex-oriented (orientamento verso lo stesso sesso), same-sex sexual behavior (piacere prettamente fisico anzichè un amore romantico), Down-low o DL  sono gli uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini, quelli cioè che possono impegnarsi in tali attività di nascosto, mentre di contro cercano invece delle relazioni affettive principalmente con le donne.

Sodomita, con riferimento religioso alla “città maledetta della pianura” Sodoma;

Saffica o saffismo, dal nome dell’antica poetessa greca Saffo, educatrice in un tiaso rivolto a giovani donne;

Uraniano o uranista, coniato sull’epiteto di Afrodite Urania (cioè “celestiale”, “paradisiaca”, dal nome greco del cielo, “Ouranos”) ed indicata nel Simposio di Platone come la Dea che protegge gli amori omosessuali. Da esso di lì a poco presero il nome i poeti uraniani del tardo XIX secolo;

Omofilo/omofilia, composto di omo e philia: una predisposizione amorevole nei confronti di chi si sente essere uguale a sé

Lesbica, dall’isola di Lesbo ove viveva ed operava la succitata Saffo;

Gay, nato in ambito anglosassone con una netta connotazione identitaria positiva;

Two-Spirit (doppio-spirito), tratto dal linguaggio dei nativi americani degli Stati Uniti d’America per indicare lo sciamano che aveva oramai oltrepassato la dualità/dicotomia del genere per porsi al di là – e al di sopra – del ruolo di genere di appartenenza dato dalla nascita come maschio o femmina e che quindi ha raggiunto uno stadio spirituale per l’appunto “duplice” o di doppia spiritualità);

Nel suo uso moderno del termine, catamite o catamita si riferisce ad un ragazzo adolescente o a un giovane uomo adulto che assume il ruolo di partner sessuale passivo-ricettivo in un rapporto di sesso anale con un altro maschio.

Nel suo antico utilizzo il catamita (in lingua latina catamitus) era un ragazzo che, raggiunta l’età della pubertà, diventava compagno intimo di un giovane uomo nell’antica Grecia e nell’antica Roma, solitamente all’interno di un rapporto implicante anche la pratica della pederastia. È stato utilizzato inoltre come termine di insulto quando veniva diretto contro un adulto, in qualità di sinonimo di “omosessuale passivo”.

Etimologicamente relazionato a puer, anche pusio significa “ragazzetto”; spesso aveva una connotazione spiccatamente sessuale e umiliante. Giovenale indica che il pusio era desiderabile in quanto più compiacente e al contempo meno impegnativo di quanto potesse mai essere una donna.

Infine Scultimidonus è un relativamente raro termine gergale tra i più volgari (equivalente a pezzo di m. o buco di c.) che appare in uno dei frammenti di Lucilio e glossato come: “coloro che elargiscono gratuitamente il proprio orifizio anale-scultima” (cioè la parte corporea più intima di sé)

Tribadismo

Sebbene con questo termine ci si riferisca nella storia contemporanea specificamente ad un atto sessuale compiuto tra donne, in passato era comunemente utilizzato per descrivere in generale l’amore sessuale donna-donna (ovverosia la sessualità lesbica): le donne che avevano un rapporto sessuale con  altre donne erano pertanto denominate “tribadi” (Tribads o Tribades nel mondo anglofono)

Fricatrice, considerato quale sinonimo di tribade e che si riferisce anche allo “sfregamento”, ma che possiede la sua radice nella lingua latina piuttosto che in quella greca.

Invertito

ecc …

 

– non sono omosessuali le persone che praticano un sesso “omosessuale” per necessità,ad esempio:

carceri

prostituzione maschile per soldi

 

La domanda sulla causa dell’omosessualità ha suscitato, non solo in tempi recenti, innumerevoli ipotesi e spiegazioni.

Le ipotesi proposte si dividono in tre principali categorie:

 

# Spiegazione innatista

(omosessuali si nasce). L’omosessualità sarebbe in qualche modo innata:

per ragioni naturali, per motivi tuttora non determinati, analoghe a quelle che portano naturalmente una certa percentuale della specie umana ad essere mancina anziché destrimane

# Spiegazione psicologica (omosessuali si diventa)

L’omosessualità sarebbe l’effetto di un differente sviluppo della psiche, in genere maturato durante lo sviluppo da bambini o da adolescenti.

Potrebbe essere dovuta a traumi,abusi,comportamenti particolari,senza i quali non si sarebbe mai maturato un orientamento diverso.

# Spiegazione volontaristica (non esistono persone omosessuali, ma solo atti omosessuali). Si tratterebbe di un comportamento appreso ed acquisito, frutto della volontà del singolo individuo.

1) per una parte dei sostenitori di questa spiegazione, quello omosessuale sarebbe un comportamento moralmente deviato, causato sostanzialmente dal vizio

2) per un’altra parte, invece (il pensiero postmoderno e la teoria queer) sarebbe l’effetto della “educastrazione“, che avrebbe indotto dall’esterno le persone a rinunciare, in un senso o nell’altro, alla naturale bisessualità che caratterizzerebbe secondo tale ipotesi, per natura l’essere umano

 

– un “ genere eterosessuale conforme” :

+ maschio con caratteristiche mascoline

+ femmina con caratteristiche femminili

 

– un “genere omosessuale non conforme” :

+ maschio con caratteristiche femminili

+ femmina con caratteristiche mascoline

 

– la maggioranza dei gay e delle lesbiche sono state di un genere non conforme durante la loro infanzia

 

Richard C. Friedman, nel suo Male Homosexuality pubblicato nel 1990, scrivendo con una prospettiva psicoanalitica, afferma che il desiderio sessuale inizia più tardi di quanto indicò invece Sigmund Freud; non nell’infanzia ma tra i 5 e i 10 anni, e non è focalizzato su una figura genitoriale ma su individui della stessa età, o loro pari.

 

Charcot

Jean-Martin Charcot, uno dei maestri di Sigmund Freud, assieme al collega Magnan, fanno apparire nei loro articoli l’omosessualità come “sindrome del processo fondamentale della degenerazione ereditaria”, paragonabile ad altre ossessioni morbose quali la dipsomania-alcolismo e alla cleptomania.

von Krafft-Ebing

Come indica il titolo, “Psycopathia sexualis”, quest’opera datata 1886 voleva essere la summa della totalità di aberrazioni e “mostruosità” presenti nell’essere umano. Richard von Krafft-Ebing (tra l’altro anche inventore del termine masochismo) fa  trovare il suo posto all’omosessualità, tra l’esibizionismo e quella che considera “pedofilia erotica“.

Secondo il dotto studioso l’omosessualità, a cui dedica ben 150 pagine, essa è segno inequivocabile di “degenerazione funzionale“, una “tara neuro-psicopatica” per di più di origine ereditaria

Havelock Ellis

Il termine inversione sessuale fu diffuso in inglese con la pubblicazione di un libro dallo stesso titolo scritto dal sessuologo Havelock Ellis (1859-1939) e dal suo collaboratore omosessuale John Addington Symonds (1840-1893). Sebbene Ellis non fosse omosessuale egli credeva che l’omosessualità fosse una variazione innata della sessualità

S.Freud

Libro fondamentale al riguardo è il suo Tre saggi sulla teoria sessuale (1905), inserendola nella teoria di bisessualità innata e comparandola ugualitariamente all’eterosessualità:

per Sigmund Freud l’omosessualità non è più né un crimine né una tara o degenerazione, bensì “vittima di un arresto nel corso dello sviluppo“, una qual specie di handicap: la fase che si tollera nell’adolescente, se perdura nell’adulto diventa marchio del fallimento.

Ferenczi

Sándor Ferenczi, fondatore del movimento psicoanalitico ungherese, nel 1906, si schiera apertamente a favore dei cosiddetti “uraniani(omosessuali maschili), chiedendo per coloro che ne sono affetti l’abolizione delle sanzioni penali ed esponendo una teoria della bisessualità la quale può essere biologica o psicologica: l’uranismo diviene semplice modalità della natura che bisogna sottrarre all’apparato repressivo dello stato.

A partire dal 1909 però, nelle sue “Nuove osservazioni sull’omosessualità” la paragona alla nevrosi strettamente imparentata con l’impotenza, in quanto hanno in comune la fuga davanti alla donna; considera infine la teoria di un terzo sesso come un’invenzione degli stessi “invertiti”. Nel 1911 infine, in “L’omoerotismo: nosologia dell’omosessualità maschile” adotta la teoria freudiana degli stadi; gli omosessuali sono così nient’altro che dei fissati allo stadio narcisistico.

Adler

Il testo di Alfred Adler del 1917 intitolato Il problema dell’omosessualità è il primo studio analitico d’insieme sull’argomento; anch’egli parla esplicitamente di “fuga dell’uomo davanti alla donna… inclinazione dell’individuo che tende ad evitare la soluzione normale del problema dell’amore… esseri vili e scoraggiati”

Stekel

Nel 1923 Wilhelm Stekel pubblica Onanismo e omosessualità; l’autore colloca l’omosessualità nel quadro di una lotta tra natura e cultura definendola una “parapatìa”-nevrosi, risultato funesto d’un’impossibile lotta tra istinto e inibizione. L’omosessuale è pertanto più vicino alla disposizione primitiva della bisessualità innata dell’essere umano.

Groddeck

Sempre nel 1923 esce Il libro dell’Es (lettere di psicanalisi ad un’amica) di Georg Groddeck dove l’intera lettera numero 27 è dedicata all’omosessualità; qui l’autore spiega la sua condanna religiosa con l’ambizione dei preti, che hanno inventato il peccato per asservire le coscienze. Secondo Groddeck il desiderio omosessuale è universale e innato in ciascuno di noi: l’omosessualità fa talmente parte della natura umana, che ci si può con sommo stupore chiedere per quale miracolo si riesca a sentire qualche inclinazione per il sesso opposto.

Freud bis

Nel 1935 in una Lettera a una madre datata 9 aprile dichiara che:

«Sicuramente l’omosessualità non è un vantaggio, ma non è nulla di cui ci si debba vergognare, non è un vizio, non è una degradazione, non la si può classificare come una malattia: la consideriamo come una variante della funzione sessuale, provocata da un certo arresto dello sviluppo sessuale. Molti individui altamente rispettabili del presente e del passato lo erano, e tra di loro alcuni dei più grandi mai esistiti (Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti ecc.) E’ una grande ingiustizia e anche una crudeltà perseguitarla come fosse un crimine.»

Andrè Gide

«L’omosessualità, così come l’eterosessualità, comporta ogni gradazione, tutte le sfumature: dall’amore platonico alla lascivia, dall‘abnegazione al sadismo, dalla sanità gaudiosa alla malinconia più profonda... Esistono inoltre tutti gli stati intermedi fra l’esclusiva omosessualità e l’esclusiva eterosessualità»

 

Essenzialismo e costruzionismo: l’eterno conflitto tra biologia e società, dibattito filosofico circa il modo di concettualizzare la sessualità e in particolar modo l’orientamento sessuale.

 

1)Essenzialismo

la sessualità è un fenomeno prettamente correlato all’individualità, pertanto una caratteristica oggettiva personale;

L’orientamento sessuale è quindi innato, immutabile e rappresenta una caratteristica su cui l’individuo non ha alcuna possibilità di scelta autonoma

2) Costruzionismo

I sostenitori della tesi secondo cui le identità sessuali, essendo apprese, possono conseguentemente nascere in un certo momento preciso della storia

 Michel Foucault. Nella sua Storia della sessualità (1976-84) egli difatti asserisce che: la concezione stessa di sessualità (etero o omo che sia) è uninvenzione eminentemente moderna, in quanto gli antichi non conoscevano minimamente la sessuologia (lo studio astratto del sesso) bensì solamente le arti di amare (indicazioni pratiche).

Per l’approccio costruzionista  è il contesto socioculturale a formare il “comportamento” sessuale umano, qualunque esso sia; l’orientamento può essere diverso a seconda della società e del periodo storico preso in esame, è “costruito“, mutabile e in definitiva può benissimo essere “scelto”

 

Omosessualità nella Grecia antica

 

Gli antichi Greci usavano la parola eros (ἔρως) per far riferimento a diversi aspetti dell’amore.

Tale era l’importanza dell’eros per gli antichi Greci che il dio dell’amore Eros diventa, secondo la cosmogonia di Esiodo, la divinità primordiale, il primo dio che appare nel mondo, il più antico di tutti.

Anche gli antichi filosofi sono stati fin da principio molto interessati alla concezione dell’eros, che diviene subito uno dei temi centrali delle loro riflessioni ed analisi. In particolare Platone ha dedicato due dei suoi maggiori dialoghi socratici, il Simposio e il Fedro, alla discussione delle dimensioni filosofiche dell’eros, in particolare l’amore pederastico.

Nel Fedro viene detto che il miglior eros, quello di un uomo nei confronti di un ragazzo, sia una forma di follia divina nonché un dono degli Dèi e che la sua più autentica espressione viene premiata dopo la morte fisica; il Simposio d’altra parte si lancia in meticolosi dettagli descrittivi del metodo con cui l’amore prende via via forma sia di bellezza che di saggezza. Il termine amore platonico deriva da molti influenti scritti del filosofo e descrive l’amore appassionato ma casto di un uomo per un giovane.

L’istituzione pederastica sembra aver avuto le sue radici tra il popolo dei Dori, dove era una forma ufficialmente riconosciuta di legame sentimentale e educativo tra un uomo adulto e un adolescente maschio. Secondo Platone i Dori sono stati anche i primi a dare un significato pederastico al mito di Ganimede.

A Sparta la relazione tra l’erastès (εισπνήλας era la parola spartana) e l’eromenos (αΐτας) era non solo accettato ed ammesso ma esplicitamente richiesto dalla legge: il primo era considerato come guardiano, protettore, educatore in senso lato nonché istruttore militare del secondo, ed era ritenuto responsabile delle eventuali malefatte compiute da quest’ultimo. La civiltà micenea è considerato come il luogo di nascita di questo tipo di eros.

La natura di queste possibili relazioni intime rimane tuttavia da alcuni in parte contestato.

 

I greci consideravano l’omosessualità nella generalità dei casi come essenzialmente naturale, normale, e finanche salutare.

I greci concepivano le relazioni omosessuali principalmente come amore nei confronti degli adolescenti e identifica i termini per i ruoli dei due amanti maschili: erastès, “l’amante”, che è il partner adulto attivo, e l’eromenos,l’amato”, indicando il giovane maschio ancora del tutto privo di peluria sul viso.

Alcune immagini mostrano difatti l’erastes mentre sta offrendo un dono per il proprio eromenos personalmente scelto. Altri raffigurano il gesto definito come “su e giù” – l’erastes cerca di accarezzare intimamente l’eromenos mentre, con l’altra mano, gli fa alzare la testa per guardarlo negli occhi.

Altre figure di solito tra i vasi più antichi appartenenti alla ceramica a figure nere, mostrano la coppia impegnata in un rapporto sessuale inter-femorale (il cosiddetto sesso intercrurale) o, in un paio di casi, in sesso anale.

Tradizionalmente, il giovane amato, quando avesse raggiunto l’età della piena virilità – indicato nell’iconografia dallo spuntare della prima barba – avrebbe saputo invertire i ruoli e diventare a sua volta un erastes-amante egli stesso, alla ricerca di un maschio più giovane per un rapporto d’amore temporaneo ed eminentemente fondato su una forma di “educazione alla vita adulta“. Più tardi ci si sarebbe in ogni caso aspettato che ognuno si sposasse nell’intento di produrre nuovi cittadini per lo stato-polis.

La cultura “bisessuale” fra i greci ed i romani  va comunque riferita quasi esclusivamente alla sfera maschile; l’omosessualità femminile infatti, salvo casi eccezionali, era vista in termini negativi e spregiativi.

L’amore tra maschi non solo era tollerato, ma in realtà incoraggiato ed espresso come altissimo ideale di cameratismo tra persone dello stesso sesso… Se la tolleranza e l’approvazione dell’omosessualità maschile era già avvenuta una volta e in una cultura tanto ammirata ed imitata per tutto il XVIII e il XIX secolo, non potrebbe essere possibile riprodurre anche nella modernità questa antica patria di non-eteronormatività?

 

Nella sua approfondita ricerca su L’omosessualità nella Grecia antica (1978), l’accademico britannico Kenneth Dover sottolinea che le definizioni/distinzioni attuali di eterosessualità e omosessualità non hanno equivalenti nella lingua greca antica; non vi è mai stata neppure alcuna nozione e significato nell’antica Grecia equivalente alla moderna concezione di preferenza o orientamento sessuale: è stato pertanto ipotizzato che qualsiasi cittadino adulto avrebbe naturalmente risposto, in tempi e modalità differenti, all’attrazione nei confronti di persone dello stesso sesso così come a quella rivolta verso persone di sesso opposto.

 

Il rapporto possibile più comune tra due maschi era quello inerente alla “paiderasteia”, un’istituzione socialmente riconosciuta in cui un uomo adulto (-erastès o amante attivo) rimaneva per un certo periodo di tempo legato  sentimentalmente a un maschio adolescente appartenente alla sua stessa comunità (eromenos o amante passivo), il partner più anziano svolgeva un ruolo eminentemente di mentoring.

Una delle caratteristiche distintive dell’erotismo greco tra maschi era poi quella di essere ampiamente presente in ambiente militare, il cui massimo esempio costitutivo è dato dal battaglione sacro di Tebe

La pederastia è venuta nell’impero romano ad esprimere ruoli che si basavano essenzialmente sul dominio e lo sfruttamento.

La figura dell’eromenos viene successivamente tradotta a Roma col nome di pais-fanciullo, inteso come vezzeggiativo e non necessariamente indicante una precisa categoria d’età anagrafica.

L’Effeminatezza o una mancanza di disciplina nella gestione dell’attrazione sessuale provata verso un altro maschio minacciava la “romanità” di un uomo e quindi poteva facilmente essere denigrata come “orientale” o “greca”. I timori che i modelli greci con i loro codici potessero corrompere la tradizione sociale romana (il mos maiorum) sembrano aver indotto alla promulgazione di una legge vagamente documentata – la Lex scantinia – che ha tentato di regolamentare gli aspetti delle relazioni omosessuali tra maschi nati liberi e di proteggere la gioventù romana dagli uomini adulti che emulavano i costumi grevi della pederastia

 

Sessualità nell’antica Roma

La religione romana ad esempio promuoveva la sessualità come uno degli aspetti fondamentali di prosperità per l’intero Stato.

La prostituzione nell’antica Roma era legale, pubblica e diffusa.

Si riteneva del tutto naturale, e il fatto in sé era “moralmente” irrilevante, che un uomo adulto potesse essere attratto sessualmente da adolescenti di entrambi i sessi; la pederastia veniva tranquillamente accettata fintanto che essa riguardava partner maschili – anche giovanissimi – che non fossero cittadini romani, quindi coloro che non erano nati liberi o attualmente in una condizione di schiavitù.

La dicotomia moderna di eterosessuale ed omosessuale non costituiva in alcuna maniera la distinzione primaria del pensiero romano nei riguardi della sessualità ed in lingua latina non esistono neppure parole indicanti gli attuali termini che vengono a distinguere nella sua totalità l’identità di genere o l’orientamento sessuale.

Nessuna censura morale vigeva contro l’uomo che godesse degli atti sessuali compiuti con donne o altri uomini di livello inferiore al suo; a patto che questi comportamenti non venissero a rivelare carenze o eccessi nel carattere, né violassero i diritti e le prerogative degli altri coetanei maschi.

Era invece la caratteristica dell’effeminatezza a venir percepita in maniera unanimemente negativa, con casi divenuti celebri di denuncia letteraria pubblica a mo’ di scherno e invettiva; questo poteva accadere particolarmente all’interno della retorica politica, quando si accusavano spesso e volentieri gli avversari di essere effemminati, cioè affetti da forti carenze caratteriali e pertanto del tutto inaffidabili anche per quel che concerneva la gestione della cosa pubblica.

Il sesso praticato con moderazione con prostitute o giovani schiavi maschi non è mai stato considerato come improprio o un rischio che potesse “viziare” l’intrinseca mascolinità, costitutiva dell’uomo romano adulto; l’importante era che il cittadino assumesse sempre il ruolo sessuale attivo e mai quello passivo.

La componente femminile della società era solitamente tenuta ad un codice morale più rigoroso rispetto alla sua controparte maschile; relazioni omosessuali tra donne sono scarsamente documentate.

Tutta una serie di dipinti rinvenuti all’interno delle terme suburbane di Pompei, presentano una varietà di scenari erotici che paiono destinati a divertire lo spettatore con rappresentazioni sessuali assai scandalose, tra cui un ampio numero di posizioni sessuali, sesso orale e sesso di gruppo eterosessuale, omosessuale e lesbico a scelta.

La mentalità di conquista faceva parte di un vero e proprio culto della virilità che, in particolare, dava forma alle “regole” riguardanti le pratiche omosessuali.

L’unico modo corretto per un maschio romano di cercare gratificazione sessuale era quello d’inserire il suo pene nel/nella partner.

Permettere di lasciarsi penetrare invece rappresentava una minaccia contro la sua libertà in quanto cittadino e contro la propria integrità sessuale: l’attività sessuale  definisce così, almeno in parte, la definizione di libero cittadino rispettabile dallo schiavo o dalla persona “libera ma sottomessa-passiva”.

Ci si aspettava ed era socialmente accettabile per un maschio romano nato libero il voler intrattenere rapporti intimi con partner di entrambi i sessi, questo almeno fintanto che egli prendeva ed assumeva su di sé il ruolo dominante. Oggetti consentiti del desiderio erano quindi le donne di qualsiasi condizione sociale o giuridica, coloro che esercitavano la prostituzione maschile o gli schiavi, mentre i comportamenti sessuali al di fuori dal vincolo matrimoniale dovevano essere limitati a schiavi e prostitute o, meno frequentemente, ad una concubina.

Effeminatezza

Quella di effeminatezza era tra le accuse preferite rivolte agli avversari nel corso dell’invettiva politica.

Negli ultimi anni della repubblica varie personalità tra i populares sono state tacciate d’esser irrimediabilmente effeminate, oltre a Gaio Giulio Cesare anche Marco Antonio, Publio Clodio Pulcro e Lucio Sergio Catilina assieme a tutti i suoi amici cospiratori (vedi congiura di Catilina): venivano tutti derisi in quanto eccessivamente curati (ben vestiti e profumati)

Rapporti omosessuali

Gli uomini romani erano del tutto liberi di avere rapporti sessuali con maschi di status inferiore, senza per questo aver alcuna percezione di una qualche perdita di mascolinità; soltanto coloro che prendevano il ruolo passivo nel rapporto (a volte indicati come sottomessi) venivano fortemente denigrati come deboli e privi di virilità.

I cittadini romani che erano solitamente contrassegnati come “maschile” potevano attuare la penetrazione sessuale di uomini sia verso coloro che esercitavano la prostituzione maschile che nei confronti degli schiavi i quali solitamente erano ragazzi sotto i vent’anni d’età.

Il Satyricon di Petronio Arbitro è talmente permeato di erotismo culturale di tipo omosessuale che nei circoli letterari europei del XVIII secolo, il suo nome è diventato addirittura un sinonimo di omosessualità.

Anche se il diritto romano non riconosceva il matrimonio tra uomini, nel periodo imperiale alcune coppie maschili celebrarono riti matrimoniali tradizionali. Tali forme di matrimonio tra persone dello stesso sesso sono riportati da fonti che li deridono; i sentimenti dei partecipanti non sono registrati.

 

Stupro sugli uomini

Gli uomini che erano stati violentati perdevano la legittimazione all’agire sociale, ne venivano esentati; acquisivano lo status di infamia, lo stesso degli uomini dediti alla prostituzione maschile o di quelli che assumevano volontariamente il ruolo passivo nell’atto sessuale. Secondo il giurista Pomponio, dopo che l’uomo è stato violentato con la forza dai ladri o dal nemico in tempo di guerra, dovrebbe sopportarne lo stigma. I timori di stupri di massa a seguito di una sconfitta militare veniva esteso anche ai maschi oltre che alle potenziali vittime di sesso femminile.

Altre forme di gratificazione sessuale a disposizione dei soldati erano l’uso di schiavi, gli stupri di guerra e la relazione tra persone dello stesso sesso.Il comportamento omosessuale tra i soldati è stato oggetto di sanzioni, compresa la pena la morte in quanto violazione della disciplina e del diritto militare. Polibio (2 sec a.C.) riferisce che l’attività omosessuale all’interno delle forze armate era punita con la fustuarium, una fustigazione fino a morte

Il sesso tra commilitoni violava il decoro romano in quanto s’intratteneva un rapporto sessuale con un altro maschio nato libero. Un soldato aveva sopra ogni altra cosa il dovere di mantenere la propria mascolinità, non consentendo in nessun caso pertanto che il proprio corpo potesse essere utilizzato per scopi sessuali.

Nella guerra, subire lo stupro equivaleva alla sconfitta, un altro motivo per il soldato di non compromettere il proprio corpo sessualmente

 

Rinascimento

Le relazioni omosessuali maschili interpretate come genere a parte conosciuto sotto il nome ideale di “amore greco” sono sempre state disconosciute all’interno di quella parte di tradizione occidentale rappresentata dal Giudeo-cristianesimo. Durante il periodo post-classico la poesia d’amore indirizzata da maschi verso altri maschi è stata considerata generalmente un tabù.

 

Mario Mieli

L’assunto di fondo del pensiero di Mario Mieli consiste nel ritenere che ogni persona è potenzialmente transessuale se non fosse condizionata, fin dall’infanzia, da un certo tipo di società che (attraverso quella che Mieli chiamava “educastrazione”), costringe a considerare l’eterosessualità come “normalità” e tutto il resto come perversione. Per transessualità Mieli  intende linnata tendenza polimorfa e “perversa” dell’uomo, caratterizzata da una pluralità delle tendenze dell’Eros .

Da queste basi partiva per abbattere la discriminazione plurisecolare nei confronti di chi non si identificava nella sessualità assiomaticamente definita come naturale e normale.

 

Fu proprio Freud, infatti, a sostenere che l’orientamento sessuale poteva prendere qualsiasi “direzione”, riconducendo “eterosessualità” e “omosessualità” a semplici varianti della sessualità umana in senso lato.

Almeno potenzialmente, tutti saremmo pluri-sessuali, “polimorfi” o, più semplicemente, bisessuali.

Nel processo politico di ristrutturazione della società (…) Mieli non esita a includere nel suo elenco di esperienze redentive la pedofilia, la necrofilia e la coprofagia .

 

A questa rivoluzione sociale sono di ostacolo determinati elementi, ritenuti come «pregiudizi di certa canaglia reazionaria» che, trasmessi con l’educazione, hanno la colpa di «trasformare troppo precocemente il bambino in un adulto eterosessuale».

L’orientamento sessuale si sviluppa nel corso della vita di una persona”.

Molte persone realizzano in differenti punti della propria vita di essere eterossessuali, gay, lesbiche o bisessuali

– Per alcune persone, l’orientamento sessuale è continuo e stabile nella loro vita. Per altri, l’orientamento sessuale può essere fluido e cambiare nel corso del tempo”.

 

Tra i primi a parlare esplicitamente di sessualità infantile egli ruppe un tabù, causando forti polemiche e dando adito ad accuse strumentali di incitare la pedofilia da parte dei suoi detrattori; i bambini, secondo quello che sembra essere il pensiero di Mieli, possono liberarsi” dai pregiudizi sociali e trovare la realizzazione della loro “perversità poliforma” grazie ad adulti consapevoli di quanto sopra asserito.

Noi sappiamo vedere nel bambino l’essere umano potenzialmente libero.

Noi, sì, possiamo amare i bambini. Possiamo desiderarli eroticamente rispondendo alla loro voglia di Eros, possiamo cogliere a viso e a braccia aperte la sensualità inebriante che profondono, possiamo fare l’amore con loro.

Per questo la pederastia è tanto duramente condannata: essa rivolge messaggi amorosi al bambino che la società invece, tramite la famiglia, traumatizza, educastra, nega, calando sul suo erotismo la griglia edipica»

 

 

Come vedi da questo riassunto che ho fatto sull’OMOSESSUALITA’ , da vari punti vista, che si sono avuti nei secoli,fino ad oggi , emerge una GRANDE CONFUSIONE , ognuno dice la sua, mille opinioni,nessuna certezza!

Quindi cercare di definire ulteriormente l’omosessualità con” maggiore precisione” risulta molto difficile.

Vediamo di fare un ulteriore sforzo.

 

MA QUAL’E’ LA  “VERA” CAUSA DELL’OMOSESSUALITA’ ?

 

È importante notare che nessuna delle teorie eziologiche (cioè, relative alle cause) sopra elencate è fino ad oggi riuscita a raggiungere un grado di affidabilità scientifica tale da potere escludere tutte le altre, e quindi tale da potere mettere d’accordo almeno la maggior parte degli studiosi.

 

Prima di continuare,vorrei farti notare alcune cose. Ho riportato sopra le teorie di vari Autori,che,come hai visto,sono molto diverse fra loro.

 

Ti faccio un piccolo riassunto affinchè tu sia in grado di inquadrare meglio quanto è stato detto.

LOmosessualità può dipendere da:

 

attrazione verso individui dello stesso sesso

amore per il proprio genere

orientamento verso lo stesso sesso

predisposizione amorevole verso lo stesso  sesso

– omosessualità per un differente sviluppo della psiche

– traumi e abusi

– comportamento appreso e acquisito

– frutto dell’educazione

ossessioni morbose

– degenerazione funzionale

– tara neuro-psicopatica

– variazione innata della sessualità

– bisessualità innata

– bisessualità biologica o psicologica

– nevrosi

– fissazione allo stadio narcisistico

– uomini che fuggono davanti alle donne

– desiderio omosessuale universale e innato

– parte della natura umana

– arresto dello sviluppo sessuale

– caratteristica oggettiva e personale

– orientamento sessuale innato e immutabile senza possibilità di scelta

– identità sessuale appresa

 

In base a tutte queste definizioni,vorrei farti notare un particolare molto importante.

Anche se a te possono sembrare  a prima vista definizioni completamente diverse  l’una dall’altra,tuttavia si possono riunire in due grandi gruppi :

 

1) definizioni che riguardano il CORPO MATERIALE

2) definizioni che riguardano la PSICHE o ANIMA (come preferisci,non vorrei farne una questione ideologica che sarebbe del tutto fuori luogo)

 

Per semplificarti questa suddivisione :

1) ho colorato di rosso tutte le definizioni che riguardano l’ANIMA o PSICHE

2) ho lasciato in nero le altre definizioni

Puoi facilmente vedere che su 23 definizioni,ben 17 riguardano l’ANIMA e solamente 6 riguardano il CORPO

 

Già  partendo da questa semplice osservazione,possiamo renderci conto che la maggioranza degli Autori è indirizzata a dare della omosessualità una spiegazione che NON appartiene al CORPO,ma bensì all’ANIMA.

Questa cosa è molto importante e ce la dice lunga sul pensiero di tanti Autori.

Dobbiamo quindi ritornare un attimo a focalizzare l’attenzione sul rapporto fra ANIMA e CORPO .

Ho già ampiamente spiegato in un altro Blog quale sia questo rapporto,spero che tu lo abbia letto e ti sia stato utile per capire .

Ma nel caso che tu non abbia letto il Blog,ti riporto in questa sede la spiegazione sintetica e riassuntiva.

 

1) CORPO MATERIALE

– come ti ho già detto altrove,il Corpo materiale è formato solo ed esclusivamente da MATERIA : elettroni,neutroni,protoni,quark,atomi,ecc…

– anche il nostro CERVELLO è formato da questa materia

– anche se ti sembrerà molto strano,da questo punto di vista,il nostro CERVELLO è esattamente,nè più nè meno che materia “morta” ,attenzione,non mi fraintendere,il nostro Cervello ha tanti neuroni che possono ovviamente funzionare e condurre gli stimoli elettrici a tutti i muscoli del corpo per attivarli e farci camminare,lavorare,cantare,sorridere,ecc…

– ma  ho definito il Cervello in un certo senso come “materia morta” ,per due importantissimi motivi:

 

a) perchè il Cervello NON può decidere di “fare una qualunque azione volontaria” ,come ho detto: non può decidere di “parlare,sorridere,camminare,sbattere la testa nel muro,ecc…” proprio perchè la materia di cui è composto : elettroni,neutrono,ecc… è materia inerte.

b) perchè il Cervello NON HA L’AUTOCOSCIENZA (ovvero,non sa neppure di esistere lontanamente!!),quindi NON può prendere nessuna decisione autonoma.In parole semplici,il Cervello NON PUO’ DIRE: “IO PENSO,IO SONO IO ,quindi IO VOGLIO

 

2) ANIMA o PSICHE

Ebbene,ma allora chi può prendere queste decisioni?

Solamente,diciamo così,il “nostro software ANIMA o PSICHE

Ma attenzione,l’ANIMA trasmette le sue decisioni e volontà al Cervello,ma non è in contatto diretto col Cervello per il semplice motivo che NON è materia,ma bensì è Trascendetene.

3) DUALISMO

quindi è indubbio che l’UOMO è costituito da un DUALISMO : ANIMA e CORPO

 

NESSUNO SCIENZIATO MATERIALISTA PUO’ NEGARE QUESTO DUALISMO,SONO PASSATI 100 ANNI DA QUANDO GLI SCIENZIATI MATERIALISTI CERCANO DI DIMOSTRARE CHE QUESTO DUALISMO NON ESISTE,MA TUTTAVIA I LORO SFORZI SONO STATI PERFETTAMENTE INUTILI E NULLA HANNO PRODOTTO IN  MERITO E STATENE CERTI CHE ,DA QUI ALL’ETERNITA’ NULLA RIUSCIRANNO A DIMOSTRARE!

Non esiste CANCRO peggiore di una ideologia truffaldina,sballata e volta solo all’inganno volontario della povera gente che ci crede ciecamente per ignoranza!

 

Ma ritorniamo a noi per cercare di concludere l’argomento.

 

In base a quanto esposto,possiamo dire che :

1) il CERVELLO può essere modificato da molte cause materiali: fisiologiche,anatomiche,chimiche,fisiche,meccaniche ,microbiologiche,farmacologiche,ecc…

MA

qualunque siano le eventuali modifiche apportate al cervello da fattori esterni,ciò sarà perfettamente indifferente per quanto riguarda i nostri comportamenti perchè il Cervello non può decidere in autonomia i propri comportamenti.

Ma attenzione,non vorrei che tu capissi male:

– se un fattore esterno mi porta un trauma ad una determinata zona del cervello,è evidente che quella zona magari non funziona più e quindi ad esempio rimango paralizzato da una parte,oppure non riesco più a parlare. Questo è del tutto naturale.

Quello che ti sto dicendo è che i fattori esterni non possono modificare “le funzioni dell’anima“,ovvero non possono farmi diventare omosessuale se la mia anima non è omosessuale,non possono farmi diventare un  assasino se nella mia anima non sono un assassino e così via.

– il mio Cervello in autonomia NON può diventare omosessuale!!

 

Quindi  nell’Anima c’è tutto ciò che sono io fin dalla nascita.

Il nostro cervello è fatto da cellule che hanno una vita propria ,hanno un metabolismo,altrimenti non potrebbero sopravvivere,ma sono come tanti soldatini che si danno un gran daffare ,ma alla fine,non sanno cosa fare! Occorre una “volontà superiore” che dica loro cosa fare.

Il nostro cervello è come una calcolatrice che ha bisogno della mano dell’uomo per fare i calcoli,altrimenti non batterebbe neppure un numero

Il nostro cervello è come l’HD di un computer che ci fa fare tutto,ma deve essere guidato da un software che gli dica cosa fare tramite i propri programmi.

Il software del nostro cervello è la nostra ANIMA

 

Quindi possiamo concludere che:

– la nostra anima NON può essere influenzata da nessuna esperienza materiale perchè,come ho più volte detto,NON ESISTE alcun rapporto diretto fra MATERIA e ANIMA perchè appartengono a due realtà diverse: Trascentenza e Immanenza; Metafisica e Contingenza.

 

Considerazioni morali

Per finire dobbiamo valutare se da un punto di vista morale essere omosessuali (o altro) sia morale o immorale.

Ebbene,appare del tutto evidente che,le proprietà della nostra anima sono INNATE, quindi TUTTE moralmente accettabili,NESSUNO le può condannare perchè ciò significherebbe  condannare la realtà stessa dell’ANIMA!

A questo punto,poichè è possibile che l’Anima abbia dei comportamenti onestamente inaccettabili, la domanda che nasce e che ci porterebbe molto lontano,è la seguente: “perchè l’anima possiede certi comportamenti anzichè altri???”.

Forse, un giorno …… avremo la risposta!!!

Data 8 giugno 2021

L’UOMO (uomo e donna)

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L’UOMO  (uomo e donna)

 

Come definiresti l’uomo,in generale,  inteso come uomo e donna?

 

Definizione sommaria

– l’uomo è un essere cosciente e responsabile dei propri atti,capace di distaccarsi dal mondo organico oggettivandolo e servendosene per i propri fini e come tale soggetto di atti non immediatamente riducibili alle leggi che regolano il restante mondo fisico.

– Dal punto di vista biologico, uomo è il termine con cui sono indicate tutte le specie di mammiferi primati ominidi appartenenti al genere Homo e in particolare,l’unica specie vivente Homo sapiens, caratterizzata da stazione eretta,pelosità ridotta,mani con pollice opponibile che consente la presa di precisione,grande sviluppo del cervello e del neurocranio,che sovrasta la regione facciale; si differenzia inoltre da tutte le altre specie animali per la complessità del linguaggio simbolico articolato,per l’alta capacità di astrazione e di trasmissione di informazioni per altra via che non sia l’ereditarietà biologica (trasmissione culturale).

L’uomo si distingue dalle bestie perchè dotato di ragione, l’uomo aspira al dominio della natura.

Le caratteristiche anatomiche che differenziano maggiormente Homo sapiens dalle specie ad esso affini e le conseguenze sulla sua biologia e comportamento si concentrano principalmente sul grado di sviluppo del sistema nervoso, inteso come massa e complessità, e sulla sua organizzazione neurale.

Gli umani hanno un cervello molto strutturato e sviluppato, molto grande in proporzione alle dimensioni dell’individuo (quoziente di encefalizzazione), con notevoli doti di neuroplasticità, capace di un pensiero sviluppato sotto forma di creatività, ragionamento astratto, linguaggio e introspezione.

La specie umana manifesta il desiderio di capire e influenzare il mondo circostante, cercando di comprendere, spiegare e manipolare i fenomeni naturali attraverso la  scienza, la filosofia, la mitologia e la religione. Questa curiosità naturale ha portato allo sviluppo di strumenti tecnologici e abilità avanzate; H. sapiens è l’unica specie ancora vivente che comunica attraverso la scrittura simbolica, utilizza il fuoco, cuoce i propri cibi, si veste, ed usa numerose tecnologie.

Gli esseri umani possiedono anche un marcato apprezzamento per la bellezza e l’estetica che, combinato col desiderio di auto-espressione, ha condotto a creative innovazioni culturali quali le arti, comprensive di tutte le discipline musicali, figurative e letterarie.

 

Sistema nervoso centrale

Il cervello umano è il centro del sistema nervoso umano e caratterizza meglio di qualsiasi altra caratteristica anatomica le particolarità della specie. Pur non essendo volumetricamente il maggiore nel mondo animale e neppure nella linea evolutiva ominide, e non possedendo il migliore rapporto volume/massa corporea, esso ha la stessa struttura generale di altri mammiferi ma è in generale maggiore del previsto sulla base della dimensione del corpo degli altri primati. Stime per il numero di neuroni del cervello umano ne ipotizzano un numero di 80-120 000 000 000. La maggior parte dell’espansione proviene dalla corteccia cerebrale, in particolare i lobi frontali, che sono associati alle funzioni esecutive come l’auto-controllo, pianificazione, ragionamento e pensiero astratto. La porzione della corteccia cerebrale dedicata alla visione è inoltre notevolmente ampliata, e diverse aree corticali svolgono ruoli specifici nel linguaggio, una competenza, a questo livello di complessità, unica.

Il cervello umano adulto pesa in media circa 1,5 kg  in circa 1 130-1 260 centimetri cubi con notevole variabilità individuale.

 

In questa definizione, probabilmente non te ne sei neppure accorto,ma c’è un po’ di  confusione, ovvero,tutto quello che ho detto,nella sua globalità corrisponde al vero,ma se analizziamo tutte queste definizioni con la lente di ingrandimento ,troviamo delle falle e delle contraddizioni  ENORMI,perchè?

 

Vediamo di chiarire un po’ meglio.

1) Uomo come materia

Non ci vuole molto a capire che l’uomo,come tutti gli altri animali è fatto di materia: elettroni,neutroni,protoni, quark,atomi,molecole ,muscoli,nervi,ossa,ecc. Nessuno lo metterebbe mai in dubbio!

 

2) Sentimenti

Nella definizione generica di UOMO, abbiamo parlato anche dei sentimenti e dei vari atteggiamenti mentali,ne abbiamo parlato in un modo talmente banale,come se fosse tutto scontato e chiaro,MA NON E’ COSI’!

Vediamo perchè.

L’uomo è fatto anche di “sentimenti”

Ma che cosa sono i sentimenti e dove risiedono ?

Vediamo quali sono i sentimenti più comuni.

 

SENTIMENTI UMANI

I principali sentimenti umani sono i seguenti.

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DOMANDA

 

Nella definizione generale,abbiamo parlato di alcune caratteristiche dell’UOMO ,con semplicità,come se tutto fosse estremamente chiaro  e comprensibile,ma purtroppo non è così.

 

Ma qual’è il quesito fondamentale a cui dobbiamo cercare di rispondere?

Vediamo un po’

 

Risulta chiaro ed evidente che l’UOMO è formato da 2 componenti:

 

1) il CORPO formato indiscutibilmente da MATERIA, elettroni,neutroni,protoni,quark, atomi ecc.

 

2) i SENTIMENTI, ma che cosa sono i sentimenti? Se te lo chiedessi,sono sicuro che mi risponderesti con semplicità,cioè i sentimenti sono quelli che ho menzionato nell’elenco,stop.

 

La tua risposta sarebbe semplice,ma solo in parte vera perchè incompleta!

 

Ovvero,i sentimenti sono quelli che ho elencato (e altri),ma la domanda a cui non sapresti rispondere è : ma dove risiedono i sentimenti?

 

Sono sicuro che mi daresti una seconda risposta sbagliata e cioè mi diresti che i sentimenti risiedono nel CERVELLO!

Ma sei sicuro?

Vogliamo vedere se è vero?

Proviamo ad entrare un po’ più dentro al Cervello stesso e andiamo alla ricerca di questi fantomatici SENTIMENTI

Quando  nel corpo umano vogliamo cercare qualcosa,dobbiamo fare una autopsia,lo dobbiamo aprire,mettere dentro le mani e gli occhi e magari se non basta dobbiamo osservare la materia al microscopio.

Proviamo a fare la stessa cosa per cercare i SENTIMENTI,prendiamo il CERVELLO,lo apriamo,cerchiamo in tutti gli angoli,ma,cerca cerca,purtroppo, non riusciremo mai a trovare i SENTIMENTI

 

Alcuni studenti in medicina o anche dottori ,da sempre, erano soliti usare (a sproposito) una battutaccia semplice e sprezzante per spiegare  una cosa che invece semplice non era e tutto per i soliti motivi ideologici,essi dicevano ” ho messo tante volte gli occhi dentro ai pazienti o ai cadaveri,ma non ho mai trovato l‘Anima!

Ebbene,queste persone,non sono certamente degne di appartenere al genere umano!

 

Quindi mi dirai: ma i sentimenti ci sono quando siamo vivi e non da morti, cerchiamo di capire un po’ meglio.

Il CERVELLO è fatto da MATERIA ,quindi una deduzione LOGICA (secondo alcuni) dovrebbe essere che i SENTIMENTI DEVONO ESSERE PRODOTTI DALLA MATERIA stessa.

Ma sarà proprio così?

Vediamo di analizzare un po’ meglio il problema.

Questa volta,per non commettere errori,mettiamo gli occhi dentro al cervello DA VIVO.

 

In decine e decine di anni di ricerche abbiamo studiato piuttosto bene il funzionamento del cervello attraverso ricerche di fisiologia,elettrochimiche,anatomiche,ecc.

E siamo anche andati alla ricerca dei SENTIMENTI,ma studiando il Cervello vediamo che cosa abbiamo trovato.

 

Il Cervello è formato da NEURONI che sono come dei fili elettrici che conducono la corrente ,ovvero,non si tratta proprio di corrente elettrica come quella che usi tu nella tua casa,ma diciamo qualcosa di simile.

Possiamo andare a vedere un po’ meglio perchè noi siamo molto curiosi!

Allora vediamo ,cercando di far capire a tutti come ciò possa accadere.

 

L’argomento è molto complesso,ma se lo riduciamo all’osso,TUTTI possono capire.

 

Io sono molto contento se TUTTI CAPISCONO, vorrà dire che non ho parlato al vento.

Qualunque azione che decidiamo di fare : alzare un braccio anzichè l’altro,camminare,saltare,correre,mangiare ,parlare,ecc. si può fare perchè il nostro cervello invia degli ordini ben precisi a tutti i muscoli del nostro corpo in modo selettivo,quindi se decido di correre il mio cervello invierà degli impulsi elettrici attraverso il sistema nervoso ai muscoli delle gambe,se decido di cantare il mio cervello manderà degli impulsi elettrici alle corde vocali ,ai muscoli del faringe,della laringe ecc. e così via

 

Mi pare che la cosa sia abbastanza comprensibile in via generale.

Ma diventa molto più complessa se andiamo ad analizzarne tutti i particolari.

Non voglio certamente farti studiare la fisiologia per capire,altrimenti te ne andresti subito a mangiare una pizza e avresti ragione

Ma come ti ho promesso,cercherò di illustrarti il funzionamento del cervello in modo molto semplice, ma sempre andando alla ricerca dei SENTIMENTI

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Come vedi,il cervello umano è suddiviso in molte zone,ognuna delle quali esplica una determinata funzione,quindi c’è una zona che è adibita alla vista, un’altra a ricevere i suoni,un’altra al gusto,un’altra al tatto, ecc.

Ma la domanda è: qual’è la zona adibita a creare i SENTIMENTI??

Da quando esiste la scienza,purtroppo, nessuno è mai riuscito a trovarla

Ci sono anche stati molti equivoci a confondere le idee, ma soprattutto ci sono stati dei tentativi di truffa ,come spesso accade, per motivi IDEOLOGICI.

Ti sembrerà strano a prima vista, ma questa è la verità,capirai più avanti perchè.

 

ESMPIO

Ti faccio un esempio molto significativo,quando ci arrabbiamo,attiviamo tutta una serie di muscoli,da quelli della faccia a quelli del corpo che ci mostrano chiaramente che siamo molto arrabbiati.

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Come vedi da queste immagini, queste persone sono molto arrabbiate,ma c’è un problema.

1) nelle aree cerebrali corrispondenti a questi muscoli ci dovrebbe essere un “SENTIMENTO DI RABBIA” che le attiva e che quindi stimola i muscoli corrispondenti

2) alcuni studiosi hanno provato a stimolare artificialmente queste aree e ovviamente,hanno provocato l’attivazione dei muscoli facciali corrispondenti che hanno prodotto questa espressione di rabbia

3) ma il soggetto non provava rabbia!

Perchè?

Cioè ,io posso anche stimolare artificialmente queste aree e determinare tutta quella mimica che dovrebbe esprimere un sentimento di rabbia,ma se chiediamo al soggetto interessato se è arrabbiato,risponde di no.

E’ evidente che qualcosa non torna!!

 

Prima di poter trarre delle conclusioni, dobbiamo fare un altro passaggio che cercherò di mostrarti nel modo più semplice possibile per non annoiarti troppo,ma purtroppo si deve fare

 

Nel CERVELLO umano (e non solo), si creano delle reazioni elettrochimiche che si propagano a tutto il sistema nervoso per portare i segnali stimolatori ai vari muscoli dell’organismo per poter determinare una qualunque attività motoria del nostro corpo.

Fra queste reazioni elettrochimiche cerebrali,vi sono anche quelle che avvengono in quelle zone  che attivano i muscoli facciali della rabbia

 

Trasmissione dell’impulso nervoso

Il prossimo passo indispensabile è il seguente: dobbiamo andare a vedere in che cosa consistono queste reazioni elettrochimice

Ti mostrerò adesso,necessariamente,dei piccoli schemi che ti aiuteranno a capire meglio di che cosa stiamo parlando,non ti impressionare perchè cercherò di spiegarteli in un modo molto semplice,quasi elementare

1-potenziale di membrana a riposo-

In questo disegnino è mostrato in modo molto semplice come avviene la propagazione di un segnale elettrochimico all’interno del Cervello e non solo.

Affinchè un segnale elettrochimico si propaghi da un punto ad un altro di più neuroni cerebrali,occorre,per così dire che ci sia una spinta allo spostamento delle cariche elettriche  che formano quel segnale stesso.

Il neurone è più semplicemente rappresentato da una semplice resistenza elettrica che è collegata fra 2 punti,il segnale elettrico parte da un punto,in questo caso è stato rappresentato semplicemente da una batteria,quindi parte dal polo positivo e va al polo negativo,per fare questo occorre che ci sia una differenza di potenziale fra il positivo e il negativo del generatore (batteria) cioè -70 mV (millivolt)

Quindi il segnale elettrico sale dal polo positivo,attraversa le resistenze ,passa dall’altro lato e ritorna al polo negativo della batteria

Semplice no?

A questo punto incominci a farti una certa idea del funzionamento

Ma adesso che hai capito questo meccanismo perfettamente,passiamo all’immagine successiva

2-potenziale-di-membrana-a-riposo

In questa immagine viene mostrato molto semplicemente il cosiddetto Potenziale di membrana a riposo.

Che cosa vuol dire in parole povere?

Vediamo se riesco a spiegartelo

Non impressionarti perchè è molto semplice

Vuol dire semplicemente che,una cellula per funzionare correttamente deve avere un potenziale di membrana,cioè la differenza fra le cariche elettriche positive e negative che si trovano all’interno e all’esterno della cellula,nella giusta proporzione ,altrimenti gli impulsi elettrici che si devono formare e propagare ,non si formano e si creano dei malfunzionamenti per cui non funziona più nulla.

Come vedi,in una cellula ci devono essere delle concentrazioni ben precise di ioni sodio (Na+),potassio (K+) e cloro (Cl-)   fra interno ed esterno della cellula stessa. Queste concentrazioni vengono mantenute da una Pompa (nera) detta Sodio-Potassio.Si vede anche nella figura che l’esterno della cellula è POSITIVO (+) mentre l’interno è NEGATIVO (-).

Sono sicuro che,hai capito perfettamente

Ma andiamo avanti

3-potenziale-d'azione

Cercherò di spiegarti in modo semplice anche questa immagine.

Anche in questa immagine possiamo vedere in modo schematico,tramite una rappresentazione che fa uso di circuiti elettrici di paragone,per spiegare come avvengono i flussi ionici all’interno della cellula,in particolare con riferimento agli ioni  Sodio (Na+), Potassio (K+) e Cloro (Cl). Come vedi,il flusso di questi ioni è rappresentato come se fosse una corrente che passa attraverso a delle resistenze elettriche e che va dal polo positivo della batteria al suo polo negativo.

La differenza di potenziale che si viene a creare è indicata dagli strumentini in alto dove sono riportati i relativi valori : +20, -75 che rappresentano la differenza di potenziale che si viene a creare fra il polo positivo e negativo della batteria.

Questi circuiti sono chiamati equivalenti perchè rappresentano con schemi elettrici ciò che avviene realmente nella cellula per via elettrochimica.

Semplice no??

Hai capito perfettamente

Ma andiamo avanti

4-potenziale-d'azione

Non ti impaurire perchè anche questi schemi sono molto sempli

Essi fanno vedere quali sono i flussi ionici di Sodio,Potassio e Cloro  nelle cellule ,in particolare,come vedi, i flussi avvengono  fra l’esterno e l’interno delle cellule,attraverso le membrane cellulari.

Come si vede,a seconda delle situazioni,si creano delle differenze di potenziale (+ e – ) fra l‘interno e l’esterno della cellula.

Alcuni ioni entrano nelle cellule,mentre altri escono.

Le curve superiori rappresentano l’andamento nel tempo (ascisse,msec) dei potenziali  di membrana  (mV ordinate) che si vengono a creare.

Facile no??

Sono certo che hai capito perfettamente

Ma vediamo il prossimo schema

5-propagazione-dell'impulso

Anche questo schema è molto semplice

Ci fa vedere come si propaga l’impulso nervoso attraverso un NEURONE,

Ebbene,un impulso nervoso si propaga in un neurone in quanto si vengono a creare delle differenze di potenziale elettrico fra l’interno e l’esterno delle cellule.

Gli strumentini sopra indicano appunto i valori di potenziale che esistono all’interno e all’esterno delle cellule: -75 mV (millivolt) e +1 mV , se non ci fossero queste differenze di potenziale,l’impulso nervoso non si potrebbe propagare.

Nelle curve inferiori sono rappresentati semplicemente i potenziali intra ed extracellulari (ordinate, mV) in funzione del tempo (ascisse, msec)

Semplice no?

Sono certo che hai capito perfettamente

Ma andiamo avanti

6-trasmissione sinaptica

Non ti impressionare perchè anche questa immagine è molto semplice.

Cercherò di spiegartela con parole elementari ,ovviamente e non in modo rigorosamente scientifico,il chè sarebbe un po’ più complicato!

Attraverso le diramazioni dei Neuroni si propaga l’impulso nervoso,ad un certo punto questo impulso deve passare dal neurone alla cellula successiva ,come vedi nel disegnino in alto.

 

Come vedi,nei “sacchettini” chiamati bottoni sinaptici,ci sono delle sostanze che vengono liberate e vanno a variare il potenziale fra esterno ed interno della cellula inferiore (+ e -)

Quando questa differenza di potenziale arriva ad un livello soglia,allora anche nella cellula inferiore nasce un impulso nervoso e così,con questo meccanismo l’impulso nervoso si può propagare da una cellula all’altra.

Come abbiamo già visto, nelle curve inferiori sono semplicemente rappresentate la variazione dei potenziali  (mV ordinate) e delle correnti (ordinate) in funzione del tempo (ascisse, msec)

Sono certo che hai perfettamente capito

Ma ancora

7-trasmissioine-sinaptica

Quando un impulso nervovo giunge a livello del bottone sinaptico,determina la liberazione di un neurotrasmettitore nella fessura sinaptica (vescichette verdi)

Quindi abbiamo un passaggio di Sodio,Potassio,Cloro attraverso la mambrana della cellula sottostante.

A seconda delle quantità di questi ioni,si viene a creare una Differenza di potenziale fra interno ed esterno della cellula che determinerà un flusso di ioni i quali potranno trasmettere oltre l‘impulso nervoso che così si potrà propagare ulteriormente.

Facile no?

Sono sicuro che hai capito perfettamente

Ancora

8-

In questa figura si può facilmente vedere come l’impulso nervoso si può propagare facilmente da un neurone ad un altro.

Attraverso i meccanismi che ho descritto in precedenza,un impulso nervoso che arriva da un neurone,entra in contatto con un altro neurone e con i meccanismi descritti prima,fa sì che l’impulso passi al secondo neurone e così via (dal neurone marroncino al neurone rosa).

In questo modo un impulso nervoso si può propagare a tutto il sistema nervoso.

Semplice no?

Sono certo che hai capito perfettamente

 

RIFLESSIONE

– abbiamo visto come nascono e si propagano gli impulsi nervosi all’interno del CERVELLO e del Sistema Nervoso in generale.

questi  impulsi nervosi,sono quelli responsabili di tutte le nostre azioni,ovvero sono quelli che ti fanno camminare,correre, parlare,mangiare,ecc.

– abbiamo inoltre studiato attentamente come avvengono tutte le reazioni elettrochimiche che danno origine a questi impulsi,le abbiamo analizzate,abbiamo studiato i potenziali elettrici,le strutture cellulari,abbiamo messo i nostri occhi dentro a tutto questo,siamo andati a fondo per capire tutto ciò.

 

– tuttavia, come un guerriero sconfitto in battaglia,abbiamo dovuto chiederci MA DOVE STANNO I SENTIMENTI??

– li abbiamo cercati ovunque ma, NON LI ABBIAMO TROVATI!!

– forse siamo stati disattenti?

– Assolutamente NO

– e allora??

– e allora la VERITA’  è molto più nascosta di quanto avevamo supposto!

 

– ma noi ,poichè i SENTIMENTI esistono chiaramente,siamo testardi e quindi vogliamo trovarli a tutti i costi,ma come?

– studiando la struttura del CERVELLO  e di tutti i suoi meccanismi di funzionamento,che cosa abbiamo scoperto???

 

TUTTE le reazioni elettrochimiche che sono alla base di tutti i nostri comportamenti corporali , sono formate solo ed esclusivamente da  MATERIA: elettroni,neutroni,protoni,quark,atomi,molecole  e niente altro.

Come chiunque può facilmente capire, la materia,essendo materia,non può contenere nè dare origine ai SENTIMENTI.

Ma allora dove stanno i SENTIMENTI?

E’ evidente che dovremo cercare in un’altra direzione.

 

Psicologia

In psicologia con il termine Sentimento  si intende uno stato d’animo ovvero una condizione cognitivo-affettiva  che dura più a lungo delle emozioni e che presenta una minore incisività  rispetto alle passioni.

Per sentimento genericamente si indica ogni forma di affetto: sia quella soggettiva, cioè riguardante l‘interiorità della propria individuale affettività, sia quella rivolta al mondo esterno. Quando il termine viene usato nel significato di “senso (sentimento)   di sé” esprime la coscienza della propria esistenza come complesso dei moti spirituali e corporei.

Ebbene,questa definizione sembra spiegare molto,ma in realtà non spiega NULLA!

Vediamo perchè.

– nella definizione vengono usate le seguenti parole:

 

– … stato d’animo … condizione cognitivo-affettiva … emozioni … passioni

– … affetto … interiorità … individuale affettività … coscienza … moti spirituali

Ebbene,come ti ho fatto chiaramente vedere,dalle reazioni elettrochimiche che avvengono nel nostro CERVELLO,queste reazioni sono formate solo ed esclusivamente da MATERIA : elettroni,neutroni,protoni,quark,atomi,molecole ecc…

 

Credo che anche un “minus abiens” riesca a capire che dalla Materia non può nascere nulla di quello che la definizione psicologica usa con estrema disinvoltura!

– … stato d’animo … condizione cognitivo-affettiva … emozioni … passioni

– … affetto … interiorità … individuale affettività … coscienza … moti spirituali

Tutte queste attività mentali non essendo attività materiali,credo che non serva una grande intelligenza per capire che non possono essere prodotte dalla materia che produce invece le reazioni elettrochimiche del cervello,come ho mille volte detto: elettroni,neutroni,protoni,quark,atomi,molecole ecc…

 

 NESSUNO, fino ad oggi,è mai riuscito a dimostrare come un SENTIMENTO possa nascere da una reazione elettrochimica! E statene certi che, NESSUNO CI RIUSCIRA’ MAI!

 

In questo argomento (e non solo)  le teorie evoluzioniste-materialiste-atee, sono ormai state sconfitte su tutti i fronti ,chi non lo capisce neppure adesso,dopo  100 anni e più,vuol dire che,al posto del cervello ha solamente segatura!

15-

 

Filosofia

CARTESIO

Nella filosofia moderna con Cartesio il sentimento viene incluso tra le passioni definendolo come “passione spirituale”, nel senso che esso non ha a che fare con la materialità del corpo ma è un moto dell’anima che diviene oggetto passivo di una forza che la sovrasta.

Possiamo dire che Cartesio è il primo filosofo che individua la soluzione del problema. Esso definisce il sentimento come:

... passione spirituale che non ha a che fare con la materiamoto dell’animaoggetto passivo di una forza che la sovrasta

 

– Quindi Cartesio ha capito che: i sentimenti sono qualcosa di spirituale che non hanno nulla a che fare con la materia, pur non sapendo al tempo, neppure lontanamente ,quali fossero le reazioni elettrochimiche che avvenivano nel Cervello.

– Egli fa riferimento esplicito all’anima,che è altra cosa dalla materia da cui si distingte nettamente e dice che l’anima è un oggetto passivo di una forza che la sovrasta.

In queste definizioni c’è evidentemente un riferimento chiaro ed esplicito al TRASCENDENTE, l’Anima secondo Cartesio è qualcosa di “trascendente” e non solo ,dice anche che l’anima è un oggetto passivo di una forza che la sovrasta.

Quindi,come vedi,  Cartesio si riferisce chiaramente a due entità trascendentali: lAnima e una forza che la sovrasta.

Certamente Cartesio con “forza che la sovrasta”  si riferisce implicitamente  all’ESSERE pur non nominandolo.

L’unico punto,a mio parere,non condivisibile è la definizione dell’anima come “oggetto passivo“, in quanto se fosse così non potrebbe disporre del “libero arbitrio!”.

 

Blaise Pascal

In Blaise Pascal il sentimento, chiamato “sentire del cuore“, esprime una vera e propria facoltà conoscitiva distinta e in un certo modo superiore sia alla semplice percezione sensibile che alla razionalità. Infatti il sentimento permette di cogliere intuitivamente cosa siano il tempo, lo spazio, il movimento, il numero cioè le basi stesse dell’attività razionale e logica-matematica. Afferma Pascal: c’è un ordre du coeur (ordine del cuore), una logique du coeur (logica del cuore).

 

In Pascal  ci sono solo delle definizioni che non chiariscono  in nessun modo se si riferiscono alla MATERIA oppure al TRASCENDENTE .

Egli dice:

sentire del cuore, è evidente che al suo tempo la scienza era solo all’inizio e quindi non si sapeva neppure come funzionasse esattamente l’anatomia del corpo,quindi sono anche comprensibili molte inesattezze. Possiamo dire con sicurezza,per tutto ciò che ho spiegato prima che, il cuore non ha nessun sentire,ma è semplicemente un organo come tutti gli altri.

– … facoltà conoscitiva … percezione sensibile … razionalità … intuitivamente … logica matematica ,  la materia non ha nessuna:  facoltà conoscitiva,percezione sensibile (come autocoscienza),razionalità, intuito, logica matematica, quindi anche qui,Pascal  ci dovrebbe dire a che cosa si riferisce.

E’ del tutto evidente che tutte queste proprietà non potendo appartenere alla materia, come ho dimostrato, possono appartenere solamente al Tracsendente, ma questo Pascal non lo dice.

ordre du coeur (ordine del cuore), logique du coeur (logica del cuore), sono evidentemente delle definizioni insignificanti.

 

Leibniz

Anche Leibniz parla del sentimento, della razionalità, degli affetti, della felicità mentale, ma non fa il minimo accenno per chiarire se tutte queste facoltà derivano dalla MATERIA o dal Trascendente.

Il suo sforzo filosofico ,riguardo a questi argomenti,è quindi stato molto modesto.

 

I sentimentalisti

I filosofi chiamati “sentimentalisti”, per la particolare attenzione dedicata al concetto di sentimento, si sviluppano in Inghilterra seguendo le teorie del caposcuola Shaftesbury (1671-1713), il quale assegna un valore morale al sentimento, considerato un atteggiamento innato in cui convergono anche il bello e il vero.

Le teorie di Shaftesbury, riprese da Joseph Butler (1692-1752) e Francis Hutcheson (1694-1746) , vengono completate da David Hume che però rifiuta l’eccessivo ottimismo di tipo neoplatonico dei sentimentalisti. Pur attribuendo al sentimento un valore conoscitivo, secondo Hume è nella morale che questo esplica la sua azione maggiore. Tutte le nostre attività razionali e morali hanno una comune origine negli atteggiamenti sentimentali.

Purtroppo anche Hume non ci spiega che cosa sia esattamente il sentimento!

Le concezioni di Hume hanno avuto sviluppo e approfondimento in David Hartley (1705-1757) che ha indagato l’origine fisiologica dei sentimenti di piacere e dolore e in Adam Smith relativamente alla sua teoria della “morale della simpatia“.

– I Sentimentalisti considerano il sentimento come un atteggiamento innato, quindi,  poichè non può derivare dalla Materia è evidente che, deve appartenere al Trascendente

Hume dice che: tutte le nostre attività razionali e morali hanno una comune origine negli atteggiamenti sentimentali. Questa definizione è molto riduttiva  e dequalificante ,ma tuttavia ancora una volta,anche Hume non ci dice la cosa più importante e cioè se i sentimenti nascono nella Materia o nel Trascendente.

 

Hartley  ha indagato sull’origine fisiologica dei sentimenti che naturalmente non ha trovato. In particolare ha indagato sul dolore e sul piacere,è evidente che a quei tempi,ancora erano molto poco conosciute l’anatomia e la fisiologia, oggi sappiamo da dove partono gli stimoli dolorosi e in quali aree cerebrali arrivano.

Ma Hartley certamente si sarà accorto che,dando una martellata su un dito,da lì nasce il dolore, anche se non sapeva come facesse ad arrivare al cervello. Tuttavia,l’errore fondamentale che ha fatto Hartley non è quello di capire,giustamente,che il dolore parte dal dito,ma quello di non capire che per sentire il dolore occorre una qualità innata che non può appartenere alla materia e cioè l’autocoscienza e questa non è una facoltà materiale ma appartiene solo ed esclusivamente al Trascendente.

 

Adam Smith per quanto riguarda la sua teoria della “morale della simpatia” è puramente folclore.

 

L’analisi kantiana

 

Kant parla di “indagine razionale”

Egli dice che il Sentimento è una forma affettiva riconducibile unicamente all’intimità del soggetto,in quanto soggetto senziente .

Kant parla del sentimento del bello e del sublime,che non si basano sulla percezione sensibile delle cose esterne ma sul modo soggettivo di come queste vengono da noi  valutate.

 

Analizziamo un po’ quello che dice Kant.

– anche Kant ci dà molti spunti di riflessione

– osserviamo bene le parole che usa Kant nella sua descrizione:

 

– indagine razionale

– egli dice che il Sentimento è una forma affettiva riconducibile unicamente all’intimità del soggetto,in quanto soggetto senziente .

Quindi:

l’indagine razionale,il sentimento, la forma affettiva, l’intimità del soggetto,il soggetto senziente, non possono  essere attributi della materia,come ho ampiamente dimostrato,ma,solo ed esclusivamente del Trascendente.

e ancora:

– egli dice che: il sentimento del bello e del sublime, non si basano sulla percezione sensibile delle cose esterne ma sul modo soggettivo di come queste vengono da noi  valutate.

cioè vuol dire che il sentimento in generale e non solo il sentimento del bello e del sublime non si basano sulla percezione sensibile delle cose esterne ,cioè sulla materia, ma sul modo soggettivo (che non può essere dovuto alla materia) di come queste cose vengono da noi valutate e quindi,necessariamente,il modo soggettivo deve necessariamente appartenere al Trascendente.

 

– infine Kant parla di un sentimento morale, che ha il fondamento di sè in se stesso. Questa affermazione è indubbiamente ancora molto più precisa e netta,in quanto riconosce che la morale non ha il suo fondamento nella materia ma solo in se stessa e quindi può derivare solo dal Trascendente. Non solo ,ma il sentimento morale è rappresentato dal “rispetto di sè” in obbedienza alla legge morale.

 

Il sentimento nel Romanticismo

Nell’età romantica il sentimento diventa la facoltà di cogliere l’infinito sia in senso lirico (Friedrich Schlegel, Friedrich Hölderlin) che religioso: «La religione è sentimento e gusto dell’infinito» Il sentimento dell’infinito si coglie nella poesia, prima forma del desiderio dell’uomo di conquistare quell’infinito che è Dio.

– come si vede, nel Romanticismo il sentimento diventa la facoltà di cogliere linfinito in tutti i sensi e che è Dio stesso.

E’ evidente che nel Romanticismo,il sentimento si può cogliere unicamente nel Trascendente.

– Il sentimento viene visto da Schelling  come una particolare intuitiva dote dell’artista e del genio, assolutamente libera e potenziatrice della loro naturale ispirazione e creatività.

– quindi,anche per Schelling il sentimento ha origine Trascendentale.

 

– Secondo Hegel  solo la funzione mediatrice della ragione è capace di cogliere il vero . Quindi anche per Hegel  la ragione non ha origine empirica ma metafisica.

 

Schopenhauer  attribuisce al sentimento della pietà una funzione etica.

– Per Henri Bergson solo il sentimento è in grado di attingere, al di là degli schemi della realtà prodotti dall’intelletto scientifico, la vera essenza della realtà,che deve quindi trovarsi solo ed esclusivamente nel Trascendente.

 

 

Il sentimento nella prospettiva fenomenologica-esistenziale

– Hussert, Max Scheler, Soren Kierkegaard, Heidegger, Jean Paul Sartre,

sono autori che hanno parlato del sentimento solo da un punto di vista fenomenologico ma non sostanziale,quindi sono,da questo punto di vista,degli autori del tutto insignificanti.

 

CONCLUSIONE

Abbiamo analizzato il CERVELLO in tutte le sue parti,ne abbiamo studiato il funzionamento,abbiamo visto che il Cervello funziona solo attraverso delle reazioni elettrochimiche che sono formate esclusivamente da MATERIA ordinaria: elettroni,neutroni,protoni,quark,atomi,molecole,ecc.

Abbiamo cercato i SENTIMENTI nel cervello,dovunque ed in ogni modo,ma MAI NESSUNO è riuscito a trovarli!

E allora,dove sono i SENTIMENTI?

La funzione del cervello è solo quella di ricevere tutti gli stimoli sensoriali che gli arrivano dai recettori periferici,tatto,udito,vista ecc. ma,una volta arrivati al cervello rimarrebbero solo ed unicamente delle reazioni elettrochimiche senza alcun significato.

Perchè allora noi riusciamo a “sentire” il dolore, “vediamo” un oggetto, “sentiamo” un suono, ecc., tutto questo è possibile unicamente in quanto siamo dotati di autocoscienza“!

 

Ma che cos’è l’Autocoscienza?

Facciamo una rapida escursione su come è stata interpretata l’Autocoscienza nel corso dei secoli.

Definizione

L’Autocoscienza è definita come l’attività del pensiero con cui l’ io diventa cosciente.

E questa definizione,che apparentemente può anche sembrare semplice, esprime dei concetti molto impegnativi.

 

attività del pensiero

domanda: ma che cosa è il pensiero? Abbiamo già detto che nessuno ha mai trovato i sentimenti, ma possiamo anche dire che nessuno ha mai trovato il PENSIERO nel nostro cervello,ma allora dove si trova ,come possiamo conoscerlo,vederlo,renderci conto di che cosa sia questa attività misteriosa “il pensiero“,del tutto paragonabilòe ai “sentimenti”

Ebbene,rinunciamo all’impresa perchè,purtroppo non potremo MAI sapere che cosa sia realmente il PENSIERO.

Quando noi usiamo le attività del pensiero come: io voglio,io credo,io desidero,ecc. senza rendercene conto acquistiamo il concetto di “io”,attraverso questa attività misteriosa del pensiero,arriviamo a dire io,io voglio,io credo,io amo, ecc, quindi il pensiero nella sua attività ci fa prendere coscienza di noi stessi facendoci dire io.

 

Vorrei che tu capissi una cosa,le reazioni elettrochimiche che si svolgono nel cervello e che ti ho ampiamente illustrate, NON potranno dire MAI : “io” perchè sono solo e unicamente MATERIA che non può avere la coscienza di sè.

Per così dire è “materia morta”!

 

L’autocoscienza è stata quindi la prima e unica forma di sapere certo e assoluto, essendo interiore e non acquisito dall’esterno, col quale  preservare la filosofia stessa dalle derive del relativismo e dello scetticismo.

 

Nell’antica Grecia

Gran parte delle riflessioni sull’autocoscienza presero spunto dalle filosofie elaborate nell’antica Grecia, in particolare da Socrate, Platone e Aristotele

 

Socrate

con Socrate per la prima volta il pensiero si sofferma sull’autocoscienza, ovvero sulla riflessione dell’anima umana su di sé,intesa come io individuale.

Quindi Socrate esprime un concetto fondamentale: “anima umana“,che non potendo derivare dalla materia inerme,deve essere necessariamente trascendente.

 

Platone

L’autocoscienza per Platone sembra non avere un oggetto ben definito ma, solo il conoscere se stesso,fenomeno strettamente legato alla  reminescenza delle idee,cioè di quei fondamenti eterni della sapienza che sono già presenti nella mente umana ma sono stati dimenticati all’atto della nascita: conoscere significa dunque ricordare,cioè diventare coscienti di questo sapere interiore che giace a livello inconscio dentro la nostra anima ed è perciò innato.

Gli organi di senso, per Platone, hanno solo la funzione di risvegliare in noi l’autocoscienza sopita, ma questa non dipende dagli oggetti della realtà sensibile, ed è perciò qualcosa di assoluto (da ab + solutus, ovvero etimologicamente “sciolto da”, indipendente). Nel diventare coscienti delle Idee, ci si accorge così della relatività e caducità del mondo terreno, nonché dell’impossibilità di fondare una conoscenza certa sulla base di dati acquisiti unicamente dall’esperienza, prescindendo cioè dalla libera autocoscienza del pensiero.

 

Questa di Platone direi che è una bella interpretazione dell’autocoscienza .

 

In pratica Platone dice che noi abbiamo un’anima (trascendente) che possiede già da prima della nascita delle idee eterne e che abbiamo dimenticato alla nascita,quindi conoscere vuol dire ricordare queste ideee interiori che stanno nella nostra anima a livello inconscio e quindi sono innate.

Gli organi di senso ci servono unicamente per risvegliare in noi l’autocoscienza sopita ma che tuttavia non dipende dagli oggetti sensibili,perciò è assoluta cioè svincolata dal mondo fisico.

Questa idea che gli organi di senso siano necessari per risvegliare in noi l’autocoscienza non mi sembra molto condivisibile per il semplice motivo che personalmente mi piace credere in una autocoscienza che sia tale sia prima che dopo la nascita,e che non debba essere risvegliata da nulla e da nessuno,solo così può essere veramente assoluta.

Ma una domanda nasce spontanea: sarebbe effettivamente possibile avere una autocoscienza svincolata dall’influenza del  mondo esterno?

Forse Platone aveva ragione.

A questo proposito devo dire che mi vengono molti dubbi in quanto tendo a credere convintamente che se noi non ci contrapponessimo al mondo esterno,non potremmo avere una rappresentazione di noi stessi (autocoscienza).

Quale sarà la verità?

Difficile a dirsi!

Per capire però se noi abbiamo una rappresentazione di noi stessi a prescindere dal mondo esterno ,potremmo fare un esperimento,che naturalmente non è possibile fare e cioè potremmo  isolare completamente un cervello in un vaso e nutrendolo artificialmente ,isolato completamente da ogni collegamento sensoriale col mondo esterno; questo cervello avrebbe ugualmente una rappresentazione di se stesso?

Nessuno può dirlo.

 

Solo così potremmo essere sicuri che l’autocoscienza è indipendente dal mondo esterno.

Certo è che questo interrogativo ci lascia molto destabilizzati,perchè effettivamente ci viene molto difficile capire come l’io in queste condizioni possa avere una autocoscienza di sè!

 

E ancora, se avesse una autocoscienza di sè come sarebbe? Come l’io rappresenterebbe se stesso?

Facciamo un esempio, se vedo una macchina davanti a me,ho pienamente consapevolezza di vedere quella macchina,per cui la guardo e dico: quella è una macchina diversa da me che sono qui che la guardo ,quindi io sono io e la macchina è la macchina, ma se ci pensiamo bene questa è una falsa rappresentazione dell’io perchè dicendo che io sono io,in realtà non so chi sono! L’unica rappresentazione che ho di me,è il mio corpo,ma IO non sono il mio corpo perchè l’autocoscienza,come ho detto mille volte non può trovarsi nella MATERIA!

Così posso guardare il mio corpo e dire nuovamente che io sono io,ma il mio corpo non può rappresentare il mio io,in quanto il mio io prescinde dal corpo,esiste anche senza il mio corpo!

Da quanto detto devo concludere che nessuno di noi può avere la rappresentazione esatta del suo io!

Per essere ancora più chiaro,io non sono il mio corpo,alto,basso,magro,biondo ecc. in quanto il mio esistere prescinde dal corpo.

Ma allora chi sono io???

Per avere la risposta a questa domanda purtroppo,dobbiamo aspettare di liberarci dal corpo e quindi da ogni rapporto col mondo esterno.

Certo è che l‘io ,cioè la consapevolezza di sè, NON si trova nel cervello,come ho spiegato ampiamente  e quindi è logico che, potremmo avere la sua rappresentazione reale solo nel Trascendente.

 

E’ altrettanto molto difficile per noi,se non impossibile,immaginare che tipo di rappresentazione del nostro “io” potremmo avere nel trascendente!

La rappresentazione del nostro “io” che abbiamo nell’immanente è solo apparetne,illusoria e non sostanziale!

 

 

Tralascio di sviluppare tutti i pensatori  successivi che si sono succeduti nel tempo,perchè li ritengo,da questo punto di vista, molto meno importanti e significativi .Farò solo un generico elenco.

 

 – Plotino – Anassagora – Parmenide – Agostino – Anselmo d’Aosta – Tommaso d’aquino – Alberto Magno – San Bonaventura – Nicola Cusano – Telesio – Tommaso Campanella – Cartesio – Spinoza – Leibniz – Kant – Ficht – Schelling – Hegel – Marx – Schopenhauer – Nietzsche – Freud – Heidegger – Jaspers – buddismo – Jung – Jacques Lacan

 

ULTIMA DOMANDA

Ma allora,i sentimenti,comprese tutte le altre facoltà mentali:

– autocoscienza

– linguaggio simbolico

– ragionamento astratto

– trasmissione culturale

– ragione

– creatività

– introspezione

– arti

– musica

– letteratura

– auto-controllo

– pianificazione ecc.

 

dove si trovano??

Questa è la nostra risposta

 

1) il nostro CERVELLO è semplicemente un  Hardware come quello di un PC, formato solamente da MATERIA  ordinaria,entrambi sono formati solo ed esclusivamente da: elettroni, neutroni, protoni, quark, atomi ecc. con la sola differenza che questi elementi,nell’Hardware di un PC si fermano nella loro organizzazione a livello di ATOMI, mentre nel CERVELLO si organizzano fino al livello di DNA, MOLECOLE, NEURONI.

 

– Materia ordinaria

In fisica classica, con il termine materia, si indica genericamente qualsiasi oggetto che abbia massa e che occupi spazio; oppure, alternativamente, la sostanza di cui gli oggetti fisici sono composti, escludendo quindi l’energia, che è dovuta al contributo dei campi di forze.

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La materia, ovvero tutto ciò che vedi e che ti circonda è formata da ATOMI.

L’ATOMO è costituito da particelle ancora più piccole, chiamate PARTICELLE SUBATOMICHE.

In un atomo è presente un NUCLEO intorno al quale ruotano delle particelle aventi carica elettrica negativa chiamate ELETTRONI.

Ebbene ,anche la struttura più piccola che forma la materia è costituita solo ed esclusivamente da:

elettroni,neutroni,protoni,quark, ecc.

 

DNA

L’acido desossiribonucleico (in sigla DNA, dall’inglese DeoxyriboNucleic Acid; meno comunemente, in italiano, anche ADN) è un acido nucleico che contiene le informazioni genetiche necessarie alla biosintesi di RNA e proteine, molecole indispensabili per lo sviluppo ed il corretto funzionamento della maggior parte degli organismi viventi.

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– questo è il DNA

– il DNA è una struttura a doppia catena,formata da Nucleotidi,che sono costituiti da tre componenti fondamentali,un gruppo fosfato, uno zucchero pentoso e una base azotata. Le basi azotate sono 4 : adenina, timina, citosina, guanina

Ebbene questa è la struttura più complessa mai realizzata dalla NATURA ed è quella che è alla base della nostra vita.

Qualunque essere vivente nasce da questa struttura.

Se noi andiamo ad analizzare nei minimi particolari questa struttura,ci accorgeremo che essa è formata solo ed esclusivamente da: elettroni,neutroni,protoni,quark,atomi ecc.

 

 

Molecole

In fisica e chimica, la molecola (dal latino scientifico molecula, derivato a sua volta da moles, che significa “mole”, cioè “piccola quantità”) è un’entità elettricamente neutra composta da due o più atomi uniti da un legame covalente.

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– ebbene,anche questa struttura è formata solo ed esclusivamente da: elettroni,neutroni,protoni,quark,atomi  ecc.

 

Neuroni

Il neurone è l’unità cellulare che costituisce il tessuto nervoso, il quale concorre alla formazione del sistema nervoso, insieme alle cellule della neuroglia e al tessuto vascolare. Grazie alle sue peculiari proprietà fisiologiche e chimiche è in grado di ricevere, elaborare e trasmettere impulsi nervosi sia eccitatori che inibitori, nonché di produrre sostanze denominate neurosecreti.

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– ebbene,questa è la struttura completa di un NEURONE in tutti i suoi particolari,se noi andiamo a guardare in profondità da che cosa è formato un neurone,vedremo ancora una volta solo ed esclusivamente:

elettroni,neutroni,protoni,quark,atomi, ecc.

 

– quindi,come ho detto all’inizio nella premessa, il nostro CERVELLO è formato solo ed esclusivamente da MATERIA,nulla più.

– ma a questo punto dobbiamo fare subito una grossa precisazione che distingue un Hardware di un PC dal nostro CERVELLO e come ho già detto all’inizio,consiste nel fatto che:

– l’Hardware di un PC  nella sua struttura materiale si ferma allo stadio di ATOMO,quindi si tratta di materia inorganica,che non può produrre niente,tale è e tale rimane

– il CERVELLO è invece formato da una materia che è molto più organizzata e che prende il nome di materia organica,la quale ha la capacità di produrre altre strutture viventi fino all’UOMO

Precisato tutto questo,dobbiamo fare un’altra differenza fondamentale fra un Hardware di un PC  ed il nostro CERVELLO che è la seguente.

 

2) nell’Hardware di un PC  scorrono solo ed esclusivamente correnti elettroniche,cioè fatte da elettroni.

Ho già mostrato nell’immagine dell’atomo che cosa sia un elettrone (vai a vedere sopra).

3) nel CERVELLO umano (e non solo), scorrono solo impulsi “elettrici” formati da “correnti” ovvero da flussi ionici,cioè fatti da ioni e non da elettroni (gli elettroni fanno parte degli Ioni).

20-

– per IONE si intende un atomo che ha assunto o perso una o più cariche elettriche

– nello Ione negativo,come vedi,è stato assunto 1 elettrone ed infatti ci sono 2 cariche elettriche positive nel nucleo ,mentre all’esterno ci sono 3 cariche negative

– nello Ione positivo è stato perso 1 elettrone,infatti all’interno ci sono 2 cariche positive mentre all’esterno è rimasta 1 sola carica negativa

 

 

– Dopo tutte queste premesse dobbiamo parlare di un elemento che è ancora più importante dell’ Hardware

– come sapete, se prendiamo un HARD DISK  vergine e lo mettiamo in un PC,non funziona nulla,cioè non potremo mai fare tutte quelle belle cose che normalmente facciamo con un PC, perchè?

– perchè, affinchè il PC  possa funzionare correttamente dobbiamo mettere un Software sull’HD,che contenga tutti i PROGRAMMI che poi ci faranno fare col PC quello che tutti conoscono: vedere immagini,scrivere,fare calcoli,modificare foto,parlare ecc.

 

ATTENZIONE

– se io adesso ti dicessi che il nostro CERVELLO è esattamente paragonabile ad un HARD DISK  e cioè che da solo non potrebbe fare assolutamente niente, forse rimarresti  sconcertato,incredulo, ti chiederesti: ma come? Non è possibile!

Quindi secondo te il nostro cervello può dire: io vedo,io parlo,io capisco,io amo,io odio,ecc… quindi,tu dici che il nostro cervello funziona eccome!

– purtroppo devo deluderti,ma non è esattamente così!

– cercherò di essere il più chiaro possibile con un esempio esplicativo

21-

– come vedi in modo molto schematico, nel cervello ci sono tante aree ognuna delle quali è adibita ad una certa funzione

– dalla periferia del nostro corpo partono tutti gli stimoli sensoriali che, attraverso le vie nervose,arrivano fino al cervello

 

Recettori sensoriali

– I recettori sensoriali si classificano in base alla provenienza dello stimolo:

 

Telecettori: sensibili a stimoli provenienti da lontano.

Esterocettori: sensibili a stimoli provenienti da fonti esterne vicine al corpo.

Interocettori: sensibili a fenomeni provenienti dall’interno dell’organismo.

Propriocettori: sensibili a stimoli provenienti dalle articolazioni, dai muscoli e dai tendini. Servono a sentire dove si trova il nostro corpo nello spazio.

 

Si possono classificare anche in base al tipo di stimolo a cui sono sensibili:

 

Chemiorecettori: ricevono stimoli chimici come, ad esempio, il gusto e l’olfatto.

Meccanocettori: ricevono stimoli come pressione, tocco e dolore. Il tatto e l’udito fanno parte di questa classe.

Termorecettori: ricevono stimoli termici.

Fotorecettori: capaci di captare l’energia luminosa come, ad esempio, la vista.

stato-acustici : percepiscono lo stato di equilibrio del corpo, stabiliscono l’orientamento del corpo nello spazio e percepiscono i suoni.

Elettrorecettori percepiscono intensità e variazioni del campo elettrico

 

Infine sono classificabili anche in base al loro adattamento sensoriale, cioè alla possibilità di far diminuire la frequenza di uno stimolo prolungato nel tempo.

 

Fasici o Dinamici: Si adattano facilmente. Ad esempio l’olfatto.

Tonici o Statici: Si adattano poco o per niente. Per esempio i termocettori.

Alcuni esempi di recettori sensoriali

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25-

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Ecc…

 

– Da tutti questi recettori e da altri,partono i vari stimoli che arrivano al cervello attraverso  vie nervose  specifiche.

 

PRIMA NOTA

– mettiti bene in testa che (come ho già più volte detto), da tutti questi recettori sensoriali partono solo ed esclusivamente degli stimoli rappresentati da reazioni elettrochimiche formate da: elettroni,neutroni,protoni,quark,atomi ecc… cioè MATERIA.

Spero che ti sia entrato bene nella testa!

“Repetita iuvant!”

 

27-

Vie nervose

– come vedi bene in questa immagine,dalle varie parti del corpo: Volto,arto superiore,tronco,arto inferiore,ecc… i vari stimoli seguono le vie nervose che portano al cervello in tutte le varie aree specifiche per riceverle.

 

SECONDA  NOTA

– mettiti bene in testa che (come ho già più volte detto), da tutte queste vie nervose passano solo ed esclusivamente degli stimoli rappresentati da reazioni elettrochimiche formate da: elettroni,neutroni,protoni,quark,atomi ecc… cioè MATERIA.

Spero che ti sia entrato bene nella testa!

“Repetita iuvant!”

 

Zone di ricezione cerebrali

– farò solo qualche esempio per farti capire meglio

28-

– ogni volta che guardi qualcosa,i raggi luminosi  (onde elettromagnetiche) ti entrano nell’occhio dove si convertono in reazioni elettrochimiche che arrivano   all’area 17 di Brodman  che è appunto l’area adibita a ricevere gli stimoli visivi.

29-

Corteccia uditiva

– questa zona del cervello rappresenta la parte adibita alla ricezione dei segnali acustici.

30-

– corteccia gustativa

quando mangi  i sapori vanno a finire in questa area cerebrale.

 

TERZA  NOTA

– mettiti bene in testa che (come ho già più volte detto), in  tutte queste aree specifiche cerebrali  arrivano  solo ed esclusivamente degli stimoli rappresentati da reazioni elettrochimiche formate da: elettroni,neutroni,protoni,quark,atomi ecc… cioè MATERIA.

Spero che ti sia entrato bene nella testa!

“Repetita iuvant!”

– penso che come esempi siano sufficienti a farti capire,anche se potrei farne altri.

 

Bene – DOMANDA

– alla fine di questo lungo percorso una domanda nasce spontanea: ma secondo te,è mai possibile che una reazione elettrochimica  formata solo ed esclusivamente da: elettroni,neutroni,protoni,quark,atomi ecc… ,cioè da MATERIA,che arriva in una certa zona cerebrale (pure MATERIA),per esempio gusto,vista,udito,ecc… possa far dire A QUESTA ZONA CEREBRALE,CIOE’ ALLA MATERIA: io vedo,io sento,io gusto,ecc…” cioè,se non hai ancora capito,te lo spiego meglio,una reazione elettrochimica formata da MATERIA può mai avere la consapevolezza di se’??”.

 

Una reazione chimica cerebrale è paragonabile a qualunque altro fenomeno naturale come l’alba,il tramonto,il caldo,il freddo ecc…, sono fenomeni naturali che NON hanno “coscienza di sè” ,avvengono e basta!

Ma quando ti arriva nel cervello una reazione elettrochimica,pura MATERIA, quindi inconsapevole di sè come mille altre reazioni chimiche che avvengono in natura  e tu dici: “io sento,io vedo,io tocco,io sento il sapore,ecc…,a quel punto vuol dire che nel tuo cervello esiste un’altra realtà,invisibile,che si chiama con un solo nome: AUTOCOSCIENZA.

– e questa  AUTOCOSCIENZA  non può appartenere a nessuna reazione elettrochimica ovvero alla MATERIA inerte!

– questa AUTOCOSCIENZA  rappresenta  ciò che fa funzionare il nostro cervello come un software fa funzionare un Hard Disk,

– questa AUTOCOSCIENZA rappresenta per noi il nostro “Software” ,non fa parte del cervello ma ,in qualche modo,lo influenza,è in rapporto con lui e si può chiamare in mille modi,lascio a te la scelta, io preferisco chiamarla ANIMA.

 

Ultima considerazione finale NECESSARIA

Tu sai bene che il MATERIALISMO si basa sulla dimostrazione scientifica di un qualunque evento naturale,ebbene,qualunque cosa succeda in natura,per essere considerata vera,DEVE essere DIMOSTRATA con un esperimento scientifico ripetibile in qualunque momento a conferma di quanto riscontrato.

Ebbene,ci sono scienziati materialisti che lavorano da decine di anni nel tentativo di dimostrare che da una reazione elettrochimica fatta da MATERIA  inerte possa  nascere la “consapevolezza di se ovvero più semplicemente l’autocoscienza“.

NESSUNO scienziato,fino ad oggi,ci è mai riuscito e statene certi che, NESSUNO ci riuscirà da qui all’ETERNITA’.

 

La loro è solo e soltanto  una arrogante PRESUNZIONE ,e se non riescono a capire questo dopo tanto tempo perso inutilmente,vuol dire semplicemente ed irrevocabilmente che sono solo dei “minus abiens!”

Data 1 giugno 2021

VACCINI ANTI-COVID

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I VACCINI  anti-COVID si distinguono in due categorie:

 

1) vaccini ad  mRNA  (RNA messaggero) NON VIRALI

2) vaccini a  vettore virale

 

ALCUNE RIFLESSIONI SUI VIRUS in generale, senza riferimenti specifici

 

Virus e cancro

Tutti i virus (alcuni in particolare) rientrano nella lista dei patogeni potenzialmente coinvolti nell’innesco di forme neoplastiche: questi virus hanno conquistato un ruolo di prestigio nella ricerca sulla genetica del cancro nell’uomo. Da ormai molti anni, questi virus sono  al centro dell’attenzione scientifica, poiché molti di loro sono considerati virus oncogeni a tutti gli effetti. Inoltre, possono essere sfruttati per introdurre geni in cellule di mammifero, riprogrammandone l’attività.

Entrando in una cellula ospite, questi virus  sono in grado di convertire il proprio genoma da RNA a DNA: avvalendosi dell’ausilio dell’enzima trascrittasi inversa, il virus opera la cosiddetta retro-trascrizione trasformante l’RNA virale in DNA. Quest’ultimo si integra nel DNA della cellula ospite che viene sfruttata per la sintesi di genoma e strutture virali.

Oncovirus: causano danno sia in vitro che in vivo. Generalmente, i virus di questa categoria sono coinvolti nell’eziopatogenesi di forme tumorali.

Spumavirus: sebbene siano responsabili di effetti citopatici in vitro (insieme di alterazioni morfologiche assunte dalla cellula infettata da virus), la loro patogenicità non è ancora stata dimostrata in vivo.

Lentivirus: questi retrovirus inducono progressive compromissioni a carico del sistema immunitario e neuronale.

Alcuni virus  sono coinvolti nell’innesco di patologie estremamente gravi, quali leucemia acuta a cellule T, leucemia a cellule capellute e mielopatie (malattie a carico del midollo spinale).

 

Virus  a singolo filamento di RNA, dopo essere penetrato nella cellula ospite, il genoma del retrovirus subisce una retro-trascrizione e viene convertito in DNA dall’enzima trascrittasi inversa. La replicazione di questi virus avviene nel citoplasma della cellula infetta. Successivamente il virus, infettando il nucleo, si integra con il genoma della cellula ospite (ad opera dell’enzima integrasi): il virus può rimanere silente per periodi di tempo variabili. Giunti a questo punto, il DNA a doppio filamento viene sfruttato per la trascrizione di RNA messaggero (mRNA), dal quale – a livello ribosomiale – vengono sintetizzate le proteine virali. I virioni neoformati fuoriescono dalla cellula e sono liberi di infettare le cellule vicine, diffondendosi a macchia d’olio.

Alcuni  virus presentano un genoma a DNA a doppio filamento: una volta entrato nella cellula bersaglio, il virus procede dal citoplasma verso il nucleo. Giunto in questa sede, il genoma del virus si mescola a quello della cellula ospite e viene replicato: il “nuovo” DNA serve per produrre mRNA, che a sua volta produce proteine virali. L‘RNA pregenomico sarà trasformato in DNA attraverso una trascrizione inversa (operata da enzimi virali neosintetizzati dal virus), che viene incorporato all’interno delle altre strutture virali neosintetizzate: a questo punto, il ciclo di replicazione è terminato.

Esiste un’altra categoria di  virus, chiamati endogeni: questi virus sono integrati con il genoma della cellula ospite, e vengono trasmessi geneticamente. In altri termini, i virus endogeni sono in grado di infettare le cellule germinali, pertanto possono essere trasmessi verticalmente attraverso la linea germinale.

 

Il virione del virus presenta una forma grossolana-sferica, dal diametro variabile dai 100 ai 120 nm. Questi virus  presentano un genoma costituito da due molecole di RNA a singolo filamento, con polarità positiva.

Alcuni virus presentano una membrana lipoproteica esterna chiamata pericapside od envelope.

L’enzima trascrittasi inversa è indispensabile per trasformare il genoma da RNA in DNA

Il genoma di questi virus contiene almeno tre geni indispensabili per la replicazione del virus:

GAG (group specific antigen), la cui funzione è codificare per le proteine strutturali. I GAG sono i principali componenti del capside virale (2.000-4.000 copie per virione).

POL (sta per polymerase), la cui funzione è codificare per gli enzimi trascrittasi inversa, proteasi ed integrasi, utili per la replicazione del virus.

ENV (diminutivo di envelope), la cui funzione è codificare per le proteine di membrana (pericapside).

A monte e a valle di questi geni troviamo due sequenze LTR, acronimo di Long Terminal Repeat, (situate al 5′ e al 3′ del genoma provirale): queste sequenze fungono da promotore e da segnale di poliadenilazione, dato che contengono al loro interno alcune regioni coinvolte nella trascrizione inversa, nell’integrazione e nel controllo dell’espressione del genoma virale.

Oltre ai geni appena descritti, il genoma di questi virus contiene ulteriori geni detti accessori, indispensabili per aumentare la virulenza e la patogenicità del virus.

 

Un virus è un parassita intracellulare obbligato, cioè capace di vivere e riprodursi solo all’interno di cellule viventi. Si tratta, infatti, dell’entità biologica più diffusa sulla Terra.

 

I virus non sono in grado di effettuare in autonomia nessun processo metabolico: contengono solo parte dell’informazione genetica necessaria per la loro moltiplicazione. Il loro acido nucleico – il DNA o l’RNA virale – codifica solo le  proteine strutturali (che costituiscono il rivestimento del virus) e alcuni enzimi necessari per la replicazione del materiale genetico. Tutte le altre funzioni (sintesi proteica, produzione di energia ecc.) sono fornite dalla cellula infettata.

 

Un virus è una particella infettiva formata da acido nucleico (materiale genetico) e da un rivestimento proteico (capside).

Per virione s’intende una particella virale completa.

Possono adattarsi all’ospite

Inoltre, i virus evolvono mutando e presentano le stesse macromolecole biologiche (proteine e DNA o RNA) delle cellule viventi, ma necessitano di quest’ultime per replicarsi e diffondersi.

I virus potrebbero essere considerati, quindi, una forma ibrida tra il vivente e il non-vivente.

 

I virus sono una forma di vita?

La domanda è da molto tempo oggetto di dibattito nella comunità scientifica. Partiamo dal presupposto che la definizione di “essere vivente” deve rispettare i seguenti criteri: è in grado di riprodursi, cresce e si sviluppa, si adatta all’ambiente, reagisce agli stimoli esterni ed è capace di trasformare l’energia

 

I virus:

Non crescono e non si dividono – si assemblano da componenti preformate

Non reagiscono all’ambiente (fuori dalle cellule sono metabolicamente inerti)

Non respirano

Non si muovono

Non producono energia

 

MA:

Si riproducono

Possono adattarsi all’ospite

 

Biologia e Caratteristiche dei Virus

Un singolo virus (virione) è circa 100 volte più piccolo di una cellula: le dimensioni possono variare dai 20 ai 300 nanometri (miliardesimi di metro).

Per questo motivo, i virus non sono visibili al microscopio ottico, ma solamente a quello elettronico, dove mostrano ampie escursioni non solo nelle dimensioni, ma anche nella forma, che può essere sferica, simile ad un “veicolo per l’atterraggio lunare”, a bastoncino ecc.

In natura, esistono moltissimi virus: se ne stimano oltre 100 milioni di tipologie differenti. Nel complesso, i virus infettano qualsiasi tipo di cellula e ogni organismo vivente (uomini, piante, animali, funghi e microrganismi, batteri inclusi), provocando una notevole varietà di malattie, come il raffreddore, l’influenza e la poliomielite; altre specie sono, invece, prive di potere patogeno e non causano alcuna malattia.

I virus si trovano praticamente ovunque: nelle zone più inospitali del nostro pianeta, nelle profondità dell’oceano, nei ghiacci del Polo ecc.

 

Pur essendo incapaci di riprodursi, i virus possono comunque sopravvivere nell’ambiente esterno, anche se possono conservarsi per un tempo limitato; il virus dell’influenza, per esempio, può persistere per ore al di fuori del corpo, specialmente in condizioni di freddo e bassa umidità.

I virus sono, invece, dei parassiti veri e propri: non hanno un metabolismo autonomo e hanno come unico compito quello di trasferire il loro patrimonio genetico da una cellula all’altra di un organismo ospite, trasmettendo così l’infezione.

I virus sono microrganismi acellulari, poiché privo delle tipiche strutture cellulari; per questo motivo, non possono riprodursi da soli e per replicarsi devono invadere una cellula vivente e sfruttare intermedi metabolici, enzimi e organelli di quest’ultima.

La struttura elementare di un virus è semplice: la particelle infettiva è composta da un core interno, contenente il genoma virale (cioè RNA o DNA), racchiuso da un rivestimento proteico, detto capside.

Alcuni agenti virali possiedono anche un involucro lipidico e glicoproteico più esterno al capside (pericapside o envelope) in cui sono presenti proteine, lipidi, carboidrati e tracce di metalli; altri ne sono sprovvisti (virus nudi). Fra capside e pericapside si può avere il tegumento.

L’envelope è costituito da un doppio strato lipidico derivante dalle membrane cellulari (es. ribovirus) o nucleari (es. herpes) modificate durante l’infezione con l’inserimento di glicoproteine virali. Le glicoproteine che si proiettano verso l’esterno (spike) sono la maggior sorgente antigenica dei virus con envelope e riconoscono i recettori cellulari. 

 

I virus sono costituiti da:

 

Proteine: è la componente maggiore (fino ad oltre il 90%). Le proteine virali svolgono ruoli funzionali (ad esempio, permettono la replicazione dell’acido nucleico) e strutturali; alcune alterano alcune funzioni delle cellule ospite, altre sono strettamente associate agli acidi nucleici.

Acido nucleico: DNA o RNA (1-15%).

I virus dotati di pericapside (o envelope) hanno anche lipidi (10-30%) e carboidrati (glicoproteine).

In base alla natura del rivestimento, sono da distinguersi:

 

Virus nudi: possiedono unicamente il capside, il rivestimento proteico del genoma che lo protegge dall’ambiente esterno;

Virus rivestiti: sono dotati di capside e pericapside. Di solito, i virus con envelope sono meno stabili nell’ambiente di quelli a capside nudo.

Il capside è una struttura rigida e resistente, caratterizzato dalla ripetizioni di poche specie differenti di capsomeri (subunità proteiche) disposti con simmetria elicoidale, icosaedrica, binaria oppure complessa.

Il capside ha la funzione di proteggere il materiale genetico virale e riconoscere i recettori della cellula ospite, per consentire l’ingresso all’interno della cellula ospite la penetrazione.

Il meccanismo con cui il virus agisce prevede, infatti, che esso penetri e si “svesta” del capside (uncoating), liberando il proprio acido nucleico (DNA o RNA). Il materiale genetico virale potrà essere così copiato utilizzando gli enzimi della cellula ospite.

 

Le nuove particelle virali formatesi all’interno della cellula fuoriescono per infettare altre cellule:

 

Alcuni virus vengono eradicati dal sistema immunitario dopo la fase acuta dell’infezione (come accade, per esempio, nel caso del raffreddore);

Altri virus danno luogo, invece, ad infezioni persistenti:

Latenti: l’agente virale in alcuni momenti replica, mentre in altri si sposta in altri distretti della cellula o dell’organismo dove rimane silente fino a quando, in seguito ad opportuni stimoli, ritorna a moltiplicarsi (es. herpes virus);

Croniche: l’agente virale rimane nella cellula per un lungo periodo, dove rilascia in modo lento e continuo nuovi virus, portando alla cronicizzazione della malattia (es. HIV).

 

L’acido nucleico – che può essere DNA oppure RNA – va a determinare la complessità del virus, poiché ne costituisce il genoma: alcune particelle virali hanno genomi che codificano per poche proteine, altri che codificano per moltissime (da 3-4 fino a circa 100).

 

Da questo punto di vista, esistono molte classi di virus:

 

I virus a DNA, chiamati desossiribovirus, vengono classificati in:

Virus a DNA a doppia elica lineare;

Virus a DNA a doppia elica circolare (es. papovavirus);

Virus a DNA a singola elica (es. parvovirus).

I virus a RNA, detti ribovirus, vengono classificati in:

Virus a RNA a singola elica lineare;

Virus a RNA a doppia elica;

Virus a RNA frammentato (es. ortomixovirus);

Durante il loro ciclo replicativo, alcuni virus presentano anche forme ibride DNA-RNA (virus a RNA a singola elica con intermedio a DNA).  Questa notevole varietà nel genoma virale impone l’esistenza di strategie replicative piuttosto diversificate, spesso lontane dall’assioma “dal DNA all’RNA, dall’RNA alle proteine” che vige per le cellule procariotiche ed eucariotiche (in cui il genoma è costituito solo da DNA).

 

Fra i ribovirus, ad esempio, occorre distinguere fra quelli a polarità positiva e quelli a polarità negativa: i primi hanno un RNA che non funge da messaggero, ma da  stampo per gli RNA messaggeri (mRNA); i secondi danno un RNA che funziona direttamente come messaggero.

A volte, come anticipato, l’acido nucleico può associarsi a proteine di natura enzimatica, importanti per la replicazione del virus.

I virus sono in continua evoluzione, con l’emergenza di nuove caratteristiche genetiche (mutazioni, ma non solo) e la loro stabilizzazione negli ospiti infettati.

 

Le nuove caratteristiche sorgono casualmente, durante la replicazione del genoma; se il cambiamento non altera le capacità replicative del virus, si potrà trasmettere alla progenie virale.

 

Tracce di Virus nel Genoma Umano

I virus sono da sempre, e lo saranno anche in futuro, tra i principali protagonisti dell’evoluzione delle specie (uomo incluso): causando malattie, epidemie e, talvolta pandemie, influenzano la selezione naturale, in modo più o meno favorevole dal punto di vista biologico. Il tasso di mutazione virale produce nuovi geni che, talvolta, possono essere incorporati nel genoma di una cellula ospite e diventarne parte integrante. Lo stesso genoma umano possiede sequenze e frammenti di origine virale, accumulatesi nel corso di milioni di anni di storia evolutiva.

 

Mutazioni Virus a DNA e Virus a RNA

La distinzione tra i virus a DNA e virus a RNA è molto importante: l’RNA è una molecola molto più instabile del DNA e consente ai virus di mutare più facilmente, quindi evolvono ad una velocità decisamente maggiore rispetto a quelli a DNA. Di conseguenza, i virus a RNA riescono ad eludere più facilmente la difesa del sistema immunitario, delle terapie e dei vaccini.

Occorre osservare che le mutazioni raramente sono vantaggiose: spesso, infatti, sono letali, deleterie o indifferenti per il virus.

Anche i virus a DNA manifestano una certa capacità di generare varianti diverse, subendo limitate modificazioni a livello di siti specifici (hot spot). Il tasso di mutazione dei virus a DNA sono simili a quelli della cellula eucariote, in quanto le DNA polimerasi hanno attività di proof-reading (correzione).

Oltre alle mutazioni sono possibili ricombinazioni (scambio di materiale genetico fra virus diversi e correlati che si trovano nella stessa cellula) e riassortimento (nei virus con genoma segmentato).

 

 

Infezioni da Virus

I virus possono causare sintomi e disturbi:

Locali a carico di diversi apparati (es. respiratorio, digerente o urogenitale)

o

Generali (sistemici) qualora si diffondano in tutto l’organismo.

 

Come si Trasmettono i Virus?

Le modalità di trasmissione sono svariate: i virus possono infettare per via aerea, alimentare, attraverso rapporti sessuali o attraverso vettori (soprattutto insetti come le zanzare).

 

I virus respiratori, come ad esempio l’influenza o il raffreddore, si diffondono attraverso le goccioline di saliva o di secrezioni, prodotte con tosse e starnuti (droplets) di persone con l’infezione in corso. Altri virus sono in grado di contagiare per via parenterale o attraverso contatti tra le mucose o con sangue e altri fluidi corporei, come ad esempio epatite B, C e HIV.

I virus a trasmissione oro-fecale si contraggono con l’ingestione di cibo, acqua o altro contaminato da materiale fecale (es. poliomielite o rotavirus). Esistono agenti virali, poi, di provenienza quasi prettamente alimentare, come epatite A e epatite E.

Anche gli animali domestici possono trasmettere virus: il caso più famoso è probabilmente quello della rabbia.

In ogni caso, la presenza di un indebolimento generale dell’organismo o un’immunodepressione può facilitare le infezioni da virus e peggiorarne il decorso.

 

VIRUS NEL DNA UMANO

Si sapeva che il patrimonio genetico di ogni animale o pianta contiene molti elementi provenienti da altre specie, in particolare virus, che sono stati in grado di inserirsi all’interno del Dna. Per esempio, nelle nostre cellule circa l’8% del materiale genetico proviene da virus che ci hanno attaccato milioni di anni fa.

Il Dna estraneo, entrato nel genoma nel corso dell’evoluzione, rimane integrato nel patrimonio genetico in cui è entrato e, si pensava perdesse la capacità di infettare l’ospite. Si riteneva quindi che questi frammenti fossero solo avanzi senza significato, e rientrassero in quello che era definito “Dna spazzatura”, cioè pezzetti di materiale genetico che avevano perso la loro funzione, un residuo di quanto era accaduto nella storia della specie.

A CHE SERVONO. Con l’andare degli anni le ricerche hanno però scoperto che alcuni di questi trasposoni (ecco il nome dato ai frammenti, anche perché alcuni sono anche in grado di spostarsi da una parte all’altra del genoma) sono in grado di modificare anche il funzionamento dei geni. In particolare possono regolare le funzioni delle cosiddette reti di regolazione genica. Le reti stesse sono raccolte di geni che interagiscono tra di loro e altre molecole che entrano nella cellula per modulare la produzione dei geni.

I “VIRUS” CHE AIUTANO IL SISTEMA IMMUNITARIO. Ebbene, una ricerca di alcuni genetisti dell’università dello Utah guidati da Edward Chuong ha scoperto che alcuni   trasposoni, incorporati nel nostro patrimonio genetico circa 40-60 milioni di anni fa, sono capaci nel riconfigurare e attivare le reti di regolazione genica implicate nel sistema immunitario. Le reti stesse sono raccolte di geni che interagiscono tra di loro e altre molecole che entrano nella cellula per regolare la produzione dei geni.

Alcuni esperti ipotizzano che alcuni disturbi di eziologia incerta, come la sclerosi multipla, alcune malattie autoimmuni, e vari tipi di cancro, possano essere causati da retrovirus endogeni.

Molte infezioni virali vengono controllate dalle difese del sistema immunitario, alcune permangono in uno stato di latenza mentre altre causano malattie croniche.

Nell’infezione latente, l’RNA o il DNA virale restano nella cellula ospite senza replicarsi e senza causare la patologia, possono permanere in tale stato per molto tempo, a volte anche per anni. Tuttavia, durante la fase di latenza, l’infezione può essere trasmessa durante il periodo asintomatico, facilitando la diffusione da persona a persona. A volte uno stimolo (in particolare limmunosoppressione) ne provoca la riattivazione.

Data 31 maggio 2021

IL VINO FA MALE, MOLTO MALE!

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IL VINO FA MALE,MOLTO MALE

E’ VELENO!

Non credete alla pubblicità ingannevole a fine di lucro

 

Tumori dell’apparato digerente  da alcol

Tumori all’esofago, allo stomaco, al colon-retto, al pancreas e al fegato: che legame hanno con l’alcol?

L’Unione dei Gastroenterologi Europei ha diffuso un dossier per confermare, in sintesi, che l’alcol è un fattore di rischio insindacabile per i tumori dell’apparato digerente (causa di tre milioni di decessi ogni anno nel mondo): all’esofago, allo stomaco, al colon-retto, al fegato e al pancreas. A questi, occorre aggiungere gli altri più frequenti tra i consumatori assidui di etanolo e acetaldeide (un metabolita, più tossico): alla testa e al collo e al seno. I colleghi, sintetizzando le conclusioni già diffuse dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (Iarc) di Lione e da numerose società scientifiche nazionali.

 

Nove europei su dieci ignorano infatti il potenziale di rischio legato al consumo di birra, vino e superalcolici. Più della cancerogenicità dell’etanolo, è questo dato a fare notizia: assieme a quello che vede il Vecchio Continente come quello che fa registrare i maggiori consumi di bevande alcoliche. Oltre un quinto della popolazione di età superiore ai   15 anni ingolla quattro bicchieri al giorno almeno una volta a settimana, per un utilizzo annuo pro-capite che tocca la quota di nove litri.

 

Confermato l’effetto cancerogeno dell’etanolo e restituita un’istantanea fedele delle abitudini a tavola, da Vienna viene lanciata una previsione poco incoraggiante. Senza un’inversione di rotta, dovremo prepararci a un aumento dei tumori dell’apparato digerente: al colon-retto (nei consumatori moderati), all’esofago, allo stomaco, al fegato e al pancreas (nei forti bevitori). Il problema, come ribadito nelle 32 pagine del dossier, ha carattere d’emergenza (135mila le morti alcol-correlate stimate per il 2035). A definirlo sono le due tendenze osservate: ovvero l’elevata abitudine al consumo e la quasi nulla percezione del rischio. Dopo il calo osservato negli anni ’90, le vendite di alcolici hanno ripreso a salire negli ultimi dieci anni. In più, nello stesso tempo, s’è abbassata l’età della prima bevuta e consumi smodati si osservano in realtà più tra i giovani che tra gli adulti. Visto che il trend è piuttosto recente, non abbiamo ancora i numeri per determinare la correlazione tra il binge drinking e l’aumento di incidenza dei tumori. Ma è certo che l’attitudine all’abuso di alcolici da parte dei più giovani è un vizio che, se non interrotto, non lascia ben sperare. Alle spalle abbiamo infatti già diverse ricerche che evidenziano come, al diffondersi di una cultura del bere, corrisponda un aumento nell’incidenza dei tumori correlati al consumo di bevande alcoliche.

Emblematico è il caso dei Paesi dell’est Europa, dove non a caso si riscontrano tassi di malattie più elevati rispetto a quelli (comunque non trascurabili) che si misurano in Italia e in Francia: dove la maggiore adesione alla dieta mediterranea porta a consumare quantità di birra o vino più modeste e comunque in accompagnamento ai pasti.

Detto ciò, vero è che il dossier ci ricorda come «le probabilità di ammalarsi crescano di pari passo con le quantità di alcol consumato»: dunque un bicchiere a settimana farà in teoria meno danni di un paio di bicchieri al giorno, limitando sempre l’analisi al rischio oncologico. Ma lo è altrettanto l’affermazione secondo cui «non esistono livelli di consumo sicuro se si vogliono prevenire i tumori». Esiste una variabilità specifica per ogni distretto corporeo, come dimostrato nel 2015 grazie a un lavoro pubblicato sul British Journal of Cancer. Un drink al giorno accresce il rischio di sviluppare una neoplasia esofagea, mentre il colon-retto è sensibile a consumi più elevati: da uno a quattro bicchieri. Già nel 2012, 71 scienziati provenienti da 33 organizzazioni di 14 Paesi europei avevano prodotto un Manifesto per allertare i decisori politici sul problema specifico, indicando in oltre 136mila i nuovi casi di cancro in Unione Europea legati all’assunzione media di circa 32 grammi di alcol al giorno. Un evidenza che già da tre anni la Società Italiana di Alcologia ha acquisito e fatto oggetto di una campagna di sensibilizzazione esplicita in cui il messaggio centrale è di rivolgersi al medico curante per verificare possibili condizioni a maggior rischio.

 

Oggi riscopriamo dunque come il problema legato all’abuso di bevande alcoliche sia endemico. Parlare dell’alcol come di un cancerogeno deve diventare una priorità per le istituzioni, affermano i ricercatori e i clinici: anche se c’è una parte di loro che ancora non lo fa, per una verificata mancanza di cultura specifica e aggiornamento che spesso portano ad anteporre le opinioni personali all’evidenza scientifica. Occorre destare i consumatori da un torpore riconducibile alla scarsa cultura che finora ha portato a sottovalutare gli effetti dell’alcol sul nostro organismo, così come fino a mezzo secolo fa avveniva con il fumo di sigaretta. Il primo passo da compiere deve portare all’aumento della consapevolezza: basta con le informazioni fuorvianti, spesso frutto di rapporti discutibili  (grandi guadagni) che chiamano in causa anche colleghi e società scientifiche. Il target di riferimento di una campagna di corretta informazione deve essere rappresentato tanto dai giovani (quali saranno sennò le conseguenze di anni di sbronze?) quanto dagli adulti (in loro è dura a morire la bufala del bicchiere al giorno che fa bene al cuore). Ma servono molti fondi, oltre a una manifesta volontà politica, come avvenuto in Islanda: dove  investimenti consistenti e costanti per oltre dieci anni hanno consentito di abbattere il problema del’alcol in particolare tra i giovani

 

Una situazione raggiungibile attraverso investimenti in attività alternative sane rispetto al bere (sport, cultura e musica con interventi di comunità realizzati attraverso attività nelle scuole, facendo lavorare gomito a gomito istituzioni e associazioni.

 

Intercettare precocemente i consumatori a rischio, in particolare quelli con consumo dannoso di alcol, come dimostrato dall’Osservatorio Nazionale Alcol dell’Istituto Superiore di Sanità, è una mossa efficace per due ragioni: la prevenzione di complicanze, l’arresto della progressione del danno, la predisposizione di un intervento e comunque la fornitura di un trattamento. Serve da lezione di  quanto accaduto in Repubblica Ceca, dove fino a pochi anni fa l’incidenza del cancro del colon-retto era la più alta d’Europa. Oggi è scesa al settimo posto: merito in buona parte della capacità degli specialisti di intercettare i pazienti a rischio, garantendo così diagnosi tempestive e prognosi meno infauste. Una riflessione è stata avviata a livello europeo in merito ai messaggi sui rischi alla salute da inserire in etichetta, anche alla luce delle indicazioni derivanti dalla Joint Action Rarha che ha concluso tre anni di attività con tutti gli Stati membri dell’Unione Europea, dialogando con i decisori politici e con tutti gli interlocutori del mondo della produzione. L’occasione è stata utile per richiamare la condivisione da parte dell’industria di un approccio rivolto a favorire scelte informate nei consumatori. La Commissione Europea ha invitato l’industria a proporre entro la fine dell’anno modifiche sostanziali e formali dell’autoregolamentazione che possano ispirare etichette in cui informazioni essenziali – come il contenuto in grammi e in chilocalorie – rappresentino alcune delle modalità attraverso cui comunicare ai consumatori le informazioni in maniera valida e completa.

 

Sebbene sia sulle nostre tavole fin dalla notte dei tempi, ormai è dimostrato che anche le bevande alcoliche possono favorire lo sviluppo dei tumori.

 

Si dice che a scoprirne le qualità sia stato addirittura Noè. Certo è che nella storia dell’umanità le bevande alcoliche hanno sempre accompagnato i pasti e soprattutto i festeggiamenti, che tipicamente prevedono molti brindisi.

 

Ma alzare il bicchiere può essere un importante fattore di rischio per lo sviluppo del cancro, soprattutto se non ci si attiene alle raccomandazioni ufficiali del WCRF (Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro).

 

Le prove scientifiche a dimostrazione del rischio

Lo IARC, che si occupa anche della valutazione degli effetti degli agenti chimici e fisici sul rischio di cancro, ha infatti classificato l’alcol come agente cancerogeno fin dal 1988. L’alcol è stato inserito nel gruppo 1, vale a dire quello in cui sono comprese le sostanze per cui esistono sufficienti prove scientifiche della loro capacità di influenzare l’insorgenza dei tumori. Da allora sempre più ricerche hanno chiarito il legame tra alcol e numerose forme tumorali: quello della bocca, della faringe, dell’esofago, della laringe, del seno, del colon, del fegato, del pancreas.

 

Tra questi la grande indagine EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), i cui risultati relativi alla relazione tra alcol e cancro sono stati pubblicati nel 2011 sul British Medical Journal. Lo studio, a cui hanno partecipato anche ricercatori AIRC, ha evidenziato che il 10 per cento di tutti i tumori che colpiscono i maschi e il 3 per cento di quelli che colpiscono le femmine sono attribuibili al consumo di alcolici. Nel dettaglio, la ricerca ha stimato che l’alcol è responsabile di una quota oscillante tra il 25 e il 44 per cento dei tumori di boccafaringe, laringe e cavità nasali, del 18-33 per cento di quelli del fegato, del 4-17 per cento dei tumori del colon e del 5 per cento dei tumori al seno femminili.

 

Come l’alcol favorisce l’insorgenza del cancro

A oggi non sono noti tutti i meccanismi attraverso cui l’alcol contribuisce alla nascita del tumore.

Alcune cose però le sappiamo: ad esempio, l’alcol irrita le mucose impedendo alle cellule danneggiate di ripararsi correttamente. Questo può favorire lo sviluppo dei tumori della bocca e della gola.

L’alcol è metabolizzato nel fegato, l’organo che ha il compito di rendere meno tossiche le sostanze che lo attraversano. Nel fegato l’alcol può causare infiammazione e alterazioni alle cellule epatiche che possono con il tempo diventare cellule tumorali.

 

A livello del colon l’alcol agisce con almeno due diversi meccanismi: tramite l’acetaldeide, una sostanza in cui l’alcol è convertito e che è riconosciuta come cancerogena; e poiché riduce la capacità di assorbimento dei folati, dei composti che sembrano proteggere dal cancro del colon e della mammella, e dalle loro recidive.

Inoltre l’alcol stimola la produzione di estrogeni e androgeni circolanti nel sangue, ormoni importanti nella crescita e nello sviluppo del tessuto del seno. Se tali ormoni sono in eccesso, aumenta il rischio di cancro.

 

La quantità di alcol conta più del tipo di bevanda

Vino a tavola o grappa a fine pasto? Birra o drink? Quanto al legame tra alcol e cancro non esiste differenza tra le diverse bevande: tutti gli alcolici sono un fattore di rischio. Indipendentemente dalla bevanda in cui esso è contenuto, è

infatti l’alcol stesso a provocare i danni all’organismo da cui può avere origine un tumore.

È quindi la quantità di alcol (e non di bevanda) che conta. Infatti la maggior parte dei tumori associati all’alcol si verifica nelle persone i cui consumi di alcolici superano le soglie raccomandate: 20 g di alcol al giorno (l’equivalente di due bicchieri di vino da 125 ml) per i maschi e 10 g al giorno per le femmine (circa un bicchiere di vino da 125 ml).

Proprio nella gradazione alcolica le bevande sono diverse: più è alta, maggiori sono le probabilità che si superino le soglie di consumo di alcol raccomandate.

 

La combinazione tra alcol e fumo

Nell’aumentare il rischio di tumori, l’alcol non lavora da solo, ma spesso interagisce con altri fattori di rischio potenziandone gli effetti dannosi.

 

È il caso del fumo. Anch’esso è una delle cause del cancro della la bocca, dell’esofago e del fegato (oltre che essere la principale causa di tumore del polmone). Diversi studi hanno evidenziato che il rischio di sviluppare queste forme tumorali non si somma, ma si moltiplica, per chi consuma alcol ed è anche fumatore.

 

Uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano e pubblicato sulla rivista Alcohol and Alcoholism nel 2013 ha per esempio evidenziato che chi beve alcol, ma non fuma, ha il 32 per cento di probabilità in più di sviluppare un tumore della bocca e della gola rispetto alla popolazione generale. Tuttavia, quando all’alcol si associano anche gli effetti del fumo, il rischio diventa quasi 10 volte più alto.

Analoghi risultati sono  stati evidenziati in relazione al tumore al fegato da uno studio pubblicato sull’International Journal of Cancer nel 2000. In chi consumava più di cinque unità alcoliche al giorno ed era anche un forte fumatore, il rischio di cancro al fegato è risultato essere più di 10 volte più alto che nella popolazione generale.

 

L’alcol durante e dopo le cure per il cancro

Si possono bere alcolici durante i trattamenti contro il cancro? Sebbene come raccomandazione generale non sia consigliata l’assunzione di alcol, non esiste una regola specifica in proposito e l’opportunità di berne o meno occasionalmente o in piccole dosi quotidiane varia da paziente a paziente. L’alcol, infatti, potrebbe interagire con alcuni farmaci (per esempio i chemioterapici procarbazina e lomustina) o peggiorare alcuni effetti collaterali delle terapie (per esempio le ulcere in bocca). Per questo è opportuno discuterne sempre con il proprio medico.

C’è poi da tenere presente che a oggi la ricerca non ha ancora chiarito se ci sia un nesso, statistico e causale, tra il consumo di alcol e recidive dei tumori in persone che abbiano già affrontato la malattia. Di certo, però, l’alcol, aumentando le probabilità di insorgenza di alcuni tumori, rende più probabile la comparsa di un ulteriore tumore in chi ne ha già avuto uno.

 

ALCOL E GASTRITE

 

L’alcol etilico è una macro molecola NON nutrizionale che fornisce 7 kcal per grammo; esso è contenuto nelle bevande alcoliche ottenute per fermentazione (vino, birra ecc.) o distillazione (grappa, whisky ecc.) grazie alla degradazione dei carboidrati (sia semplici che complessi) ad opera di alcuni microrganismi o lieviti, detti saccaromiceti.

 

L’alcol è un nervino e pertanto agisce in maniera tossica a livello di TUTTI i tessuti del corpo, tuttavia, alcuni distretti risultano più vulnerabili rispetto ad altri. Le cellule della mucosa digerente sono le prime a risentire dell’introduzione di alcol; infatti, l’assorbimento dell’etanolo avviene per diffusione semplice nell’epitelio della bocca, nella mucosa gastrica e nell’intestino tenue.

 

Una volta assorbito, l’alcol etilico entra in circolo e raggiunge tutte le periferie, nelle quali manifesta in maniera più o meno evidente la sua funzione tossica; l’effetto più facilmente identificabile è quello sul sistema nervoso centrale (SNC): sensazione di calore, disinibizione, alterazione della coordinazione ed allungamento dei tempi di reazione agli stimoli. Tuttavia, seppur asintomatiche, parallelamente avvengono citolisi (danneggiamento delle cellule)in tutte le forme istologiche del corpo: cellule del rene, cellule del pancreas, cellule del fegato, ecc. L’alcol etilico provoca anche una reazione ormonale molto simile all’introito di un forte carico glicemico con impennata dell’insulina, determinando un incremento del deposito adiposo fortificato dalla sua conversione in acidi grassi in quanto, NON essendo un nutriente, la sua ossidazione energetica NON è mai di tipo diretto.

 

Lo smaltimento dell’etanolo avviene soprattutto nel fegato grazie a processi enzimatici specifici; tuttavia, in seguito ad intossicazione etilica anche gli epatociti subiscono lesioni citolitiche identificabili con la rilevazione sanguigna delle trans-aminasi.

L’uso frequente di alcol etilico rappresenta un grosso fattore di rischio per l’abuso cronico, il quale può determinare l’insorgenza della sindrome psichiatrica da etilismo.

 

Alcol e gastrite

A livello gastrico, l’alcol etilico svolge una funzione marcatamente deleteria; esso può dar origine a complicanze sia acute che croniche, la cui manifestazione dipende soprattutto dal livello di predisposizione individuale e dalla presenza di altri comportamenti inadeguati (cattiva alimentazione, tabagismo, nervosismo ecc.). Le manifestazioni cliniche più frequenti sono:

 

– Gastrite acuta

– Gastrite cronica superficiale

– Gastrite cronica atrofica

L’eziopatogenesi della gastrite – acuta o cronica che sia – dipende da:

 

– Ridotta sintesi di muco

– Alterazione del flusso ematico sottomucoso

– Alterazione della permeabilità cellulare

Blocco della sintesi di Adenosina Monofosfato ciclico (AMPciclico – messaggero coinvolto nella trasduzione del segnale)

Alterazione del potenziale di membrana cellulare

 

Le complicanze più frequenti della gastrite da abuso etilico sono acute e croniche; tra quelle acute è possibile riscontrare emorragie gastriche identificabili con l’insorgenza di vomito ematico, mentre nel lungo termine, la presenza di patologie della mucosa può cronicizzare facilitando l’insorgenza di carcinoma gastrico.

 

Gastrite acuta emorragica

Questo genere di manifestazione patologica è imputabile fondamentalmente (20-40% dei casi) a due cause eziologiche: l’abuso di alcol e l’utilizzo di farmaci gastrolesivi (antinfiammatori FANS); mentre è più raro che sia causata dall’ingestione di agenti corrosivi. I meccanismi patogenetici legati all’insorgenza di gastrite acuta emorragica sono legati all’azione epitelio lesiva diretta dell’alcol sulla mucosa, all’iper-secrezione gastrica riflessa ed alla congestione vasale sottomucosa.

La gastrite acuta emorragica si manifesta con lesioni della mucosa gastrica (che talvolta raggiungono la perforazione del tubo digerente) associate ad erosioni, ulcere e stravasi emorragici, quindi a sanguinamento sia occulto che abbondante; tali alterazioni organiche sono legate a sintomi come dolori epigastrici, bruciori postprandiali, nausea e vomito ematico. Talvolta si possono evidenziare manifestazioni sistemiche quali febbre, tachicardia, pallore e sudorazione. Le forme più gravi di gastrite acuta ulcerosa evolvono in alterazioni elettrolitiche (indotte dal vomito) e in shock e/o collasso cardio-circolatorio; in genere la prognosi è benigna e di breve durata (circa 2-7 giorni), ma nelle forme più gravi non si escludono complicazioni di gravissima entità.

 

1-

Data 27 maggio 2021

Riassegnazione del sesso

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Riassegnazione del sesso  (da Uomo a Donna  e da Donna  a Uomo)

 

SESSO

Domanda

che cosa si intende per SESSO?

cerchiamo di capirlo

 

Il Sesso può essere definito in 2 modi:

 

1) dal CARIOTIPO (genetica)

Geneticamente, e dal punto di vista della biologia molecolare, l’Uomo, al di là di possibili patologie genetiche, è caratterizzato dal  cariotipo 46, XY, la Donna da XX.

1-

– come vedi,il Cariogramma Maschile è  XY

– il Cariogramma Femminile  è  XX

– il numero cromosomico dell’Uomo e della Donna è 46,cioè 23 coppie,di cui 22 sono dette autosomi, e la ventitreesima è quella dei cosiddetti eterosomi o cromosomi sessuali.

 

– Con cariotipo si indica, in citogenetica, la costituzione del patrimonio cromosomico di una specie dal punto di vista numerico e morfologico.

– il cariogramma  XY e XX  è presente in tutte le persone (uomo e donna) fin dalla nascita e rimarrà così per tutta la vita,è come un marchio di fabbrica e NESSUNO  lo potrà cambiare fino alla morte.

 

2) dalla tipicità degli organi caratterizzanti  l’ Apparato Riproduttivo  e determinanti i  Caratteri Sessuali Primari,ricordo che la femmina produce il  gamete femminile ( cellula uovo),il maschio produce il gamete maschile (spermatozoo)

– una cellula gametica è chiamata anche cellula sessuale o più semplicemente gamete, è una cellula riproduttiva ovvero germinale matura.

 

Vi sono poi i  Caratteri Sessuali Secondari sia dell’Uomo che della Donna. Diciamo subito che ,questi caratteri NON sono determinanti  per la determinazione del sesso.

Vediamo sinteticamente quali sono.

 

UOMO

si sviluppano fondamentalmente nel passaggio da ragazzi all’età adulta e si differenziano da quelli femminili, per le seguenti caratteristiche:

– maggiore massa corporea, statura, dimensioni di mani e piedi;

– maggiore dimensione del cranio e di altre ossa quali omero, femore, tibia;

– maggiore presenza di pelosità in alcune parti del corpo, tra cui sul viso (barba), sul petto, sugli arti superiori ed inferiori e nella zona pubica;

– maggiore ampiezza delle spalle, petto e cassa toracica;

– pomo d’Adamo più prominente e voce più profonda.

Questi caratteri possono variare moltissimo.

 

DONNA

nella Donna i Caratteri Sessuali Secondari (CSS) sono:

– voce,distribuzione del grasso,altezza,peso ,peli ecc. Questi caratteri ed altri,possono variare moltissimo.

Ho già detto che i Caratteri sessuali Secondari  NON sono determinanti per la determinazione del sesso ed infatti possono variare moltissimo.

 

Mascolinità

Parlo dell’argomento non perchè,come ho già detto,sia indispensabile per definire un UOMO, ma solo per informazione generale

 

– i diversi gradi di mascolinità sono molto difficili da quantificare ,per ragioni scientifiche che politiche,

– la mascolinità trae le sue origini nella genetica,

– alcuni usano la frase: “mascolinità egemone” per distinguere la forma più dominante  di mascolinità dalle forme “più attenuate”

–  Tra gli uomini, alcuni comportamenti differenti dallo standard, o atteggiamenti non virili, possono indurre ed essere considerati un segno di omosessualità, mentre tra le ragazze chi mostra un comportamento maschile è spesso apostrofata come un “maschiaccio”.

– chiariamo subito un punto importante,qualunque sia il tuo grado di “mascolinità” NON devi essere disciminato e tanto meno essere indicato con  termini xenofobi e/o omofobi   ed un compito della società  è appunto quello di migliorare l’accettazione degli individui che hanno preferenze o stili di vita “non standard” o meglio, che non interpretano i comportamenti “della maggioranza degli individui”

–  Il comportamento corrispondente ad un atteggiamento culturale e sociale, basato solo o principalmente, sull’affermazione delle virtù e delle qualità legate alla mascolinità è definito machismo o maschilismo.

– lo sviluppo della mascolinità può essere influenzato da: società,educazione, in particolare nell’età dello sviluppo

– pochi uomini occidentali indossano gioielli o fanno uso di cosmetici, in quanto pratiche considerate più propriamente femminili. La moda tuttavia, sebbene in occidente sia diversificata in moda maschile e moda femminile è in continua trasformazione, indossare gioielli (per esempio indossare orecchini) è oggi, in alcuni ambiti culturali, diffuso anche tra gli uomini

–  esistono differenze cerebrali tra uomini e donne, nel modo di pensare e di comportarsi, che sembrano andare oltre gli effetti dei condizionamenti culturali e dell’educazione. Le prime differenze iniziano addirittura a livello fetale: nei nove mesi di gravidanza gli ormoni sessuali, estrogeni e androgeni, oltre ad indirizzare lo sviluppo fisico del futuro bambino, sono in grado di modificare l’organizzazione cerebrale in un senso o nell’altro.

In pratica, il bagno ormonale in cui siamo immersi prima della nascita, condiziona la formazione delle sinapsi, cioè i collegamenti tra neuroni. E crea le prime importanti differenze tra il cervello maschile e quello femminile.

– Si possono delineare alcune caratteristiche generalmente associate agli uomini, per quanto sia importante ricordare come tali generalizzazioni debbano essere considerate solo come una tendenza generale dei risultati delle ricerche e non in senso assoluto, dato che possono variare da individuo ad individuo:

– l’avere gli emisferi cerebrali di maggiore dimensione, ma minore densità neuronale nello spazio corticale e minore materia bianca

– l’essere più aggressivi delle donne (solo a causa dell’amigdala, organo che regola i comportamenti impulsivi e violenti). Gli uomini tendono a mostrare maggiore aggressività nelle relazioni esterne

 

Apparato Riproduttivo Maschile

2-

Come vedi i caratteri sessuali primari  dell’uomo sono rappresentati dall’apparato riproduttivo:

– Prostata
– Vescichette seminali
– Pene
– Testicoli

 

Facciamo un ESEMPIO chiarificatore di che cosa sia una UOMO

– un UOMO sano, presenta evidentemente tutti gli organi che ho mostrato nella figura  dell’Apparato Riproduttivo Maschile

– ma,in seguito a varie malattie,quell’Uomo può essere privato dei seguenti organi:

– Prostata

– Vescichette seminali

– Pene

– Testicolo

Questi sono tutti gli organi sessuali connessi alla Riproduzione che caratterizzano un  uomo e rappresentano i Caratteri Sessuali Primari

Non solo,ma in conseguenza di tutte queste asportazioni,quasi certamente cambieranno di molto anche i Caratteri Sessuali Secondari

 

Ti faccio una domanda:

questa persona rimane sempre un UOMO oppure no?

Risposta

la risposta è ovvia e cioè SI!

sarà un uomo menomato,ma sempre uomo

ti ripeto che i Caratteri sessuali Secondari  non hanno alcuna importanza nella determinazione del sesso,infatti come ho già detto,essi spontaneamente o in seguito a malattie possono cambiare moltissimo fino a determinare un certo grado di “femminilizzazione nell’uomo

ma tuttavia la risposta è sempre ed inequivocabilmente SI.

quell’ UOMO era UOMO prima di tutte le asportazioni ricordate,ma RIMANE UOMO ANCHE DOPO le asportazioni.

Perchè?

– non è certo perchè alla anagrafe era registrato come UOMO dalla nascita,

– Il motivo è che tu potresti cambiare il Fenotipo come vuoi,potresti anche deformarlo alla Frankenstein ,ma quell’ UOMO era UOMO  e UOMO rimarrà per sempre,perchè il suo CARIOTIPO era e sarà per sempre XY

 

Nota: il Fenotipo è l’insieme di tutte le caratteristiche manifestate da un organismo vivente, quindi la sua morfologia, il suo sviluppo, le sue proprietà biochimiche e fisiologiche. Non solo,ma anche se i Caratteri Sessuali Secondari  saranno fortemente cambiati,ovviamente,in base alle menomazioni ricevute e non indispensabili per la determinazione del sesso,tuttavia dobbiamo prendere atto che,alcuni caratteri sessuali secondari rimarranno sempre quelli tipici dell’uomo:

– maggiore massa corporea, statura, dimensioni di mani e piedi;

– maggiore dimensione del cranio e di altre ossa quali omero, femore, tibia;

– maggiore presenza di pelosità in alcune parti del corpo, tra cui sul viso (barba), sul petto, sugli arti superiori ed inferiori e nella zona pubica che, ovviamente, a causa delle asportazioni ricevute,diminuirà,

– maggiore ampiezza delle spalle, petto e cassa toracica;

– pomo d’Adamo più prominente e voce più profonda.

 

1) Chirurgia di riassegnazione del sesso da UOMO a DONNA

 

NOTA FOLCLORISTICA

Vediamo sommariamente in che cosa consiste il “grande intervento chirurgico” che dovrebbe trasformare un UOMO in DONNA  e viceversa.

3-

Questa è la ” nuova vagina” ????  che viene prodotta,come vedi e che assomiglia più a un tessuto cicatriziale dovuto ad una ustione. Non ci sono nè grandi nè piccole labbra,il clitoride non esiste e sinceramente,credo, nessuno ne vorrebbe usufruire.Vi  sono cicatrici chirurgiche bianche,callose,che assomigliano molto di più al grasso di un prosciutto. Sinceramente fa schifo.

4-

Quindi come vedi, la cosidetta trasformazione da UOMO  a DONNA non è altro che un semplice,insignificante BUCO nella pancia

 

Buco nella pancia (“vagina !! ??”)

Inconvenienti e rischi, li riporto solo a titolo informativo , anche se sono cose ridicole

 

– La lubrificazione è necessaria quando si fa sesso e si consigliano lavaggi periodici  in modo che i batteri non inizino a crescere ed emanino odori sgradevoli, quindi se non vengono fatti  frequenti lavaggi è molto facile che quel buco puzzi in 1 giorno,ricordo che quello che viene fatto è un piccolo buco a fondo cieco,quindi (per chi la usa) è molto più probabile che lo metta in una fogna.

– non sono presenti le normali secrezioni vaginali

– non sono presenti le normali pieghe vaginali

mantenimento del volume a lungo termine da parte del paziente utilizzando un espansore vaginale ,  o dilatazione vaginale utilizzando dilatatori graduati per mantenere la vagina aperta.

– La dilatazione quotidiana della “vagina ?” per sei mesi al fine di prevenire la stenosi è raccomandata, in alcuni casi può essere richiesta a tempo indeterminato.

L’applicazione regolare di estrogeni nella vagina

– ma periodi prolungati senza dilatazione spesso si traducono in un diametro ridotto (stenosi vaginale) in una certa misura, che richiederebbe un nuovo allungamento, gradualmente o, in casi estremi, sotto anestesia

– le “donne” trans non possono fare figli o avere mestruazioni

– queste sedicenti “Donne” non possono avere un rapporto sessuale normale quasi con tutti gli uomini ,a meno che non abbiano un pene di soli 5-6 cm e molto fine,in caso contrario devono tenere una mano fra l’addome dell’uomo e il loro,perchè in caso di penetrazione profonda si potrebbe creare un grosso trauma con lacerazione del buco e ricovero d’urgenza.

NOTA

Se ti fai un buco nella pancia o ti metti delle protesi artificiali da qualche parte,quello NON può cambiare assolutamente il tuo SESSO. Fattene una ragione,anche se i tuoi amici politicanti,ben noti,vorrebbero far credere il contrario.

 

IL SESSO BIOLOGICO NON SI PUO’ NE’ DISTRUGGERE NE’ CREARE, è un po’ come l’ ENERGIA in fisica,esiste un principio della termodinamica che dice appunto la stessa cosa: l’energia nè si crea nè si distrugge. Com’è curioso il mondo!

 

Questo UOMO rimarrà per sempre tale perchè pur avendo fatto degli interventi chirurgici RIDICOLI:

– manterrà a vita il suo cariotipo XY

– perchè nessun intervento chirurgico potrà dare a questo uomo i Caratteri Sessuali Primari  tipici della DONNA  che,appunto,la caratterizzano necessariamente (non sono un accessorio banale !)

 

Apparato riproduttivo femminile

5-

– questa è la vista in sezione dell’Apparato Genitale femminile

6-

– questa è la vista frontale dell’Apparato Genitale femminile,

7-

– questa è l’anatomia della Vulva

 

Facciamo un ESEMPIO chiarificatore di che cosa sia una DONNA

– una DONNA sana, presenta evidentemente tutti gli organi che ho mostrato nelle 3 immagini precedenti

– ma,in seguito a varie malattie,supponiamo che quella donna sia  privata dei seguenti organi:

– tube di Falloppio

– Ovaie

– Utero

– Vagina

– Vulva

Questi sono tutti gli organi sessuali connessi alla Riproduzione che caratterizzano una donna e rappresentano i Caratteri Sessuali Primari

 

Non solo,ma in conseguenza di tutte queste asportazioni,quasi certamente cambieranno di molto anche i Caratteri Sessuali Secondari

Ti faccio una domanda:

questa persona rimane sempre una DONNA oppure no?

Risposta

– la risposta è ovvia e cioè SI!

– sarà una donna menomata,ma sempre Donna

ti ripeto che i Caratteri sessuali Secondari  non hanno alcuna importanza nella determinazione del sesso,infatti come ho già detto,essi spontaneamente o in seguito a malattie possono cambiare moltissimo fino a determinare un certo grado di “mascolinizzazione” nella donna

ma tuttavia la risposta è sempre ed inequivocabilmente SI.

quella DONNA era DONNA prima di tutte le asportazioni ricordate,ma RIMANE DONNA ANCHE DOPO le asportazioni.

Perchè?

– non è certo perchè alla anagrafe era registrata come DONNA dalla nascita,

– Il motivo è che tu potresti cambiare il Fenotipo come vuoi,potresti anche deformarlo alla Frankenstein ,ma quella DONNA era DONNA  e DONNA rimarrà per sempre,perchè il suo CARIOTIPO era e sarà per sempre XX

 

2)  Chirurgia di riassegnazione del sesso (da Donna a Uomo)

 

Modifiche

– il clitoride viene ipertrofizzato con ormoni

scrotoplastica,cioè costruzione artificiale dello scroto

– inserzione di due protesi testicolari,

chiusura della vagina,

e questa farsa ti farebbe diventare UOMO ??

NON CI SONO PAROLE!!

Magari poi un giudice,per legge,dirà che sei UOMO!!!!! Meraviglioso!

 

IL SESSO BIOLOGICO NON SI PUO’ NE’ DISTRUGGERE NE’ CREARE, è un po’ come l’ ENERGIA in fisica,esiste un principio della termodinamica che dice appunto la stessa cosa: l’energia nè si crea nè si distrugge. Com’è curioso il mondo!

 

Questa  DONNA  rimarrà per sempre tale perchè pur avendo fatto degli interventi chirurgici RIDICOLI:

– manterrà a vita il suo cariotipo XX

– perchè nessun intervento chirurgico potrà dare a questa donna i  Caratteri Sessuali Primari  tipici dell’ UOMO  che,appunto,lo caratterizzano necessariamente (non sono un accessorio banale !)

 

Principali tipi di identità

 Tutte le seguenti definizioni NON hanno nessuna influenza  sulla  definizione di UOMO o DONNA

Le riporto solo a titolo informativo

 

Agender: persona che non si attribuisce e/o non percepisce un’identità di genere.

Androgino (o Bigender): persona non identificabile (esteticamente) né come uomo né come donna, presentando un’identità di genere che risulta un mix tra i due, oppure neutra.

Pangender: persona la cui identità di genere è costituito da tutte o da molteplici espressioni di genere.

Demiboy: persona non completamente maschile.

Demigirl: persona non completamente femminile.

Gender fluid: persona che si alterna tra l’identificazione con identità maschile, identità femminile e identità miste.

Female to Male (FtM): persona che è in ” transizione ???? da femmina a maschio, in termini di genere, sesso ??? o entrambi.

Male to Female (MtF): persona che è in” transizione ??? da maschio a femmina, in termini di genere, sesso ???  o entrambi.

 

NOTA

– puoi “sentirti” come vuoi,ma la società non può fare leggi verso mille modi di “sentirsi” in quanto non sono definibili scientificamente.

– puoi vivere come vuoi,nessuno te lo impedirà se non vai contro le leggi dello Stato

– una  persona che si alterna tra l’identificazione con identità maschile, identità femminile e identità miste, è evidente che non potrà andare nel bagno delle donne qualora sia un uomo biologico (troppo furbetto) solo perchè dice di “sentirsi donna!”

– quindi nessun dramma per le tue mille identità,purchè rimangano un fatto puramente personale

 

NOTE  LEGALI

 

In Italia la riassegnazione di sesso e genere è consentita dalla Legge 14 aprile 1982, n. 164: “Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso”.

Il Tribunale competente può autorizzare la riassegnazione del sesso ed il cambiamento del nome.

Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU)

Le Consulenze Tecniche vengono disposte dal Giudice all’interno di un procedimento giuridico ogni volta che un Giudice richieda l’acquisizione di informazioni o approfondimenti che esso ritiene necessari al fine di decidere una causa.

Le motivazioni che possono indurre il Giudice a nominare il CTU nelle cause di riassegnazione di sesso ???, possono essere dovute:

 

– alla prassi adottata da un determinato Tribunale

– all’esigenza del Giudice incaricato di avere l’aiuto di un medico, o comunque di un esperto, per la lettura e la comprensione della documentazione allegata dal/dalla richiedente;

– alla non completezza della documentazione prodotta (per questo motivo è molto importante verificare prima dell’introduzione del giudizio quali documenti e/o certificati vengono richiesti dal Tribunale territorialmente competente).

– In ogni caso, il CTU nominato dovrà essere una persona di comprovata esperienza nella materia (identità di genere e sesso) e non potrà effettuare nessuna ispezione corporea sulla persona.

– Le spese di nomina del CTU sono a carico della persona. Anche qualora la persona benefici del gratuito patrocino, il Giudice potrebbe decidere di porre a carico della persona le spese del CTU.

Siamo alla pazzia totale, infatti un Tribunale può richiedere al CTU,dei documenti comprovanti la “riassegnazione di sesso”  che in realtà NON POTRA’ MAI AVVENIRE per tutto quello che ho detto prima.

Il CTU (consulente tecnico d’ufficio nominato dal tribunale) è quello che dovrebbe fare tutti gli accertamenti in merito alla persona che vuole cambiare sesso,ma spesso non è in grado di farlo in quanto questi accertamenti vengono prodotti al CTU da altri specialisti che hanno studiato con comodo la persona richiedente la variazione di sesso. Questi altri specialisti sono in particolare lo Psicologo e lo Psichiatra,ovviamente che cosa fanno questi “illustri” specialisti?

Si assicurano che quella persona “si senta veramente donna o uomo” con convinzione,oltre ad accertare le “variazioni anatomiche” a cui il richiedente è stato sottoposto.

Il punto è che,nè lo Psicologo,nè lo Psichiatra sono le persone adatte a valutare anche l’aspetto fisico del “mutante !! ??” ma la persona competente dal punto di vista clinico è un medico specialista in materia di anatomia e biologia.

La valutazione per affidare il “nuovo sesso” al “mutante!!?? “ quindi,dovrebbe essere fatta,oltre che dal punto di vista Psicologico,anche e soprattutto da un punto di vista biologico e anatomico (ci sembra ovvio!).

A questo punto ci troviamo di fronte ad una legge che,se accetta la trasformazione da Uomo a Donna o viceversa del “mutante !!!” commette un gravissimo illecito perchè certifica una variazione di sesso che,come ho già ampiamente illustrato sopra e anche sotto,NON E’ ASSOLUTAMENTE POSSIBILE.

A questo punto dobbiamo pensare ai “politici” che hanno fatto questa legge e dovremmo consigliare loro,sicuramente, di cambiare mestiere e magari andare in agricoltura dove c’è grande richiesta di braccia.

Il popolo italiano ” perbene”  non si merita queste leggi mistificatorie.

Ma forse,o meglio certamente, questi politici hanno prodotto volutamente questa legge sconclusionata,senza alcuna base scientifica,non perchè non lo sapessero,ma solo ed unicamente per fini IDEOLOGICI ed ELETTORALISTICI (questo è un crimine politico!).

 

DIBATTITO “SERIO!!!” !!!!!!

C’è un dibattito tra le persone trans e gli attivisti riguardo a quali termini è preferibile usare, alcuni sostengono:

 

chirurgia di conferma di genere

IMPOSSIBILE

Esempio:

–  sei Uomo ma tisenti Donna”  o viceversa

– nessuno può confermare scientificamente un sentimento, potresti anche sostenere una cosa assolutamente falsa

– nessuna chirurgia può trasformare il tuo corpo maschile in DONNA  e viceversa (come ho spiegato chiaramente)

 

–  intervento chirurgico per l’affermazione di genere

IMPOSSIBILE

Esempio:

–  sei Uomo ma tisenti Donna”  o viceversa

– esattamente come sopra (conferma di genere o affermazione di genere è la stessa cosa)

nessuna chirurgia può trasformare il tuo corpo maschile in DONNA e viceversa (come ho spiegato chiaramente)

 

–  intervento chirurgico di riassegnazione del sesso

IMPOSSIBILE

Esempio:

“ti senti donna” ma sei biologicamente Uomo

– nessuna chirurgia può trasformare il tuo corpo maschile in DONNA (come ho spiegato chiaramente)

 

Quindi come vedi,tutti questi dibattiti fra Trans,sono veramente RIDICOLI!!

 

Se la NATURA ha detto che sei UOMO o DONNA (sesso biologico e cariotipo),non può esistere nessun politico che, per legge, possa autorizzare un Uomo a “diventare” Donna e viceversa. NON esiste alcun intrevento chirurgico che possa modificare il tuo sesso biologico e sostituire i  tuoi Caratteri Sessuali Primari  maschili  con quelli femminili e viceversa,come pure il tuo  cariotipo. Questa politica è mistificatrice per Ideologia e per prendere voti.

 

Quello che può fare la chirurgia è solo trasformare il tuo sesso biologico in un aborto che assomiglia più a Frankenstein che a un uomo o ad una donna.

 

Conclusione

Se sei nato UOMO o DONNA,lo Stato può anche permetterti di effettuare su te stesso/a tutte le trasformazioni che vuoi,la libertà è sacrosanta,se vuoi puoi anche trasformarti in Frankenstein ,ma NESSUNA LEGGE potrà MAI certificare che sei diventato UOMO,se eri Donna o viceversa. Questa cosa è scandalosa!

La legge n.164 è una VERGOGNA  per  lo Stato Italiano

Data 22 maggio 2021

DDL ZAN

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DDL  ZAN

 

Art. 1

a) per sesso si intende il sesso biologico o anagrafico; (DDL ZAN)

 

NOTA a integrazione e correzione
Sesso biologico

# caratteri sessuali primari nell’uomo
testicoli

# caratteri sessuali primari nella donna
ovaie
# caratteri sessuali secondari maschili
crescita dei peli, barba, voce, allargamento delle spalle, rafforzamento dei muscoli, ingrandimento del pene, testicoli, pomo d’Adamo ,ecc.

# caratteri sessuali secondari femminili
crescita dei peli sul pube, leggera peluria sul corpo, seno, allargamento del bacino, mestruazioni, voce,distribuzione del grasso ecc.

# determinazione del sesso
può essere determinato dal patrimonio cromosomico, femmina (XX), maschio (XY),

# Ermafroditismo
quando gli individui presentano contemporaneamente gonadi maschili e femminili oppure una sola gonade in grado di produrre sia spermi sia uova (ovotestis)
Sesso anagrafico
è quello di una persona registrata anagraficamente secondo un sesso,comunemente maschio-femmina,

 

 

b) per genere si intende qualunque manifestazione esteriore di una persona che sia

conforme o contrastante con le aspettative sociali connesse al sesso; (DDL ZAN)

 

NOTA  a integrazione e correzione

Il genere (in inglese gender), in sociologia, è l’appartenenza all’uno o all’altro sesso, non in base alle differenze di natura biologica o fisica, ma su componenti di natura sociale, culturale e comportamentale, quindi l’appartenenza a uno dei due sessi dal punto di vista culturale e non biologico.

Che cosa vuol dire?

Vuole semplicemente dire che,se sei UOMO da un punto di vista biologico,non ha nessuna importanza da un punto di vista pratico,così come se sei DONNA (biologica), quello che conta è come ti senti,se sei UOMO (biologico),ma ti senti donna e ne assumi tutti gli atteggiamenti ,come se sei DONNA (biologica) e assumi gli atteggiamenti e comportamenti da maschio,va bene così.

Questa realtà non può e non deve disturbare nessuno più di tanto,te ne devi fare una ragione,ognuno è libero di “sentirsi” come meglio crede, ormai la maggior parte delle persone accettano questo (purchè tu non sia aggressivo e pericoloso verso qualcuno).

Ma dietro a tutto questo c’è un TRANELLO (dei tanti) non detto e che trae in inganno tutte le persone in buona fede. Ti faccio solo un esempio, sei maschio biologico ma  ti senti donna e per questo vorresti andare nei gabinetti delle donne. Questo ,ovviamente è intollerabile,truffaldino,inammissibile.

 

c) per orientamento sessuale si intende l’attrazione sessuale o affettiva nei confronti di persone di sesso opposto, dello stesso sesso, o di entrambi i sessi;

 

NOTA  a integrazione e correzione

– ci pare una cosa del tutto ovvia

 

d) per identità di genere si intende l’identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dal l’aver concluso un percorso di transizione.

 

NOTA  a integrazione e correzione

Che cosa vuol dire?

Ti faccio un esempio: sei nata Donna (biologica),ma ti senti Uomo (nella mente) quindi assumi sempre atteggiamenti e comportamenti maschili. Queste persone spesso,ma non sempre,vogliono cambiare sesso e quindi iniziano un persorso fatto di chirurgia, ormoni ed altro,che col tempo le porterà ad assumere verosimilmente dei caratteri molto simili a quelli del sesso in cui vorrebbero trasformarsi ,l’Uomo in Donna e viceversa. Questo percorso è detto di “transizione” e si indica con le lettere MtF (da Maschio a femmina) ed FtM (da femmina a maschio.

Queste persone non fanno del male a nessuno,quindi sono libere di trasformarsi in ciò che vogliono,magari possono anche farsi le dita palmate in modo da assomigliare ad una nana! Contente loro!

Quello che non potrebbero fare, sarebbe andare a nuotare nei laghetti pubblici della città,appunto perchè si sentono nane!

 

ATTENZIONE

UOMO (essere umano)

– Sei un UOMO biologico ma ti senti donna o una DONNA biologica,ma ti senti uomo,

– il Corpo come sai è MATERIA,

– ma secondo te,la materia può avere la capacità di “sentirsi Uomo o Donna?”

– non ci sono dubbi che la materia non può “sentire” NIENTE” anche se è la materia del corpo umano,perchè non differisce in niente rispetto a tutti gli altri tipi di materia: cani,gatti, serpenti,leoni,piante,ecc.

– ma allora come fa la materia Uomo a sentirsi uomo o la materia  Donna a sentirsi donna?

– non c’è dubbio che il “sentire” è una attività cerebrale, il cuore,il fegato,i reni ecc. non possono sentire nulla,non c’è dubbio.

– ma siamo sicuri che anche il CERVELLO sia in grado di “sentire”?

– ebbene,purtroppo,forse,devo darti subito una delusione e cioè che il nostro CERVELLO non è in grado di “sentire NIENTE”.

Non ci credi? La spiegazione la puoi trovare facilmente leggendo uno dei miei Blog precedenti,in cui credo di essere stato molto chiaro. Adesso,ovviamente,questo non è il luogo dove ripetere tale spiegazione,in quanto sarebbe un discorso un po’ troppo lungo (quindi ti rimando al Blog citato).

In questa sede,mi interessa mostrarti solo le conclusioni di tale dimostrazione e che sono le seguenti:

l’ESSERE UMANO (Uomo o Donna che sia) è formato da 2 componenti: il CORPO  e la MENTE.

– Queste due componenti,convivono,ma sono nettamente diverse perchè il CERVELLO appartiene al CONTINGENTE (vuol dire che è così,ma potrebbe anche essere diverso o non esistere)

– La MENTE appartiene alla METAFISICA (che vuol dire “al di là della fisica” ,cioè al di là del Corpo)

– il CORPO si può tagliare,cucire,strappare,segare ecc.

– la MENTE è inafferrabile,si trova nel nostro corpo,ma non sappiamo dove sia,come sia fatta,quali caratteristiche abbia ecc.

La MENTE inoltre,ha un’altra caratteristica importante ed esclusiva: è la sede dei SENTIMENTI ,la MATERIA,ovvero il CORPO,NON può essere la sede dei sentimenti per i motivi che ho ampiamente illustrato in un altro mio Blog (a cui ti rimando)

– ebbene,se sei convinto di quello che ti ho detto,la realtà è questa: quando nasciamo,abbiamo in noi 2 realtà,il CORPO e la MENTE,

1) quando nasciamo,ci sono due possibilità fondamentali (normalmte) che riguardano quasi tutte le persone e cioè che il tuo corpo può essere biologicamente parlando UOMO o DONNA, (un caso particolare è rappresentato dagli Ermafroditi,di cui adesso non ho tempo di parlare),

2) per quanto riguarda la MENTE,a sua volta ha 2 possibilità: o riconosce il suo corpo MASCHILE  o FEMMINILE  e quindi “si sente Maschio o Femmina” creando così un’unica realtà funzionale che è appunto quella del Maschio o della Femmina,oppure se così non è si viene a creare un DUALISMO non corrispondente ai fatti:

–  un Maschio biologico che si sente Femmina, oppure

– una Femmina biologica che si sente Maschio,

Capisci bene che esiste una dissociazione totale fra le due realtà: CORPO e SENTIMENTI! Questo è certo.

3) ma a questo punto nasce spontanea una domanda:

– chi ha ragione,per così dire, il CORPO o la MENTE?

– se un corpo è biologicamente Maschio,nessuno può negare questa realtà e così pure per una  Femmina,biologicamente tale,

– ma allora nasce spontanea una domanda: dov’è la NON-Corrispondenza fra  Corpo e Sentimenti?

– ho già detto che un corpo biologicamente Maschio non può essere assolutamente contestabile,non si può “dire” al corpo maschio che è il frutto di un errore della natura, il corpo maschio è così perchè appunto è stato creato così dalla Natura,

– ma che cosa si può dire della MENTE ovvero dei SENTIMENTI che NON corrispondono al Corpo Maschio o Femmina?

– chiunque abbia un minimo di intelligenza,non può non capire che fra MENTE e CORPO ,purtroppo,nell’esempio che ho riportato sopra,esiste una netta DISSOCIAZIONE!

– ma attenzione,anche la MENTE è nata così: cioè può ” sentirsi MASCHIO”  in un corpo femminile o FEMMINA in un corpo maschiele,

– a questo punto possiamo farci una sola domanda: chi ha ragione? La MENTE o il CORPO?

 

 

DISTURBO MENTALE

In psicologia e psichiatria un disturbo psichico o mentale (in inglese: mental disorder) è una condizione patologica che colpisce la sfera comportamentale, relazionale, cognitiva o affettiva di una persona in modo disadattativo, vale a dire sufficientemente forte da rendere problematica la sua integrazione socio-lavorativa e/o causargli una sofferenza personale soggettiva.

Quando il disagio diventa particolarmente importante, disadattativo, durevole o invalidante si parla spesso di malattia mentale. Le malattie mentali sono dunque alterazioni psicologiche e/o comportamentali relative alla personalità dell’individuo che causano pericolo o disabilità e non fanno parte del normale sviluppo psichico della persona. Lo studio e la cura delle malattie mentali rientra nel campo di studi della psicologia e della psichiatria.

 

CONCLUSIONE

E’ evidente che,in base a quanto detto sopra in modo molto chiaro, un disturbo psichico che non riconosce il suo corpo biologicamente Maschio o Femmina,e che di conseguenza ti porta ad agire in contraddizione evidente con ciò che dovrebbe fare un Maschio o una Femmina, non si tratta di una “variante” dell’essere Uomo o Donna,ma più semplicemente di una grave PATOLOGIA  MENTALE,che andrebbe correttamente curata in modo adeguato,anzichè cercare di modificare arbitrariamente,a proprio uso e consumo, molti aspetti del comportamento sociale che sarebbero fuorvianti  e altamente nocivi per tutta la società , come al contrario,false dottrine sociologiche,ti vorrebbero far credere, come la teoria gender.

 

DDL ZANCodice Penale

Art.2

sono aggiunte le seguenti parole:

propaganda di ideee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale o etnico,istigazione a delinquere e atti discriminatori e violenti per motivi razziali ,etnici,religiosi o fondati sul sesso,sul genere,sull’orientamento sessuale

Art.3

come sopra

Art.4

sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime riconducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compimento di atti discriminatori o violenti.

Art.5

indicazioni sull’entità della pena

Art.6

come l’Art.2

Art.7

istituzione della giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia ,la transfobia ecc…

Art.8

prevenzione e contrasto delle discriminazioni per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere

Art.9

reati commessi per motivi fondati sull’orientamento sessuale ,sull’identità di genere della vittima

Art.10

statistiche sulle discriminazioni e sulla violenza

 

 

CONCLUSIONE

 

### Come vedi,da un punto di vista penale non c’è nulla di nuovo sotto i ponti,le discriminazioni per qualunque motivo,NON devono esistere e se presenti devono essere punite in modo adeguato.

Queste condanne esistevano già,non serviva tanto clamore.

### la parte più importante,non corretta,fumosa,non ben chiarita,soggeta ad equivoci di ogni tipo,falsa ed a tornaconto di una ben precisa parte politica,è rappresentata dall’Art.1,su cui mi sono soffermato ampiamente.

 

SIA BEN CHIARO ALLA LEGGE ZAN CHE NESSUNO PUO’ REPRIMERE LA LIBERTA’ DI PENSIERO

 

Libertà di manifestazione del pensiero

Attenzione, la legge ZAN può e deve punire le aggressioni alle persone,chiunque esse siano,ma come ho detto,queste leggi esistevano già. Quello che non può fare la Legge ZAN,è limitare la libertà di pensiero pacifico e di espressione,qualunque siano,,noi non vogliamo essere nella Russia di Putin.

La libertà di manifestazione del pensiero o libertà di coscienza è un diritto fondante riconosciuto negli ordinamenti democratici di tipo occidentale. Da un punto di vista filosofico le radici di questa libertà sono da ricercare nell’antico stoicismo greco e romano, dove la coscienza è parente stretta dell’idea stoica di un potere di scelta morale.

 

Fondamenti nelle Costituzioni

Questa libertà è riconosciuta da tutte le moderne costituzioni. Ad essa sono inoltre dedicati due articoli della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948:

 

# Art. 19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere

Una definizione della libertà di manifestazione del pensiero è inclusa nel primo comma dell’art. 5 della Costituzione della Repubblica federale di Germania del 1949:

# “Ognuno ha diritto di esprimere e diffondere liberamente le sue opinioni con parole, scritti e immagini, e di informarsi senza impedimento da fonti accessibili a tutti. Sono garantite la libertà di stampa e d’informazione mediante la radio e il cinematografo. Non si può stabilire alcuna censura.”.

La libertà di espressione è sancita anche dall’art. 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali ratificata dall’Italia con l. 4 agosto 1955, n. 848:

#  Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.

#  La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.

La violazione del citato art. 10 della Convenzione europea legittima il cittadino a proporre ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo, per ottenere il ristoro dei danni subiti, anche morali, purché siano esauriti tutti i possibili rimedi giurisdizionali interni.

 

L’art. 21 della Costituzione della Repubblica italiana

La Costituzione italiana del 1948 supera la ristretta visione fornita un secolo prima dallo Statuto Albertino, che all’art. 28 prevedeva che La Stampa sarà libera, ma una legge ne reprime gli abusi. Durante il periodo fascista queste leggi dello Stato diventeranno delle censure, tipiche dei regimi totalitari.

Nella Costituzione (all’articolo 21) invece si stabilisce che il diritto di manifestare il pensiero in ogni forma è libero, tranne nei casi di reati (ingiuria, calunnia, diffamazione, vilipendio, istigazione a delinquere, ecc.) e nel caso di oltraggio al “buon costume” (es. i cosiddetti atti osceni). Questi concetti cambiano spesso, dipendendo dalla situazione specifica e dalla morale corrente. Non sono applicabili per opere d’arte e scientifiche, le quali sono libere a norma dell’articolo 33. L’art. 21 della Costituzione recita:

 

# Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

# La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

# Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

# In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denuncia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo di ogni effetto.

# La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

# Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni.

Mentre l’art. 33, comma 1, afferma che: «L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento».

 

La Corte di cassazione italiana ha recentemente stabilito una serie di requisiti affinché una manifestazione del pensiero possa essere considerata rientrante nel diritto di critica e di cronaca:

veridicità (non è possibile accusare una persona sulla base di notizie false)

continenza

interesse pubblico

Se si tratta di fatti personali, anche se veri e continenti, non dovrebbero essere pubblicati. Al riguardo operano i limiti previsti dai reati di diffamazione e ingiuria. In generale costituiscono un evidente limite al diritto di cronaca anche l‘onorabilità e la dignità della persona. Tutto ciò è diventato sempre più vero dopo la legge sulla privacy del 1996. Chi è coinvolto in procedimenti giudiziari non potrebbe essere fotografato in un momento in cui è sottoposto a carcerazione. Allo stesso modo il nome e le immagini di minori sono oscurati dal 1996, salvo autorizzazione esplicita del genitore o del tutore del minore.

 

Diritti e libertà

L’interpretazione dell’art. 21 dà luogo ai seguenti principi:

 

# i soggetti titolari del diritto sono “tutti“, cioè sia cittadini che stranieri, sia come singoli che in forma collettiva, poiché necessaria a dar corpo e voce ai movimenti di opinione concernenti interessi superindividuali.

# i membri del Parlamento godono di una forma ampliata della libertà in esame; l’art. 68 c. 1 Cost. stabilisce che essi non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni (istituto dell’insindacabilità).

# il diritto include la manifestazione di opinioni in qualunque forma e senza limitazioni, salvo che si pregiudichino dei valori costituzionali.

# diritto “negativo“: è previsto il diritto a non manifestare pensieri e opinioni contro la propria volontà; i limiti a tale libertà negativa sussistono in caso essi si rendano necessari per garantire l’ordine pubblico.

# libertà di informare, o libertà “attiva” di informazione, è il principio che esamina e garantisce la diffusione di informazioni e opinioni, e che include al suo interno:

# diritto di cronaca (narrazione dei fatti): principio senza il quale non sarebbe possibile la pubblicazione di notizie attraverso qualsiasi mezzo di distribuzione. Qualsivoglia atto volto ad offendere l’altrui reputazione, è perseguibile per il reato di diffamazione (art. 595 C.P.), a meno della presenza di tre principi “limite” a difesa dell’informatore: la verità oggettiva dei fatti, la continenza nel modo di raccontare i fatti e che ci sia un interesse pubblico alla conoscenza dei fatti diffusi. Secondo l’art. 85 del Regolamento 2016/679 si riconosce che la tutela dei dati personali non può costituire un limite al diritto di cronaca.

# diritto di critica (giudizio dei fatti): anche in fase di valutazione dei fatti, persistono i limiti suddetti nel diritto di cronaca. È legittima nel caso in cui l’oggetto della critica sia un fatto vero.

# diritto di satira: poiché è una forma di espressione ironica e comica, la satira è svincolata dai limiti imposti a cronaca e critica, e pertanto non è continente per definizione. Tuttavia, la satira deve avere come oggetto di critica un personaggio pubblico e il messaggio trasmesso deve essere intrinsecamente capito dal pubblico fruitore.

# libertà di essere informati, o libertà “passiva” di informazione, non è esplicitata in Costituzione, ma è ravvisabile in diversi testi normativi come la Legge Mammì (legge del 6 agosto 1990, n. 223) e il “Regolamento per l’accesso al Servizio Radiotelevisivo Pubblico”, approvato dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi nel 2001. Questo principio si basa sul concetto di pluralismo informativo, ovvero garantire una pluralità di punti di vista e opinioni: in ambito mediatico più soggetti possono accedere al sistema dei media, dunque produrre e diffondere i propri contenuti, più il panorama espresso dai mezzi di comunicazione di massa sarà pluralistico. In verità “la questione porta con sé implicazioni molto più complesse e contraddittorie di quanto la linearità del sillogismo che procede da un numero si soggetti ad un numero di contenuti possa  risolvere in quanto vi è sempre la possibilità che essi possano essere controllati da un numero ristretto di soggetti a monte, facendo decadere l’stanza pluralistica stessa.”. Le due declinazioni di questo concetto sono il pluralismo esterno, determinato dalla variegazione degli assetti proprietari dei mezzi di comunicazione, e interno, cioè riguardante l’accesso ai media stessi da parte della popolazione. A tutela di questo principio, entrano in gioco delle normative antitrust, introdotte dal Garante delle Comunicazioni.

# diritto di accesso ai documenti amministrativi: un importante caso del diritto ad essere informati. Nel corso degli anni il quadro normativo è diventato più trasparente riguardo alla pubblica amministrazione; in particolare si ricordano:

legge 241/90: chiunque abbia un interesse può richiedere di avere accesso ai documenti di un procedimento amministrativo che lo riguarda.

decreto legislativo 33/2013: si stabilisce il principio di trasparenza amministrativa, secondo cui chiunque ha diritto di accedere liberamente ai dati della pubblica amministrazione, senza controllo alcuno.

articolo 15 del Regolamento 2016/679: in riferimento ai propri dati personali, l’interessato ha il diritto di accedere a tutte le informazioni che lo riguardano personalmente.

per mezzo s’intende non solo il mezzo di espressione, ma anche le modalità di divulgazione del pensiero a un certo numero di destinatari; non è la disponibilità dei mezzi ad essere garantita, bensì la loro libertà di utilizzo.

la libertà di informare e la libertà di essere informati danno luogo al cosiddetto diritto all’informazione.

La libertà di pensiero è, tra l’altro, considerata come corollario dell’articolo 13 della Costituzione della Repubblica Italiana, che prevede l’inviolabilità della libertà personale tanto fisica quanto psichica. Tale libertà è, poi, fondamentale anche nella concezione dell’antico Stato liberale.

 

#  il buon costume, l’unico limite espressamente previsto dalla Costituzione per tutte le manifestazioni di pensiero (anche quelle riguardanti spettacoli come le attività teatrali e cinematografiche) è il limite del buon costume, enunciato nell’ultimo comma dell’art. 21 della Costituzione. In realtà il concetto di buon costume non deve essere inteso in senso ampio e generico come sinonimo di pubblica moralità ma con un’interpretazione più restrittiva, va riferito esclusivamente a ciò che riguarda il pudore sessuale, con speciale interesse alla tutela dei minori e si accoglie la definizione di “Atti e oggetti osceni” data dall’art. 529 del Codice Penale:

si considerano “osceni” gli atti e gli oggetti, che, secondo il comune sentimento, offendono il pudore (esclusa l’opera d’arte e scientifica, in richiamo all’art. 33 Cost.).

Dal momento che il concetto di pudore deve essere necessariamente adeguato nel corso del tempo, la Corte Costituzionale si è pronunciata in proposito con la sent. n. 368/1992, secondo la quale:

(…) il “buon costume” non è diretto ad esprimere semplicemente un valore di libertà individuale, (…) ma è, piuttosto, diretto a significare un valore riferibile alla collettività in generale. (…)

Si legge al comma 6 dell’art.21 della Costituzione: ” Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e reprimere le violazioni.”

Quindi, gli atti osceni non sono offensivi se si esauriscono nella sfera privata, ma lo sono quando la travalicano, recando pericolo di offesa al sentimento del pudore dei terzi non consenzienti o della collettività in generale.

Per quanto riguarda il contenuto vario del concetto di “buon costume”, sin dalla sentenza nº9 del 1965, la corte ha chiaramente affermato che: ” il buon costume risulta da un insieme di precetti che impongono un determinato comportamento nella vita sociale di relazione, l’inosservanza dei quali comporta in particolare la violazione del pudore sessuale, sia fuori sia soprattutto nell’ambito della famiglia, della dignità personale che con esso si congiunge, e del sentimento morale dei giovani, ed apre la via al contrario del buon costume, al mal costume e, come è stato anche detto, può comportare la perversione dei costumi, il prevalere, cioè, di regole e di comportamenti contrari ed opposti “. In seguito, la stessa Corte ha affermato che, rientrando tra i concetti non “suscettibili di una categorica definizione”, il buon costume è dotato anche di relatività storica, dato che “varia notevolmente, secondo le condizioni storiche di ambiente e di cultura”. La Corte precisa, infine, che tale relatività non impedisce di dare un significato sufficientemente determinato al termine, essendo questo un concetto così diffuso e utilizzato ed aggiungendo che in un determinato periodo storico, si sia “in grado di valutare quali comportamenti debbano considerarsi osceni secondo il comune senso del pudore, nel tempo e nelle circostanze in cui si realizzano” (sentenza nº191 del 1970). Bisogna tener conto che l’interprete della Costituzione, insieme con il legislatore in sede di attenuazione del bilanciamento dei valori costituzionali attraverso le proprie scelte discrezionali, deve attenersi all’imprescindibile criterio secondo cui, poiché “la Carta fondamentale accoglie e sottolinea il principio (…)per il quale il di più di libertà soppressa costituisce abuso”, ne consegue che si può “limitare la libertà solo per quel tanto strettamente necessario a garantirla”(v.sent. nº 487 del 1989).

# il diritto alla riservatezza da applicarsi indistintamente su quei mezzi di informazione che oggi vengono definiti social network o su forum privati dove l’accesso è consentito solo ad utenti registrati che accettano in toto le regole di comportamento del forum stesso e non usano informazioni estrapolate da uno dei suddetti per denigrare altri soggetti in altri siti, ove non siano in contrasto con i punti precedenti.

# l’onore, da intendersi sia come dignità (la cui violazione dà luogo all’ingiuria) sia come reputazione (che, violata, origina la diffamazione). In tal senso, in difetto dei requisiti della veridicità, continenza ed interesse pubblico dei fatti riferiti (soprattutto attraverso un uso scrupoloso delle fonti), si concretizzerà una palese violazione dell’onorabilità di una persona. Se, ad esempio, si pubblicano notizie aventi ad oggetto fatti strettamente personali, ancorché veri e continenti, si incorrerà in sanzioni, perché manca il terzo requisito dell’interesse pubblico (questa fattispecie si intreccia con il diritto alla riservatezza).

 

Diritto europeo dell’informazione e della comunicazione

Brevemente ricordo che esistono anche:

– Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea

– Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo

Articolo 19

Articolo 29

Articolo 10 CEDU – Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali

– Tutela della libertà di espressione nell’Unione Europea

Art.6-7 TUE

Art. 11 – Carta di Nizza

 

Mens sana in corpore sano

Mens sana in corpore sanomente sana in corpo sano») è una locuzione latina tratta da un capoverso delle Satire di Giovenale.

Secondo Giovenale l’uomo dovrebbe aspirare a due beni soltanto: la sanità dell’anima e la salute del corpo. Esse dovrebbero essere le uniche richieste da rivolgere alla divinità che, sottolinea il poeta, sa di cosa l’uomo ha bisogno più dell’uomo stesso.

 

Teoria del gender

Teoria del gender è un neologismo (prestito linguistico dall’inglese gender theory) coniato negli anni 90 del XX secolo per riferirsi in modo critico agli studi scientifici di genere: chi fa uso di tale espressione  mira alla distruzione della famiglia ed a sostenere un supposto ordine naturale su cui fondare la società.

A questa “teoria gender” o “agenda gender” (presentata a seconda delle occasioni come filosofia progressista, teoria sociologica o ideologia di sinistra) viene imputato di propagandare l’inesistenza di differenza tra i sessi biologici, da ciò discendendo la possibilità di variare il proprio sesso a piacimento. Tale costruzione mescola vari elementi :

– il genere e i ruoli sociali come costrutti della società,

– gli studi di genere,

–  la teoria queer

–  il superamento del binarismo di genere,

– il femminismo

–  il transessualismo (la differenza tra identità di genere e sesso biologico).

I movimenti che propugnano la teoria del gender nascondono una strategia politica  ben definita ed appartenente ad una precisa area politica al fine di ottenere una massiccia divulgazione nelle scuole e nella società di queste false teorie per fini personali.

 

La teoria gender è  sinonimo di ideologia tendente a svalutare la differenza e la complementarità dei sessi e usata per giustificare le unioni omosessuali: «l’identità sessuale di genere (gender) sarebbe non solo il prodotto dell’interazione tra la comunità e l’individuo, ma anche indipendente dall’identità sessuale personale, il matrimonio e le unioni di fatto (incluse quelle omosessuali) è oggi generalmente giustificato facendo ricorso a categorie e termini derivanti dall’ideologia di gender».

 

L’ideologia del gender  svuota la base antropologica della famiglia. 

L’ideologia gender induce progetti educativi e orientamenti legislativi che promuovono un’identità personale e un’intimità affettiva radicalmente svincolate dalla diversità biologica fra maschio e femmina. L’identità umana viene consegnata ad unopzione individualistica, anche mutevole nel tempo». Non si deve ignorare che sesso biologico (sex) e ruolo sociale-culturale del sesso (gender) si possono distinguere, ma non separare.

 

– il genere (sentirsi maschio o femmina) prescindendo dal sesso biologico, può anche essere il risultato di comportamenti e consuetudini culturali forzatamente sbagliate,violente ed imposte al bambino. Se ad esempio prendi un bambino o una bambina e fin dalla nascita lo sottoponi a terapie ormonali importanti e lo metti in un ambiente in modo continuativo in cui sono presenti costantemente omosessuali che lo influenzano e guidano “CON AMORE” verso la strada del sentirsi maschio (bambina) o femmina (bambino) contrariamente al suo sesso biologico, è evidente che ciò è possibile,ma non giustificabile.

 

La natura della persona può anche non essere strettamente binaria (sentirsi maschio o femmina), bisogna ammettere una componente innata e immutabile nella definizione dell’orientamento sessuale,quindi la sessualità non può essere sommariamente fatta e disfatta, ovvero fatta a nostro piacimento.

 

Vedete,adesso i manicomi non esistono più,per fortuna,ma la realtà delle cose è rimasta. Vi erano allora,ma anche oggi,delle persone che si “sentivano Napoleone o Garibaldi “ oppure delle “aquile alate libere nei cieli”, ecc.

E’ evidente che tutto questo era una loro credenza ,al di fuori della realtà,quindi,l’essere umano,può anche desiderare e credere di essere ciò che non è nella realtà.

Quindi,può accadere che, un MASCHIO biologico si senta DONNA  (e viceversa) ma questa,purtroppo per lui (o per lei),non è la realtà! Come ti ho illustrato sopra,la persona  “si sente ciò che non è”, mentre il suo corpo biologico è l’unica realtà,questa convinzione , si chiama in un solo modo : Malattia mentale.

 

CONCLUSIONE DELLE CONCLUSIONI

Tutto quello di cui ho parlato,purtroppo,succede oggi in un modo così sfacciato e violento : giornali, stampa,politica faziosa,TV,senza alcun freno  al fine di inculcare a tutti i costi nei giovani e nella società, quell’ideologia materialista-evoluzionista-atea ormai nota purtroppo  da decine di anni , iniziata in quello sciagurato  1859  e seguita e rinforzata nell’altrettanto sciagurato  1867.

 

Data 16 maggio 2021

SESSUALITA’

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SESSUALITA’

 

Il genere (in inglese gender), in sociologia, è l’appartenenza all’uno o all’altro sesso, non in base alle differenze di natura biologica o fisica, ma su componenti di natura sociale, culturale e comportamentale

– il sesso biologico comprende: maschio, femmina, intersessuale

 

Crossdresser = Travestimento

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Drag queen = attori o cantanti che si esibiscono in canti,imitazioni,cabaret e balli,indossando trucco e abiti femminili

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– drag king = donne che si esibiscono su un palco o in un locale interpretando personaggi maschili famosi o anche solo stereotipi maschili,sottolineandone gli aspetti estetici più virili mediante barbe posticce,abiti tipicamente maschili

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– FtM  (transizione) = indica una persona che è in transizione da femmina a maschio,in termini di genere,sesso o entrambi.

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– Gender questioning = individuo in dubbio sulla sua identità di genere
– Genderqueer = sono tutte quelle identità di genere che non corrispondono strettamente e completamente al genere maschile o femminile

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– MtF (transizione)

indica una persona che è in transizione da maschio a femmina,in termini di genere,sesso o entrambi.

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Transessuale, transgenere, transgender = sono le persone che hanno i caratteri sessuali primari e/o secondari che non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili. Spesso il loro comportamento sessuale è caratterizzato dalla non accettazione del proprio sesso assegnato dalla nascita e dalla identificazione in quello opposto o che hanno assunto attraverso un intervento chirurgico  i caratteri somatici dell’altro sesso. Le persone transgender possono identificarsi come eterosessuali, omosessuali,bisessuali, asessuali,intersessuali .

Una persona transgender non si riconosce nel proprio sesso .

Un ragazzo trans si sente una donna ma ha le caratteristiche sessuali e fisiche di un maschio,

Una ragazza trans si sente un maschio anche se esteriormente si identifica come femmina

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– Cisgender

è opposto al transgender e indica tutte le persone la cui identità di genere corrisponde al sesso e al genere assegnato,ovvero la sua sessualità coincide con la sua identità di genere. Quindi se una persona è nata con gli attributi maschili e si riconosce come maschio,è un uomo cisgender.

Una persona nata con caratteristiche femminili sarà una donna cisgender solo se anche la sua identità di genere sarà femminile.
– Transgenere = sono le persone la cui identità di genere non corrisponde al genere e/o al sesso che è stato assegnato loro alla nascita.
– Two-spirit = sono individui che si identificano sia con i ruoli di genere maschili che con quelli femminili

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– Eteronormatività o  Eterosessismo
L’eteronormatività o eteronorma è la convinzione che l’eterosessualità sia l’unico orientamento sessuale o norma unica per la sessualità.
– Genere non-binario
Le identità di genere non binarie sono tutte quelle identità di genere che non corrispondono strettamente e completamente al genere maschile o al genere femminile. In altre parole,ti puoi sentire un po’ uomo e un po’ donna,un po’ donna ed un po’ uomo,in modo più o meno variabile

 

– Intersessualità
sono quelle persone che hanno i caratteri sessuali primari e/o secondari che non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili:

ermafroditismo,
 pseudoermafroditismo maschile,
Un esempio è la sindrome da parziale insensibilità agli androgeni (o sindrome di Reifenstein o di Lubs o altri nomi), in cui lo sviluppo degli organi genitali esterni è intermedio fra maschio e femmina (genitali ambigui): uno in 130.000 nascite.
Pseudoermafroditismo femminile

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Ovotestis, gonade avente funzione e struttura contemporaneamente di ovaio e di testicolo, che presenta sia tessuti ovarici sia testicolari, tipica dell’ermafroditismo: uno in 83.000 nascite.

Disgenesia gonadica pura (o sindrome di Swyer), che comporta gonadi non ben formate e non funzionali, aspetto femminile, ma cariotipo 46, XY: uno in 150.000 nascite. Non c’è una stima per la disgenesia gonadica mista.

Sindrome da insensibilità agli androgeni (o sindrome di Morris), in cui, per mutazioni incorse al gene AR, il corpo pur essendo geneticamente maschile (XY), è insensibile agli ormoni maschili e si sviluppa come femmina: uno in 13.000 nascite.
Sindrome adreno-genitale (SAG o iperplasia congenita del surrene) classica, che al contrario comporta una virilizzazione: uno in 13.000 nascite, ma con incidenza variabile fra 1/5.000 e 1/15.000 a seconda del gruppo etnico.

Sindrome adreno-genitale a insorgenza tardiva: uno in 66 individui.
Agenesia vaginale: uno in 6.000 nascite
sindrome di Klinefelter,
sindrome di Turner

 

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– Teoria queer
dice che gli individui non possono essere realmente descritti usando dei termini generali come eterosessuale, donna , uomo,la teoria queer comprende qualsiasi attività o identità sessuale, per così dire “deviante“.

Terzo sesso  o  terzo genere

Un individuo non è nè uomo/maschio donna/femmina, quindi non si riconosce nel binarismo di genere. Il termine terzo, è solitamente inteso come “altro“,quindi ci possono essere 4-5 è più generi. Un Uomo quindi, si può sentire con un genere che può variare in modo infinito da maschio a femmina e così una femmina si può sentire di un genere che può variare in modo infinito da femmina a maschio

Esempio,un muxe (foto) è una persona alla quale è stato assegnato a livello individuale il genere sessuale maschile,ma che si veste e si comporta in modalità altrimenti associate al genere femminile.

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– eunuchi
sono  quegli uomini che erano sottoposti in età prepuberale o puberale a interventi più o meno estesi di mutilazione dell’apparato genitale, tali da condurli a impotentia generandi o a una più radicale impotentia coeundi.
Essi furono comuni a molte corti sovrane soprattutto orientali, da quelle musulmane come quella dell’Impero ottomano a quella del Celeste impero cinese.

– Disforia di genere – Incongruenza di genere – DIG (disturbo dell’identità di genere)
è il malessere percepito da un individuo che non si riconosce nel proprio sesso fenotipico o nel genere assegnatogli alla nascita.
In altre parole, nasci Uomo come fenotipo,cioè con i caratteri sessuali maschili ,ma ti senti Donna,

Oppure nasci Donna  come fenotipo,cioè con tutti i caratteri sessuali femminili,ma ti senti Uomo

Caratteri sessuali primari femminili: organi riproduttivi, maturazione delle cellule uovo ecc.
Caratteri sessuali secondari femminili: mammelle, allargamento del bacino, peli pubici e ascellari, adipe sottocutaneo ecc.
Caratteri sessuali primari maschili: organi genitali interni ed esterni
Caratteri sessuali secondari maschili: timbro della voce, massa muscolare, distribuzione del grasso, peli ecc.

 

– orientamento sessuale

si indica l’attrazione emozionale,romantica e/o sessuale di una persona verso individui di sesso opposto,dello stesso sesso o entrambi.

– identità di genere

Il genere (in inglese gender), in sociologia, è l’appartenenza all’uno o all’altro sesso, non in base alle differenze di natura biologica o fisica, ma su componenti di natura sociale, culturale e comportamentale,cioè sono uomo ma mi comporto da donna e viceversa

Lesbismo

è l’attrazione sentimentale e/o sessuale tra donne,ovvero l’omosessualità femminile

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– Gay

è sinonimo di omosessuale

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– Bisessualità

è un orientamento sessuale che comporta l’attrazione verso due o più generi,fino a tutti quelli esistenti,con la presenza o meno di una preferenza.

– Queer

è una persona eccentrica, insolita

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– Genderqueer

sono quelle identità di genere che non corrispondono strettamente e completamento al genere maschile o femminile

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– Intersessualità

quelle persone che hanno i caratteri sessuali primari e/o secondari che non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili

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Pansessualità

indica l’attrazione emozionale ,romantica e/o sessuale verso un individuo senza dare importanza al suo sesso e al suo genere

Asessualità

è la mancanza di attrazione sessuale verso gli altri,oppure come assenza d’interesse o desiderio nell’attività sessuale.

Travestitismo

è l’abitudine di un individuo di indossare abiti del sesso opposto

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– omofobia

è l’avversione irrazionale nei confronti dell’omosessualità, l’Unione europea la considera analoga al razzismo,alla xenofobia, all’antisemitismo

effeminatezza

descrive quei tratti caratteriali di un maschio a cui viene associata una natura maggiormente femminile rispetto a quella sua maschile d’appartenenza,ciò a causa di comportamenti  e modi di fare

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Data 14 maggio 2021

IL VINO FA MALE

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VINO

Il vino fa male

 

Il vino è una bevanda alcolica, ottenuta dalla fermentazione (totale o parziale) del frutto della vite, l’uva (sia essa pigiata o meno), o del mosto.

Dal punto di vista chimico, il vino è una miscela liquida costituita principalmente da acqua e alcol etilico (anche detto “etanolo“).

Il vino contiene:

anidride solforosa, che è una sostanza altamente tossica,

alcol metilico, particolarmente tossico; si forma dall’azione degli enzimi sulle pectine contenute nella buccia dell’uva;

– il vino danneggia maggiormente l’ippocampo,

solfiti,possono causare reazioni avverse specialmente in chi soffre di asma,

–  Uno studio condotto su donne nel Regno unito, chiamato The Million Women Study, ha rilevato che il consumo di alcol può aumentare il rischio di alcuni tipi di cancro, inclusi quelli alla mammella, alla faringe e al fegato.

 

Etanolo

L‘etanolo (o alcol etilico) è un alcol a catena alchilica lineare, la cui formula di struttura condensata è CH3CH2OH.

È anche chiamato, per antonomasia, semplicemente alcol, essendo alla base di tutte le bevande alcoliche. In chimica, si può trovare anche abbreviato con la sigla EtOH.

L’etanolo è un composto stupefacente,ha molteplici effetti sull’organismo umano.

L’etanolo, dopo essere ingerito, viene rapidamente assorbito dallo stomaco e dall’intestino tenue e si distribuisce in tutta l’acqua corporea (che, per l’organismo umano, ammonta a circa 0,55 L/kg).

La maggior parte (circa il 90%) dell’etanolo viene metabolizzato nell’organismo, mentre una piccola parte viene eliminata nelle urine, nel sudore e nell’aria espirata: il rapporto di etanolemia (concentrazione di etanolo nel sangue) e aria alveolare (valore misurato con l’etilometro) è relativamente costante, 80 mg di etanolo per 100 mL di sangue producono 35 µg/100 mL di etanolo nell’aria espirata.

Il metabolismo comincia già nello stomaco a opera dell’enzima alcol deidrogenasi gastrica, ma per lo più avviene nel fegato per opera di una serie di reazioni di ossidazione. L’etanolo viene prima trasformato in acetaldeide, che viene poi convertita in acido acetico dall’acetaldeide deidrogenasi, NAD+ dipendente. Queste reazioni richiedono appunto un consumo di NAD+, la cui disponibilità rappresenta un fattore limitante nel metabolismo dell’etanolo, motivo per il quale il tasso di conversione dell’etanolo a livello epatico è fisso (circa 8 g o 10 mL all’ora per un uomo di 70 kg).

Un altro enzima che può metabolizzare l’etanolo è il CYP2E1, appartenente al complesso del citocromo P450, che interviene quando la quantità di etanolo assunta supera le capacità cataboliche delle deidrogenasi. Nell’etilismo cronico, l’attività di tale enzima viene indotta, cosa che comporta alterazioni della capacità del fegato di detossificare veleni.

Il metabolita intermedio, l’acetaldeide, è un composto reattivo e tossico che contribuisce al danno da etanolo,

– l’ etanolo, è un componente psicotropo, è classificato dall’ OMS “cancerogeno del gruppo 1″,

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 Sistema nervoso centrale

– L’etanolo ha un effetto di depressione del sistema nervoso centrale, e, analogamente ad altre sostanze come i barbiturici o le benzodiazepine, ha un effetto ansiolitico e provoca disinibizione comportamentale. L’ effetto dipende principalmente  dalla sua azione sui canali ionici di membrana,e su recettori specifici

 

# aumento dell’inibizione mediata dal GABA, principale aminoacido inibitorio del sistema nervoso centrale: l’etanolo aumenta l’azione del GABA sui recettori GABAA in modo analogo alle benzodiazepine: l’antagonista benzodiazepinico flumazenil, reverte l’azione depressoria etilica, sebbene sembra questo sia dovuto, piuttosto che ad azione antagonista, a competizione per il recettore.

# inibizione dell’ingresso del calcio attraverso i canali del calcio voltaggio-dipendenti: l’etanolo inibisce il rilascio dei neurotrasmettitori in risposta alla depolarizzazione delle terminazioni nervose attraverso l’inibizione dell’apertura dei canali del calcio neuronali.

# inibizione della funzione dei recettori NMDA.

# l’aumento degli effetti eccitatori prodotti dai recettori colinergici nicotinici, dalla dopamina, dalle endorfine e dai recettori serotoninergici 5-HT3.

# La somministrazione cronica causa sindromi neurologiche irreversibili come la Sindrome di Wernicke o la Sindrome di Korsakoff, dovute all’etanolo stesso o ai suoi metaboliti, o secondarie alla carenza di tiamina che viene costantemente osservata negli alcolisti. La maggior parte degli etilisti cronici mostra un grado di demenza associato a un ingrossamento dei ventricoli misurabile con tecniche di imaging cerebrale. Può anche essere presente degenerazione del cervelletto e in altre regioni encefaliche.

 

Sistema cardiocircolatorio

L‘alcol ha numerosi effetti acuti e cronici anche sull’apparato circolatorio.

–  L’ingestione di etanolo provoca vasodilatazione cutanea e un aumento del flusso sanguigno a livello gastrico, con aumentata perdita di calore (che dà la tipica sensazione di calore). La perdita di calore fa diminuire la temperatura corporea, cosa che, associata a un effetto depressorio sui centri regolatori della temperatura a livello centrale, aumenta il rischio di morte per ipotermia.

– L’alcol inoltre ha degli effetti a livello cardiaco: provoca aritmie (prolungamento dell’intervallo QT nell’elettrocardiogramma) e deprime la contrattilità del muscolo cardiaco, portando a lungo termine a una cardiomiopatia. Inoltre provoca aumento della pressione sanguigna. Questi ultimi elementi insieme sono alla base dell’aumento di incidenza di infarto che si osserva in chi beve tra i 40 e i 60 grammi di alcol al giorno.

 

Apparato urinario

L’alcol stimola la diuresi a causa di un’inibizione del rilascio di vasopressina da parte dell’ipofisi posteriore. Il consumo cronico di alcol provoca tolleranza a questo effetto.

 

Apparato gastroenterico

L’ingestione di alcol provoca un aumento della secrezione salivare e gastrica, effetti riflessi prodotti dal gusto e dall’azione irritante di alte concentrazioni di etanolo a livello gastrico.

In bevitori cronici di alcol si osserva generalmente malassorbimento a livello intestinale e diarrea, probabilmente dovuti a cambiamenti morfologici dell’epitelio intestinale (con un appiattimento dei villi) e una diminuzione degli enzimi digestivi.

L’alcol ha un effetto tossico sia acuto che cronico sul pancreas, provocando pancreatiti probabilmente per un’azione tossica diretta sulle cellule degli acini pancreatici.

I maggiori effetti tossici si osservano nel fegato. Uno dei primi effetti della tossicità è l’accumulo di grasso (lipidosi), che avviene anche dopo l’assunzione di dosi relativamente basse. Il danno epatico progredisce verso unirreversibile necrosi e fibrosi epatica: l‘aumento ematico della gamma GT è un ottimo indice di danno epatico. La cirrosi è fattore di rischio per l’epatocarcinoma (HCC).

 

Apparato genitale

Sia l’esposizione acuta che cronica all’alcol provoca impotenza nell’uomo. Circa il 50% degli etilisti cronici di sesso maschile sono impotenti e mostrano segni di femminilizzazione testicolare e ginecomastia. Questi effetti sono sia secondari a un’alterata funzione dell’ipotalamo, che diretti sulle cellule di Leydig, provocando un’inibizione della sintesi steroidea testicolare.

In donne alcoliste è stata segnalata una diminuzione della libido e della lubrificazione vaginale e alterazioni del ciclo mestruale.

L’etanolo riduce la secrezione di ossitocina, il che provoca un ritardo del parto. Questo effetto è stato usato in passato per ritardare il parto in donne con contrazioni premature, ma è stato abbandonato perché la dose necessaria era troppo elevata e causa ubriachezza nella madre e intossicazione acuta nel neonato.

 

Oncogenicità

Il consumo di alcol etilico è un fattore di rischio per una vasta gamma di tumori: l’etanolo è una sostanza dichiarata cancerogena dall’OMS. Le bevande alcoliche sono classificate dallo IARC cancerogeni di classe 1, quindi responsabili della formazione di tumori, categoria che accomuna in maniera similare fumo di sigaretta e amianto, sia per l’effetto diretto dell’etanolo che per l’effetto del suo primo metabolita, l’acetaldeide. Vi sono diversi meccanismi d’azione che lo portano ad avere un ruolo di sostanza pre-cancerogena e pro-cancerogena. Il suo metabolismo ne comporta l’ossidazione, da parte delle cellule del corpo e della flora batterica del tratto gastrointestinale superiore e inferiore, ad acetaldeide, molecola ritenuta cancerogena. L’alcol etilico è considerato un fattore causale per il tumore al fegato; un fattore di rischio elevato per il tumore alla cavità orale, alla faringe, alla laringe e all’esofago; un fattore di rischio per il tumore all’intestino e alla mammella.

 

Effetti secondari

Gli etilisti tendono a sostituire con le bevande alcoliche gran parte degli altri alimenti della dieta, e questo li predispone a deficienze nutrizionali, in particolare gravi carenze di vitamine del gruppo B. La carenza di tiamina è alla base di una serie di patologie tipicamente osservate negli etilisti, come la neuropatia periferica, la psicosi di Korsakoff e l’encefalopatia di Wernicke.

 

 

Embrio e Fetopatia

L’assunzione di alcol durante la gravidanza provoca effetti tossici gravi sull’embrione e sul feto. Nel primo trimestre aumenta significativamente il rischio di aborto spontaneo. Nel bambino si osserva tipicamente la sindrome alcolica fetale, caratterizzata da tre condizioni: anomalie craniofacciali (tra cui microcefalia), disfunzioni del sistema nervoso centrale (iperattività, deficit di attenzione, ritardo mentale e disfunzioni dell’apprendimento), difetti del setto interatriale nel cuore e rallentamento della crescita. L’incidenza della sindrome alcolica fetale negli Stati Uniti è di circa 0,5-1 bambino su 1000 nati.

 

Altri effetti

L’alcol provoca un aumento della secrezione di ormoni steroidei dal surrene, stimolando l’ipofisi anteriore a secernere ACTH (sindrome pseudoCushing).

 

Intossicazione acuta

Sintomi

Eloquio indistinto, incoordinazione muscolare motoria, aumentata fiducia in se stessi, euforia, alcuni diventano rumorosi ed estroversi,altri più chiusi e solitari, alternanza di aggressività , sottomissione, malinconia, riduzione delle prestazioni intellettuali ,motorie e delle discriminazioni sensoriali, i soggetti non si rendono conto del loro stato, disforia, riduzione della capacità di giudizio, difficoltà a mantenere l’equilibrio, cammino atassico, nausea, tachicardia, eloquio difficoltoso, diplopia, sonnolenza, marcate alterazioni dell’umore, stato di stupor, respiro pesante, perdita del tono muscolare, indifferenza all’ambiente circostante, immobilità, mutacismo, assenza di reazioni agli stimoli esterni alternato con fasi di eloquio incoerente o aggressività, vomito, incoscienza, coma,depressione dei centri respiratori.

La dose tossica di etanolo dipende da individuo a individuo, per età, sesso, popolazione, alimentazione, malattie, assuefazione.

Quantità superiori a 60 grammi al giorno aumenterebbero significativamente il rischio di ictus.

 

I sintomi e i segni sono molto variabili a seconda dell’individuo e dipendono anche dalla personale tolleranza all’etanolo, la quale è ridotta nelle donne, nei bambini e negli astemi, e aumentata nei bevitori abituali e negli alcolisti.

 

Dipendenza da alcol

L’alcol provoca dipendenza fisica e psicologica, dimostrata dai sintomi osservati in seguito alla deprivazione. La forma di astinenza fisica nell’uomo, si sviluppa nella forma grave dopo circa 8 ore.

Al primo stadio, i sintomi principali sono tremore, nausea, aumento della sudorazione, febbre e qualche volta allucinazioni. Questa fase dura circa 24 ore.

La fase può essere seguita dal delirium tremens, caratterizzato da allucinazioni, delirio, febbre, tachicardia, e/o da convulsioni tonico cloniche indistinguibili da quelle del grande male epilettico. Può ridursi durante la quarta o quinta giornata, ma alcuni sintomi possono persistere, con intensità ridotta, persino per 3-6 mesi. Il delirium tremens può avere esito fatale.

La voglia di bere e la ricerca continua di alcol sono tipici segni di dipendenza psicologica.

 

Sintomi e conseguenze

Il meccanismo per il quale l’etanolo provoca dipendenza è sconosciuto, ma si ipotizzano effetti a livello di corteccia cerebrale, che è particolarmente sensibile ai danni da abuso di alcol.

Il quadro di etilosi irreversibile è rappresentato dalla sindrome di Wernicke-Korsakoff.

Si tratta di un’encefalopatia correlata al deficit di tiamina (Sindrome di Wernicke, reversibile), con comparsa di deficit irreversibile della memoria a breve termine (Sindrome di Korsakoff), deficit cognitivi, alterazioni della personalità, anomalie comportamentali, fino, nei casi estremi, alla necessità di parziale o totale accudimento.

Nella classifica di pericolosità delle varie droghe stilata dalla rivista medica Lancet, l’alcol occupa il quinto posto.

 

Altri sintomi (riepilogo)

– cirrosi epatica

– pancreatite cronica

– epilessia

– polineuropatia

– sindrome di Wernicke-Korsakoff

– carenze nutrizionali

– disfunzioni sessuali

– aumento di malattie cardiovascolari

malassorbimento

– Il danno epatico è dovuto al metabolismo dell’etanolo. L’etanolo viene ossidato dall’alcol deidrogenasi ad acetaldeide e quest’ultima ad acetato. L’acetato ed il cofattore NADH prodotti in eccesso, inibiscono il normale metabolismo aerobico del ciclo di Krebs, spostando l’attenzione della cellula verso il metabolismo lipidico, con la sintesi di trigliceridi che portano alla steatosi del fegato. L’accumulo di lipidi provoca sia la compressione meccanica del circolo sanguigno locale (sinusoidi epatici), sia la suscettibilità della cellula alla perossidazione lipidica e alla propagazione del danno da radicali liberi, con eventuale effetto genotossico e aumento del rischio di sviluppare il cancro.

– danni al sistema nervoso centrale

– danni al sistema nervoso periferico

– le donne hanno un tasso di mortalità superiore

– aumento del rischio di cancro al seno

– alterazione della capacità riproduttiva con la riduzione della massa ovarica

– irregolarità del ciclo mestruale

menopausa precoce

demenza

– ansia

– depressione

– psicosi

– confusione

– sindrome cerebrale organica

– attacchi di panico

bulimia

– disturbo post-traumatico da stress (PTSD)

– disturbo bordeline di personalità

narcisismo

– atteggiamento antisociale

– disturbo bipolare

schizofrenia

– sindrome da deficit di attenzione

– iperattività

– Le donne affette da alcolismo hanno maggiori probabilità di avere una storia di violenza fisica o sessuale, spesso domestica,

– alterazione patologica del cervello

– aumentato rischio di commettere reati

– abusi sui minori

– violenze domestiche

– stupro

– furti e aggressioni

– denunce penali per guida in stato di ebbrezza

– sanzioni civili per comportamenti illeciti

– isolamento dalla famiglia e dagli amici

– conflitti coniugali

– divorzi

– abbandono dei propri figli

– delirium tremens

– allucinazioni

– insonnia

– sindrome alcolica fetale ,condizione grave e incurabile

– mal di testa

 

Macrocitosi (globuli rossi di dimensioni elevate)

GGT elevata

– Aumento moderato di AST e ALT e un rapporto AST: ALT rapporto di 2:1

– Alta transferrina carboidrato carente (CDT) o transferrina desialata, considerata uno dei test più affidabili al momento, per la diagnosi e per identificare le ricadute.

– A causa dell’aumento della produzione del NADH durante la metabolizzazione dell’etanolo, il NADH in eccesso può rallentare la gluconeogenesi nel fegato, causando ipoglicemia.

– Le due reazioni menzionate sopra richiedono anche la conversione del NAD+ in NADH. Con l’eccesso di NADH, la reazione dell’enzima lattato deidrogenasi è portata a produrre il lattato dal piruvato (il prodotto finale della glicolisi) per rigenerare il NAD+ necessario. Questo devia il piruvato da altre vie, come la gluconeogenesi, interferendo con l’abilità del fegato di rifornire di glucosio i tessuti, specialmente il cervello. Poiché il glucosio è la fonte energetica principale del cervello, questa mancanza di glucosio contribuisce a sintomi quali affaticamento, debolezza, sbalzi d’umore e diminuzione dell’attenzione e della concentrazione.

 

La causa più comune di morte negli alcolisti è rappresentata dalle complicazioni cardiovascolari. Si registra un alto tasso di suicidi negli alcolisti cronici. Questo si crede sia dovuto alla distorsione fisiologica della chimica del cervello, così come per l’isolamento sociale. Il suicidio è anche molto comune negli adolescenti consumatori di alcol, con il 25% dei casi, in questa fascia di età, correlati all’abuso di alcol. Circa il 18% degli alcolisti si toglie la vita e la ricerca ha dimostrato che oltre il 50% di tutti i suicidi sono associati alla dipendenza da alcool o droga. Il dato è più elevato per gli adolescenti, l’abuso di alcol o di droga per essi gioca un ruolo determinante nel 70% dei casi di suicidio.

 

 

### Data la pericolosità dell’alcool, i genitori dei minorenni,dovrebbero dare loro continuamente una educazione in merito a ciò,ma questo,nella maggior parte dei casi non viene fatto. I figli sono abbandonati a se stessi, a fare continuamente
l “aperitivo” (ed altro),poi ,se ne vedono le drammatiche conseguenze.

Ma anche i maggiorenni dovrebbero sapere a che cosa vanno incontro ubriacandosi,specialmente le ragazze,non dovrebbero in assoluto andare a casa di sconosciuti e tanto più ubriacarsi nella “tana del lupo”, il lupo non può essere agnello e come cappucceto rosso non si doveva andare …. così,se sei una ragazza seria e responsabile,non devi andare nella tana del lupo! Lamentarsi dopo ….. non ha senso,quindi devi imparare ad accettarne le conseguenze. La prossima volta impara a non andare a casa del lupo se sei una ragazza intelligente,se sei una irresponsabile, affari tuoi! Ogni giustificazione e rivendicazione successive SONO  RIDICOLE!

 

Devi sapere,come ho già spiegato chiaramente che,l’alcool produce gravi alterazioni della psiche, quindi, una persona che ha bevuto,magari molto, può non essere in quel momento responsabile di qualche azione incongrua che, se fosse sobrio,allora sì che sarebbe condannabile e punibile penalmente.

Una persona DEVE essere RESPONSABILE  prima  DI BERE e dire: NON VOGLIO BERE perchè so che le conseguenze potrebbero essere imprevedibili ed incontrollabili e non ne puoi addossare le colpe a chi ti ha fatto del male,anch’esso ubriaco come te.

I nostri figli DEVONO imparare ad essere RESPONSABILI e se non lo sono nel 95% dei casi è colpa della famiglia.

 

Stupro

– se il tuo “amico” è sobrio (quindi capace di intendere e di volere) e fa l’amore con te che sei ubriaca (non capace di intendere e di volere),questo è stupro,

– se il tuo “amico” è sobrio e fa l’amore con te che sei sobria, ma non vuoi,questo è stupro

– se il tuo “amico” è ubriaco e fa l’amore con te ubriaca,questo non è stupro

Data 11 maggio 2021

Covid-19 MIGLIAIA DI MORTI

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Covid – 19  

MIGLIAIA DI MORTI

CHI HA SBAGLIATO?

 

Gestione domiciliare dei pazienti con infezione da SARS-CoV-2

 

Tempesta citochinica

Il Covid-19 nei casi più estremi provoca  una ‘tempesta citochinica’ (fenomeno con una serie di sinonimi e varianti: sindrome da risposta infiammatoria sistemica, sindrome da rilascio di citochine, sindrome da attivazione macrofagica, linfoistiocitosi emofagocitica), una reazione esageratamente violenta delle difese immunitarie che, anziché proteggere dal virus, attaccano tutti gli organi del paziente, fino ad ucciderlo. Il paziente nel pieno di questa tempesta presenta in genere febbre alta, battito cardiaco accelerato, un respiro sempre più corto e un crollo dei valori di pressione arteriosa (shock). Nel suo sangue intanto sono altissimi i valori di citochine e mediatori vari dell’infiammazione, dall’interleuchina-6 all’interferon-gamma, al tumor necrosis factor alfa (TNF-alfa), alla proteina C reattiva, alla ferritina.Polminite interstiziale e morte.

 

Le tre fasi dell’infezione COVID-19

Prima fase

Pochi i sintomi, come tosse secca, mal di testa, diarrea, febbricola. Dura 2-5 giorni.

attenzione:  in questo periodo il virus si prepara ad entrare dentro alle cellule respiratorie,il paziente è sempre stato lasciato a casa solo con il paracetamolo per ridurre un po’ la febbre mentre la malattia avanzava rapidamente.

 

Seconda fase

6°-14° giorno. Il virus è entrato nelle cellule, si è riprodotto e ha invaso il polmone (i segni si vedono alla TAC o all’ecografia polmonare) si sviluppa  una polmonite interstiziale,molto spesso bilaterale.  Inizia la fase ipossica, quella che rende a volte necessario il ricovero e la somministrazione di ossigeno. Ci può essere coinvolgimento cardiaco e problemi di coagulazione. Gli esami del sangue mostrano un abbassamento dei linfociti e un aumento delle transaminasi. I marcatori dell’infiammazione sono moderatamente elevati. Questo quadro può evolvere verso la “tempesta citochinica”.

A livello polmonare  si possono avere quadri di vasculopatia arteriosa e venosa con trombizzazione dei piccoli vasi ed evoluzione verso lesioni polmonari gravi  e talvolta permanenti (fibrosi polmonare).

Possono comparire : mialgie,cefalea,diarrea,astenia,ageusia (perdita del gusto),disgeusia (distorsione o abbassamento del gusto),anosmia (incapacità di percepire gli odori),delirium, apatia,sonnolenza,confusione/disorientamento

attenzione: in questa fase non c’è un minuto da perdere per evitare di andare a finire in rianimazione e facilmente morire. In questo periodo la tempesta citochinica aumenta rapidamente e violentemente, i polmoni si riempiono dei prodotti dell’infiammazione,con tanti tipi di cellule,gli alveoli,già fragili per loro struttura,diventano ancora più fragili e si rompono “solo a guardarli”. L’ossigeno non riesce più ad attraversare gli alveoli ed anche perchè molti si stanno rompendo,quindi  ti manca il fiato. Allarme rosso!

Questo è il momento in cui,si deve intervenire subito con una terapia efficace,altrimenti,molto probabilmente,sarà troppo tardi.

Possono comparire sovrainfezioni batteriche da trattare subito con antibiotici, NON è possibile fare tamponi batteriologici,occorrerebbe troppo tempo mentre il paziente è a casa e sta rapidamente peggiorando,quindi dobbiamo fare anche gli antibiotici e se la sovrainfezione non c’è,non succede nulla di male e tanto meno il paziente morirà! La famosa resistenza agli antibiotici,in questo momento è un problema assolutamente secondario e trascurabile,qui si tratta di vita o di morte.

 

Terza fase

E’ la fase dell’infiammazione sistemica extra-polmonare; può comparire la ‘tempesta citochinica’ che porta alla Acute Respiratory Distress Syndrome (ARDS). In questa fase si è osservata un’alterazione progressiva di alcuni parametri infiammatori,quali PCR,ferritina ,citochine pro-infiammatorie ( IL2,IL6,IL7,IL10,GSCF,IP10,MCP1,MIP1A,TNF alfa) e coagulativi,quali aumentati livelli dei prodotti di degradazione della fibrina come il D-dimero,consumo di fattori della coagulazione ,trombocitopenia.    Anche troponina e NT pro-BNP possono essere elevati (segno di interessamento cardiaco). Il paziente presenta una grave insufficienza respiratoria ed è in collasso cardio-circolatorio (shock). Tutti gli organi sono in tilt. In questa fase si rende necessario il ricorso alle terapie immunologiche (corticosteroidi, anti-interleuchina 6, come tocilizumab e sarilumab, antagonisti recettoriali di IL-1 come anakinra o canakinumab, JAK-inibitori, plasma da convalescenti) nel tentativo di ridurre la risposta aberrante delle difese immunologiche. La prognosi per chi arriva in questo stadio è molto grave. In alcuni casi si può arrivare ad una coagulazione intravascolare disseminata.

– anti-interleuchina 6, come tocilizumab e sarilumab, antagonisti recettoriali di IL-1 come anakinra o canakinumab, JAK-inibitori, plasma da convalescenti. Questi farmaci sono difficili da reperire,hanno bisogno del parere dell’esperto,in genere sono disponibili solo in ospedale,costano molto, e certamente non sono mai stati fatti ai poveri cristi che lasciavano a casa in osservazione con tachipirina per 15-20 giorni ,che non costa nulla e non fa nulla,intanto la gente si aggravava  e inevitabilmente moriva.

Sulla base di queste tre fasi patogenetiche, i National Institutes of Health (NIH) statunitensi hanno formulato una classificazione, fondata anche su criteri radiologici,in cui si individuano 5 stadi clinici della malattia COVID-19,riassunti nella Tabella 1.

1-

eparina a basso peso molecolare

L’uso delle eparine (solitamente le eparine a basso peso molecolare) nella profilassi degli eventi trombo-embolici nel paziente medico con infezione respiratoria acuta e ridotta mobilità  deve continuare per l’intero periodo dell’immobilità.

– evitare l’uso di benzodiazepine, soprattutto ad alto dosaggio, in considerazione dei possibili rischi di depressione respiratoria.

– L’utilizzo di lopinavir / ritonavir o darunavir / ritonavir o cobicistat non è raccomandato né allo scopo di prevenire né allo scopo di curare l’infezione.

 

FARMACI  ANTINFIAMMATORI 

I più importanti da usare in molte patologie sono i seguenti.

1) FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei)

La tachipirina tanto usata nelle prime fasi del Covid appartiene a questa categoria,ve ne sono molti altri di cui non parlo,perchè più o meno sono equivalenti.

Dico subito però,che l’effetto antinfiammatorio di questi farmaci è trascurabile,ovvero, è molto blando,e in particolare nel Covid non servono a nulla, l’unico effetto da sfruttare è l’abbassamento della temperatura.Gli effetti principali dei FANS sono: antinfiammatori, analgesici, antipiretici.

Chi ha lasciato durante il Covid  ,a casa con la febbre, sotto osservazione per 10-15 giorni o più un paziente, senza fare altro è un CRIMINALE,quindi va messo in galera.

Questi farmaci non sono assolutamente efficaci per ridurre la risposta infiammatoria violenta che si verifica nel Covid.

 

Saturazione di ossigeno

La saturazione di ossigeno è considerata nella norma quando i valori risultano superiori al 95%

Se il saturimetro evidenzia indici inferiori al 95%, si parla d’ipossia, che può essere lieve (tra 91-94%), moderata (tra 86-90%) e grave (pari o inferiori all’85%).

Chi ha lasciato un paziente a casa “in osservazione” per 10-20 giorni aspettando che la saturazione arrivasse a livelli allarmanti,E’ UN CRIMINALE E VA MESSO IN GALERA.

Questi farmaci non sono assolutamente efficaci per affrontare e ridurre a livelli accettabili la violenta reazione citochinica  (infiammatoria) che si verifica nel Covid.

 

2) Cortisonici

Diciamo subito che,senza cortisonici il paziente può aggravarsi moltissimo e andare anche incontro a morte rapidamente,ma questi farmaci vanno presi SUBITO dopo 4-5 gg dall’inizio dei primi sintomi.

Il motivo per cui ,da parte di qualcuno,c’è stata una certa opposizione al loro uso,è che ,in teoria possono ridurre le difese immunitarie dell’organismo,per cui il virus potrebbe moltiplicarsi maggiormente ed aggredire più facilmente il paziente.

E’ una balla.

I cortisonici sono gli unici farmaci in grado di controllare e ridurre gli effetti della “tempesta citochinica”.

L’uso di cortisonici per breve tempo,solo qualche giorno,per controllare e ridurre la “tempesta citochinica” non produce alcuna significativa riduzione delle difese immunitarie.

Se inizi a basso dosaggio,è molto probabile che non riesca a controllare la “tempesta citochinica”

Se inizi a dosaggi maggiori,ma troppo tardi,anche in vena, durante l’insorgenza dello shock cardiocircolatorio,con interessamente di molti organi,il paziente,molto probabilmente sarà perduto.

Rispetto ai farmaci immunosoppressori, l’azione del cortisone è più rapida e sostanzialmente con minori effetti collaterali.

 

Vi sono vari tipi di cortisonici con differente potenza d’azione,farò un piccolo schema  riassuntivo,a favore di chi,lo dovrebbe sapere,ma,non si sa mai …!

I cortisonici bisogna saperli usare!

Forse, qualche medico se ne è dimenticato!

Un’altra piccola nota molto importante ,ancora in generale,vi sono due tipi principali di cortisonici:

– quelli a maggior capacità antinfiammatoria (da usare nel COVID),

– quelli a maggior capacità sodio-ritentiva

2-

 

Come vedi, come effetto antinfiammatorio si prende a riferimento il Cortisolo che si considera = 1.

Quindi i cortisonici più potenti  sono: Metilprednisolone – Triamcinolone – Betametasone.

Se non li usi,MUORI

Betametasone  (terapia a breve durata) 4 /12 mg riducendo gradualmente tale dose in base all’evoluzione clinica

Desametasone  6 mg

Metilprednisolone 32 mg

Prednisone 40 mg

Idrocortisone 160 mg

 

– il cortisone in teoria nei pazienti diabetici può  destabilizzare il controllo glicemico,evento facilmente controllabile con il controllo della glicemia e la correzione della dose del farmaco ipoglicemizzante

– Infatti l’assunzione di questo farmaco inibisce, mediante feedback negativo, la produzione fisiologica di cortisone e, per questo motivo, il dosaggio va piano piano scalato per dare modo all’organismo di ripristinare il corretto funzionamento delle ghiandole surrenali.

– la riduzione deve avvenire in modo tanto più graduale e lento quanto maggiori risultino la dose e la durata del trattamento.

– Inoltre, poiché dopo una terapia protratta l’organismo si “assuefà” ai cortisonicise la riduzione non viene effettuata in maniera graduale si può manifestare una “sindrome da carenza di glicocorticoidi”, caratterizzata da pressione bassa, malessere generale ed altri disturbi.

– il cortisolo è un ormone dello stress di importanza vitale, prodotto dalle nostre ghiandole surrenali, che influenza una serie di processi nel nostro organismo, oltre a fornire energia e a regolare pressione sanguigna ed elettroliti (sali minerali nel sangue, come sodio e potassio).

– Come ormone dello stress, il cortisone influenza molti processi fondamentali all´interno del nostro organismo, come il catabolismo, per fornire rapidamente al corpo l´energia di cui ha bisogno, o la percezione, la capacità di pensare, la divisione e lo sviluppo cellulari, i processi infiammatori

–  Il cortisolo prodotto dal surrene ha due effetti diversi. Da un lato, agisce sulla composizione dei sali minerali nel sangue (soprattutto sodio e potassio), che a sua volta influisce sulla pressione sanguigna. Tale azione è anche chiamata mineralcorticoide. Dall´altro, agisce nella maggior parte delle cellule dell´organismo umano per rifornirle di energia, grazie alla sua azione glucocorticoide.

– L´azione non genomica, invece, compare molto rapidamente, nel giro di secondi o di pochi minuti, ed è dose-dipendente. Il cortisolo agisce direttamente sulla membrana cellulare o attraverso il recettore per i glucocorticoidi presente sulla membrana cellulare. Tale azione non interessa tutte le cellule umane. Ad oggi essa è stata osservata nelle cellule epatiche, muscolari, nervose e in alcuni tipi di leucociti (linfociti B e linfociti T).

– L´esordio dell´azione del cortisone si manifesta già entro pochi secondi dalla somministrazione, soprattutto ad alte dosi, caratteristica che in alcune patologie è di importanza decisiva e lo rende spesso un farmaco salvavita. Alcuni esempi sono le reazioni allergiche, ma anche le malattie infiammatorie e autoimmuni, che comportano rischi per diversi organi vitali come cuore, reni, polmoni o cervello.

– Un ulteriore vantaggio del cortisone è la sua azione dose-dipendente. Mentre al riacutizzarsi dell´AR sono sufficienti dosi di prednisolone comprese tra 15 e 20 mg, per controllare la flogosi articolare, in caso di vasculite (infiammazione a carico dei vasi sanguigni) con interessamento del sistema nervoso centrale, occorrono dosi di 1000 mg o superiori.

– un effetto collaterale è la iperglicemia, tale effetto è dovuto sia a una maggiore produzione e disponibilità di glucosio, sia all´insulino-resistenza.

Ipertensione: anche la pressione sanguigna dovrebbe essere controllata regolarmente, dato che l´azione mineralcorticoide comporta una maggiore ritenzione idrica e sodica nell´organismo, inducendo un aumento della pressione sanguigna.E’ evidente che in una fase di shock questa azione è molto favorevole.

– altri effetti collaterali nascono solo con un uso cronico del cortisone,per cui nella fase acuta della tempesta citochinica del Covid ,questi effetti non sono neppure da prendere in considerazione.

– 10 giorni di terapia cortisonica fatta  al momento giusto e come si deve,ti salvano la vita!

 

3) Altri tipi di farmaci

i farmaci particolari che talvolta vengono spesso indicati sono farmaci molto costosi,introvabili,in genere di uso ospedaliero,molti sono anche inutili e con effetti discutibili se non dannosi,anche perchè spesso vengono usati in “off label“, senza conoscerne quindi il vero effetto in questi casi.

Li ricordo brevemente:

Tocilizumab, sarilumab, emapalumab, anakinra, ruxolitinab, baricitinib, fedratinib, alcuni sono in via di sperimentazione,non è sicura la loro azione,molti pazienti non rispondono ad alcuni farmaci,insomma sono farmaci tirati in ballo dai “grandi luminari” per avere un tornaconto economico dalle aziende farmaceutiche che li producono a carissimo prezzo. Se aspetti di guarire con questi farmaci,fai conto di essere già morto.

 

Covid-19, nuova circolare del Ministero aggiorna le linee guida per le cure domiciliari  e non solo

 

Questa circolare è veramente una barzelletta!

Chi legge la circolare delle linee guida domiciliari del Ministero,non può che pensare che siano state fatte da delle persone completamente fuori di testa!

La riporto per sommi capi tanto per farti vedere che dice tutto (apparentemente) ma in realtà nessuna indicazione è chiara e precisa,come dire, parlo vagamente di alcuni aspetti,ma poi fai come ti pare!

 

E’ stata diffusa il 26 aprile la nuova circolare del Ministero della Salute che aggiorna le  linee guida”  per le cure domiciliari dei pazienti Covid

Paracetamolo o FANS in caso di febbre,dolori articolari o muscolari e osservazione per 10-15 giorni  (fra 15gg ,molto probabilmente il paziente è grave e si avvia inevitabilmente alla morte),

Cortisone:  un utilizzo precoce di cortisone si è rivelato inutile se non dannoso, in quanto in grado di inficiare lo sviluppo di un’adeguata risposta immunitaria, (falso,ho già spiegato perchè),

– utilizzare eparina solo nei soggetti immobilizzati,o con patologie che lo richiedano  specificamente,

antibiotici: evitare l’uso empirico di antibiotici; il loro eventuale utilizzo è da riservare esclusivamente ai casi in cui l’infezione batterica sia stata dimostrata da un esame microbiologico.(questo la circolare)

 

Adesso vi esporrò i motivi per cui questi suggerimenti sono del tutto inutili,ma,soprattutto inutilizzabili a casa del paziente.

 

Esame microbiologico

Anche questa è una  stronzata,voi pensate che ad ogni paziente sospettato di Covid in osservazione domiciliare,possa essere fatto un esame microbiologico serio ??? Da chi???? Pensate quante centinaia di richieste ci sarebbero e quanti operatori specializzati occorrerebbero sia per andare nelle abitazioni , come pure laboratori specializzati con relativi operatori che non ci sono! Questi professoroni sono fuori di testa,fuori dal mondo,dei veri sbandati. Dovrebbero essere messi in galera perchè sono un pericolo pubblico!

Ma vediamo un po’ meglio

 

Esame Colturale dell’Espettorato

Qualche professorone ricorda che,prima di fare gli antibiotici sarebbe necessario accertarsi che ci sia una sovrainfezione batterica o di altro tipo,ma che cos’è un esame colturale dell’espettorato e quanto tempo ci vuole a farlo e chi dovrebbe farlo? Il medico della mutua? Ma non ci pensa nemmeno! Troppo impegnativo,troppo lavoto e poi pensate un po’,se lo dovesse fare a tutti i pazienti sospetti di COVID,campa cavallo che l’erba cresce! I mutualisti sono signorini…. non si vogliono sforzare troppo… ,e non hanno neppure le competenze!  E intanto il paziente,per tutti i ritardi e le chiacchiere inutili va dritto in rianimazione!

Ma vediamo meglio i tempi e le difficoltà per fare un esame microbiologico, solo per farti comprendere quanto sia grande la stupidità di chi ha proposto queste cose mentre il paziente è in osservazione a casa!

 Perché Fare il Test?

Per la ricerca e l’identificazione delle cause di una polmonite batterica o di altre infezioni delle basse vie aeree; per monitorare l’efficacia del trattamento terapeutico.

Che Tipo di Campione Viene Richiesto?

Un campione di espettorato (una secrezione delle vie aeree profonde, non di saliva) in genere raccolto al mattino; talvolta, per diagnosticare alcuni tipi d’infezione, può essere richiesto di effettuare la raccolta in tre giorni consecutivi,capite bene che tutto questo è impossibile in un paziente COVID in osservazione a casa,che si sta aggravando rapidamente! E intanto il paziente andrebbe in ipossia e rianimazione!

Quando Fare il Test?

In presenza di sintomi associati ad un’infezione delle basse vie aeree

Come viene raccolto il campione per il test?

Il campione di espettorato può essere espulso spontaneamente o tramite induzione. Il campione viene generalmente raccolto in un contenitore sterile fornito dal laboratorio. Viene richiesto un campione delle vie aeree inferiori; pertanto il paziente deve essere correttamente informato sulla necessità di fornire un campione di muco/catarro e non di saliva. Nel caso in cui il paziente non riesca ad espellere spontaneamente il campione, può essere sottoposto ad un aerosol di soluzione salina sterile o di glicerina per alcuni minuti. L’inalazione del vapore può essere di aiuto nella raccolta dell’espettorato. Talvolta può essere però necessario l’intervento del personale sanitario per l’induzione alla produzione del campione.

Tutti i campioni raccolti devono essere consegnati prontamente al laboratorio, in modo che possano essere processati ancora freschi. All’accettazione tutti i campioni devono essere sottoposti alla valutazione della conformità.

L’utilità dell’esame colturale dipende spesso dalla buona raccolta del campione. Se la colorazione di Gram rileva la presenza di troppe cellule appartenenti alla cavità orale (cellule epiteliali squamose), allora il campione non viene considerato adeguato e viene richiesta una nuova raccolta. La presenza invece di un gran numero di leucociti nel campione, indicativa di una risposta immunitaria dell’organismo, viene considerata adeguata.

Capite bene che,fare tutto questo a casa del paziente sarebbe  una pazzia,anzi impossibile

Quali informazioni è possibile ottenere?

L’esame colturale dell’espettorato viene utilizzato per la diagnosi di infezioni batteriche delle vie aeree inferiori, come quelle responsabili della polmonite batterica o della bronchite. In genere viene preceduta dal test della colorazione di Gram, utile per l’identificazione del batterio.

 

Talvolta le infezioni delle vie aeree inferiori possono essere causate da agenti patogeni non in grado di crescere in questo tipo di colture. Esistono infatti agenti patogeni che per la crescita richiedono terreni nutritivi particolari o che crescono molto lentamente. Nel caso si sospetti la presenza di uno di questi agenti patogeni, oltre all’esame colturale dell’espettorato possono quindi essere richiesti uno o più esami addizionali, come la coltura AFB per la rilevazione dell’agente eziologico della tubercolosi o gli esami colturali per i micobatteri non tubercolari, per i funghi o per Legionella.

L’esame colturale dell’espettorato può essere richiesto da solo o in associazione all’emocromo, per valutare il tipo e il numero di leucociti come indicatori di infezione, e/o all’emocoltura, per valutare la presenza di setticemia.

L’escreato non è un campione sterile di per se. Questo significa che insieme ai batteri responsabili dell’infezione, nella coltura batterica possono essere presenti anche batteri innocui (non patogeni) normalmente presenti nell’espettorato. Nel caso in cui vengano identificati batteri patogeni, il test di sensibilità agli antibiotici permette di identificare la terapia antibiotica mirata al trattamento dell’infezione.

Quando viene prescritto?

L’esame colturale dell’espettorato può essere richiesto nel caso in cui il clinico sospetti la presenza di un’infezione batterica delle vie aeree inferiori, come quella responsabile della polmonite batterica.

 

I sintomi includono:

 

Tosse

Febbre, brividi

Dolore muscolare

Senso di fatica

Difficoltà respiratorie

Dolore al petto

Stato confusionale

Come vedi sono sintomi perfettamente identici (all’inizio) a quelli di una polmonite da COVID!

Talvolta l’esame colturale dell’espettorato può essere richiesto al termine di una terapia per il trattamento di un’infezione delle vie aeree inferiori, per valutarne l’efficacia.

Cosa significa il risultato del test?

Il riscontro della presenza di batteri patogeni nell’esame colturale dell’espettorato di persone con segni e sintomi di un’infezione delle vie aeree inferiori, è indicativo dell’origine batterica dell’infezione. Un referto positivo in genere riporta il nome dell’agente patogeno individuato.

L’agente eziologico più comune per le polmoniti batteriche è lo Streptococcus pneumoniae. Altri batteri comuni includono:

 

Staphylococcus aureus

Haemophilus influenzae

Moraxella catarrhalis

Klebsiella pneumoniae

Streptococcus piogene

 

Se l’esame colturale è negativo, sul referto viene di solito indicato come “assenza di crescita in 24 o 48 ore”; in questo caso è probabile che i sintomi siano dovuti ad un’infezione di tipo virale o che il patogeno sia presente in quantità troppo basse per poter essere rilevato. La negatività del test potrebbe essere anche dovuta  all’incapacità del microrganismo responsabile dell’infezione di crescere nel terreno di coltura utilizzato routinariamente.

 

Esempi di microrganismi NON in grado di crescere nei terreni di coltura utilizzati di routine sono:

 

Mycoplasma pneumoniae e Chlamydia pneumonia—comuni nei giovani adulti

Microrganismi appartenenti alla specie Legionella

Mycobacterium tuberculosis (vedi i test per i Bacilli Alcol-Acido Resistenti)

Pneumocystis jiroveci — un fungo spesso presente in pazienti sottoposti a trapianto d’organo o malati di HIV/AIDS

Altri funghi

Virus

Raramente, infezioni parassitarie

 

E’ evidente che un professorone del Ministero che guadagna 10.000 € al mese per sputare queste stronzate, mentre il paziente va in ipossia a domicilio e si avvicina alla morte,deve essere un cretino come nessuno mai e dovrebbe essere sbattuto fuori a pedate nel culo a stipendio 0.

Si capisce bene come fare un esame microbiologico serio ,in un paziente a domicilio,che si aggrava ogni giorno di più,in cui bisogna intervenire RAPIDAMENTE, mentre per tale esame possono passare altri giorni inutilmente e per il quale serve una grande organizzazione di uomini e mezzi, a tutti i livelli, per poterlo fare a centinaia di pazienti, sia una vera proposta da galera!

Quindi ,nel dubbio che vi sia una sovrainfezione batterica,si DEVE fare SUBITO un ciclo di antibiotici per il tempo necessario.

 

Ancora dice la circolare del Ministero:

idrossiclorochina: non utilizzare idrossiclorochina, la cui efficacia non è stata confermata in nessuno degli studi clinici randomizzati fino ad ora condotti.

anticorpi monoclonali: valutare, nei pazienti a rischio di progressione di malattia, la possibilità di trattamento precoce con anticorpi monoclonali da parte delle strutture abilitate alla prescrizione. Sì,se hai un santo in Paradiso o sei un politicone importante,forse vi puoi accedere.

saturazione dell’ossigeno: si ritiene di considerare come valore soglia di sicurezza per un paziente Covid-19 domiciliato il 92% di saturazione dell’ossigeno. Se la saturazione dell’ossigeno scende sotto il 92% valutare o ricovero o ossigenoterapia a casa. (ci pare ovvio!)

Queste linee guida sono GENERICHE,IMPRECISE  e quindi lasciano il tempo che trovano.

L’elefante ha partorito un topolino!

Fine circolare

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VIROLOGI

Sono i più ciarlatani di tutti,per capire una malattia,come nasce,come si sviluppa,come si diagnostica,come si cura, DEVI ESSERE UN CLINICO,altrimenti chiudi la boccaccia perchè spari solo cazzate. Eppure i virologi sono continuamente in TV a sparare stronzate,a farsi pubblicità per poi essere cercati da tutti ed aumentare i loro redditi.

 

DANNI DA VENTILATORI POLMINARI

 

In particolare nel 2020 molti pazienti sono stati uccisi,molto probabilmente, dall’uso scorretto dei ventilatori polmonari.

 

 Tipi di ventilazione

– Esistono due tipologie di ventilazione meccanica:

 ventilazione meccanica a pressione negativa, che rappresenta la tipologia più antica (polmone d’acciaio)

ventilazione meccanica a pressione positiva, che rappresenta invece la tipologia più moderna e più in voga attualmente.

Il ventilatore meccanico necessario alla sua realizzazione è un dispositivo elettronico regolabile, che pompa aria nelle vie respiratorie del paziente a intervalli regolari (12-25 pompate al minuto), mimando a tutti gli effetti gli atti respiratori di inspirazione.

Il pompaggio dell’aria nelle vie respiratorie può avvenire in due modi distinti: attraverso una maschera apposita, applicabile sul volto del malato, oppure attraverso un tubo da introdurre in trachea per bocca (tubo endotracheale) o mediante un’apertura sul collo (tubo per tracheotomia).

 

1) Polminite associata a ventilazione meccanica

Con l’acronimo Vap si intende la polmonite associata a ventilazione meccanica, il cui esordio si manifesta dopo almeno 48 ore dall’inizio della Ventilazione Meccanica Assistita (Vma) nei pazienti ricoverati nelle terapie intensive.

Nel meccanismo patogenetico della Vap, la presenza della “protesi” respiratoria (es. tubo endotracheale) rappresenta il fattore di rischio principale, in quanto favorisce   micro inalazioni del contenuto oro-faringeo, riduzione delle difese delle vie aeree superiori, formazione di un bio-film con conseguente aumento della carica batterica

Ne consegue che la colonizzazione del tratto aero-digestivo e la contaminazione dei dispositivi del circuito collegati alla via aerea artificiale diventano l’humus perfetto per cui i microrganismi presenti nel cavo oro-faringeo possono giungere nel parenchima polmonare, superare le difese dell’organismo e causare la reazione infiammatoria locale con conseguente polmonite.

Nei pazienti sottoposti a ventilazione meccanica l’incidenza della Vap si attesta a circa il 22%.

La mortalità attribuibile alla Vap è del 27%, percentuale che aumenta fino al 43% nel caso in cui l’agente che la causa risulti essere antibiotico resistente.

I microrganismi causanti Vap sono nel 56,5% dei casi Gram-negativi, in particolare Escherichia coli, Klebsiella spp, Heamophilus Influenzae. Nel 42% dei casi i patogeni sono cocchi Gram-positivi come ad esempio lo Staphylococcus aureus.

I fattori di rischio legati alla presenza del tubo endotracheale  sono:

– alterazione della clearance muco-ciliare

– accumulo di secrezioni sotto-glottiche

– formazione di uno strato di materiale biologico endoluminale

 

2) Pneumotorace

Un ventilatore meccanico può spingere l’aria nei polmoni anche se il paziente non inspira.

Si possono usare molti tipi di ventilatore meccanico e modalità operative, in funzione della malattia di base. In base alle esigenze del paziente, il ventilatore meccanico eroga ossigeno puro o una miscela di ossigeno e aria.

Con i ventilatori viene erogata una miscela di ossigeno e aria sotto pressione,l’impiego di queste tecniche è definito ventilazione a pressione positiva a due livelli (BPAP) o a pressione positiva continua (CPAP).

La spinta d’aria nei polmoni, in presenza di una pressione eccessiva o di un volume eccessivamente elevato, può produrre una sovradistensione dei polmoni e dare luogo a danno polmonare. In alcuni casi ne consegue la rottura degli alveoli (piccole e fragili cavità polmonari), che consente l’accumulo di aria attorno al polmone e il suo conseguente collasso, una patologia definita pneumotorace.

 

3) Monitoraggio pressione della cuffia della cannula: è necessario un controllo quotidiano della pressione della cuffia tracheale mediante manometro. La pressione deve attestarsi in un range di 20-30 cmH2o. La cuffia tracheale svolge diverse funzioni, come: garantire il posizionamento del tubo endotracheale (evitandone la dislocazione), mantenere i volumi di ventilazione costanti, proteggere le vie aeree da possibili inalazioni di sangue e saliva, limitare i traumi sulla mucosa della trachea. Sovra-gonfiaggio: decubito, danno ischemico, stenosi tracheale, fistole, malacia; sotto-gonfiaggio: dislocamento (estubazione), polmoniti ab ingestis, incostanza dei volumi di ventilazione, VAP (micro-aspirazione e inalazione)

4) Igiene delle mani: è considerata una misura primaria; il lavaggio delle mani e la sua frequenza riduce significativamente il rischio di colonizzazione. Il seguente (non pratica sostitutiva) utilizzo di guanti monouso e la sua sostituzione tra un paziente e l’altro.

5) Posizione terapeutica del paziente: l’elevazione della testata del letto di 30°-45° permette una migliore espansione toracica e quindi un migliore recupero della funzionalità respiratoria, inoltre può ridurre il rischio di rigurgito e conseguente aspirazione bronchiale.

6) Gestione del circuito del ventilatore e dei presidi per l’intubazione: non è necessario, ma anzi è potenzialmente pericoloso, il cambio routinario dei circuiti esterni del ventilatore ogni 48 ore. Aumentando la manipolazione dei circuiti aumenta il rischio di inoculare condensa in trachea; circuito del ventilatore e presidi per l’intubazione devono essere sostituiti solo se mal funzionanti o macroscopicamente sporchi. Il circuito interno deve essere sterilizzato di routine solo se contaminato con agenti virali.

7) Aspirazione temporizzata delle secrezioni sotto-glottide: dato che la presenza del tubo endotracheale per la ventilazione meccanica favorisce il passaggio di secrezioni in cui è presente flora orale e gastrica e che tale condizione crea un

terreno di coltura per quelli che sono i microrganismi presenti nel tratto naso-orofaringeo; con l’aspirazione continua o meglio temporizzata alla via accessoria, si riduce al minimo il passaggio nelle basse vie aeree delle secrezioni che si raccolgono nello spazio sopraglottico, subito al di sopra della cuffia, con conseguente riduzione della incidenza di polmoniti.

8) Aspirazione tracheobronchiale: l’aspirazione endotracheale è una pratica invasiva e potenzialmente lesiva, se non correttamente condotta, per la quale bisogna osservare alcune indicazioni: aspirare solo in presenza degli indicatori clinici (compresenza di desaturazione, tachicardia e tachipnea, presenza di eccessivi rumori respiratori all’auscultazione, presenza di muchi risalenti dal tubo endotracheale); garantire tecnica sterile; praticare la pre-ossigenazione; aspirare per 10-15 secondi; non aspirare routinariamente, ma secondo piani di assistenza individuali; prevenire l’iper-produzione di muco mediante una corretta idratazione del paziente. L’aspirazione mediante circuito chiuso presenta comunque dei netti vantaggi rispetto a quella con sondino per evitare molte infezioni pericolose come quelle da acinetobacter e klebsiella.

Il sistema di aspirazione a circuito chiuso ha una punta aperta e atraumatica con marcatura di riferimento (causa quindi meno danni da aspirazione alla mucosa endotracheale), è rivestito con guaina protettiva trasparente per evitare il contatto degli operatori con le secrezioni (ciò permette di aspirare anche senza guanti sterili), è dotato di valvola di non ritorno che impedisce la contaminazione sia del paziente che dell’ambiente.

Di contro, il sistema di aspirazione a circuito chiuso ha un costo nettamente più alto rispetto ai sondini monouso, necessita di essere sostituito ogni 24/72h (o in funzione delle indicazioni del produttore), necessita di una gestione che richiede il lavaggio con fialette preriempite di NaCl 0,9% dopo ogni lavaggio, per garantirne l’igiene e la pervietà.

9) Igiene del cavo orale: per ridurre la carica batterica (quindi il rischio di colonizzazione) oro-faringea nei pazienti intubati; è raccomandato l’utilizzo di antisettico a base di clorexidina a concentrazione 0,12%. Le linee guida consigliano di praticarla due volte al giorno e diventa un elemento dirimente soprattutto nei pazienti intubati per via oro tracheale, in quanto abbatte la carica batterica del tratto oro-faringeo, impedendo ed ostacolando la formazione del biofilm e  soprattutto la formazione di accumuli di saliva e secrezioni ricche di batteri, la cui micro inalazione in trachea rappresenta il primo fattore patogenetico.

10) Prevenzione della formazione del biofilm endoluminale: l’utilizzo di un tubo endotracheale rivestito con argento abbassa il tasso microbiologico che porta alla formazione di un biofilm; tale biofilm impedisce l’entrata di agenti anti-microbici e quindi riduce l’efficacia di un eventuale trattamento antibiotico, favorendo così lo sviluppo della Vap.

11) Nutrizione enterale: la nutrizione enterale nel paziente intubato preserva la flora intestinale e l’integrità dello stato immunologico presente, in quanto l’intestino produce l’80% delle immunoglobuline del nostro organismo. Va tenuto presente che comunque la presenza del sondino naso-gastrico può favorire episodi di reflusso gastrico, aumentando così le possibilità di insorgenza di Vap, tuttavia posizionare il sondino naso-gastrico in posizione post-pilorica può ridurre il reflusso e conseguentemente il rischio di Vap. È necessario, quindi, nei pazienti portatori di sondino naso gastrico per nutrizione enterale, garantire una corretta postura per prevenire il vomito, che rappresenta un importante ed incisivo fattore di rischio.

12) Fisiokinesiterapia: posto che la condizione di immobilità del paziente intubato può compromettere la clearance mucociliare, la fisiokinesiterapia, al contrario, la influenza e previene la colonizzazione batterica del tratto respiratorio. La metodica del clapping, abbinata alla postura prona del paziente (tema controverso in letteratura soprattutto per quanto concerne il paziente intubato), se correttamente condotta potrebbe rappresentare una pratica molto utile in quanto previene l’accumulo di muchi ed i conseguenti addensamenti e favorisce quindi la meccanica respiratoria.

13) Barotrauma con interessamento dei polmoni (barotrauma polmonare). Per effetto del barotrauma polmonare, il paziente può essere vittima di pneumotorace, pneumomediastino, pneumoperitoneo e/o enfisema subcutaneo.

Il barotrauma polmonare è una delle complicanze più note della ventilazione meccanica a pressione positiva.

14) Infortuni di tipo acuto a carico dei polmoni. Si caratterizzano per un danno agli alveoli polmonari, danno dal quale possono dipendere: la formazione di edema  polmonare, la perdita di surfactante, la perdita di sangue alveolare e il collasso alveolare.

15) Atrofia del muscolo diaframma. Il diaframma è un muscolo alla pari dei muscoli delle gambe o delle braccia: il suo mancato utilizzo (che è una conseguenza tipica dell’assenza di respirazione spontanea) comporta una perdita di tonicità e un indebolimento delle fibre muscolari.

16) Riduzione della motilità delle cilia presenti nelle vie respiratorie e conseguente tendenza allo sviluppo di infezioni polmonari (polmoniti). Le vie respiratorie si avvalgono di un sistema muco-ciliare, per catturare germi e batteri al loro interno e trasportarli verso la bocca, per la loro eliminazione.

La ventilazione meccanica pregiudica la salute del suddetto sistema muco-ciliare e ne compromette l’efficacia funzionale.

17)  stenosi tracheale, lesioni delle corde vocali, fistola tracheoesofagea o tracheale vascolare. Un aspirato tracheale purulento in un paziente febbrile che ha un elevato numero di globuli bianchi > 48 h dopo la ventilazione suggerisce una polmonite da ventilatore meccanico.

18) La tossicità dell’ossigeno si riferisce a cambiamenti infiammatori, infiltrazione alveolare e, infine, fibrosi polmonare che può svilupparsi in seguito ad esposizione prolungata ad alta FIO2 (p. es., > 0,6). La tossicità è sia concentrazione che tempo-dipendente. Una FIO2 > 0,6 deve essere evitata a meno che non sia necessaria per la sopravvivenza. Una FIO2 < 0,6 è ben tollerata per lunghi periodi.

19) volutrauma – atelectrauma

Il danno polmonare associato al ventilatore, a volte denominato danno polmonare indotto dal ventilatore, è un danno alveolare e/o delle piccole vie aeree correlato alla ventilazione meccanica. I possibili meccanismi includono la sovradistensione alveolare (ossia, il volutrauma) e le forze di taglio create dall’apertura ripetuta e dal collasso degli alveoli (ossia, atelectrauma), che portano al rilascio di mediatori infiammatori che determinano una maggiore permeabilità alveolare, accumulo di liquidi e perdita di tensioattivo.

20) Ipotensione acuta

Quando si sviluppa ipotensione acuta in un paziente ventilato meccanicamente, in particolare quando è accompagnato da tachicardia e/o un aumento improvviso del picco di pressione inspiratoria, deve essere sempre considerato uno pneumotorace iperteso; i pazienti con tali risultati devono disporre immediatamente di un esame del torace e una RX torace (o trattamento immediato se l’esame è di conferma).

L’ipotensione può essere causata come riduzione del ritorno venoso dovuta all’elevata pressione intratoracica nei pazienti sottoposti ad alti livelli di pressione positiva di fine espirazione o in quelli con alti livelli di pressione positiva di fine espirazione intrinseca da asma o broncopneumopatia cronica ostruttiva, soprattutto in presenza di ipovolemia. In assenza dei segni obiettivi tipici di uno pneumotorace iperteso e se le cause correlate alla ventilazione rappresentano un’eziologia possibile dell’ipotensione, in attesa di una RX torace a letto, il paziente può essere disconnesso dal ventilatore e ventilato manualmente con delicatezza con 2-3 atti respiratori/min e ossigeno al 100% mentre si infondono liquidi (p. es., da 500 a 1000 mL di soluzione fisiologica allo 0,9% negli adulti e 20 mL/kg nei bambini). Un miglioramento immediato suggerisce una causa correlata alla ventilazione e le impostazioni del ventilatore devono essere programmate di conseguenza.

21) Profilassi della trombosi profonda.Tutti i pazienti sottoposti a ventilazione meccanica devono ricevere una profilassi per la trombosi venosa, o con 5000 unità di eparina sottocute da 2 a 3 volte/die o eparine a basso peso molecolare con dispositivi pneumatici di infusione a compressione sequenziale.

Il modo più efficace per ridurre le complicanze della ventilazione meccanica è quello di limitare la sua durata. Giornaliere sospensioni dalla sedazione e prove di respirazione spontanea aiutano a determinare il momento in cui il paziente può essere liberato dal supporto meccanico.

 

Conclusioni

Durante la pandemia si sono verificati migliai di morti che potevano essere evitati. Perchè si sono verificati?

 

1) per la mancanza di direttive serie e precise da parte degli organi competenti,

2) per la  mancanza di un protocollo efficace nei confronti delle terapie domiciliari mentre i pazienti venivano lasciati a casa,soli, senza alcuna assistenza e terapia ,ma solo con un po’ di Tachipirina che non serve a niente,se non ad abbassare un po’ la temperatura e soprattutto “in vigile attesa” per 15-20 giorni o più il che è una presa di culo,perchè ha portato troppo spesso i pazienti  ad una polmonite interstiziale,ipossia ,ricovero e morte. Tutto questo si chiama omicidio.

3) sono stati comperati centinaia di ventilatori polmonari e messi in mano molto spesso a personale giovane,che non aveva neppure avuto il tempo di capire come funzionassero,spesso i ventilatori non erano neppure a norma e quindi soggetti a malfunzionamenti,

4) l’uso di questi ventilatori è stato massivo, spesso improvvisato  e quindi non sono stati usati in modo scientifico ma  producendo  più danni che benefici,anzi troppo spesso sono stati certamente causa essi stessi di morte,per tutti i motivi che ho menzionato. E’ molto facile uccidere un paziente con un ventilatore,se non lo si sa usare perfettamente!

5) un’ultima domanda: ci sono state migliai di morti,perchè non è mai stata fatta una biopsia ai cadaveri? La risposta sembra scontata,perchè avremmo scoperto che tantissimi pazienti sono stati uccisi anche dall’uso approssimativo dei famigerati e propagandati ventilatori polmonari. Inoltre se fosse stata scoperta una simile verità,lo Stato italiano avrebbe dovuto risarcire i parenti dei morti con milioni di euro. La verità purtroppo ,è stata sepolta con tutti i cadaveri

6) Chi doveva indagare  veramente fino in fondo,quante autopsie ha ordinato su quella fila infinita di camion che portavano le bare alla cremazione ? Meglio distruggere tutto che accertare la verità,costa meno e tutti i responsabili si salvano da accuse imperdonabili. Siamo tutti  in attesa di risposte certe,che ormai non arriveranno più!

7) Purtroppo,molto spesso ,gli “eroi” si sono trasformati in carnefici!

 

La verità è l’unico bene dell’umanità che, diviso fra tutti, anziché diminuire diventa più grande